sta uscendo di tutto, a questo punto i fakes saranno la maggioranza, ma se stessimo a sentire, negli ultimi 2 giorni:
-kurt cobain ucciso da curtney love perchè aveva scoperto la setta
-elle de generes cannibale di bambini
-roberto benigni
Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.
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Aspettiamo che escano gli altri 3 milioni di fileOriginariamente Scritto da Sergio Visualizza MessaggioIo non ci sono negli Epstein files, casualità?
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ahahah ma per favoreOriginariamente Scritto da The_machine Visualizza MessaggioPraticamente negli Epstein file ognuno cerca e trova quello che vuole.
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Epstein Files, da Bill Clinton a Jack Lang: se lo scandalo travolge il mondo progressista
Il filo rosso delle «ragazze», spunta l’ex consigliera di Obama Kathryn Ruemmler. L'ex premier laburista norvegese Jagland dopo l’imbarazzo dovrà affrontare l’accusa di corruzione aggravata
Dei cinquecento e passa interlocutori principali di quel milione e 400 mila mail inviate e ricevute da Jeffrey Epstein nell’arco degli anni, quali nomi alimentano maggiormente la nostra curiosità? In quella tela fitta di relazioni in cui, secondo la dettagliata conta dell’Economist, il 20% erano finanzieri, il 10% scienziati e medici, l’8% gente dei media e dello spettacolo e il 6% appartenenti a ciascuna delle seguenti categorie — avvocati, politici, accademici, uomini d’affari —, si potrebbe delineare una sorta di divisione politica nel gruppo degli «amici» del grande tentatore? Erano più i liberal o i conservatori, i repubblicani o i democratici? Destra o sinistra in Europa?
Poiché «il potere è la retorica più persuasiva» (Friedrich Schiller) e «la forza sempre attrae gli uomini di dubbia moralità» (Albert Einstein), tenuto conto che «quando si tratta di denaro, siamo tutti della stessa religione» (Voltaire), si dovrebbe concludere che nella tela bipartisan di Epstein hanno zampettato in tanti e di tutti i colori, non si sa bene se nella parte dei ragni o delle mosche. Ma essendo che «l’alleanza con un potente non è mai sicura» (Fedro), la tessitura di rapporti per quanto estesa alla fine (molto alla fine) non ha evitato a Epstein il carcere, e ora non evita l’imbarazzo o la vergogna dei tanti amici e frequentatori di isole private e salotti, se non (addirittura!) un’inchiesta giudiziaria come accade in queste ore (con l’accusa di corruzione aggravata) all’ex premier norvegese Thorbjørn Jagland, ex presidente del Comitato per il Nobel, un laburista scandinavo sulla cui integrità avresti scommesso un pozzo petrolifero nel Mare del Nord. Cosa direbbero oggi di lui il papà Helge, professione saldatore, e la mamma cuoca Ingrid?
E cosa possono pensare gli ammiratori del linguista guru della sinistra Noam Chomsky, a cui Epstein nell’agosto 2015 consigliava «di volare in Grecia solo se ti senti bene», scherzando sul fatto che già gli era toccato «mandare un aereo a prendere un altro lefty friend per farlo vedere di corsa da un medico a New York»?
Nei panni di consigliere (anche) di questioni sessuali spesso miserrime, Epstein fu molto richiesto dall’economista Larry Summers, ex ministro del Tesoro sotto Bill Clinton, il quale in quei tre milioni di file viene indicato come «amico» di Jeffrey. Certo, l’ombra di Monica Lewinsky rende meno sorprendente il legame con l’ex presidente, così come i racconti e le accuse di tante donne rendono plausibile il legame con il presidente attuale. Fa più impressione la corrispondenza con l’ex consigliera di Obama Kathryn Ruemmler, che in una mail parla di Trump che appare «così rozzo» e si sente rispondere che «dal vivo è molto peggio». Kathryn che chiede a Epstein se in una certa situazione intenda fare uso delle sue «ragazze russe».
Già, «le ragazze»: visto che ci sono i nomi e i volti di mille vittime di abusi sessuali nei faldoni degli Epstein files, forse sarebbe il caso che cominciassero a ottenere giustizia, mentre i media di tutto il mondo dipanano l’immensa tela dei ragni e delle mosche da una parte all’altra dell’Atlantico. Ecco cadere in parallelo il lord laburista britannico Peter Mandelson, antico consigliori di Tony Blair, e il principe della Cultura francese Jack Lang, antico protetto del presidente François Mitterrand: uno 72 e l’altro 86 anni, entrambi costretti a una pubblica ritirata dalle scene per via dell’amicizia con il finanziere pedofilo rimasta impigliata nella rete di mail. Due politici simbolo di una vecchia «nuova sinistra» di governo, Lang nella Parigi degli anni Ottanta del secolo scorso e Mandelson nel New Labour a cavallo del millennio.
Il fatto che anche loro, come la maggioranza delle persone coinvolte (senza essere penalmente accusate) nello scandalo Epstein, siano due epigoni, tutto sommato due «parrucconi» come il settantenne Bill Gates anche lui attivo nella rete del ragno-finanziere, pone forse una questione legata, se non ai tempi della giustizia, di certo a quelli della denuncia. Un po’ come il caso Harvey Weinstein, il produttore di Hollywood accusato di violenza da decine di donne e tardivamente condannato nel 2023 a 16 anni di carcere. Come il #MeToo, anche gli Epstein files esplodono in differita, a distanza di molto tempo dai fatti a cui si riferiscono. E fanno nascere il sospetto che, nel frattempo, altre tele più o meno sconosciute siano aperte adesso da qualche parte. Tele che attirano o spingono, per dirla con Einstein che di forze se ne intendeva, gente «di bassa moralità» verso il gorgo della violenza. Epstein ha degli eredi? Ne parleremo forse nel 2040?
CorSera
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Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio- la devianza sessuale e criminale di innumerevoli (noti o criptati) personaggi coinvolti: pedofilia, depravazioni sessuali, forse torture, forse rapimenti, forse omicidi
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L'articolo è ironico, anche se forse non emerge con chiarezza immediata.
Sul resto, qui non si tratta di luci stroboscopiche che in qualche maniera formano e deformano immagini, ingannando, confondendo la visuale...ma si hanno invece dei punti fermi illuminati chiarissimamente da un occhio di bue, che ne definisce uno ad uno i contorni sulla (macabra, repellente) scena:
- la devianza sessuale e criminale di innumerevoli (noti o criptati) personaggi coinvolti: pedofilia, depravazioni sessuali, forse torture, forse rapimenti, forse omicidi
- il vertice della piramide, i mandanti ed i procacciatori ed i coordinatori di tutto l'abominevole circo criminale sono ebrei (tra gli aspetti che considero più disturbanti ed inquietanti è leggere come si tenessero "festicciole" per soli ebrei, e come alcuni convenuti si infomassero al riguardo, volendo sapere se tra gli ospiti ci fossero solo ebrei "o anche goym": il talmud a quanto pare non è passato di moda, almeno per alcuni)
- i legami di Epstein con Israele e col Mossad
Il giornale britannico cita una fonte confidenziale contenuta in un rapporto dell'Fbi del 2020 secondo cui Epstein sarebbe stato "un agente cooptato" degli 007
Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Epstein files, i fili che lo legano al Mossad: da Barak al papà di Ghislaine" pubblicato il 6 Febbraio 2026 a firma di Riccardo Antoniucci
- le innumerevoli figure legate ai "liberal" progressisti e di sinistra, ultima in ordine di tempo l'avvocata di Obama, il che rivela con chiarezza la natura ipocrita, in alcuni casi criminale, perversa e suinesca di tutti quei sepolcri imbiancati che si nascondono dietro alla cause "umanitarie"
Questi sono punti fissi, che formano un disegno non completo, non intero ma nemmeno "astratto", del tipo di quelli dove uno ci vede "quel che vuole"...no, l'odore di p0rco nella stalla piena di mierda arriva fino a qui, e non solo l'odore.
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Praticamente negli Epstein file ognuno cerca e trova quello che vuole.
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Epstein files
Ah questi complottisti: anzichè Putin, vedono Israele ovunque
di Francesca Fornario - Il Fatto Quotidiano
Caro direttore, i file Epstein hanno alimentato il peggior complottismo. Certi addirittura sostengono che lo scoop non sia il legame tra Epstein e Putin (dalle mail viene fuori che Epstein voleva incontrarlo, prova evidente del fatto che era una spia russa), ma che Epstein fosse legato ai servizi segreti israeliani. Questo farneticante teorema si fonda su elementi trascurabili tra i quali i complottisti vedono un nesso. 1) Epstein viene definito da un informatore dell’Fbi “un agente segreto del Mossad addestrato da Barak”. 2) Nel 2008, indagato per abusi sessuali e traffico di minori, Epstein ottiene un patteggiamento perché l’avvocato informa il procuratore che Epstein “appartiene all’intelligence” (faccio notare ai complottisti: l’Fbi non scrive quale, poteva essere quella russa), e subito dopo avvisa il Mossad. 3) L’avvocato è Alan Dershowitz, autore del volume Processo ai nemici di Israele (secondo i complottisti, questo proverebbe il suo legame con Israele) e viene definito dall’Fbi come “cooptato dal Mossad” e reclutatore per conto di Israele di Jared Kushner che ha “compromesso Trump”. Peccato che Dershowitz provenga da una famiglia ebrea originaria della Polonia, paese che, guarda caso, confina con la Russia di Putin: dice niente ai complottisti? 4) L’amicizia tra Epstein e Ehud Barak, ex direttore dei servizi segreti ed ex premier israliano, che soggiorna decine di volte nella casa di Manhattan di Epstein sapendo delle sue condanne. Le mail provano che discutevano di questo e quello come si fa tra amici: come provocare interventi militari americani in Siria e in Libano, quando attaccare l’Iran.
Barak è ministro della Difesa quando Epstein gli suggerisce di tenere d’occhio Palantir, società che poi sottoscrive un accordo con Israele, e il suo algoritmo viene impiegato per individuare con precisione i bersagli da colpire a Gaza (il 90 per cento degli edifici: soldi buttati). 5) Epstein e Barak investono nella start up di videosorveglianza Carbine, legata ai servizi segreti israeliani (come se questo c’entri qualcosa con i servizi segreti israeliani). 6) Il legame con l’ambasciatrice norvegese Mona Juul, che con il marito Rod-Larsen frequenta l’Isola di Epstein, negozia gli accordi di Oslo e nei giorni scorsi viene sollevata dall’incarico, perché sospettata di aver favorito Israele. Secondo i complottisti, è per questo che Epstein ha lasciato 8,5 milioni di dollari all’ambasciatrice e ai suoi figli. 7) Epstein risulta coinvolto nella negoziazione di accordi tra Mongolia e Israele, Costa d’Avorio e Israele, Somaliland e Israele, che discute con Trump e i suoi inviati Witkoff e Kushner di trasferire i palestinesi in paesi sottosviluppati. 8) Ari Ben-Menashe, ex agente del Mossad, dichiara che Epstein, Ghislaine Maxwell e suo padre Robert Maxwell erano spie del Mossad. Robert non può smentire, essendo morto in circostanze misteriose, ma il fatto che al funerale il premier israeliano Shamir lo ricordi come “l’uomo che “ha fatto più cose per Israele di quante se ne possano dire” tende a escludere fosse una spia del Mossad.
Ghislaine invece è pronta a parlare in cambio della grazia di Trump (darà la colpa agli immigrati). Secondo Ari Ben-Menashe, l’isola, gli aerei e le proprietà di Epstein teatro degli orrori, erano ambienti controllati per raccogliere materiale compromettente su figure potenti per poi ricattarle: una strampalata teoria del complotto su un’élite di pedofili corrotti che ricalca la trama di Relazioni spaziali, romanzo distopico del 1973 dell’ufficiale dei servizi segreti Usa Donald Barr. 9) Donald Barr è anche quello che ha assunto come insegnante Epstein, privo di qualifiche, alla prestigiosa Dalton High School di New York, nonché il padre di William Barr, procuratore generale a capo delle carceri la notte in cui Epstein si è suicidato (ma i complottisti arrivano perfino a dubitare che sia suicidio, solo perché il compagno di cella era stato trasferito, le telecamere non funzionavano…). Sulla base di queste correlazioni spurie, i complottisti sospettano che il fatto che Trump sia stato amico di Epstein, con il quale condivideva “la passione per le ragazze giovani”, così come Clinton e altri esponenti della politica e della finanza frequentatori delle magioni di Epstein, potrebbe avere a che fare con la complicità e il silenzio della politica e della finanza con il genocidio e gli altri crimini di Israele. Ce ne vuole di fantasia.
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i complottisti avranno materiale da qui a 300 anni...e come dagli torto
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«Gli manderai una delle tue russe?»: Kathy Ruemmler, responsabile legale di Goldman Sachs, si dimette per i legami con Epstein. Fu consigliera di Obama
Dal 2023 sono stati resi noti i suoi legami con Jeffrey Epstein, amico che le regalava borse Hérmes e appuntamenti alla Spa. Avvocata di punta, fu anche consigliera di Obama
Kathy Ruemmler, un'avvocata di punta della banca d'investimento Goldman Sachs, ha annunciato le dimissioni a causa delle sue corrispondenze con Jeffrey Epstein, archiviate negli «Epstein files». Dalle e-mail tra i due, che avevano avviato un rapporto prima di tutto professionale prima che lei entrasse a Goldman Sachs, si evince un'amicizia solida, in cui lei lo chiama «il mio fratellone» e lo ringrazia per regali costosi. Ruemmler è stata anche consigliera della Casa Bianca durante il mandato di Barack Obama. Le dimissioni saranno effettive dal 30 giugno.
Ruemmler, che ha il titolo di «chief legal officer» cioè di responsabile legale della banca d'affari, ha detto al Financial Times che «l'attenzione dei media su di me, in relazione al mio precedente incarico, stava diventando una distrazione». Goldman Sachs ha coperto finora le spalle di Ruemmler: l'amministratore delegato David Solomon ha dichiarato che «ci mancherà» e ha parlato di lei come di una «responsabile legale straordinaria». Ma i media ricostruiscono una crescente ostilità nei confronti di Ruemmler da parte di molti dirigenti della banca, preoccupati del possibile danno d'immagine a carico di tutti.
Le mail con Epstein
Le conversazioni con Epstein che mettono Ruemmel in difficoltà sono avvenute tra il 2014 e il 2019: prima che l'incarico a Goldman Sachs inizi, nel 2020, ma molto dopo la prima dichiarazione di colpevolezza di Epstein, avvenuta nel 2008. Da allora il nome di Epstein era chiaramente associato alla condanna per favoreggiamento della prostituzione minorile.
Tra le email più problematiche, nella corrispondenza tra Ruemmler e Epstein, ci sono quelle del 2016 in cui l'avvocata gli scrive della possibilità di prendere un incarico all'hedge fund Citadel, e lui le risponde che forse Ken Griffin, a capo del fondo, «può essere interessato a una donna». Lei risponde che non crede di essere assunta per quote di genere. Epstein: «Intendo in senso sentimentale». E lei, pronta: «Vuoi dire che gli manderai una delle tue russe?». Mostrando di sapere bene dei traffici di modelle gestiti dal finanziere.
Altre mail pubblicate dal Department of Justice citano regali di Epstein a Ruemmler: una borsa Hermès, prodotti Apple, appuntamenti in spa, tagli di capelli e biglietti aerei. «Oggi sono completamente vestita dallo zio Jeffrey! Stivali, borsa e orologio Jeffrey!», gli scrive lei in un'e-mail nel gennaio 2019. Ruemmler ha sempre definito «professionali» i rapporti con Epstein, iniziati quando lei era avvocata presso lo studio legale Latham & Watkins.
L'amicizia con Obama
Kathy Ruemmler è stata anche consulente legale della Casa Bianca durante l'amministrazione Obama, e prima - dal 2000 al 2001 - nello staff di consulenti legali di Bill Clinton. La sua carriera pubblica si conclude definitivamente nel 2014, quando si dimette dal ruolo alla Casa Bianca e, a chi ne ventila una candidatura a procuratore generale nazionale, risponde che «l'amicizia che ho con Obama potrebbe essere incompatibile col ruolo».
Un'«amicizia» su cui oggi torna l'attenzione dei media.
Ruemmler entra a far parte dell'Amministrazione Obama nel gennaio 2009 come vice procuratore generale associato principale presso il Department of Justice. Salva l'amministrazione, nel 2011, dalle accuse di aver interferito in un prestito pubblico a favore di un donatore della campagna dei democratici; nel 2012 difende la validità di alcune nomine chiave fatte da Obama e contestate dai repubblicani. Ed è del 2012 una foto in cui, dopo una sentenza favorevole della Corte Suprema, Obama abbraccia Kathy Ruemmler: era la sentenza del caso «National Federation of Independent Business vs. Sebelius», in seguito alla quale Ruemmler aveva potuto comunicare a Obama e al suo capo di gabinetto, Jack Lew, che la legge sull'Obamacare era stata effettivamente confermata.
CorSera
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non ci si può esprimere su certi argomenti.....Originariamente Scritto da M K K Visualizza Messaggio
Vorrei si esprimesse la scienza in modo univoco
guarda ad esempio il QI in base alle razze, le differenze sono risapute/evidenti eppure...
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