Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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  • Sean
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    La National Security Strategy di Trump afferma che «è un interesse chiave degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire l’escalation ed espansione non voluta della guerra e ristabilire una stabilità strategica con la Russia, come pure di consentire la ricostruzione dell’Ucraina dopo la guerra perché possa sopravvivere come Stato».

    «L’amministrazione Trump si trova in disaccordo con i funzionari europei che mantengono aspettative irrealistiche per la guerra, arroccati in governi instabili di minoranza, molti dei quali calpestano i principi basilari della democrazia per sopprimere l’opposizione. Una ampia maggioranza in Europa vuole la pace, ma questo desiderio non si traduce in politica in gran parte per via del sovvertimento dei processi democratici da parte di questi governi».

    «La Guerra in Ucraina ha avuto l’effetto perverso di aumentare le dipendenze esterne dell’Europa, specialmente della Germania. Oggi le aziende chimiche tedesche stanno costruendo alcuni dei più grandi impianti del mondo in Cina, usando gas russo che non possono ottenere in patria».

    «Nel lungo periodo, è più che plausibile che nel corso di un paio di decenni al massimo, alcuni membri della Nato diventeranno per la maggioranza non europei», si legge nel testo. «Perciò si pone la domanda se vedranno il proprio posto nel mondo o la propria alleanza con gli Stati Uniti allo stesso modo di coloro che firmarono il Trattato della Nato».​

    ___________

    E Macron è sistemato. Non penso serva il disegnino, nè a lui e nè agli altri gnomi mutanti europei, per capire come la pensano gli americani e come è ridotta l'UE. Fanno ribrezzo al mondo ormai.

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  • Sean
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    Trump, dure critiche all'Europa (e nessuna per Mosca) nella nuova Strategia per la sicurezza nazionale: «In declino, reale prospettiva di cancellazione della sua civiltà»

    Il documento di National Security Strategy firmato dal presidente Usa: difesa dei confini e mantenimento della leadership planetaria. Tra gli obiettivi la fine della guerra in Ucraina, la stabilità strategica con la Russia e il mantenimento di un rapporto economico vantaggioso con la Cina: «Ma non possiamo mettere da parte l'Europa»

    Donald Trump vuole mantenere una maggiore presenza miliare statunitense nell’emisfero occidentale per combattere le migrazioni, il narcotraffico e l’ascesa di potenze rivali nella regione, secondo la Strategia di sicurezza nazionale, un documento di 33 pagine a firma del presidente pubblicato giovedì senza grandi annunci sul sito della Casa Bianca.

    Il documento, diviso per regioni, parla anche dell'Europa e della guerra in Ucraina e contiene passaggi molto duri sul Vecchio Continente «in declino»: «I funzionari americani si sono abituati a pensare ai problemi europei in termini di insufficiente spesa militare e stagnazione economica. È in parte vero, ma i veri problemi dell’Europa sono più profondi - si legge nel documento -. Il suo declino economico è eclissato dalla reale e stridente prospettiva di cancellazione della civiltà».

    È una tradizione pubblicare ad ogni mandato questi documenti di strategia da parte dell’esecutivo: è un modo di definire le priorità per il bilancio e le politiche del governo, anche se poi eventi come l’11 settembre o la guerra in Ucraina hanno cambiato le traiettorie definite da presidenti Usa come Bush o Biden.

    La National Security Strategy di Trump afferma che «è un interesse chiave degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire l’escalation ed espansione non voluta della guerra e ristabilire una stabilità strategica con la Russia, come pure di consentire la ricostruzione dell’Ucraina dopo la guerra perché possa sopravvivere come Stato».

    Ma il documento non critica Mosca. Invece riserva alcuni dei suoi commenti più duri ad alcuni alleati in Europa. «L’amministrazione Trump si trova in disaccordo con i funzionari europei che mantengono aspettative irrealistiche per la guerra, arroccati in governi instabili di minoranza, molti dei quali calpestano i principi basilari della democrazia per sopprimere l’opposizione. Una ampia maggioranza in Europa vuole la pace, ma questo desiderio non si traduce in politica in gran parte per via del sovvertimento dei processi democratici da parte di questi governi».

    Una delle preoccupazioni espresse è l’ascesa della Cina: «La Guerra in Ucraina ha avuto l’effetto perverso di aumentare le dipendenze esterne dell’Europa, specialmente della Germania. Oggi le aziende chimiche tedesche stanno costruendo alcuni dei più grandi impianti del mondo in Cina, usando gas russo che non possono ottenere in patria».

    Un bersaglio particolare è l’Ue: «Le questioni più ampie che affronta l’Europa includono le attività dell’Unione europea e di altri organismi transazionali che minano le libertà politiche e la sovranità, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura delle libertà di espressione e la soppressione della opposizione politica, facendo crollare le nascite, con la perdita di identità nazionale e sicurezza in sé».

    L’amministrazione, in termini velati, critica i tentativi di limitare l’influenza dei pareri di destra, definendola una forma di censura. Il documento sembra anche suggerire che le migrazioni cambieranno in modo fondamentale l’identità europea, al punto che ciò potrebbe danneggiare l’alleanza economica e militare con gli Stati Uniti. «Nel lungo periodo, è più che plausibile che nel corso di un paio di decenni al massimo, alcuni membri della Nato diventeranno per la maggioranza non europei», si legge nel testo. «Perciò si pone la domanda se vedranno il proprio posto nel mondo o la propria alleanza con gli Stati Uniti allo stesso modo di coloro che firmarono il Trattato della Nato».

    Il documento riconosce tuttavia l’importanza economica e culturale dell’Europa, come pure il fatto che l’alleanza degli Usa con gran parte del Vecchio continente abbia aiutato l’America. L’enfasi è sul far sì che «l’Europa rimanga europea»: «Non possiamo permetterci di mettere da parte l’Europa... sarebbe controproducente per gli obiettivi di questa strategia. Il nostro obiettivo dovrebbe essere aiutare l’Europa a correggere la sua attuale traiettoria».

    Il focus sull’Emisfero occidentale è superiore a quello delle precedenti amministrazioni, che si sono spesso concentrate sulla Russia, la Cina e la lotta al terrorismo. È presentato come cruciale per proteggere gli Stati Uniti.

    Questi piani vengono definiti parte di un “Corollario Trump” della Dottrina Monroe, ovvero la nozione presentata dal presidente James Monroe nel 1823 che gli Stati Uniti non tollereranno interferenze di avversari stranieri nel proprio emisfero. «La sicurezza dei confini è l’elemento primario della sicurezza nazionale», si legge nel documento, che fa velati riferimenti al tentativo della Cina di conquistare terreno in America Latina, il “cortile di casa” degli Stati Uniti. «Gli Stati Uniti devono essere preminenti nell’Emisfero occidentale, come condizione per la nostra sicurezza e prosperità - si legge nel documento -. I termini delle nostre alleanze, e sulla base dei quali forniamo ogni genere di aiuto, devono essere dipendenti dalla riduzione dell’influenza esterna rivale incluso il controllo di installazioni militari, porti, infrastrutture chiave fino all’acquisto di beni strategici ampiamente definito”.

    Questo è anche il primo di una serie di importanti documenti sulla strategia di politica estera e difesa che l’amministrazione Trump dovrebbe pubblicare, inclusa la National Defense Strategy. La pubblicazione ha subito ritardi in parte per via di dibattiti interni nell’amministrazione sulla Cina. Il segretario del Tesoro Scott Bessent ha spinto per ammorbidire il linguaggio su Pechino, secondo fonti del sito Politico, dal momento che continuano i negoziati commerciali.

    La Strategia di sicurezza nazionale del primo mandato di Trump era fortemente puntata sulla competizione con la Russia e la Cina, ma il presidente di fatto cercò spesso di negoziare con i leader delle due superpotenze. La nuova strategia sembra riflettere meglio la visione di Trump, che nel documento viene definito un «Presidente di Pace» che «usa la diplomazia in modo non convenzionale».

    La Strategia dice che gli Stati Uniti non possono più occuparsi di tutto il resto del mondo. «Dopo la fine della Guerra fredda, le elite di politica estera americane si convinsero che il dominio americano permanente del mondo intero fosse nel miglior interesse del nostro Paese. Ma gli affari di altri Paesi sono di nostro interesse solo le loro attività minacciano direttamente i nostri interessi», afferma l’attuale dottrina.

    Nell’introduzione, Trump dichiara che questa è la «roadmap per assicurarsi che l’America resti la nazione più grande e di maggior successo nella storia umana e la casa della libertà».

    Il testo è in linea con diverse scelte della Casa Bianca in quest’ultimo anno, incluso un maggiore schieramento di forze militari nell’Emisfero occidentale (che non è intesa come una mossa solo temporanea e punta anche a identificare nella regione materie prime strategiche come le terre rare), le mosse finalizzate alla riduzione dell’immigrazione, la spinta per rafforzare la produzione industriale e la promozione della «identità occidentale», anche in Europa.

    Nel testo si menzionano i valori tradizionali evocati spesso dalla destra cristiana, con obiettivi quali «la restaurazione e il rafforzamento della salute spirituale e culturale americana», «un’America che celebra le sue glorie passate e dei suoi eroi». «Un numero crescente di famiglie tradizionali forti che crescano figli sani».

    Anche la Cina, considerata da molti politici americani bipartisan la maggiore minaccia per gli Stati Uniti, è centrale nel documento, anche se non sempre menzionata direttamente. L’amministrazione promette di «bilanciare i rapporti economici con la Cina, dando la priorità alla reciprocità e equità per ripristinare l’indipendenza economica americana», ma dice anche che «il commercio con la Cina dovrebbe essere bilanciato e puntare su fattori non sensibili» e suggerisce di «mantenere un rapporto economico davvero vantaggioso per entrambi».

    La strategia afferma che l'amministrazione Usa vuole evitare la guerra nell’Indo-Pacifico: «Manterremo la nostra tradizionale politica su Taiwan, ovvero che gli Stati Uniti non appoggiano alcun cambiamento unilaterale allo status quo dello Stretto di Taiwan», una frase che rassicura quanti in Asia si preoccupano che Trump si tiri indietro all’appoggio a Taiwan.​

    CorSera

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  • Sean
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    Ma secondo Micron gli americani avrebbero finanziato e sovvenzionato e sostenuto l'Ucraina in eterno? Ma quel presidente fallito e tutta la restante congrega di mezze figurine che i popoli europei si trovano al governo, non hanno ancora capito che gli unici coglioni qua sono loro?

    Gli americani ci hanno provato (a mettere con le spalle al muro la Russia irretendo l'Ucraina)...non gli è riuscita, adesso mollano, come tante e tante volte hanno fatto nella loro storia: nel bussolo di liquame incandescente ci stanno gli europei e l'Ucraina. Se vogliono continuare la guerra, Trump le armi gliele vende, su quello Micron può stare tranquillo.

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  • fede79
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    Le frasi della telefonata tra europei rivelate dal giornale tedesco Der Spiegel mostrano che un sentimento di sfiducia esiste ed è ormai tanto profondo che alcuni leader in privato lo esplicitano senza remore
    Last edited by fede79; 05-12-2025, 15:06:47.

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  • Sean
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    Usa: «La Nato non può essere un'alleanza in perpetua espansione»

    «È interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina» al fine di «prevenire escalation involontarie o un'espansione della guerra e ripristinare una stabilità strategica con la Russia». Lo si legge nel documento sulla strategia di sicurezza nazionale pubblicato dalla Casa Bianca. Washington vuole inoltre «mettere fine alla percezione, e prevenire la realtà, di una Nato come alleanza in perpetua espansione».

    CorSera

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  • Sean
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    Originariamente Scritto da fede79 Visualizza Messaggio

    Questa mi pare la parte più importante: sostanzialmente sta parlando di quei vermi di UE e UK.

    Riguardo Rutte il guerrafondaio, gli auguri la morte a lui ed ai suoi più intimi, il prima possibile.
    Sono cose che anche noi, semplici e passivi spettatori, andiamo dicendo da tempo, come credo chiunque: come si fa a mettere su anche solo una parvenza di trattativa diplomatica senza parlare con entrambe le parti? L'Europa dei "volenterosi" fa continue riunioni tra di loro o con Zelensky: Putin e la Russia esistono solo come "nemici", nemici mortali anzi, per cui presso il Cremlino non si invia nessuno, nemmeno il contatto della linea telefonica.

    I motivi per cui l'UE non vuole e nemmeno può muovere seri passi incontro alla Russia per intavolare trattative concrete li abbiamo già detti: non si possono permettere una sconfitta strategica di tal fatta, rappresenterebbe una catastrofe tellurica dopo aver scommesso tutto sull'Ucraina come medium per darsi ancora un motivo di "unità", nel mentre tutto attorno si dissolve, l'epoca vecchia va in soffitta, siamo già in un altro mondo.

    Da qui discende che mettere la testa sotto alla sabbia non ti salverà: è come con ogni rivoluzione epocale, non si può riportare indietro la lancetta del tempo e ogni resistenza è vana, verrai comunque trascinato via come il paganesimo con l'irruzione del cristianesimo, l'impero romano col sorgere dei regni barbarici, il medio evo con l'arrivo del rinascimento, l'ancien regime con l'avvento dell'illuminismo, la società preindustriale e pre inurbata con la rivoluzione industriale e tutte le svolte di tal fatta, che determinano la dissoluzione delle vecchie forme ed il sorgere delle nuove, siamo già tutti proiettati altrove.

    Bisogna tenere per fermo poi che ciascuno di quei processi epocali era presente già da tempo nell'epoca poi dissolta: non è il cristianesimo che sotterra il paganesimo, ma il cristianesimo si afferma in quanto il paganesimo era già disattivato da anni, decenni, era un involucro ormai vuoto, e questo vale per ogni processo storico di tal portata...per cui si sta a difesa di una forma morta, questo gli americani lo hanno compreso benissimo, gli europei no o non vogliono, ne rifuggono, pensando che "tutto andrà bene, tutto resterà come sempre"...ma cosa permane "come sempre" nella storia? Niente.

    E' giunto infine quel cambio di epoca preannunciato da decenni: il mondo unipolare si è dissolto, l'impero americano è in una profondissima crisi, così come tutti i sistemi e le ideologie che hanno rappresentato l'innervatura dell'occidente da dopo la fine della II GM.

    L'Europa non ha nè gli strumenti, i mezzi e soprattutto l'essenza e la potenza per essere un organismo unitario e sovrano, un "regno" nell'epoca dei regni (ri)sorgenti dal titanismo e dal dionisismo - e da quella elementare evidenza discende che sarà destino inevitabile una sua trasformazione.

    Per come è adesso, è un vecchio attrezzo ormai solo di intralcio, in primo luogo a se stessa. E' già ora un fantasma, uno spettro. Il gorgo se la inghiotterà.

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  • fede79
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    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
    [B]
    "Per fare questo, dobbiamo parlare con entrambe le parti. Ci sono persone irrazionali coinvolte in questa questione. Persone che credono che dovremmo parlare solo con la parte ucraina e non con quella russa. Ma non si può porre fine a una guerra tra Russia e Ucraina senza parlare con la Russia, ma bisogna anche tenere conto della posizione ucraina", ha osservato Rubio.

    Infine, sul sostegno Usa all'Ucraina, il segretario di Stato ha affermato che "alcune persone credono che la nostra politica dovrebbe essere quella di continuare a finanziare l'Ucraina in quantità illimitate finchè dura la guerra. Questo non è realistico e non accadrà".



    Rutte (Nato): “Finora 4 miliardi di dollari di acquisti di armi americane”

    "Se si considerano i numeri complessivi, come ho detto ieri, ora siamo a 4 miliardi. Quindi significa che siamo davvero sulla buona strada per raggiungere 1 miliardo al mese, agosto, settembre, ottobre, novembre. E sono cautamente ottimista sul fatto che raggiungeremo i 5 miliardi per l'intero anno, e poi per l'anno prossimo avremo bisogno, per l'intero anno, di nuovo, di molti soldi, almeno un miliardo, forse anche un pò più di un miliardo al mese". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell'Alleanza.

    Repubblica
    Questa mi pare la parte più importante: sostanzialmente sta parlando di quei vermi di UE e UK.

    Riguardo Rutte il guerrafondaio, gli auguri la morte a lui ed ai suoi più intimi, il prima possibile.

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  • Sean
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    Rubio: “Donetsk principale punto di contesa nei negoziati”
    La regione di Donetsk rimane il principale punto di contesa nei negoziati di pace tra l'Ucraina e la Russia, a cui spetta la decisione finale di terminare la guerra. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio in un'intervista a Fox News, al termine dei colloqui con il presidente russo Vladimir Putin. "Gli Stati Uniti stanno lavorando per risolvere la guerra in Ucraina e cercano di aiutare le parti in conflitto a superare le loro divergenze, ma alla fine la decisione di porre fine alle ostilità spetterà a Kiev e Mosca" ha detto Rubio. "Se decidono di non voler porre fine alla guerra, allora la guerra continuerà, ma noi cercheremo di porvi fine", ha assicurato, ribadendo l'impegno dell'amministrazione del presidente Donald Trump, con una diplomazia attiva per aiutare le parti a superare i loro disaccordi.

    Rubio ha affermato che il principale punto di disaccordo nei negoziati in questo momento riguarda circa il 20% della regione di Donetsk, che rimane sotto il controllo dell'Ucraina. "Quello per cui stanno letteralmente combattendo ora riguarda uno spazio di circa 30-50 chilometri e il 20% della regione di Donetsk. Quindi quello che abbiamo cercato di fare, e credo che abbiamo fatto qualche progresso, è capire cosa possono sopportare gli ucraini che dia loro garanzie di sicurezza per il futuro", ha aggiunto Rubio.

    "Per fare questo, dobbiamo parlare con entrambe le parti. Ci sono persone irrazionali coinvolte in questa questione. Persone che credono che dovremmo parlare solo con la parte ucraina e non con quella russa. Ma non si può porre fine a una guerra tra Russia e Ucraina senza parlare con la Russia, ma bisogna anche tenere conto della posizione ucraina", ha osservato Rubio.

    Infine, sul sostegno Usa all'Ucraina, il segretario di Stato ha affermato che "alcune persone credono che la nostra politica dovrebbe essere quella di continuare a finanziare l'Ucraina in quantità illimitate finchè dura la guerra. Questo non è realistico e non accadrà".


    Rutte (Nato): “Finora 4 miliardi di dollari di acquisti di armi americane”

    "Se si considerano i numeri complessivi, come ho detto ieri, ora siamo a 4 miliardi. Quindi significa che siamo davvero sulla buona strada per raggiungere 1 miliardo al mese, agosto, settembre, ottobre, novembre. E sono cautamente ottimista sul fatto che raggiungeremo i 5 miliardi per l'intero anno, e poi per l'anno prossimo avremo bisogno, per l'intero anno, di nuovo, di molti soldi, almeno un miliardo, forse anche un pò più di un miliardo al mese". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell'Alleanza.

    Repubblica

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  • The_machine
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    Curioso che debba essere l’ex presidente della Corte Internazionale di Giustizia, Joan Donoghue, a ricordare che la ICJ non ha mai affermato l’esistenza di un "genocidio plausibile" a Gaza.

    Eppure Barone and co. avranno usato quella pronuncia decine di volte come prova a sostegno della tesi del genocidio.

    Insomma, avevano letto il titoletto senza capire.

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  • Sean
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    Inchiesta per corruzione nelle istituzioni Ue: fermata l’ex ministra Pd Federica Mogherini. Polizia al servizio diplomatico e al Collegio d’Europa

    L'indagine sarebbe iniziata dopo le accuse secondo cui il Seae e il Collegio d'Europa (retto proprio da Mogherini) avrebbero utilizzato in modo improprio i fondi pubblici dell'Ue

    È Federica Mogherini, l’ex Alta rappresentante dell’Ue e attuale rettrice del Collegio d’Europa, una delle tre persone fermate nell’ambito dell’indagine su corruzione e frode negli appalti. La notizia è riportata da Le Soir. Poco prima il sito Euractiv aveva stato reso noto un blitz della polizia belga nella sede del Servizio europeo per l’azione esterna a Bruxelles e nel Collegio d’Europa di Bruges nell’ambito di un’inchiesta su un presunto uso improprio di fondi europei. Secondo quanto trapela, l’irruzione è avvenuta anche in alcune abitazioni private. Le operazioni sono scattate all’alba di martedì, e hanno portato al sequestro di documenti e al fermo di tre persone accusate di frode negli appalti, corruzione e conflitto di interessi.

    Il Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) dipende dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (ruolo ricoperto oggi da Kaja Kallas). Il Collegio d’Europa è un istituto indipendente di studi europei post-universitari che è retto dal 2020 dall’italiana ed ex ministra degli Esteri del governo Renzi Federica Mogherini che è stata Alto rappresentate dell’Ue dal 2014 al 2019. L’indagine sarebbe iniziata dopo le accuse secondo cui il Seae e il Collegio d’Europa avrebbero utilizzato in modo improprio i fondi pubblici dell’UE nel 2021 e nel 2022, riporta Euractiv che cita fonti informate. In quel periodo Alto rappresentante dell’Unione era lo spagnolo Josep Borrell.

    Al centro vi sarebbe un appalto per finanziare la nuova Accademia diplomatica europea, un programma annuale di formazione per diplomatici finanziato dal Servizio diplomatico Ue e ospitato a Bruges. Gli investigatori stanno verificando se il Collegio d’Europa o suoi rappresentanti avessero avuto accesso anticipato a informazioni riservate sulla gara d’appalto. Si tratta dell’ultimo grande scandalo che colpisce le istituzioni europee. Il fascicolo si concentra anche sull’acquisto da 3,2 milioni di euro di un edificio a Bruges nel 2022 da parte del Collegio, una struttura destinata a ospitare i partecipanti dell’Accademia, poco prima che l’Eeas bandisse una gara successivamente aggiudicata al Collegio per 654.000 euro di finanziamento. All’operazione ha preso parte anche l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), sotto il coordinamento della Procura europea (Eppo). Una vicenda che accresce la pressione sul Collegio d’Europa e sulla sua rettrice Federica Mogherini, oggi anche direttrice della nuova Accademia diplomatica.




    Secondo quanto riportato da Le Soir, nella giornata di oggi sono state effettuate perquisizioni presso il servizio diplomatico dell'Unione europea a Bruxelles e in diversi edifici del Collegio d'Europa a Bruges.

    In totale sono state fermate tre persone: oltre a Mogherini, Stefano Sannino, ex segretario generale del Servizio europeo di azione esterna e attuale direttore generale della Dg Mediterraneo della Commissione europea e un manager del Collegio d'Europa​



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  • Sean
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    I "beni" di altri stati li puoi al massimo "congelare", non certo sequestrare (rapinare), perchè se passasse quel principio, nessun investimento statale in stati esteri sarebbe più al sicuro, è molto semplice.

    La stessa Italia ha parte delle sue riserve auree depositate presso gli USA, in Svizzera, anche in un altro paese che adesso mi sfugge: se quelli una mattina si alzassero e si incamerassero il tuo oro, o altro tipo di investimenti, solo perchè magari gli sei diventato "antipatico", poi che succederebbe?

    In Europa sono investiti miliardi e miliardi di chissà quante nazioni di tutto il mondo: se l'UE incamerasse i beni russi, sarebbe un segnale devastante e pericolosissimo per tutti gli investitori statali, per cui è ovvio che banche e stati si oppongano.

    In sostanza l'UE non si fa tema di voler passare come una associazione a deliquere che cerca di depredare i beni altrui, tentando di violare quel diritto internazionale che ha sempre sulla punta di quella lingua da rettile immondo.

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  • Sean
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    Uso degli asset russi congelati, la Bce frena la Commissione: “Non daremo garanzie sul prestito da 140 miliardi all’Ucraina”

    Così, spiega il Financial Times, "aumentano le difficoltà di Bruxelles nel raccogliere il gigantesco prestito a fronte delle attività della Banca centrale russa immobilizzate presso Euroclear, il depositario belga di titoli"

    Rischia di naufragare la proposta della Commissione europea di utilizzare i beni congelati alla Russia per finanziare il sostegno futuro all’Ucraina. A gelare gli animi dentro Palazzo Berlaymont è l’indiscrezione diffusa dal Financial Times secondo la quale la Banca centrale europea si rifiuterà di fornire garanzie per il prestito da 140 miliardi a Kiev perché, hanno spiegato diversi funzionari sentiti dal quotidiano finanziario britannico, “ha concluso che la proposta della Commissione europea viola il suo mandato“. Così, sottolinea la testata, “aumentano le difficoltà di Bruxelles nel raccogliere il gigantesco prestito a fronte delle attività della banca centrale russa immobilizzate presso Euroclear, il depositario belga di titoli”.

    Una frenata che complica i piani dell’Ue che proprio sull’utilizzo dei fondi russi immobilizzati contava per finanziare in parte il futuro sostegno al governo di Kiev. Lo si era capito anche dalla bozza di contropiano per la pace presentata nel corso delle trattative di Ginevra, in occasione delle quali gli Stati Uniti avevano sottoposto alle parti presenti il loro progetto per una futura pace tra Mosca e Kiev. Secondo il piano della Commissione, i Paesi dell’Ue dovrebbero fornire garanzie statali per assicurare la condivisione del rischio di rimborso del prestito di 140 miliardi di euro concesso all’Ucraina. Tuttavia, i funzionari europei hanno anche preso in considerazione che i Paesi potrebbero non essere in grado di raccogliere rapidamente il denaro in caso di emergenza e questo potrebbe mettere sotto pressione i mercati. Per questo hanno chiesto alla Bce, spiega il FT, “se potesse fungere da prestatore di ultima istanza per Euroclear Bank, il braccio finanziario dell’istituzione, al fine di evitare una crisi di liquidità, secondo quanto riferito da quattro persone informate sulle discussioni. I funzionari della Bce hanno comunicato alla Commissione che ciò era impossibile“.

    Lunedì era stata l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, a ribadire che a suo parere “l’ipotesi dell’uso degli asset russi è la più efficace, la soluzione migliore. Gli eurobond sono fuori questione perché alcuni Stati membri sono contrari. Lanceremmo tre messaggi: all’Ucraina, che siamo con loro, alla Russia, che non ci stancheremo, e anche agli Stati Uniti, per mostrare che sappiamo compiere passi duri e difficili”.

    L’indiscrezione del quotidiano britannico, se confermata, frena le aspettative della Commissione e dà forza a quei Paesi europei contrari all’utilizzo degli asset russi. Tra i primi ad aver manifestato contrarietà ci sono l’Ungheria e la Slovacchia, da tempo contrari alla strategia del pugno duro con Mosca anche per quanto riguarda le sanzioni economiche. Ma a questi si sono aggiunte anche altre cancellerie che, invece, sono da sempre schierate a sostegno della causa ucraina, come il Belgio. Il punto intorno al quale ruota la discussione sono le possibili cause legali alle quali i Paesi dovrebbero far fronte in caso di sblocco degli asset russi. Lo ha spiegato senza troppi giri di parole il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot, in un’intervista a Rtl: “I rischi per il Belgio sono semplici, se la Russia ci porta in tribunale avrà tutte le possibilità di vincere e noi non saremo in grado di rimborsare questi 200 miliardi perché rappresentano l’equivalente di un anno di bilancio federale. Significherebbe la bancarotta. Vogliamo evitare di violare il diritto internazionale non basandoci su una decisione giudiziaria, ma sulla volontà politica”. E le posizioni della Bce sembrano dargli ragione.​

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  • Sean
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    Cavo Micione nella Nato non può decidere nemmeno di usare il bagno senza autorizzazione americana, figuriamoci gli "attacchi ibridi" e "cibernetici" contro la Russia, tra l'altro senza avere uno straccio di prova su eventuali responsabilità russe dei presunti "hackeraggi" o infiltrazioni o simili: il caso Nord Stream 2, il caso della fattoria polacca distrutta da un missile (ucraino), il caso di un edificio governativo di Kiev colpito da un razzo (della contraerea ucraina)...questi precedenti fanno tutti scuola, per cui Cavo Micione può anche ritrarre i suoi artigli spuntati e continuare a giocare coi tiragraffi di cartone.

    Sul resto è chiaro che la "pace" molto probabilmente (mi viene da dire certamente) non verrà da queste manovre diplomatiche messe in moto dall'America. La diplomazia è in ritardo, per 3 anni è stata dimenticata...ed è passato troppo tempo, si è andati tutti troppo in là...troppo sangue versato ormai, il vallo tra i contendenti è troppo ampio e troppo pieno di cadaveri.

    L'Ucraina (il suo governo) non può rinunciare ai territori, in quanto si avrebbe il caos civile e sociale: chi ha combattuto finora cosa direbbe? Gli ultranazionalisti come reagirebbero? Si avrebbe la stessa situazione del post I GM in Italia e Germania, la prima addirittura "vincitrice" ma mutilata della vittoria, con cessioni territoriali dolorosissime a fronte di centinaia di migliaia di morti: ci fu il caos in quegli anni...e in Ucraina sarebbe addirittura peggio per ragioni evidenti...Inoltre Zelensky non può rinunciare al potere e l'UE deve tenere in piedi quella larva di nazione perchè accettare la sconfitta militare vorrebbe dire materializzare la propria sconfitta strategica in maniera definitiva, aumentando le spinte centrifughe, l'instabilità: dunque guerra come ultimo magnete a cercare di tenere assieme le parti disfacentisi, guerra come farmaco/veleno alla totale perdita di senso e di scopo.

    La Russia da parte sua "deve" ormai prendersi tutto il Donbass e non è detto, se la situazione militare sarà favorevole, che non punterà anche ad altre porzioni di territorio (Odessa, tutta intera la fascia costiera a sud ecc...). E' comunque impensabile che potrebbe accettare un piano di pace riscritto dagli europei, che la Russia ormai percepisce come nemici esistenziali, almeno nella loro attuale forma (cioè sotto a quell'accrocco degenere e inutile che è l'UE).

    In conclusione, per la pace "è tardi, è sempre più tardi", prendendo a prestito quella sorta di epitaffio che Montale scrisse nel finale della sua "Dora Markus". La guerra si incaricherà di stabilire le condizioni (e dunque il nuovo "ordine") della pace, come è sempre accaduto.

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  • fede79
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    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
    Mosca: “Presa Volchansk, uccisi ottomila soldati nemici”

    Anche a Pokrovsk i russi avrebbero avuto la meglio. E Putin rilancia: “Pronti a condurre azioni militari anche nel prossimo inverno”.

    Il Cremlino ha annunciato di aver conquistato le città di Pokrovsk, nella regione ucraina di Donetsk, e di Volchansk, nel Kharkiv, concludendo un lungo e sanguinoso assedio. Solo a Volchansk, secondo fonti militari russe, sarebbero morti ottomila soldati ucraini. Ma la guerra è destinata a proseguire: Putin intanto ha già preannunciato all’esercito di tenersi pronto a “condurre azioni militari nel periodo invernale prossimo”.

    https://www.repubblica.it/esteri/202...P2-S4-T1-s3679
    Tanto hanno deciso di protrarre l'agonia al popolo ucraino, perchè la guerra sta tenendo in piedi tutto il carrozzone:

    Milano, 1 dic. (askanews) - L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ha dichiarato al Financial Times che la Nato sta valutando di intensificare la sua...

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  • Sean
    replied
    Mosca: “Presa Volchansk, uccisi ottomila soldati nemici”

    Anche a Pokrovsk i russi avrebbero avuto la meglio. E Putin rilancia: “Pronti a condurre azioni militari anche nel prossimo inverno”.

    Il Cremlino ha annunciato di aver conquistato le città di Pokrovsk, nella regione ucraina di Donetsk, e di Volchansk, nel Kharkiv, concludendo un lungo e sanguinoso assedio. Solo a Volchansk, secondo fonti militari russe, sarebbero morti ottomila soldati ucraini. Ma la guerra è destinata a proseguire: Putin intanto ha già preannunciato all’esercito di tenersi pronto a “condurre azioni militari nel periodo invernale prossimo”.​

    Durati quasi cinque ore i colloqui tra Russia e Usa. Trump: “Lasciate che vi dica che la situazione è un disastro”. Putin: “Se l’Europa vuole la guerra, siamo …

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