Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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  • Sean
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    Il "punto essenziale", che gli europei fanno finta di non capire e recepire, è stato esposto a chiare lettere fin da subito da parte dei russi, ed è da tempo sul tavolo, anzi proprio in mezzo alla stanza come il proverbiale elefante: risolvere le ragioni profonde del conflitto.

    Quali sono queste "ragioni profonde"? Dovrebbe essere chiaro anche ai sassi ormai: la sicurezza della Russia, la sua salvaguardia "esistenziale" - un tema che Putin espose agli occidentali fin dalla fine degli anni '90 e poi, con sempre maggiore vigore, nelle varie conferenze internazionali (come quella famosa di Monaco '07).

    Finchè non verrà sciolto quel nodo, cioè a dire finchè l'Ucraina non accetterà di non rappresentare più una minaccia alla esistenza della Russia come potenza, ovverosia finchè l'Ucraina non rinuncerà formalmente alla Nato, e ad ogni penetrazione di interessi militari e geostrategici occidentali nel suo suolo e nei suoi apparati, non ci potrà essere fine della guerra.


    Trascrivo un passaggio dalla recente e articolata analisi di Caracciolo per Limes, per intero qua: https://www.youtube.com/watch?v=um9k...ist=WL&index=7

    "(Questa guerra) E' il pezzo più sanguinoso della guerra mondiale a pezzi, formula ahinoi profetica di Papa Francesco, è parte della rivoluzione geopolitica mondiale accelerata dalla fine della egemonia americana. Cambio di paradigma che sta scatenando una competizione globale per il riassetto del potere.

    Altro che operazione militare speciale, con cui Putin voleva riportare Kiev nella sua orbita imperiale e impedirle di agganciarsi alla Nato (...) No, un'altra guerra, lontana parente di quella scattata il 24 febbraio 2022: per Kiev soprattutto, ma anche per Mosca, questa è diventata guerra esistenzale. Chi perde rischia di scomparire dalla faccia della terra (l'Ucraina), o di essere ridotto a dimensioni tali da non potersi più riconosce allo specchio (la Russia).

    Per intendere tanto cambio di scala, ricordiamo le ragioni iniziali del conflitto e compariamole con le attuali: la ragione strategica dello scontro stava nel rifiuto russo di accettare l'ingresso dell'Ucraina nella Nato, oppure il suo surrogato, già avviato negli anni 2000: la penetrazione informale di Stati Uniti, Regno Unito, e altri paesi nordatlantici, nella ex repubblica sovietica, con relativa installazione di basi dotate di missili balistici a pochi minuti di volo dalle guglie del Cremlino, insieme alla scelta di Zelensky di fare della Ucraina atlantica il marchio della sua presidenza, anche sulla spinta dei settori più nazionalisti e russofobi del paese.

    In termini tecnici l'invasione dell'Ucraina era per Putin guerra preventiva, destinata a scongiurare quella che a tutti gli effetti pareva a lui minaccia esistenziale."





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  • zuse
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    In Russia, fanno politica con la P maiuscola

    Nel torto o a ragione, basti vedere l'intervista di Putin con Carlson. Lì c'è tutto.

    quindi finché non verrà messo nero su bianco ogni punto essenziale. Scritto e sottoscritto. Col cazz che si fermano. La guerra la stanno vincendo.

    E poi dovrebbe essere un vantaggio anche per gli europei no? Più si temporeggia e prima passeranno i famosi 6 mesi che decreteranno il fallimento russo....

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  • fede79
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    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
    Infatti si sta correndo troppo, mediaticamente intendo.
    La parte da prendere è questa:

    cioè a dire che avrebbero accettato i punti meno importanti...lasciando fuori quelli nodali (territori, confini) da discutere poi con Trump di persona...per cui il lavoro grosso è tutto da fare.
    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
    Di un piano di "pace" strutturato su 28 o (dopo Ginevra) 24 punti, ne sarebbero stati accettati 19...i meno importanti, quelli "collaterali" e che non vanno ad affrontare i nodi cruciali dai quali dipende la riuscita o meno di tutto l'insieme: i territori e le garanzie di difesa...quindi in pratica si sta al punto zero.
    In qualunque affare, di solito si parte parlando del prezzo...solo poi, sistemata la questione portante e più complessa, si va alle clausole accessorie, le cosiddette questioni secondarie...per cui, finchè non si supererà lo scoglio dei territori da cedere o riconoscere alla Russia, in buona sostanza si sta parlando del niente, si è al fumo e non all'arrosto: quest'ultimo sarà la portata principale del faccia a faccia tra Trump e Zelensky e lì vedremo come ne uscirà il tacchino.
    Proprio questo intendevo, se Labrov ha da subito messo le mani avanti, vuol dire che l'accordo scritto dai perdenti a Ginevra, è carta straccia per la Russia, si deve partire dall'incontro in Alaska, lì vennero gettate le basi.

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  • Sean
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    Di un piano di "pace" strutturato su 28 o (dopo Ginevra) 24 punti, ne sarebbero stati accettati 19...i meno importanti, quelli "collaterali" e che non vanno ad affrontare i nodi cruciali dai quali dipende la riuscita o meno di tutto l'insieme: i territori e le garanzie di difesa...quindi in pratica si sta al punto zero.

    In qualunque affare, di solito si parte parlando del prezzo...solo poi, sistemata la questione portante e più complessa, si va alle clausole accessorie, le cosiddette questioni secondarie...per cui, finchè non si supererà lo scoglio dei territori da cedere o riconoscere alla Russia, in buona sostanza si sta parlando del niente, si è al fumo e non all'arrosto: quest'ultimo sarà la portata principale del faccia a faccia tra Trump e Zelensky e lì vedremo come ne uscirà il tacchino.

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  • Sean
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    I DIKTAT DEGLI SCONFITTI

    di Marco Travaglio

    C’è un grosso equivoco nel dibattito pro o contro il piano Trump per chiudere dopo 12 anni (non quasi quattro, come si racconta) la guerra in Ucraina. L’equivoco dei vedovi inconsolabili e piagnucolanti perché la pace è ingiusta, anzi finta, anzi una resa per Kiev, perché Trump è putiniano e Putin non perde nulla e non viene punito, perché i confini sono sacri (salvo per Israele, Siria, Kosovo, ecc.), è sempre lo stesso da due anni. Cioè da quando Kiev fallì la controffensiva del 2023, conquistando meno territori di quelli che perse, al prezzo di 100 mila fra morti e mutilati. Il generale Usa Milley l’aveva già capito tre anni fa, dopo l’unica offensiva ucraina riuscita nell’autunno 2022: “Non riprenderete Donbass e Crimea, profittate dello stallo per negoziare un compromesso”. Fu ignorato da Rimbambiden, Nato e Ue al seguito. Risultato: la mattanza del 2023 e la lenta ma costante avanzata russa/ritirata ucraina su tutto il fronte, fino al doppio crollo strategico di Kupyansk e Pokrovsk che spiana la strada per il Nord-Est (Kharkiv) e il Centro-Sud (Dnipro, Zhaporizhzhia e Kherson).

    È il Paradosso di Kiev, ancor più estremo di quello di Tucidide. Orsini, le altre penne del Fatto e pochi altri analisti lo teorizzano dal primo giorno: più l’Ucraina viene “aiutata” dagli “amici”, più territori e uomini perde. Uno normale cambierebbe “aiuti” e “amici”. O magari capirebbe che il miglior amico è quello che lo aiuta a salvare l’80% di territori rimasti, non a perderne altri per inseguire quelli che non riavrà.

    Trump, anti-ideologico e spregiudicato, è l’unico leader ad aver accettato il principio di realtà, al posto delle fiabe che gli altri continuano a raccontarsi. La realtà è questa: la Russia ha vinto la guerra e l’Occidente l’ha persa. E l’equivoco è questo: la Russia non ha vinto perché Trump tresca con Putin (vinceva già sotto Biden), o perché non inviamo abbastanza armi (vinceva anche quando ne inviavamo di più), o perché c’è la guerra ibrida (c’era anche prima, e da entrambi i fronti). Ma perché la Russia è più forte dell’Ucraina, condannata a morte dalla Nato in una guerra per procura a suon di armi e miliardi, ma senza soldati.

    Di qui deve partire il negoziato per avere qualche chance: dal verdetto del campo, che nessuna arma segreta o tatuaggio può ribaltare. E gli sconfitti non possono dettare le condizioni ai vincitori (semmai il contrario): solo fornire ai russi una buona ragione per fermarsi anziché avanzare ancora, con una proposta che non possano rifiutare. Non sarà etico, non sarà estetico, ma è l’unica strada, anche perché l’alternativa è molto peggiore. La scelta, per Zelensky e i suoi reggicoda europei, non è “fra la dignità e l’alleato americano”. Ma fra una sconfitta oggi e una disfatta domani.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-...fitti/8208005/

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  • Sean
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    Ucraina, svolta nei negoziati di pace: «Kiev ha accettato la bozza in 19 punti». Trump: «Siamo molto vicini». Ma è gelo da Mosca: «Mantenere le intese raggiunte»

    Forte accelerazione della crisi ucraina e dei negoziati di pace. Secondo quanto riferiscono diversi media americani, gli ucraini avrebbero accettato la proposta dell’ultima bozza, così come uscita da Ginevra e contenuta nei 19 punti finali.

    In quella formulazione, le questioni più importanti — i territori e le garanzie di sicurezza — devono essere decise da Trump e Zelensky in un successivo incontro di persona.

    Su tutto il resto, però, l’Ucraina fa propria la proposta di Ginevra, incluso il tetto alle proprie forze armate, che sarà di 800 mila unità.

    «Siamo pronti ad andare avanti con il piano di pace sostenuto dagli Stati Uniti», ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla coalizione dei volenterosi, mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto: «Penso che siamo molto vicini a un accordo. Vedremo, stiamo facendo progressi. Non è facile, ma penso ci arriveremo».

    Su Truth il presidente americano ha successivamente spiegato che, nella speranza di finalizzare il piano, ha incaricato l'«inviato speciale Steve Witkoff di incontrare il presidente Putin a Mosca e, contemporaneamente, il
    segretario dell'esercito Dan Driscoll incontrerà gli ucraini».

    Sono giorni frenetici, in cui la diplomazia ha preso un passo molto veloce. E infatti, subito dopo Ginevra, parte delle delegazioni è volata ad Abu Dhabi, dove sono arrivati anche i russi. A guidare la delegazione americana, il segretario dell’esercito Dan Driscoll (un uomo vicino al presidente JD Vance), mentre per la parte ucraina ci sono sia Rustem Umerov, consigliere per la sicurezza nazionale - l’ufficiale di contatto ucraino mentre veniva preparato il «patto Witkoff-Dmitriev», da cui è partito tutto —, e Kyrylo Budanov, l’uomo dei servizi militari e ideatore delle più audaci azioni militari ucraine: sono le punte di diamante del team dei 9 negoziatori nominati da Zelensky.

    A questo punto, se le notizie saranno confermate, la palla passa ai russi. Che sono rimasti a loro volta spiazzati dalla velocità occidentale e che sembrano dare una prima risposta negativa.

    Mosca ha segnalato, attraverso il suo ministro degli Esteri Sergej Lavrov, che potrebbe respingere un piano di pace statunitense modificato per porre fine alla guerra in Ucraina qualora non soddisfacesse le sue richieste di lunga data. In sostanza, nel caso in cui la proposta differisse dal «piano Dmitriev-Witkoff», che non è accettato dagli ucraini e che è stato ora già abbandonato anche dagli americani. Sebbene tutte le proposte successive — ossia quella uscita da Ginevra e ora ulteriormente discussa ad Abu Dhabi — si basino su quel testo, concordato dagli americani insieme ai russi.

    Lavrov ha dichiarato martedì che, se il piano «cancellasse […] le intese chiave» che il presidente russo Vladimir Putin riteneva di aver raggiunto con il presidente americano Donald Trump nel vertice in Alaska, la «situazione sarebbe radicalmente diversa». La prima versione del piano (Witkoff-Dmitriev), secondo Lavrov, è stata «accolta favorevolmente» da Mosca.

    «Dopo Anchorage (il vertice Trump-Putin in Alaska, ndr), quando ritenevamo che tali intese fossero già state formalizzate, c’è stata una lunga pausa. E ora la pausa è stata interrotta dall’introduzione di questo documento […] Un’intera serie di questioni, ovviamente, richiede chiarimenti», ha detto Lavrov.

    La Russia è parte di questi nuovi negoziati ad Abu Dhabi. Non è chiaro in che formazione si siano presentati i russi, e non è neppure chiaro come si tengano le trattative. Presumibilmente — se sarà ripetuto il modello Ginevra — sono incontri bilaterali tra gli americani guidati da Driscoll e, di volta in volta, le due delegazioni russe e ucraina.

    L’altro punto chiave da capire è quando si potranno incontrare Trump e Zelensky. Ancora ieri sera, il portavoce di Trump ha risposto a una domanda che nessun incontro è previsto. Oggi però gli ucraini hanno richiesto l’incontro e Umerov ha detto che spera si possa tenere nei prossimi giorni, «prima della fine di novembre».​

    CorSera

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  • Sean
    replied
    Originariamente Scritto da fede79 Visualizza Messaggio

    Ora la palla passa a Putin, anche se Labrov ha dichiarato che la Russia potrebbe non accettare, e non me lo spiego, perchè l'accordo è stato redatto tra americani e russi: o sono false le parole di Labrov o sono cambiati i termini dell'accordo.
    Infatti si sta correndo troppo, mediaticamente intendo.

    La parte da prendere è questa:

    Ma sembra che Ginevra abbia portato una svolta, che gli ucraini abbiano acconsentito a un piano Usa di massima (lasciando a Trump e Zelensky negoziare il resto, le questioni decisive).
    cioè a dire che avrebbero accettato i punti meno importanti...lasciando fuori quelli nodali (territori, confini) da discutere poi con Trump di persona...per cui il lavoro grosso è tutto da fare.

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  • Sean
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    Forte accelerazione della crisi ucraina e dei negoziati di pace. Secondo quanto riferiscono diversi media americani, gli ucraini avrebbero accettato la proposta dell’ultima bozza, così come uscita da Ginevra e contenuta nei 19 punti finali.

    In quella formulazione, le questioni più importanti — i territori e le garanzie di sicurezza — devono essere decise da Trump e Zelensky in un successivo incontro di persona.

    Su tutto il resto, però, l’Ucraina fa propria la proposta di Ginevra, incluso il tetto alle proprie forze armate, che sarà di 800 mila unità.

    Sono giorni frenetici, in cui la diplomazia ha preso un passo molto veloce. E infatti, subito dopo Ginevra, parte delle delegazioni è volata ad Abu Dhabi, dove sono arrivati anche i russi. A guidare la delegazione americana, il segretario dell’esercito Dan Driscoll (un uomo vicino al presidente JD Vance), mentre per la parte ucraina ci sono sia Rustem Umerov, consigliere per la sicurezza nazionale - l’ufficiale di contatto ucraino mentre veniva preparato il «patto Witkoff-Dmitriev», da cui è partito tutto —, e Kyrylo Budanov, l’uomo dei servizi militari e ideatore delle più audaci azioni militari ucraine: sono le punte di diamante del team dei 9 negoziatori nominati da Zelensky.

    A questo punto, se le notizie saranno confermate, la palla passa ai russi. Che sono rimasti a loro volta spiazzati dalla velocità occidentale e che sembrano dare una prima risposta negativa.

    Mosca ha segnalato, attraverso il suo ministro degli Esteri Sergej Lavrov, che potrebbe respingere un piano di pace statunitense modificato per porre fine alla guerra in Ucraina qualora non soddisfacesse le sue richieste di lunga data. In sostanza, nel caso in cui la proposta differisse dal «piano Dmitriev-Witkoff», che non è accettato dagli ucraini e che è stato ora già abbandonato anche dagli americani. Sebbene tutte le proposte successive — ossia quella uscita da Ginevra e ora ulteriormente discussa ad Abu Dhabi — si basino su quel testo, concordato dagli americani insieme ai russi.

    Lavrov ha dichiarato martedì che, se il piano «cancellasse […] le intese chiave» che il presidente russo Vladimir Putin riteneva di aver raggiunto con il presidente americano Donald Trump nel vertice in Alaska, la «situazione sarebbe radicalmente diversa». La prima versione del piano (Witkoff-Dmitriev), secondo Lavrov, è stata «accolta favorevolmente» da Mosca.

    «Dopo Anchorage (il vertice Trump-Putin in Alaska, ndr), quando ritenevamo che tali intese fossero già state formalizzate, c’è stata una lunga pausa. E ora la pausa è stata interrotta dall’introduzione di questo documento […] Un’intera serie di questioni, ovviamente, richiede chiarimenti», ha detto Lavrov.

    La Russia è parte di questi nuovi negoziati ad Abu Dhabi. Non è chiaro in che formazione si siano presentati i russi, e non è neppure chiaro come si tengano le trattative. Presumibilmente — se sarà ripetuto il modello Ginevra — sono incontri bilaterali tra gli americani guidati da Driscoll e, di volta in volta, le due delegazioni russe e ucraina.

    L’altro punto chiave da capire è quando si potranno incontrare Trump e Zelensky. Ancora ieri sera, il portavoce di Trump ha risposto a una domanda che nessun incontro è previsto. Oggi però gli ucraini hanno richiesto l’incontro e Umerov ha detto che spera si possa tenere nei prossimi giorni, «prima della fine di novembre».

    Un grande osservatore, e parte in gioco, come il presidente finlandese Aleksander Stubb, ha scritto poche ore fa: «Ho avuto una telefonata con Zelensky e il segretario della Nato questa mattina. [...] Il futuro dell’Ucraina deve deciderlo l’Ucraina, e la sicurezza europea la deve decidere l’Europa. Il lavoro tra Ucraina e Stati Uniti continua. I prossimi giorni saranno decisivi nei nostri sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura».

    Sono notizie frammentate, tanti chiedono cautela, a partire dal premier britannico Keir Starmer. Ma sembra che Ginevra abbia portato una svolta, che gli ucraini abbiano acconsentito a un piano Usa di massima (lasciando a Trump e Zelensky negoziare il resto, le questioni decisive). La mossa compete ora a Mosca, che dalle prime reazioni non è soddisfatta. Ma anche così, spetta a lei rigettare i primi, veri tentativi — e proposte scritte — di pace.

    CorSera

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  • fede79
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    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
    Abc, ucraini hanno accettato condizioni per accordo pace
    Una delegazione ucraina ha concordato con gli Stati Uniti i termini di un potenziale accordo di pace. Lo riferisce Abc citando un funzionario Usa. "Gli ucraini hanno accettato l'accordo di pace", ha affermato la fonte. "Ci sono alcuni dettagli minori da sistemare, ma hanno accettato un accordo di pace", ha aggiunto.

    Intanto droni russi anche verso Romania e Moldavia. Morti e feriti nella capitale ucraina. Il Cremlino: «Il piano in 19 punti? Non ne sappiamo niente»

    Ora la palla passa a Putin, anche se Labrov ha dichiarato che la Russia potrebbe non accettare, e non me lo spiego, perchè l'accordo è stato redatto tra americani e russi: o sono false le parole di Labrov o sono cambiati i termini dell'accordo.

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  • KURTANGLE
    replied
    magara....

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  • Sean
    replied
    Abc, ucraini hanno accettato condizioni per accordo pace
    Una delegazione ucraina ha concordato con gli Stati Uniti i termini di un potenziale accordo di pace. Lo riferisce Abc citando un funzionario Usa. "Gli ucraini hanno accettato l'accordo di pace", ha affermato la fonte. "Ci sono alcuni dettagli minori da sistemare, ma hanno accettato un accordo di pace", ha aggiunto.

    Intanto droni russi anche verso Romania e Moldavia. Morti e feriti nella capitale ucraina. Il Cremlino: «Il piano in 19 punti? Non ne sappiamo niente»


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  • zuse
    replied
    Originariamente Scritto da Arturo Bandini Visualizza Messaggio
    servirebbe obbligatoria specialmente in francia ma anche qui. Non tanto per il piergiorgio italiano ma per tentare di inquadrare un minimo i maranza di seconda generazione
    Potresti cominciare te Bro zio

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  • Steel77
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    W i Volenterosi! Le città d'europa dovrebbero essere tappezzate di scritte simili!

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  • Arturo Bandini
    replied
    servirebbe obbligatoria specialmente in francia ma anche qui. Non tanto per il piergiorgio italiano ma per tentare di inquadrare un minimo i maranza di seconda generazione

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  • marcu9
    replied
    Originariamente Scritto da marcu9 Visualizza Messaggio
    Francia, Macron verso annuncio introduzione leva militare volontaria


    https://www.ilsole24ore.com/art/fran...Q&refresh_ce=1
    Che ne pensate?

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