Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

Collapse
X
 
  • Filter
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • zuse
    Macumbico divinatore
    • Oct 2010
    • 14625
    • 2,707
    • 1,601
    • White House
    • Send PM

    Siamo una barzelletta




    Commenta

    • Sean
      Csar
      • Sep 2007
      • 123690
      • 3,962
      • 3,807
      • Italy [IT]
      • In piedi tra le rovine
      • Send PM

      Originariamente Scritto da zuse Visualizza Messaggio
      Siamo una barzelletta
      L'UE paga tutti. Paga la Russia perchè altrimenti non riesce a soddisfare i suoi enormi bisogni energetici; paga l'Ucraina perchè hanno deciso che quella è ormai la sola loro ragione di esistenza e smorto magnete per tenere unita l'unione di zombie; paga l'America per acquistare armi (per Zelensky, che non ci viene nemmeno lontano parente), petrolio, gas liquido; paga la Nato per far contento Trump...e paga ovviamente i paesi nordafricani per non fargli recapitare, senza un minimo di freno, centinaia di migliaia di "risorse", i nuovi schiavi destinati o allo sfruttamento o a vagolare per parchi, piazze, stazioni in attesa di stuprare, rapinare, ammazzare i cittadini europei; e allo stesso modo paga i paesi nordafricani per farsi mandare anche da lì il gas, a prezzi maggiorati rispetto al vecchio contratto con la Russia ovviamente...paesi nordafricani governati da chi? Da libellule democratiche? No, dai tanto detestati "autocrati".

      I volenterosi...pagatori, va intesa così la nuova targa che i pagliacci si sono appiccicati sul fondoschiena.

      Ma non sarebbe più pietoso ormai spazzarli via quei mostriciattoli? Ma quanto può reggere ancora quella unione di cadaveri, questa Europa di agonizzanti? I miasmi è diventato impossibile e anche inutile coprirli con i deodoranti, segno preclaro che il cadavere sta giungendo agli ultimi stadi di decomposizione.
      ...ma di noi
      sopra una sola teca di cristallo
      popoli studiosi scriveranno
      forse, tra mille inverni
      «nessun vincolo univa questi morti
      nella necropoli deserta»

      C. Campo - Moriremo Lontani


      Commenta

      • zuse
        Macumbico divinatore
        • Oct 2010
        • 14625
        • 2,707
        • 1,601
        • White House
        • Send PM

        Ma no tranquillo,.abbiamo il magico trio a tutelarci !





        Commenta

        • Sean
          Csar
          • Sep 2007
          • 123690
          • 3,962
          • 3,807
          • Italy [IT]
          • In piedi tra le rovine
          • Send PM

          La raffigurazione sputata di un moderno sabba stregonesco.
          ...ma di noi
          sopra una sola teca di cristallo
          popoli studiosi scriveranno
          forse, tra mille inverni
          «nessun vincolo univa questi morti
          nella necropoli deserta»

          C. Campo - Moriremo Lontani


          Commenta

          • zuse
            Macumbico divinatore
            • Oct 2010
            • 14625
            • 2,707
            • 1,601
            • White House
            • Send PM

            Ahahahah

            Maledette streghe!




            Commenta

            • Ponno
              Socialista col Rolex
              • Feb 2013
              • 13378
              • 797
              • 393
              • Holy See (Vatican City State) [VA]
              • Send PM

              Originariamente Scritto da zuse Visualizza Messaggio
              Ma no tranquillo,.abbiamo il magico trio a tutelarci !

              Donna al volante pericolo costante
              Originariamente Scritto da claudio96

              sigpic
              più o meno il triplo

              Commenta

              • zuse
                Macumbico divinatore
                • Oct 2010
                • 14625
                • 2,707
                • 1,601
                • White House
                • Send PM

                Originariamente Scritto da Ponno Visualizza Messaggio

                Donna al volante pericolo costante
                E dire che fino a pochi anni fa era tutto chiaro





                Commenta

                • Sean
                  Csar
                  • Sep 2007
                  • 123690
                  • 3,962
                  • 3,807
                  • Italy [IT]
                  • In piedi tra le rovine
                  • Send PM

                  Il «resto del mondo» da Xi: perché il vertice in Cina con Putin e Modi è tra i più importanti dell'anno, e cos'è la sua «nuova teoria della sicurezza»

                  Dal 31 agosto al 3 settembre, Xi Jinping presiederà a Tianjin il vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai: sarà ribadita la sua dottrina, che «supera la teoria occidentale»

                  di F. Rampini

                  Leader di oltre 20 Paesi e 10 organizzazioni internazionali parteciperanno al vertice di Tianjin. L’elenco è impressionante. Dà un’idea dei paesi che in questa fase storica vogliono essere «nelle grazie della Cina». L’albo d’oro dei leader che affluiscono in Cina in queste ore include: il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il primo ministro egiziano Mostafa Madbouly. A seguire, i leader di tutte le Repubbliche dell’Asia centrale ex-sovietiche (un tempo saldamente ancorate alla sfera d’influenza di Mosca), tutti i paesi del Sud-est asiatico inclusi quelli più filoamericani come Indonesia e Vietnam. E tantissimi altri. Più i capi di quasi tutte le organizzazioni multilaterali del mondo, dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in giù.

                  «Xi userà il vertice come un’opportunità per illustrare un ordine internazionale post-americano, e dimostrare che tutti gli sforzi della Casa Bianca per contrastare Cina, Iran, Russia e ora anche India non hanno avuto l’effetto sperato», ha dichiarato Eric Olander, direttore del China-Global South Project.

                  Per capire il Xi-pensiero, e il messaggio che trasmetterà al Resto del Mondo in questo vertice, la lettura obbligata è l’organo del partito comunista cinese, il Quotidiano del Popolo. In particolare un articolo intitolato: «La Nuova teoria della sicurezza di Xi», firmato da Liu Xuelian dell’Università di Jilin. Sostiene che l’Iniziativa per la Sicurezza Globale (GSI) non è solo una proposta politica, ma una vera teoria. Sfida le dottrine occidentali delle relazioni internazionali, come il realismo (o realpolitik) e il liberalismo. Offre una visione sull’ascesa della Cina: in quanto potenza globale sarà fondamentalmente diversa dagli egemoni del passato». L’Iniziativa per la Sicurezza Globale (GSI), spiega il teorico del Xi-pensiero, è «un’innovazione sistemica: il pensiero tradizionale è centrato sullo Stato, invece la nostra sicurezza globale guarda all’umanità nel suo complesso. È la manifestazione di una visione olistica del mondo, rappresenta una trasformazione fondamentale del paradigma teorico».

                  La dottrina di Xi, prosegue, «supera la teoria realista occidentale secondo cui la sicurezza è antagonistica e a somma zero; al contrario afferma il principio dell’indivisibilità della sicurezza. La teoria realista occidentale sostiene che, in un contesto anarchico della società internazionale, gli Stati debbano massimizzare il potere per garantire la propria sicurezza, cercando di costruirla sull’insicurezza altrui. Così, quando la potenza di un paese – in particolare quella militare – cresce, provoca la reazione di altri attraverso misure precauzionali o corse agli armamenti, dando origine a dilemmi di sicurezza. Quando uno Stato non ha abbastanza potere per garantire la propria sicurezza, ricorre spesso ad alleanze militari, che sono esclusive e dirette contro terzi. Questo aggrava le divisioni e i conflitti nella comunità internazionale. Invece il principio cinese della sicurezza indivisibile rifiuta la logica selettiva, spinge la governance globale a passare dalla frammentazione all’integrazione sistemica».

                  Per quanto aggiornata nel linguaggio, la dottrina che Xi offre al Resto del Mondo, o Grande Sud globale, è identica alla propaganda che i suoi predecessori diffondevano da decenni. Non è una risposta specifica a Donald Trump. I concetti fondamentali di questa visione antioccidentale cominciarono a essere lanciati all’inizio del millennio, durante le presidenze di George W. Bush e di Barack Obama. Da allora in consessi come i BRICS e la SCO il partito comunista diffonde presso il Resto del Mondo il concetto che la Cina «è una potenza pacifica, non ha mai praticato il colonialismo dei bianchi, non invade e non fa guerra», mentre accusa l’America di «riesumare le ostilità della guerra fredda».

                  ​ I paesi vicini sanno che la realtà è molto diversa. Per limitarsi solo al suo passato recente e comunista: la Cina ha partecipato all’aggressione unilaterale contro la Corea del Sud (1950-53), ha attaccato l’India (1962), ha invaso il Vietnam (1979), ha scagliato le forze armate contro i propri civili indifesi (Pechino 1989), ha represso con interventi militari rivolte etniche in regioni storicamente non-cinesi (Tibet, Xinjiang, 2008-2009), ha calpestato gli impegni presi sul rispetto dell’autonomia di Hong Kong (2019-2021). Inoltre la Cina moltiplica le «prepotenze a bassa intensità» per intimidire tutti i vicini con cui ha contese territoriali. Il vero pensiero cinese sui vicini lo rese esplicito nel 2010 colui che allora era uno dei massimi esponenti della politica estera, il diplomatico Yang Jiechi. In un summit a Singapore in cui gli venivano rinfacciate le incursioni brutali della marina cinese a danno degli Stati limitrofi, rispose: «La Cina è un grande paese e altri paesi sono piccoli, questo è un dato di fatto».

                  Quel linguaggio si ricollega ad una tradizione millenaria. La Cina imperiale – oltre a distinguersi in conquiste coloniali proprio come gli imperi europei, vedi Tibet, Xinjiang, Mongolia, più pezzi del territorio indocinese – ha sempre considerato le relazioni internazionali in termini gerarchici. I piccoli vicini non avevano da temere se si comportavano da tributari, vassalli, rendevano omaggio alla superiorità cinese, versavano imposte. Ma la storia non conta, quel che va in scena in questi giorni è la disponibilità del Grande Sud globale a legittimare la narrazione di Xi. E alla Parata della Vittoria si affacceranno anche due leader di paesi europei, Serbia e Slovacchia, un tempo nella sfera imperiale russa, oggi destinatari di importanti investimenti cinesi.

                  https://www.corriere.it/oriente-occi...tml?refresh_ce
                  ...ma di noi
                  sopra una sola teca di cristallo
                  popoli studiosi scriveranno
                  forse, tra mille inverni
                  «nessun vincolo univa questi morti
                  nella necropoli deserta»

                  C. Campo - Moriremo Lontani


                  Commenta

                  • Sean
                    Csar
                    • Sep 2007
                    • 123690
                    • 3,962
                    • 3,807
                    • Italy [IT]
                    • In piedi tra le rovine
                    • Send PM

                    LA TELA DI PENELOPE

                    di Marco Travaglio​

                    La Russia continua ad attaccare e ad avanzare in Ucraina.
                    Ma va? Chi l’avrebbe mai detto.

                    L’unica cosa che stupisce è lo stupore. Da tre anni e mezzo, per l’Occidente, la scelta è sempre la stessa. Non tra la pace e i condizionatori accesi, come disse quel genio. Ma tra il provare a vincere la guerra inviando qualche centinaio di migliaia di soldati a combattere e a morire sul campo (ipotesi esclusa fin dall’inizio), e l’accettare un compromesso con chi la sta vincendo.

                    Il compromesso, nel marzo 2022 a Istanbul, costava poco: non prevedeva cessioni di territori, ma solo Kiev fuori dalla Nato e parzialmente demilitarizzata e l’autonomia speciale al Donbass.

                    Ora costa di più: oltre alle altre condizioni, il controllo russo su Crimea, Lugansk, Donetsk e tre quarti occupati degli oblast di Zaporizhzhia e Kherson.
                    E domani sarà ancor più costoso.
                    È un ricatto?
                    Sì, come in tutte le guerre. Ci sono alternative? No.
                    A meno che sia un’opzione continuare a drogare Zelensky con promesse di armi e soldi (che non abbiamo) perché mandi al macello i suoi superstiti e perda altri territori.

                    È la linea criminale e criminogena prima della Nato e, ora che Trump s’è sfilato, della sola Ue, che vaneggia di articoli 5 e “addestratori militari nell’Ovest dell’Ucraina” (l’ultima ideona della Kallas, che esporrà ad attacchi forsennati anche quelle regioni finora risparmiate).

                    Qualcuno avrà notato il folle ghigno con cui Macron e Merz, tornati in posizione eretta dopo le genuflessioni a Trump, annunciano l’uno che “Putin è un orco” e l’altro che “non ci sarà nessun vertice Zelensky-Putin”.

                    Peskov, portavoce dell’orco, ha risposto che “il bilaterale è tutt’altro che escluso, ma va preparato bene”.
                    In effetti, mentre la posizione russa è chiara (e condivisa a Washington), quella ucraina è buio fitto.
                    Zelensky a dicembre ammise: “Non riprenderemo i territori occupati”.
                    Poi parlò di “riconquista” completa. Ieri ha ricambiato idea.

                    E Putin, disponibile a vederlo dopo aver parlato con Trump di compromessi territoriali, non ama gli incontri al buio. Né ha interesse a una tregua che, se l’Ue non smette di comprare armi dagli Usa per inviarle a Kiev, favorirebbe solo il suo nemico.

                    È una tela di Penelope. Trump ogni notte agevola i negoziati e l’Ue ogni giorno li sabota: poi, siccome ovviamente la guerra continua con l’Ucraina che continua ad arretrare e la Russia ad avanzare, si mette a strillare: “Visto che Putin non vuole trattare?”.

                    Intanto i russi, pezzo per pezzo, si prendono con bombardamenti e stragi ciò che chiedono per via negoziale. E, non paghi delle cinque regioni annesse, entrano pure in una sesta: il Dnipropetrovsk.

                    Oggi Zelensky offre ciò che Putin gli chiedeva nel 2022. Domani magari dovrà implorarlo di accettare ciò che gli chiede oggi.»

                    https://infosannio.com/2025/08/30/la-tela-di-penelope/
                    ...ma di noi
                    sopra una sola teca di cristallo
                    popoli studiosi scriveranno
                    forse, tra mille inverni
                    «nessun vincolo univa questi morti
                    nella necropoli deserta»

                    C. Campo - Moriremo Lontani


                    Commenta

                    • germanomosconi
                      Bodyweb Senior
                      • Jan 2007
                      • 16233
                      • 817
                      • 1,164
                      • pordenone
                      • Send PM

                      Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
                      LA TELA DI PENELOPE

                      Il compromesso, nel marzo 2022 a Istanbul, costava poco: non prevedeva cessioni di territori, ma solo Kiev fuori dalla Nato e parzialmente demilitarizzata e l’autonomia speciale al Donbass.

                      https://infosannio.com/2025/08/30/la-tela-di-penelope/
                      mi viene da piangere a pensare a quale era il compromesso 3 anni fa.
                      ci siamo davvero suicidati

                      Originariamente Scritto da Marco pl
                      i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
                      Originariamente Scritto da master wallace
                      IO? Mai masturbato.
                      Originariamente Scritto da master wallace
                      Io sono drogato..

                      Commenta

                      • fede79
                        Bass Player
                        • Oct 2002
                        • 4596
                        • 479
                        • 16
                        • Roma
                        • Send PM

                        Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
                        Il «resto del mondo» da Xi: perché il vertice in Cina con Putin e Modi è tra i più importanti dell'anno, e cos'è la sua «nuova teoria della sicurezza»

                        Dal 31 agosto al 3 settembre, Xi Jinping presiederà a Tianjin il vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai: sarà ribadita la sua dottrina, che «supera la teoria occidentale»

                        di F. Rampini

                        Leader di oltre 20 Paesi e 10 organizzazioni internazionali parteciperanno al vertice di Tianjin. L’elenco è impressionante. Dà un’idea dei paesi che in questa fase storica vogliono essere «nelle grazie della Cina». L’albo d’oro dei leader che affluiscono in Cina in queste ore include: il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il primo ministro egiziano Mostafa Madbouly. A seguire, i leader di tutte le Repubbliche dell’Asia centrale ex-sovietiche (un tempo saldamente ancorate alla sfera d’influenza di Mosca), tutti i paesi del Sud-est asiatico inclusi quelli più filoamericani come Indonesia e Vietnam. E tantissimi altri. Più i capi di quasi tutte le organizzazioni multilaterali del mondo, dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in giù.

                        «Xi userà il vertice come un’opportunità per illustrare un ordine internazionale post-americano, e dimostrare che tutti gli sforzi della Casa Bianca per contrastare Cina, Iran, Russia e ora anche India non hanno avuto l’effetto sperato», ha dichiarato Eric Olander, direttore del China-Global South Project.

                        Per capire il Xi-pensiero, e il messaggio che trasmetterà al Resto del Mondo in questo vertice, la lettura obbligata è l’organo del partito comunista cinese, il Quotidiano del Popolo. In particolare un articolo intitolato: «La Nuova teoria della sicurezza di Xi», firmato da Liu Xuelian dell’Università di Jilin. Sostiene che l’Iniziativa per la Sicurezza Globale (GSI) non è solo una proposta politica, ma una vera teoria. Sfida le dottrine occidentali delle relazioni internazionali, come il realismo (o realpolitik) e il liberalismo. Offre una visione sull’ascesa della Cina: in quanto potenza globale sarà fondamentalmente diversa dagli egemoni del passato». L’Iniziativa per la Sicurezza Globale (GSI), spiega il teorico del Xi-pensiero, è «un’innovazione sistemica: il pensiero tradizionale è centrato sullo Stato, invece la nostra sicurezza globale guarda all’umanità nel suo complesso. È la manifestazione di una visione olistica del mondo, rappresenta una trasformazione fondamentale del paradigma teorico».

                        La dottrina di Xi, prosegue, «supera la teoria realista occidentale secondo cui la sicurezza è antagonistica e a somma zero; al contrario afferma il principio dell’indivisibilità della sicurezza. La teoria realista occidentale sostiene che, in un contesto anarchico della società internazionale, gli Stati debbano massimizzare il potere per garantire la propria sicurezza, cercando di costruirla sull’insicurezza altrui. Così, quando la potenza di un paese – in particolare quella militare – cresce, provoca la reazione di altri attraverso misure precauzionali o corse agli armamenti, dando origine a dilemmi di sicurezza. Quando uno Stato non ha abbastanza potere per garantire la propria sicurezza, ricorre spesso ad alleanze militari, che sono esclusive e dirette contro terzi. Questo aggrava le divisioni e i conflitti nella comunità internazionale. Invece il principio cinese della sicurezza indivisibile rifiuta la logica selettiva, spinge la governance globale a passare dalla frammentazione all’integrazione sistemica».

                        Per quanto aggiornata nel linguaggio, la dottrina che Xi offre al Resto del Mondo, o Grande Sud globale, è identica alla propaganda che i suoi predecessori diffondevano da decenni. Non è una risposta specifica a Donald Trump. I concetti fondamentali di questa visione antioccidentale cominciarono a essere lanciati all’inizio del millennio, durante le presidenze di George W. Bush e di Barack Obama. Da allora in consessi come i BRICS e la SCO il partito comunista diffonde presso il Resto del Mondo il concetto che la Cina «è una potenza pacifica, non ha mai praticato il colonialismo dei bianchi, non invade e non fa guerra», mentre accusa l’America di «riesumare le ostilità della guerra fredda».

                        I paesi vicini sanno che la realtà è molto diversa. Per limitarsi solo al suo passato recente e comunista: la Cina ha partecipato all’aggressione unilaterale contro la Corea del Sud (1950-53), ha attaccato l’India (1962), ha invaso il Vietnam (1979), ha scagliato le forze armate contro i propri civili indifesi (Pechino 1989), ha represso con interventi militari rivolte etniche in regioni storicamente non-cinesi (Tibet, Xinjiang, 2008-2009), ha calpestato gli impegni presi sul rispetto dell’autonomia di Hong Kong (2019-2021). Inoltre la Cina moltiplica le «prepotenze a bassa intensità» per intimidire tutti i vicini con cui ha contese territoriali. Il vero pensiero cinese sui vicini lo rese esplicito nel 2010 colui che allora era uno dei massimi esponenti della politica estera, il diplomatico Yang Jiechi. In un summit a Singapore in cui gli venivano rinfacciate le incursioni brutali della marina cinese a danno degli Stati limitrofi, rispose: «La Cina è un grande paese e altri paesi sono piccoli, questo è un dato di fatto».

                        Quel linguaggio si ricollega ad una tradizione millenaria. La Cina imperiale – oltre a distinguersi in conquiste coloniali proprio come gli imperi europei, vedi Tibet, Xinjiang, Mongolia, più pezzi del territorio indocinese – ha sempre considerato le relazioni internazionali in termini gerarchici. I piccoli vicini non avevano da temere se si comportavano da tributari, vassalli, rendevano omaggio alla superiorità cinese, versavano imposte. Ma la storia non conta, quel che va in scena in questi giorni è la disponibilità del Grande Sud globale a legittimare la narrazione di Xi. E alla Parata della Vittoria si affacceranno anche due leader di paesi europei, Serbia e Slovacchia, un tempo nella sfera imperiale russa, oggi destinatari di importanti investimenti cinesi.

                        https://www.corriere.it/oriente-occi...tml?refresh_ce
                        La seconda parte dell'articolo l'avrà scritto con la bava alla bocca, i capelli ancora più arruffati, tutto dal suo loft o appartamento sito in un piano di un grattacielo a New York.
                        sigpic
                        Free at last, they took your life
                        They could not take your PRIDE

                        Commenta

                        • fede79
                          Bass Player
                          • Oct 2002
                          • 4596
                          • 479
                          • 16
                          • Roma
                          • Send PM

                          Originariamente Scritto da zuse Visualizza Messaggio
                          Ma no tranquillo,.abbiamo il magico trio a tutelarci !

                          Mentre la Von der Leyen è una nazista di chiaro stampo imperialista, la Kallas è una che se sta lì è grazie al padre, il genio dietro il "kit di sopravvivenza", quella che mentre fa l'alto commissario per gli affari esteri e di sicurezza della UE, con funzione anti-Cremlino, aveva il marito che tesseva affari proprio a Mosca.

                          Ah poi c'è la Metsola, basta il cambio di una consonante, e si trova il suo ruolo più idoneo.
                          sigpic
                          Free at last, they took your life
                          They could not take your PRIDE

                          Commenta

                          • Sean
                            Csar
                            • Sep 2007
                            • 123690
                            • 3,962
                            • 3,807
                            • Italy [IT]
                            • In piedi tra le rovine
                            • Send PM

                            Originariamente Scritto da fede79 Visualizza Messaggio

                            La seconda parte dell'articolo l'avrà scritto con la bava alla bocca, i capelli ancora più arruffati, tutto dal suo loft o appartamento sito in un piano di un grattacielo a New York.
                            Sì, che poi è quella (dei rapporti di forza e grandezza col vicinato o più in generale sullo scacchiere globale) una "tradizione" che non appartiene alla sola Cina, non è una sua "dottrina" particolare ma è uno dei fondamentali della storia fin dal sorgere delle città-stato e poi delle nazioni.

                            L'America di Rampini che cosa ha fatto coi suoi vicini e poi col mondo tutto? Su che cosa ha incardinato la sua proiezione imperialista se non sul fatto di essere paese "grosso e potente", per cui coi vicini (leggasi l'intero continente americano) divieto assoluto di intromissioni esterne e dichiarazione delle due americhe come propria esclusiva sfera di influenza, e nel mondo il dispiegarsi di tutto il peso militare, tecnologico, economico e dove è occorso la guerra?

                            I problemi nascono quando, a forza di allargarti, poi incontri dei paesi che, in quanto "grossi e forti", assumono la tua stessa dottrina...e non ci stanno a consegnarti quelle che considerano essere le loro sfere di influenza, che sono tutte di ordine vitale, si pensi a cosa significa il Pacifico per la Cina, per il suo commercio, il petrolio (per arrivare ai paesi arabi i cinesi devono già ora fare zig zag tra le innumerevoli isole con basi americane), la sicurezza nazionale.

                            La crisi epocale ha però figliato un nuovo quadro geopolitico, dove gli USA non sono più il solo dominus...e dove tutti i paesi che hanno dovuto subire quello stato di cose adesso si riposizionano attorno ad altri nuclei, in specie molti dei paesi asiatici, così come quelli africani guardano al Cremlino e i sudamericani anche (a Cina e Russia come alternative al tallone americano): tutto il Sud America non sanziona la Russia e paesi come il Brasile hanno aderito ai Brics.

                            Lo ripeto: gli unici paria sono gli europei. I grandi e anche piccoli paesi del mondo si fanno i loro affari e le loro alleanze, con chi vogliono e quando vogliono: solo l'UE è rimasta attaccata alla catena atlantica tenuta in mano dagli Stati Uniti, quella congerie di nazioni senza risorse, senza potere, senza peso geopolitico, senza essenza e senza sostanza. I nani del mondo, i pagliacci della storia.
                            ...ma di noi
                            sopra una sola teca di cristallo
                            popoli studiosi scriveranno
                            forse, tra mille inverni
                            «nessun vincolo univa questi morti
                            nella necropoli deserta»

                            C. Campo - Moriremo Lontani


                            Commenta

                            • Sean
                              Csar
                              • Sep 2007
                              • 123690
                              • 3,962
                              • 3,807
                              • Italy [IT]
                              • In piedi tra le rovine
                              • Send PM

                              Originariamente Scritto da germanomosconi Visualizza Messaggio

                              mi viene da piangere a pensare a quale era il compromesso 3 anni fa.
                              ci siamo davvero suicidati
                              La guerra in se stessa non avrebbe più ragione di essere, in quanto gli effetti geopolitici e storici (l'innescare la manifestazione della crisi occidentale e la scomposizione del mondo in blocchi) sono stati raggiunti: ogni morto in più è adesso un morto inutile.

                              L'America ne ha preso atto, rivolge in quadranti dal peso ben più decisivo adesso la sua attenzione (Pacifico, Polo), è già oltre quello che ormai vede come un conflitto regionale e tutto intra europeo.

                              Dunque perchè l'Europa, che parimenti sa che gli effetti geopolitici sono irreversibili, come militarmente irreversibile è la presa della Russia sui territori ucraini fin qui incamerati, perchè l'Europa contro ogni logica ed evidenza è rimasta l'unica a spingere perchè l'Ucraina continui quella guerra? Perchè quella guerra è rimasto anche l'unico motivo di essere dell'Europa, l'unico riflettore acceso sulle assi disconnesse e tarlate del suo teatrino, l'unica ragione per fare atto di presenza e per occultare problemi ben più enormi, quali la totale irrilevanza politica, le spinte centrifughe, la crisi economica, di sistema, il processo di dissolvenza in atto.

                              Come per Zelensky, anche per la UE quella guerra è l'unica ragione di vita che gli resta. La si tiene dunque in vita artificialmente anche se è persa sotto ad ogni riguardo, e anche se prolungandola non porterà ad altro per l'Ucraina che a condizioni ancora più dure al tavolo della resa.
                              ...ma di noi
                              sopra una sola teca di cristallo
                              popoli studiosi scriveranno
                              forse, tra mille inverni
                              «nessun vincolo univa questi morti
                              nella necropoli deserta»

                              C. Campo - Moriremo Lontani


                              Commenta

                              • zuse
                                Macumbico divinatore
                                • Oct 2010
                                • 14625
                                • 2,707
                                • 1,601
                                • White House
                                • Send PM

                                Io non mi capacito di come questa:

                                abbia raggiunto un ruolo apicale nell' EU , parlando di questioni di sicurezza (mandandoci a sbattere contro un muro) sbraitando contro potenze che la guerra la fanno veramente , senza sapere minimamente di cosa questa sia ed a nome di decine di nazioni con secoli di storia alle spalle.








                                Commenta

                                Working...
                                X