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Candidati analfabeti e con qi di 25 ?
stai su con il morale che arriva sempre l'occasione
Speriamo bene, la Naspi non è infinita oltre che a breve andrà a decrescere.
Al tempo stesso non mi voglio bloccare nuovamente accettando un lavoro dove non rispettano il contratto, od altro.
Ma anche per le aziende fa comodo avere personale fresco e motivato rispetto a parassiti indeterminati , anche il fatto che non si sposa e figlia più permette molta più flessibilità
L’indeterminato non è di per se una discriminante. Al Nord, nei lavori d'ufficio e in contesti strutturati, è quasi sempre la norma. Io ho sempre avuto contratti a tempo indeterminato, ed è anche per questo che mi stupisce quando, per alcuni, sembra rappresentare un obiettivo di vita.
Detto questo, è vero che alle aziende può convenire un certo ricambio, soprattutto quando una persona resta ferma troppo a lungo nello stesso ruolo. Nella maggioranza dei casi, quando un dipendente non cresce professionalmente, anche le sue performance tendono a calare: ha meno stimoli, è meno portato a dimostrare qualcosa e spesso diventa meno flessibile.
In situazioni del genere, per l'azienda può risultare più conveniente inserire una persona più giovane, magari con meno esperienza, ma più motivata, più disponibile a mettersi in gioco e meno lamentosa.
Ma anche per le aziende fa comodo avere personale fresco e motivato rispetto a parassiti indeterminati , anche il fatto che non si sposa e figlia più permette molta più flessibilità
Non e' quello che intendo , penso che quasi nessuno sia contento appieno del proprio lavoro - datore di lavoro -ambiente, oppure di situazione retributiva - prospettive di carriera (soldi, tempo libero , posizione), quindi perché non cambiare piuttosto che passare 10 ore al giorno infelici e magari farsi condizionare la vita...perché nella realtta va così...
io sto conoscendo tantissimi ammerigani per lavoro , ceto medio , e buona parte di loro mi racconta che e' cosa normalissima Cambiare azienda e/o citta sede -mamsione ogni paio di anni.. Sergio sicuramente ci dira di più...così come dopo pochi anni di lavoro dipendente passare indipendent contractor o aprire proprio un business
Cosa che effettivamente dovrebbe essere lo stesso qui , ma il 99% preferisce il bonifico al 10 e lamentarsi al bar...e posso capire visto cosa significa anche solo avere una p.i. in sto paese di pagliacci .
Siamo ancora succubi dell'ideale anni 80 del lavoro alla mega ditta a 19 anni e la vita di merda parallela fino alla pensione.
Poi ovvio ognuno fa le sue scelte ma che non esageri con il lamentarsi se a 50 anni uno e' ancora a guadagnare 1380 euro con i buoni pasto con 600 di affitto e 400 di rate varie
In America è totalmente diverso, lì gli spostamenti per lavoro, sia per cambio di azienda, che di sede, sono all’ordine del giorno.
Specifico che non sto a pontificare , non sono nessuno , anzi sono un coglione incompatibile con le dinamiche di convivenza e gerarchia lavorative , mai avuto un indeterminato in vita mia e mi sono rimesso in gioco - mandato tutti affanculo anche troppe volte , eppure le bollette le pago regolarmente , da post COVID ogni anno miglioro le entrate , la separazione non mi ha mandato sotto un ponte , sono felice e sereno
cose che se avessi il posto fisso da impiegato mi sognerei , anzi probabilmente sarei al secondo divorzio con cirrosi e ludopatia da italiano medio serie b
perchè il 10 del mese c'è lo stipendio garantito, quello che ti permette di pagare il mutuo di pagare l'università ai figli e di non bestemmiare quando arrivano le bollette (poi lo fai lo stesso)
io ho fatto il rappresentante con pi, poi il venditore con stipendio (grasso allora) + bonus e infine sono passato ad acquisti e logistica
mi faccio il culo non scaldo la sedia e ho massimo rispetto per chi mi paga lo stipendio
non sono un servo e dico la mia, ma se i miei titolari guadagnano un fantastiglione non sono invidioso
è molto semplice se ci pensi, oltre alle x ore di lavoro dove mi trovo anche bene fuori c'è la vita la famiglia
a me invece fanno pena quelli sempre disponibili, gente che per 5-6-10 mila eur una vita non ce l'hanno e che magari si incaxxano perchè gli altri non fanno altrettanto
ma che cavolo di vita è? io lavoro per vivere non vivo per lavorare
Non e' quello che intendo , penso che quasi nessuno sia contento appieno del proprio lavoro - datore di lavoro -ambiente, oppure di situazione retributiva - prospettive di carriera (soldi, tempo libero , posizione), quindi perché non cambiare piuttosto che passare 10 ore al giorno infelici e magari farsi condizionare la vita...perché nella realtta va così...
io sto conoscendo tantissimi ammerigani per lavoro , ceto medio , e buona parte di loro mi racconta che e' cosa normalissima Cambiare azienda e/o citta sede -mamsione ogni paio di anni.. Sergio sicuramente ci dira di più...così come dopo pochi anni di lavoro dipendente passare indipendent contractor o aprire proprio un business
Cosa che effettivamente dovrebbe essere lo stesso qui , ma il 99% preferisce il bonifico al 10 e lamentarsi al bar...e posso capire visto cosa significa anche solo avere una p.i. in sto paese di pagliacci .
Siamo ancora succubi dell'ideale anni 80 del lavoro alla mega ditta a 19 anni e la vita di merda parallela fino alla pensione.
Poi ovvio ognuno fa le sue scelte ma che non esageri con il lamentarsi se a 50 anni uno e' ancora a guadagnare 1380 euro con i buoni pasto con 600 di affitto e 400 di rate varie
L'indeterminato è lo specchietto per allodole del lavoratore medio . L'ambizione al posto fisso al di fuori dei film di Checco Zalone mi fa cagare e sentire odere di macchinetta del caffe , cerificato inal e olio buono di giu...
in un sistema ideale e sano uno di aziende ne dovrebbe cambiare il piu possibile seguendo possibilita di carriera -guadagno ed esperienza.
poi ovvio che apparte manager - dirigenti diventa più difficile la cosa , ma tutti i middle man inutili che passano l'intera vita lavorativa nello stesso posto a fare la stessa cosa io non ho mai capito come ci riescono..e perché lo fanno
perchè il 10 del mese c'è lo stipendio garantito, quello che ti permette di pagare il mutuo di pagare l'università ai figli e di non bestemmiare quando arrivano le bollette (poi lo fai lo stesso)
io ho fatto il rappresentante con pi, poi il venditore con stipendio (grasso allora) + bonus e infine sono passato ad acquisti e logistica
mi faccio il culo non scaldo la sedia e ho massimo rispetto per chi mi paga lo stipendio
non sono un servo e dico la mia, ma se i miei titolari guadagnano un fantastiglione non sono invidioso
è molto semplice se ci pensi, oltre alle x ore di lavoro dove mi trovo anche bene fuori c'è la vita la famiglia
a me invece fanno pena quelli sempre disponibili, gente che per 5-6-10 mila eur una vita non ce l'hanno e che magari si incaxxano perchè gli altri non fanno altrettanto
ma che cavolo di vita è? io lavoro per vivere non vivo per lavorare
L'indeterminato è lo specchietto per allodole del lavoratore medio . L'ambizione al posto fisso al di fuori dei film di Checco Zalone mi fa cagare e sentire odere di macchinetta del caffe , cerificato inal e olio buono di giu...
in un sistema ideale e sano uno di aziende ne dovrebbe cambiare il piu possibile seguendo possibilita di carriera -guadagno ed esperienza.
poi ovvio che apparte manager - dirigenti diventa più difficile la cosa , ma tutti i middle man inutili che passano l'intera vita lavorativa nello stesso posto a fare la stessa cosa io non ho mai capito come ci riescono..e perché lo fanno
I fattori sono molteplici, e molto dipende dalle città dove uno vive: è ovvio che a Roma/Milano trovare più proposte lavorative sia semplice rispetto a Potenza (città a caso).
Agli inizi (2001-2010) ho lavorato come consulente informatico per 3 aziende differenti, poi 13 anni con un’azienda “finale”, spinto da fattori esterni ed interni (acquisto da parte di una corporate americana) ho deciso di spostarmi, e negli ultimi 3 anni ho cambiato 2 aziende, con quest’ultima che lascerò il 15 Luglio, ma se devo dire la verità, non l’ho fatto per soldi/avanzamento di carriera, ma più per l’ambiente di lavoro e maggiore flessibilità.
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