Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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    Trump si prende il Venezuela (col petrolio) e umilia Maduro

    Donald scarica la Nobel Machado: “Ora tocca a noi” Ma il tycoon dice: “Difficile”. E Rubio minaccia: “Vivessi a Cuba sarei preoccupato”

    “Governeremo il Paese”. È l’occupazione del Venezuela che Donald Trump annuncia dopo la cattura di Nicolás Maduro. È un’occupazione di cui non si conoscono al momento i dettagli. Chi governerà il Venezuela? Ci sarà una presenza militare Usa? L’unica cosa certa è che gli Stati Uniti, con una mossa che ricorda le più aggressive azioni coloniali tra Otto e Novecento, hanno messo le mani sul petrolio venezuelano. Il regime change a Caracas, che l’amministrazione Usa ha sempre negato di volere, è realtà. E Cuba potrebbe essere il prossimo obiettivo.

    “Oil. Oil. Oil”. La parola petrolio è quella risuonata più spesso nella conferenza stampa di Trump ieri a Mar-a-Lago. Circondato dal segretario di stato Marco Rubio, da quello alla Difesa Pete Hegseth e dal capo delle forze armate Dan Caine, il presidente non ha mascherato le sue reali intenzioni. Ha detto che toccherà alle compagnie petrolifere Usa “riparare le infrastrutture energetiche” del Venezuela. Ha spiegato che la presenza militare americana sarà “di appoggio allo sfruttamento del petrolio”. “Venderemo grandi quantità di petrolio alla Cina e ad altre nazioni”, ha chiarito Trump, aggiungendo che il Venezuela sarà governato da un “gruppo” che, oltre a Rubio, Hegseth, Caine, includerà politici venezuelani. Il cuore dell’intervento Usa è dunque economico e strategico. Il Venezuela, che possiede circa il 17% delle riserve petrolifere mondiali, viene riportato dall’amministrazione Trump sotto il diretto controllo delle compagnie del Big Oil che, con la parziale eccezione di Chevron, erano state allontanate dal Paese a partire dalla nazionalizzazione del 1976. Sicuramente il controllo del petrolio venezuelano da parte americana rappresenta un importante strumento geopolitico nei confronti della Cina, che già acquista l’80% delle risorse venezuelane.

    Quello che appare meno chiaro è come si articolerà la strategia Usa. Trump ha detto che la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, ha parlato con Rubio e che “è disposta a fare ciò che riteniamo necessario”. In realtà, Rodriguez ha parlato di “brutale invasione” e in un discorso alla nazione, circondata dai leader di governo e delle forze armate, ha detto che i venezuelani “non saranno mai più schiavi, non saranno mai più una colonia”. L’opposizione venezuelana a Maduro si è fatta sentire, invece, con la Nobel Machado: “Siamo pronti a governare, tocca al presidente legittimo Edmundo Gonzales”. Per Trump, però, questo “è molto difficile, Machado è una donna molto simpatica, ma non ha il sostegno”.

    Trump non ha poi davvero chiarito la natura della presenza Usa, che non ha un’ambasciata a Caracas dal 2019. Ha detto di “non aver paura” che i soldati americani siano fisicamente presenti in Venezuela. Ma non ha nemmeno detto di volerli mandare. Sulla durata dell’operazione ha risposto elusivamente: “Servirà un po’ di tempo”. L’insistenza sulla questione petrolio ha messo in secondo piano ciò che l’amministrazione ha sostenuto per mesi, e cioè che Maduro è un “boss della droga”, a capo della gang Tren de Aragua: accusa di cui non c’è prova. È toccato a Rubio ricordare che l’operazione di ieri è stata ordinata dal Dipartimento di Giustizia, sulla base delle accuse di narcoterrorismo che dal 2020 un tribunale di Manhattan ha mosso contro il presidente venezuelano. Per questo, secondo Rubio, non c’è stata necessità costituzionale di informare i leader del Congresso, i democratici ovviamente protestano. Proprio davanti al Southern District di Manhattan Maduro e la moglie appariranno in queste ore.

    Sull’operazione militare che ha portato alla loro cattura il generale Caine ha detto che la missione è durata due ore e venti, che sono stati utilizzati 150 aerei da guerra, che hanno smantellato le difese aeree venezuelane per consentire agli elicotteri di raggiungere Caracas. In conferenza stampa è stata anche palesemente minacciata Cuba. Alla domanda se gli Usa preparano un’altra azione militare, Rubio ha risposto: “Vivessi all’Avana e fossi nel governo, sarei un po’ preoccupato”.

    ​Il Fatto
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      Se l’America si comporta da Stato canaglia e sbandiera i princìpi per nascondere gli affari

      Ma la pantomima non è ripetibile all’infinito, vale fino a quando ci sono avversari deboli

      di Domenico Quirico

      Una domanda solo leggermente provocatoria: non vi pare che l’America, la nazione indispensabile, inizi a somigliare un po’ troppo allo Stato canaglia perfetto? Invece di guidare alla felicità la comunità delle nazioni, soprattutto nelle fibrillazioni trumpiane sembra sempre più incline a contrapporvisi. Invece della “scintillante città sul colle a cui tutti guardano” sembra di ascoltare uno sgangherato motivetto nazionalista: noi facciamo quello che ci pare e se non vi va, vabbè, arrangiatevi.

      Gli americani fanno male a non porsi la domanda del perché sono diventati antipatici, dopo aver per molto tempo, aureolati dalla vittoria contro i nazismi, mietuto osanna spesso gratuiti, e vissuto di una robusta rendita di ammirazione e di benevolenza anche quando commettevano errori. Mentre oggi sono giudicati nel ripiano morale come non più leali, incontrollabili, irresponsabili.

      Maduro, torvo, torchiatore, corrotto, forse anche manigoldo del narcotraffico, tra due poliziotti della Dea, avviato come Noriega anni fa a essere punito da un tribunale (ovviamente americano) può anche esser considerato l’ambigua scorciatoia di un bene realizzato attraverso metodi discutibili. Ma il problema resta e macina questioni ardue e vitali: lo scopo della operazione militare speciale a Caracas era punire un cattivo o rimettere ordine e silenzio a scapaccioni nel chiassoso cortile di casa latino americano? O riprendere il controllo di un produttore di petrolio? O tenere alla larga i cinesi? Democrazia e diritti non si sovrappongono come calchi a ben più meschini interessi, al crudo business; anzi divergono quasi sempre. È stato un presidente, Calvin Coolidge, che ha fatto dono agli americani di parole commoventi: «Civiltà e profitti avanzano di pari passo».

      Forse dovranno prendere atto che ci sono, nel mondo, pluralità di arcobaleni mentre il loro prisma prevede solo due valori, l’azzurro del cielo americano e il rosso dell’inferno per gli altri. Milioni di uomini nel mondo, non satanici terroristi di dio o di qualche autocrate, si chiedono perché la Delta Force, oltre che andare a fare giustizia a Caracas, e tra un poco a Teheran, non discenda come un angelo vendicatore anche al Cairo o a Riad o a Islamabad per correggere le loro tribolazioni. Forse perché satrapi, raiss e principeschi assassini di quei Paesi non intralciano, anzi collaborano con gli interessi americani? E hanno diritto all’immunità fino a quando non danno segni di disobbedienza? Quindi non sbagliano a sentirsi al sicuro sub specie aeternitatis solo le canaglie che tengono in cassaforte l’atomica ovvero Putin, Xi e il coreano, il Pakistan e l’India. Una lezione che forse gli ayatollah non faranno a tempo a trasformare in realtà.

      Altro che isolazionismo per barricarsi contro l’immoralità di un mondo corrotto o imperialismo soft! È semplicemente cambiato il metodo con cui gli americani mettono le mani negli affari degli altri.

      Fino a un certo punto ha funzionato, indiscusso, il modello golpe: dal vietnamita Diem ad Allende. Anni ruggenti: la scuola dei dittatori a Panama, i gorilla con occhiali Ray-Ban a libro paga della Cia, una telefonata in codice: Guatemala, Honduras, Indonesia, Cambogia, Cile, Iran e via, cambio di regime fatto! L’idra del comunismo, l’ossessione del domino erano sempre in agguato, per caso vi illudete che si debbano usare guanti bianchi per maneggiare simili truci avversari? L’altruismo americano: convinto di uccidere con gentilezza, usando bombe e killer in preda a un impulso di irrefrenabile carità.

      Pinochet e il suo volpino burattinaio, Kissinger, sono stati gli ultimi di questa schiera di impresentabili, il taglio tra l’innanzi e il dopo.
      La pantomima non è ripetibile all’infinito, vale fino a quando ci sono avversari molli. Ora si è passati al modello che potremmo chiamare “golpe dal basso”. La scusa della libertà funziona sempre ma si presta maggiore attenzione che non ci siano troppe sfasature. Bisogna utilizzare per la transizione non pretoriani dal ceffo allarmante, si attinge al ricco serbatoio delle classi dominanti globalizzate, l’alta nobiltà globale che pretende di essere padrona della terra perché ricca, colta, immune da plebei radicamenti arcaici e soprattutto pronta a collaborare. Provvedono al casting i ricchi cataloghi dei quadri delle istituzioni come Fondo monetario e Banca mondiale, non a caso fondate con saggia preveggenza prima delle inutili e poco sicure Nazioni Unite.

      L’imperialismo impone regole di ferro. Si adottano e si gonfiano quando non ci sono (la propaganda è un’arma di lunga gittata) movimenti di protesta contro i regimi disobbedienti o pericolosi per gli interessi americani. Solo quelli. E si interviene tra discordie e parti in causa per assicurare il passaggio alla democrazia. Chi avrà mai il coraggio di difendere tipacci come Saddam, il mullah Omar, Maduro o gli ayatollah dalla forca facile?

      Poco male se la caccia a Maduro è risultata più simile a un sequestro da gang mafiosa che a una scorciata democratica. Una cosa per volta. Nel caso dell’Iran, Trump ha già annunciato che difenderà (assieme a Israele?) i manifestanti che protestano per il caro vita. La Cia è al lavoro con i suoi vecchi, cari metodi sillabati e glossati in film e manuali. Come spesso accade non ha perso tempo a dare una occhiata alla storia dell’Iran. Sono dei praticoni, non degli intellettuali. I manifestanti, riferiscono fonti sicure (sussurrate da Langley, Virginia?), scandiscono nel subbuglio slogan per il ritorno dello scià! Accidenti! Che revival! A Langley gli ispiratori sono indietro nel ripasso: da Mossadeq a oggi la loro guerra per il controllo dell’Iran e del petrolio non conosce età.

      Gli Stati Uniti sono la potenza più interventista del mondo ma i fini e i metodi di questa politica sono sempre accuratamente nascosti dietro miasmi di insopportabile retorica e confusione. Da Kennedy a Trump, gli americani si sono cacciati in azioni moralmente compromettenti, spesso militarmente frustranti e quasi sempre politicamente non risolutive.

      La tendenza a spendere principi grandiosi, la creazione della democrazia, la lotta ai tiranni e ai terroristi, la sicurezza nazionale, debellare il traffico della droga o tentazioni atomiche non autorizzate, serve a occultare la fredda valutazione degli interessi, non solo economici o di potenza, spesso meschini traffici dei presidenti.

      Perfino Trump, con le sue sbiascicanze smargiasse, alla fine, si è uniformato al vecchio principio che il miglior modo di porre l’opinione pubblica americana a servizio dei propri fini sia quello di sbandierare un principio morale. Chissà se ha mai letto l’ammonimento di Edmund Burke: «Mal si accordano grandi imperi e intelletti piccoli».

      La Stampa

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        Il colpo di mano americano è gravissimo in sè e perchè è gravido di pesantissime, allarmanti conseguenze.

        Ridurre a colonia uno stato sovrano per appropriarsi delle sue ricchezze naturali (nazionalizzate dal '76, quindi ben prima dell'arrivo di Maduro), anche volendo lasciare da parte il "diritto internazionale" (che ha un valore ed una funzione quando c'è una sorta di ordine e di equilibrio mondiali, non certo in una fase regredita al caotico, con convulsioni tipiche del parto o dell'agonia, essendo noi esattamente nell'intermezzo tra la fine ed un inizio di una età che va trapassando e di un'altra che va sorgendo) ma quel colpo di mano da gangster mette allarme e mette in pericolo una infinità di nazioni, autorizzando delle altre (quelle con forza suffciente) alla imitazione, cioè a dire una sorta di tana libera tutti: si aggrava lo sconvolgimento globale.

        Analisti difatti già stilano elenchi di possibili prossime tappe: Iran, Cuba, Colombia, ma non dovrebbe forse preoccuparsi anche la Groenlandia? E a questo punto le lancette che separano il momento della "riunificazione" di Taiwan alla madrepatria, non si sono forse accorciate? E il Pakistan, e l'India (con in specie quest'ultima che sta assurgendo ad uno status "imperiale", ormai quarta economia del mondo) non hanno appetiti nel circondario?

        Ma soprattutto, per la dottrina del realismo politico, che vede al centro delle ossessioni degli stati la propria sicurezza, e quindi la propensione alla bellicosità, ci sarà non solo una tendenza al moltiplicarsi dei conflitti ("preventivi" o meno) ma anche una corsa al riarmo, in specie verso quelle armi che vengono percepite come unica garanzia di poter preservare la propria esistenza come stato: gli ordigni nucleari.

        Stavolta l'aggressione ad un paese sudamericano non è un semplice sistemare le cose nel "cortile di casa", come accaduto tante altre volte per le sventurate nazioni sudamericane da parte della vampiresca entità che hanno sopra alla testa: questo attacco assume tratti sinistri ed inquietanti perchè va a cadere in un contesto mondiale di profondissima instabilità, e l'onda tellurica è destinata a riverberarsi per tutto il globo.

        E' quello infatti anche un messaggio alla Cina, che acquistava il petrolio dal Venezuela: le potenze, per loro propria natura, tendono alla espansione (l'acquisizione di "spazio vitale" è una delle forme per aumentare il proprio grado di "sicurezza"), e la storia non cambia: fin dall'antico, città e stati di tipo egemonico sono infine arrivati al punto di contatto, in quanto alla lunga è inevitabile che gli interessi di uno collidano con quelli dell'altro, per cui possiamo leggere l'aggressione al Venezuela anche come una delle tappe di avvicinamento a quello scenario prossimo venturo: una partita a scacchi che, nell'attesa che si affrontino le regine, fa muovere e mangiare i pedoni.
        ...ma di noi
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          Non sapete la gioia, dopo anni di risate, vedere la gente iniziare a svegliarsi e definire gli USA uno stato canaglia.
          Salvo poi salire amarezza mentre si continua a parlare dell'America di Trump. Perché questa non é l'America di Trump, questa é l'America e basta, stesso modus operandi a volte alla luce del sole, a volte no.
          Si chiude poi con la depressione ricordandosi che anche se tutti vedono, nessuno nei nostri lidi farà nulla
          Originariamente Scritto da claudio96

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            Originariamente Scritto da Ponno Visualizza Messaggio
            Non sapete la gioia, dopo anni di risate, vedere la gente iniziare a svegliarsi e definire gli USA uno stato canaglia.
            Salvo poi salire amarezza mentre si continua a parlare dell'America di Trump. Perché questa non é l'America di Trump, questa é l'America e basta, stesso modus operandi a volte alla luce del sole, a volte no.
            Si chiude poi con la depressione ricordandosi che anche se tutti vedono, nessuno nei nostri lidi farà nulla
            Stavolta la Meloni, nella tragicomica corsa dei servi ad accreditarsi presso il sovrano come "primo tra i leccaculi", è scivolata non sopra ad una buccia di banana...ma proprio dentro una voragine profonda e piena di speroni.

            Fa strano poi pensando che si tratta di donna certamente intelligente, fin qui camaleontica in politica estera per cercare proprio di evitare simili cadute...ma fa impressione leggere quel suo: "azione difensiva legittima, quando si tratta di contrastare guerre asimmetriche, in questo caso condotte col narcotraffico"...quando è lo stesso Sire a smentire tutti i pappagalli di corte, affermando bellamente che "adesso il petrolio è nostro e sarà affare delle nostre compagnie": se la Meloni avesse prima almeno atteso le dichiarazioni di Trump, si sarebbe evitata una simile miserrima figura.

            Tra l'altro una attenta come la Meloni dovrebbe chiedersi se è (elettoralmente) premiante stare con la lingua così attaccata al didietro di Trump, quando si tratta di questioni di politica imperialistica, perchè l'antiamericanismo (in Italia e altrove) è forte, a sinistra come a destra...e stare lì a difendere l'indefindibile, trovando la scusa del "narcotraffico" (che vale tanto quanto le provette di Powell all'ONU), nel mentre le pubbliche opinioni sono scioccate e preoccupate e anche adirate, ti fa apparire solo un coglione e fai un regalo enorme alle opposizioni.

            Sul resto che dici non ho nulla da aggiungere: ribadisco soltanto che la "concordanza e sincronicità delle catastrofi" (le forze titaniche all'opera, le scomposizioni del quadro geopolitico, la nuda e cruda volontà di potenza ecc...) avrebbe dovuto rappresentare quella occasione storica, epocale di cui tanto si è vagheggiato per l'Europa...cioè a dire, scuotere e scrollare di dosso la catena americana, azzerare il vecchio (la mera unione monetaria e mercantile), far sorgere il nuovo (una forma europea sotto alla specie del federalismo sovrano) e sentirsi liberi di stringere accordi con chicchessia, perchè, ripeto, la Russia ti farebbe ponti d'oro se ti accostassi ad essa...ma il treno sta passando senza che qua si muova foglia, nel mentre attorno non solo foglie e vento si innalzano, turbinano, ma vere e proprie tempeste...e questa casa di legno costruita sulla sabbia, abitata da gnomi spersi ed impauriti, così fatta è destinata a volare via: il restare attaccati agli Stati Uniti, credendo che quello sia, nonostante tutto, l'unico ancoraggio possibile per non essere scossi e dissolti dalle orbite accelerate dei pianeti giganti, è solo una illusione tipica dei disperati.
            ...ma di noi
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            • Ponno
              Socialista col Rolex
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              Avrei potuto capire una reazione simile della Meloni se avessimo avuto Bersaglieri e Folgore pronti ad una simile azione in Libia, pronti a giustificarla come difensiva per la guerra ibrida della migrazione.
              Ma questa non è manco fantascienza, é proprio assurdità.
              Originariamente Scritto da claudio96

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              • Arturo Bandini
                million dollar boy
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                Non vi capisco.
                Si omette di dire che Maduro era un dittatore che è andato al potere nonostante fosse stato Gonzalez a vincere le elezioni.
                Maduro teneva il proprio popolo in miseria e oppressione, e doveva cadere. Questo lo dicono da destra e da sinistra.
                Perchè quelli che chiedono che i dittatori siano appesi, se si tratta di un certo tipo di personaggi invece li vogliono ben saldi al potere? maduro che ricordiamo è stato uno dei finanziatori del m5s (una valigetta da 3,5 M nel 2010).
                E' chiaro che gli usa non sono lì per bontà, ma per i loro interessi di egemonia sul continente.
                Perchè se Putin fa la stessa cosa lo giustificate e considerate le ragioni superiori per cui la russia deve difendere la sua zona di ingerenza, ma gli usa non possono?
                E' chiaro che ora la comunità mondiale dovrà vigilare perchè nonostante i vantaggi per le aziende usa, la situazione vada a vantaggio del popolo venezuelano, il petrolio resti un asset nazionalizzato, che gli usa possono al massimo aiutare a estrarre, e, se lo vogliono, pagare.
                E poi meloni cosa deve fare? mandare "l'esercito al brennero"? cosa cambia quel che dice? a meloni deve interessare il vantaggio degli italiani, e se può far togliere i dazi a pasta e altro, solo questo ci importa. Oltre a essere legittimati come leader europei sopra tutti gli altri paesi, magari per imporre la nostra visione in europa.
                Siete quasi tutti di destra, ma poi a parte dire basta immigrati, siete propal, siete per maduro e per putin, e questo non me lo spiego
                Last edited by Arturo Bandini; 04-01-2026, 14:56:39.

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                • Arturo Bandini
                  million dollar boy
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                    Csar
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                    Originariamente Scritto da Arturo Bandini Visualizza Messaggio
                    Non vi capisco.
                    Si omette di dire che Maduro era un dittatore che è andato al potere nonostante fosse stato Gonzalez a vincere le elezioni.
                    Maduro teneva il proprio popolo in miseria e oppressione, e doveva cadere. Questo lo dicono da destra e da sinistra.
                    Perchè quelli che chiedono che i dittatori siano appesi, se si tratta di un certo tipo di personaggi invece li vogliono ben saldi al potere? maduro che ricordiamo è stato uno dei finanziatori del m5s (una valigetta da 3,5 M nel 2010).
                    E' chiaro che gli usa non sono lì per bontà, ma per i loro interessi di egemonia sul continente.
                    Perchè se Putin fa la stessa cosa lo giustificate e considerate le ragioni superiori per cui la russia deve difendere la sua zona di ingerenza, ma gli usa non possono?
                    E' chiaro che ora la comunità mondiale dovrà vigilare perchè nonostante i vantaggi per le aziende usa, la situazione vada a vantaggio del popolo venezuelano, il petrolio resti un asset nazionalizzato, che gli usa possono al massimo aiutare a estrarre, e, se lo vogliono, pagare.
                    E poi meloni cosa deve fare? mandare "l'esercito al brennero"? cosa cambia quel che dice? a meloni deve interessare il vantaggio degli italiani, e se può far togliere i dazi a pasta e altro, solo questo ci importa. Oltre a essere legittimati come leader europei sopra tutti gli altri paesi, magari per imporre la nostra visione in europa.
                    Siete quasi tutti di destra, ma poi a parte dire basta immigrati, siete propal, siete per maduro e per putin, e questo non me lo spiego
                    Arturo, non funziona così, perchè allora verrebbe facile controbattere che se i dittatori sono giunte militari di destra (Argentina, Cile) o culo&camicia con gli USA (Panama, altri stati sudamericani) o potenti alleati, pur se teocrazie fondamentaliste (Arabia Saudita) vanno bene, e invece se hanno un retroterra socialista, nazionalizzano le industrie cacciando gli americani (Venezuela) od applicano un socialismo nazionalista (Saddam, Gheddafi) non vanno bene?

                    Gli Stati Uniti con quella dottrina hanno perturbato il mondo, è ora di finirla ormai no? Anche perchè (come ho scritto sopra) in questa fase di assoluta instabilità globale, dai la stura ad altri di poter fare altrettanto (la Cina con Taiwan su tutti).

                    Qui non si tratta di destra o di sinistra, ma di lasciare che ciascun popolo pensi a determinarsi da se stesso per i propri interessi sovrani: gli USA non hanno nessuna legittimità ad intervenire in Venezuela o altrove per rovesciare questo o quel governo, e poi (a proposito di "libertà") metterci dei propri pupazzi che gli spalancano le porte allo sfruttamento delle risorse di esclusiva proprietà di quella nazione: non stanno lì per la democrazia o la libertà, ma per gli sporchi affaracci loro, come hanno sempre fatto...altrimenti allora vadano in Cina a ridare la "libertà" ai cinesi, visto che là esiste un partito unico di stampo comunista che è mente e braccio di tutti e per tutti.

                    La differenza con la Russia è palmare, in quanto l'Ucraina è storicamente e geograficamente intrecciata con la Russia; nelle regioni di confine esiste una fortissima presenza di russi/russofoni/russofili; c'era una guerra civile; il governo ucraino filoccidentale stava per aprire le porte alla Nato, che avrebbe piazzato le sue basi ad un metro dal Cremlino: quella guerra va commisurata alla crisi USA-URSS per Cuba, è di ordine "esistenziale": che pericolo esistenziale rappresentava il Venezuela per l'America? Non basta che Trump ce lo abbia detto in faccia che sono lì per prendere possesso delle risorse petrolifere, la più grande riserva di petrolio al mondo, e perchè i cinesi stavano approfittandone di quel petrolio?

                    Riguardo alla Meloni, i dazi Trump li ha contrattati con l'UE: all'Italia non sta togliendo e condonando nulla...e l'interesse dell'Italia (come di tante altre nazioni europee, Germania in primis) non è certo acquistare il gas liquido da quei vampiri americani, quando hai le risorse russe ad un passo e ad un costo assai minore: l'interesse dell'Europa è saldarsi al polmone energetico del proprio continente, cioè alla Russia, così da sfanculare in un colpo solo America e cinesi ed assumere finalmente una parvenza di "potenza sovrana".

                    ...Poi che alla UE ascoltino la Meloni...l'UE è una cricca tenuta assieme da interessi finanziari, bancari, mercantili, monetari con un substrato ideologico di ultraliberalismo: se ne fregano della Meloni. Finchè non si rompe quello schema, ovverosia finchè le crisi in atto non manderanno in cortocircuito tutto quel "conservatorismo" iperliberalista e ormai assolutamente scollato dalla realtà, dalle emergenze, dai popoli, nessuno dei tanti starà a sentire questa o quella voce contraria e meno che mai quella della Meloni, che d'altra parte ci vuole coraggio a definire di "destra".

                    La destra, se vuoi cercarla, sta nell'AfD in Germania, nel movimento lepenista in Francia e simili: eccola la destra "anti-sistema"...quello della Meloni è un conservatorismo all'acqua di rose, tipo la DC dei Fanfani: non ha il coraggio di prendere e dire chiaramente, con forza, cose di destra, perchè dovresti in quel caso cominciare ad aprire il fuoco ad alzo zero contro Mattarella, l'UE tutta, contro tutti quei giapponesi a guardia dell'ultima isola, e declinare un chiaro programma identitario, e dunque, ipso facto, "sconvolgente" quel sistema che lei non osa sfiorare.
                    ...ma di noi
                    sopra una sola teca di cristallo
                    popoli studiosi scriveranno
                    forse, tra mille inverni
                    «nessun vincolo univa questi morti
                    nella necropoli deserta»

                    C. Campo - Moriremo Lontani


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                    • Arturo Bandini
                      million dollar boy
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                      ok, comprendo il punto di vista, su molte cose è come dici, anche se resta il fatto che i venezuelani stanno festeggiando
                      Mi dispiace che tu pensi che la meloni sia di destra per finta, una che era nel fronte della gioventù non è che poi cambia visione. Ma sappiamo che se alzasse la voce contro la ue, ci sarebbe una bella crisi pronta per farla cadere, come berlusconi. Se alzasse la voce contro mattarella, ci sarebbe mezza italia, e la stampa e la magistratura a attaccarla e poi farla cadere, come sopra.
                      Se non è bastato che mattarella dicesse, per interposta persona, che meloni si dovrebbe far cadere con una provvidenziale crisi... anche di fronte a questo, metà paese non ha attaccato mattarella, ma meloni, accusata di cercare l'incidente per mire eversive
                      Io so solo che senza meloni sarebbe peggio, tutto quanto. Non si farebbe neanche "finta" di ostacolare l'immigrazione, si direbbe direttamente welcome rifugees. Non dimentichiamo che siamo ancora in un'isola felice, tutto sommato, anche se mi sembra di vivere in un incubo, immagina essere in uk o svezia o francia
                      cioè, immagina non avere meloni ma chi ha protestato perchè voleva che l'oro appartenesse non allo stato italiano ma alla bce
                      Insomma non lamentiamoci di stare con una 6 quando l'alternativa sarebbero le seghe
                      Last edited by Arturo Bandini; 04-01-2026, 15:40:00.

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                      • Steel77
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                        Originariamente Scritto da Arturo Bandini Visualizza Messaggio
                        Insomma non lamentiamoci di stare con una 6 quando l'alternativa sarebbero le seghe
                        si ma l'importante è non spacciare una 6 per una 7 sol perchè magari un tempo lo era e per noi ora l'alternativa sarebbero le seghe. Quindi sti cazzi se un tempo era nel fronte della gioventù, se ora è una democristiana a tutti gli effetti

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                        • Arturo Bandini
                          million dollar boy
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                            Siamo passati dalle gaffe diplomatiche all'annessione territori sovrani. L'ipotesi Groenlandia adesso non è più uno scherzo.
                            Se non riusciamo a vedere l'abisso che separa questa visione imperiale e predatoria dalla dottrina dell'era Biden, abbiamo un problema di percezione della realtà.
                            La domanda vera è: fino a quando continueremo a raccontarci la favola consolatoria che "i MAGA sono come i dem, ma senza ipocrisia"?
                            Con Trump abbiamo un altro Putin, solo con meno senso della storia e della nazione, mosso unicamente da tornaconto economico.

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                            • Arturo Bandini
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                              ma insomma... fino a prova contraria i venezuelani sono liberi, liberati e avranno un nuovo governo eletto (anche se amico degli usa).
                              In crimea hanno i russi in casa loro senza neanche la prospettiva di un governo fantoccio una volta che tutto sarà finito

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                              • Arturo Bandini
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                                questo è il tizio che hai postato altre volte, machine
                                dice che non è una mossa per prendersi il petrolio (e del resto anche se sono gli usa, non potrebbero andare lì e semplicemente rubarselo senza che il mondo dica niente), ma si tratta di togliere il venezuela dalla sfera d'influenza cinese, quindi ha senso, proprio come l'ucraina per putin

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