Attenzione: Calcio Inside! Parte III

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  • Steel77
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    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
    Il calcio italiano vive capovolto rispetto alla realtà: la testa e tutto il corpo infilati in una buca, i soli piedi caprini che spuntano fuori e con quelli "ragionano". Si crede ancora essenziale all'interno del sistema sport, ci continua a percepire addirittura come centrale nell'ambito della società...ma, come afferma il presidente della federtennis, quel tempo è passato, adesso: "Si incomincia a tenere conto che il calcio non è l’unico sport che si disputa in Italia, stiamo diventando un Paese più evoluto"...non so se questo indichi una "evoluzione" del paese, di certo un cambiamento: i giovani non vedono più nel giocare a calcio un obiettivo da perseguire, ci si iscrive a tanti altri sport, si seguono tanti altri sport...e la disaffezione dal calcio ha diretta relazione non solo coi risultati e lo "spettacolo" del pallone, ma anche con la sua gestione aberrante, degradante.

    Continue figure ridicole, pagliaccesche: il caso del derby di Roma è solo l'ultimo di una serie ormai infinita...e ci si espone così ai dileggi ed agli sberleffi...ma, quel che è peggio, si evidenzia come il sistema calcio tratti quello che dovrebbe essere il suo patrimonio più importante, cioè i tifosi: di merda, senza cura, senza rispetto.

    La Lega si riduce ad appellarsi al Tar «a tutela della competizione»...ma stilare i calendari, nonostante si conosca con abbondante anticipo (2 anni) la data della finale degli Internazionali di tennis, e piazzare il derby in quella precisa giornata, è "tutelare" la competizione o riconfermare al mondo quanto si è idioti?

    Mettere una parete a vetri nella sala centrale del var per "controllare" da fuori cosa stessero facendo i varisti, e consentire che qualcuno influenzi le loro decisioni, è a "tutela dela competizione"? Insabbiare le denunce che da anni segnalavano di un mondo arbitrale allo sfascio, col designatore che si comportava come un tiranno assoluto, era "a tutela della competizione"? Riconfermare Rocchi per 5 anni, nonostante il continuo sprofondo tecnico-qualitativo degli arbitri che gestiva, ed un assoluto cortocircuito del var, con episodi e decisioni o non decisioni assurde, incomprensibili a tutti, era "a tutela della competizione"?

    Ci si stupisce che i giovani si rivolgano ad altri sport, altre passioni, emozioni? O che dal calcio italiano i grandi potentati economici, i grossi investimenti, se ne tengano ben lontani? O che i diritti tv si vendano per due noccioline? O che nessuna grande star del football, nessun giovane astro, abbiano più come meta e ambizione quella di trasferirsi in serie A?

    Stiano attenti, che niente è dovuto e soprattutto niente è per sempre. Fra un qualche decennio il calcio potrebbe anche non esistere più, la storia dell'umanità ha già mandato in archivio fenomeni ben più importanti. I tifosi sono l'unico autentico piedistallo su cui si regge tutto il marcescente carrozzone, l'unica sola e vera "tutela della competizione", e se decideranno di lasciare il teatro, la recita poi chiude.
    Il calcio odierno è l'emblema del nostro attuale paese, in declino, in balìa degli eventi ed in confusione. Solo alcuni altri sport rappresentano isole felici, eccezioni.

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  • Sean
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    Il calcio italiano vive capovolto rispetto alla realtà: la testa e tutto il corpo infilati in una buca, i soli piedi caprini che spuntano fuori e con quelli "ragionano". Si crede ancora essenziale all'interno del sistema sport, si continua a percepire addirittura come centrale nell'ambito della società...ma, come afferma il presidente della federtennis, quel tempo è passato, adesso: "Si incomincia a tenere conto che il calcio non è l’unico sport che si disputa in Italia, stiamo diventando un Paese più evoluto"...non so se questo indichi una "evoluzione" del paese, di certo un cambiamento: i giovani non vedono più nel giocare a calcio un obiettivo da perseguire, ci si iscrive a tanti altri sport, si seguono tanti altri sport...e la disaffezione dal calcio ha diretta relazione non solo coi risultati e lo "spettacolo" del pallone, ma anche con la sua gestione aberrante, degradante.

    Continue figure ridicole, pagliaccesche: il caso del derby di Roma è solo l'ultimo di una serie ormai infinita...e ci si espone così ai dileggi ed agli sberleffi...ma, quel che è peggio, si evidenzia come il sistema calcio tratti quello che dovrebbe essere il suo patrimonio più importante, cioè i tifosi: di merda, senza cura, senza rispetto.

    La Lega si riduce ad appellarsi al Tar «a tutela della competizione»...ma stilare i calendari, nonostante si conosca con abbondante anticipo (2 anni) la data della finale degli Internazionali di tennis, e piazzare il derby in quella precisa giornata, è "tutelare" la competizione o riconfermare al mondo quanto si è idioti?

    Mettere una parete a vetri nella sala centrale del var per "controllare" da fuori cosa stessero facendo i varisti, e consentire che qualcuno influenzi le loro decisioni, è a "tutela dela competizione"? Insabbiare le denunce che da anni segnalavano di un mondo arbitrale allo sfascio, col designatore che si comportava come un tiranno assoluto, era "a tutela della competizione"? Riconfermare Rocchi per 5 anni, nonostante il continuo sprofondo tecnico-qualitativo degli arbitri che gestiva, ed un assoluto cortocircuito del var, con episodi e decisioni o non decisioni assurde, incomprensibili a tutti, era "a tutela della competizione"?

    Ci si stupisce che i giovani si rivolgano ad altri sport, altre passioni, emozioni? O che dal calcio italiano i grandi potentati economici, i grossi investimenti, se ne tengano ben lontani? O che i diritti tv si vendano per due noccioline? O che nessuna grande star del football, nessun giovane astro, abbiano più come meta e ambizione quella di trasferirsi in serie A?

    Stiano attenti, che niente è dovuto e soprattutto niente è per sempre. Fra un qualche decennio il calcio potrebbe anche non esistere più, la storia dell'umanità ha già mandato in archivio fenomeni ben più importanti. I tifosi sono l'unico autentico piedistallo su cui si regge tutto il marcescente carrozzone, l'unica sola e vera "tutela della competizione", e se decideranno di lasciare il teatro, la recita poi chiude.

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  • Sean
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    Finale di Coppa Italia, Lazio-Inter quattro giorni dopo. Sarri: “No a un’altra prestazione del c...

    Per l’Inter è l’occasione di centrare il double scudetto-Coppa Italia, che nella storia del club è stato centrato in campo solo una volta, nel 2010, quando Cristian Chivu era ancora calciatore. Per la Lazio, vincere domani significherebbe raddrizzare una stagione nata storta e concludere con un trofeo un percorso da subito in salita. Entrambi i tecnici hanno cominciato a preparare la finale già l’indomani del 3-0 dell’Inter sulla Lazio in campionato di sabato scorso. Una partita che i nerazzurri devono dimenticare, per non rischiare cali di tensione. E che al contrario i biancocelesti devono avere bene in mente, per evitare che il disastro si ripeta.

    Chivu frena sull’ossessione trofei

    Chivu parla chiaro: “Fra campionato e Coppa Italia, saranno due partite diverse. E giocare due partite con la stessa squadra in pochi giorni nasconde insidie. Dovremo essere umili e avere l’atteggiamento giusto. Ci siamo meritati lo scudetto e questa finale, che vogliamo onorare”. E quando gli si chiede quanto ci tenga a centrare il doppio obiettivo – tricolore e coppa nazionale – frena: “Non dobbiamo avere l’ossessione. Dobbiamo conservare voglia di divertirci ed entusiasmo, che abbiamo sempre avuto in stagione”.

    Sarri e la voglia di una coppa

    Per Maurizio Sarri, che non ha mai vinto una coppa alla guida di un club italiano, né una coppa nazionale in generale, l’occasione è importante: “In Inghilterra ho perso una coppa in finale al settimo rigore contro il Manchester City. E una finale l’ho persa in Italia. Dobbiamo dare soddisfazione al nostro pubblico, che finalmente sarà allo stadio. Fare il riscaldamento nel silenzio è deprimente, e immagino che anche per loro non venire allo stadio non sia stato semplice. A me non cambia la vita, ma sarebbe una bella soddisfazione dare un trofeo ai ragazzi e al pubblico”.

    https://www.repubblica.it/sport/calc...ivu-425340872/

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  • Sean
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    Roma-Lazio, data e orario si trasforma in uno scontro totale

    La decisione della Prefettura di Roma incide su 5 partite di campionato, ma dall’ad De Siervo parole chiare: “Lo spostamento? Non credo proprio”

    L’ennesimo pasticcio. La Lega calcio programma nel fine settimana della finale degli Internazionali il derby tra Roma e Lazio, la Prefettura della Capitale d’imperio sposta il pallone al giorno dopo. La serie A minaccia il ricorso al Tar, al centro del braccio di ferro restano i tifosi. E milioni (di euro) di interessi. Il derby romano si giocherà lunedì alle 20.45 e non domenica alle 12.30. Lo ha deciso il Prefetto di Roma. Una mossa che, a catena, ha trascinato allo stesso orario le partite delle squadre in lotta con la Roma per un posto in Champions: il regolamento impone la contemporaneità delle gare di chi si contende lo stesso traguardo negli ultimi due turni di campionato. Così avremo lunedì sera pure Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli.

    È stato ritenuto meno rischioso collocare il derby lunedì sera e non domenica a pranzo. È vero che in assoluto è più sicuro giocare di giorno, ma domenica è prevista una protesta dei tifosi della Lazio nella mattinata vicino all’Olimpico con iniziative a sorpresa, non è esclusa la ricerca di un contatto con la tifoseria avversaria o le forze dell’ordine. Il rischio, insomma, era che l’area attorno allo stadio si trasformasse in una polveriera, coinvolgendo anche il pubblico degli Internazionali. Lunedì si è scelto di giocare la sera perché l’alternativa – alle 18.30 – avrebbe comportato la chiusura di due quartieri di Roma in un orario di rientro dal lavoro in un giorno feriale, con relativo caos.

    «È meglio per tutti, chi si gioca 80 milioni non lo deve fare alle 12.30 di maggio», ha commentato il tecnico laziale Sarri. Per il ministro dello Sport Abodi «è brutto che ci si trovi davanti ad un giudice. Si doveva immaginare prima di non fare il derby in questa giornata». Lo spostamento di Roma-Lazio al lunedì «è segno dei tempi. La finale era programmata da due anni. Si incomincia a tenere conto che il calcio non è l’unico sport che si disputa in Italia, stiamo diventando un Paese più evoluto», ha detto il n. 1 della Fitp Binaghi.

    Il tira e molla è andato avanti per giorni. Il derby non si poteva giocare sabato perché oggi la Lazio ha la finale di Coppa Italia (e necessita di riposo). Domenica nel pomeriggio alle 17 al Foro Italico c’è l’ultimo atto del singolare maschile degli Internazionali, con Sinner probabile protagonista, e giocare Roma-Lazio da quell’ora in poi era escluso. Per la Lega calcio la soluzione era giocare alle 12.30, dopo gli incidenti dello scorso anno in notturna (con 13 agenti feriti): «Ogni altra ipotesi non risulta percorribile» aveva detto l’ad De Siervo. Ma per Prefettura e Questura romana ordine pubblico e sicurezza sono sempre stati prioritari rispetto ad altri aspetti (compresi gli interessi delle tv). A pesare pure la possibile presenza in tribuna sul Centrale del presidente della Repubblica Mattarella (con Sinner finalista).

    Ieri il prefetto di Roma Giannini ha disposto che Roma-Lazio si giochi lunedì sera, dopo le valutazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per «la concomitanza con un evento quale gli Internazionali». La serie A ha replicato sottolineando le difficoltà dei 300.000 tifosi che si muoveranno per le cinque partite coinvolte, «patiranno le conseguenze logistiche ed economiche di questa decisione», e ha chiesto di «revocare il provvedimento di rinvio», minacciando il ricorso al Tar del Lazio «a tutela della competizione». La sensazione è che il ricorso ci sarà ma non avrà successo: il derby di Roma e le altre partite connesse si giocheranno lunedì sera.

    La decisione della Prefettura di Roma incide su 5 partite di campionato, ma dall’ad De Siervo parole chiare: “Lo spostamento? Non credo proprio”



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  • Steel77
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    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
    Pare che in procura potrebbe essere convocato anche Marotta
    Marodda è pulido. Fozzza indaaaa

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  • Sean
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    Pare che in procura potrebbe essere convocato anche Marotta

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  • Sean
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    Serie A il derby Roma-Lazio lunedì alle 20.45, slittano anche Napoli, Juventus, Milan e Como

    La lotta per la Champions slitta. Le partite delle squadre coinvolte nella lotta per i primi 4 posti si giocheranno non più alle 12.30 di domenica ma lunedì alle 20.45. Tutto è dipeso dallo spostamento per motivi di ordine pubblico del derby Roma-Lazio. ma visto che i giallorossi sono impegnati nella lotta Champions e il regolamento impone la contemporaneità delle partite delle squadre che si contendono lo stesso traguardo, la decisione ha effetto anche su Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina Genoa-Milan e Como-Parma.​

    Lotta Champions, 5 partite slittano a lunedì alle 20.45

    La decisione è stata presa dalla Prefettura di Roma. “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma – Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45”, recita la nota. Una scelta che contraddice dopo appena un anno l’orientamento annunciato un anno fa. Quando, dopo gli scontri dell’aprile 2025, il Viminale impose lo stop definitivo ai derby di Roma in orario serale.

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  • Sean
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    Inchiesta arbitri, anche Ivan Zazzaroni sentito in Procura come testimone

    Si tratta di uno dei due filoni delle indagini che hanno portato all'autosospensione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi

    Prosegue la “sfilata” di testimoni in Procura a Milano nell’ambito dell’inchiesta sul sistema arbitrale. Oggi è stata la volta di Ivan Zazzaroni, noto volto tv e opinionista sportivo. Il cronista e direttore del Corriere dello Sport è entrato stamani nell'ufficio del pm Maurizio Ascione per essere ascoltato come teste.​

    Ieri è stato sentito anchel'avvocato amministrativista Giancarlo Viglione, legale della Figc, responsabile delle Relazioni istituzionali e dell'Ufficio legislativo, il quale avrebbe offerto uno "spaccato importante" sulla questione delle cosiddette 'bussate' alla sala Var nella scorsa stagione di campionato, per condizionare scelte arbitrali.​

    Si tratta di uno dei due filoni delle indagini che hanno portato all'autosospensione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi. L'altro riguarda sospette designazioni pilotate a favore dell'Inter. Nessun responsabile di club risulta, al momento, indagato. Sono iscritti soltanto arbitri e "varisti".

    L’audizione di Giancarlo Viglione

    La decisione di mandare gli ispettori della Figc nella sala Var di Lissone dopo la denuncia sulle “bussate“ dell’ormai ex designatore Gianluca Rocchi, ricavando uno "spaccato importante" che ha consentito agli inquirenti di fare "passi avanti". Il nodo di norme e "competenze". E spiegazioni su alcune intercettazioni nell’indagine sul sistema arbitrale. Come detto, ieri per quasi tre ore è stato ascoltato dal pm Maurizio Ascione l’avvocato Giancarlo Viglione (non indagato), responsabile legislativo della Figc e braccio destro dell’ex presidente Gravina.

    Collezionista di cariche, anche fuori dal mondo dello sport, in passato è stato criticato per i suoi festeggiamenti dello scudetto dell’Inter al fianco di Inzaghi e Marotta, che stridono col suo ruolo super partes. Con la sua audizione, dopo aver sondato il mondo arbitrale e dei club, l’indagine con al centro il reato di frode sportiva chiama a testimoniare anche un esponente di peso della Federcalcio. "Abbiamo parlato delle norme che regolano la sala Var", ha spiegato Viglione uscendo dall’ufficio del pm, confermando che c’è stata anche la decisione sull’invio degli ispettori a Lissone.​

    Si tratta di uno dei due filoni delle indagini che hanno portato all'autosospensione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi

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  • germanomosconi
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    Originariamente Scritto da robybaggio10 Visualizza Messaggio
    Se per mandare via Furlani è necessario NON andare in champions...prego di arrivare 5°!
    devo darti ragione... ma qua il problema parte dalla proprietà, a questi di investire nel milan non frega una mazza...
    in ogni caso il campionato sta offrendo uno spettacolo a dir poco pietoso quest'anno, non ho ricordi di un livello così basso in generale, poi hai voglia a chiedere più soldi alle pay tv per questo scempio...
    uno schifo

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  • robybaggio10
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    Se per mandare via Furlani è necessario NON andare in champions...prego di arrivare 5°!

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  • Sean
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    ...E d'improvviso la Lega scopre che domenica 17 maggio a Roma c'è la finale degli Internazionali di tennis...peccato che la data fosse nota da sempre, in quanto il tennis ha un preciso calendario dove sono elencati tutti i tornei del circuito internazionale, date delle finali comprese...e dunque al momento di stilare i calendari di A, sarebbe bastato prevedere il derby di ritorno in un'altra giornata...ma se era così semplice, perchè non è stato fatto? L'unica risposta possibile, sensata e credibile è che sulla plancia di comando sono tutti un branco di coglioni: come si può prendere sul serio ormai un calcio italiano condotto in questa maniera?

    Tra l'altro, col piccolo particolare di una inchiesta penale aperta su tutto il sistema arbitrale, qua nessuno si prende la briga di informare gli utenti&clienti finali (in un tempo più felice chiamati tifosi) come stiano andando le cose a Lissone...esiste ancora la parete a vetri? Silenzio assoluto...peccato che però si stia giocando, e si stia giocando per obiettivi importantissimi quali i posti champions, con milioni e milioni di euro in ballo: che credibilità ha tutto questo circo? I Doveri (non gradito all'Inter) ed i Colombo (gradito all'Inter), per carità arbitri degnissimi...ma sono dei nomi citati in un avviso di garanzia per frode sportiva inviato al fu designatore Rocchi...non era forse meglio metterli in pausa quegli arbitri, almeno fino a che non si faccia un pò di chiarezza su tutta la squallida vicenda?

    ...Però poi quei giullari del calcio si offendono se nessuno li prende più sul serio...In un qualunque altro ambito di lavoro, commerciale, industriale, una azienda così condotta sarebbe saltata per aria, con tutta la dirigenza, più e più volte: solo nel calcio, che per non si capisce quale incantesimo, riesce ad attirare i mongoli e gli immondi come mosche sul miele, si può andare avanti facendo finta di niente, e si riesca nel miracolo di scavare nonostante si sia raggiunto il fondo del fondo dello sprofondo.

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  • Sean
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    Dybala ancora alla Roma, è la settimana della verità: Gasperini pressa il club (che vuole stravolgere le cifre del contratto)

    Il futuro dell'argentino è tutto da scrivere. L'allenatore vuole che rimanga ma la prima mossa devono farla i Friedkin, che si vogliono tutelare visti i tanti infortuni

    Ora o mai più. Non ci sarà molto tempo da aspettare per capire se Paulo Dybala la prossima stagione sarà ancora un giocatore della Roma. O se, invece, come il giocatore ha paventato domenica, il contratto in scadenza lo porterà a chiudere la sua avventura in giallorosso. Questa è la settimana della verità, difficilmente si andrà oltre. Perché l’argentino non è un giocatore qualsiasi, perché un’eventuale ultima partita in casa davanti ai suoi tifosi andrebbe in qualche modo annunciata, dal club, dal giocatore o magari da entrambi in maniera congiunta. E quindi c’è da aspettarsi una mossa a breve da parte dei Friedkin, in un senso o nell’altro.

    Se la mossa non arriverà, è possibile che sia lo stesso Dybala ad anticipare tutti salutando. Contro la sua volontà, per la verità. L’argentino vorrebbe restare a Roma, anche per motivi familiari. E lo stesso Gasperini, che pure lungo la stagione ha più volte cambiato idea sul giocatore — sull’aspetto fisico, evidentemente, quello tecnico non è in discussione —, ora spinge per tenerlo in organico e l’ha anche raccontato pubblicamente. Considerato quanto sia centrale l’allenatore a Trigoria, oggi la bilancia pende più verso un rinnovo piuttosto che verso un addio. La partita, infatti, è più filosofica che economica: se Dybala resta, la sua centralità non è in discussione al netto dei guai fisici. Ed evidentemente ci sarebbe uno spazio in meno da coprire in termini di rinforzi offensivi sul mercato.

    Poi, certo, i numeri vanno fatti quadrare. Dybala oggi ha un contratto pesantissimo, che arriva a toccare la doppia cifra, 10 milioni netti tra la parte fissa (8) e quella variabile. Il rinnovo, se si chiuderà, sarà su cifre completamente differenti e una parte dello stipendio sarà legato alle presenze, con la base fissa non lontana dai 2 milioni netti. I contatti tra la Roma e Dybala, al di là di quel che il giocatore ha fatto capire, in questi mesi sono andati avanti. Insomma: i presupposti ci sono, l’accelerata spetta ai Friedkin.​

    CorSera

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  • Sean
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    Milan, tutti sotto accusa: Allegri, giocatori e dirigenza si giocano il futuro

    Per i rossoneri una sola vittoria nelle ultime 6 partite: se non arriva la qualificazione in Champions sarà rivoluzione. Gli effetti del buco da 100 milioni. Deciso il ritiro fino alla gara col Genoa dopo il vertice anticrisi​

    Diavolo alla sbarra. Dalla dirigenza alla squadra, dalla proprietà all’allenatore, ora tutto il Milan è sotto accusa, nessuno escluso. Ieri, attorno all’ora di pranzo, al quarto piano del quartier generale rossonero è andato in scena un vertice anticrisi convocato d’urgenza dopo la disfatta con l’Atalanta di domenica sera: presente l’ad Furlani, il ds Tare e tutti i responsabili delle varie aree. Per una volta erano tutti d’accordo: da qui alla fine, la riflessione comune, serve mettere da parte screzi e individualismi e ragionare di squadra.

    Vedremo se resterà solo un proposito o se stavolta si riuscirà a trovare quell’unità di intenti che è troppo spesso mancata, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. La situazione si è maledettamente complicata: la mancata qualificazione alla Champions per il secondo anno di fila rappresenterebbe un fallimento collettivo clamoroso, sportivo e imprenditoriale, perché genererebbe un buco da cento milioni di euro che avrebbe effetti pesantissimi sul mercato e quindi sui progetti della prossima stagione.​

    Genoa in trasferta domenica e il Cagliari a San Siro all’ultima giornata: i rossoneri hanno ancora il destino nelle proprie mani, perché con 6 punti la qualificazione sarebbe aritmetica, ma la verità è che i segnali sono tutti negativi: il gruppo è in tilt sia sotto l’aspetto mentale sia sotto quello atletico. Molti giocatori sembrano avere già la testa al Mondiale o alla prossima stagione. Solo Allegri con la sua esperienza può trascinare la squadra fuori dal buco profondo in cui si è infilata due mesi fa, come testimoniano i numeri da brividi: una sola vittoria nelle ultime sei gare.

    Dopo il giorno di riposo di ieri, oggi il Milan si ritroverà per il primo allenamento. Max prenderà la parola e ribadirà il concetto già espresso negli spogliatoi di San Siro: «Noi non siamo questi, torniamo a vincere». Detto così, sembra facile. La crisi però è evidente e non riguarda più solo l’attacco che non fa gol, ma anche una difesa che fa acqua da tutte le parti. Il piano del tecnico non contempla rivoluzioni tattiche, ma include il caro vecchio ritiro: da domani a domenica tutti a Milanello per ritrovare la retta via. Non accadeva dal 2019, con Gattuso. Pur non perseguendo più obiettivi di classifica, il Genoa dell’ex romanista De Rossi ci terrà a chiudere con una bella figura davanti al proprio pubblico. In più il Milan sarà in emergenza: oltre al solito Modric, il cui campionato è di fatto concluso, mancheranno per squalifica Leao, Saelemaekers ed Estupinan. Vero che nessuno dei tre sta brillando, anzi, ma servirà rimpiazzarli in qualche modo.

    Una notizia positiva riguarda Pulisic: non ha lesioni muscolari e quindi giocherà. Un posto da titolare spetterà poi a Nkunku, l’unico a salvare la faccia contro l’Atalanta. Come lui, molti sono in bilico. In campo e non solo. Leao è sul mercato e, se si fa avanti un compratore, verrà venduto. Al di là della Champions, molto dovrà cambiare nella prossima stagione. Ma è chiaro che Cardinale dall’America non può essere soddisfatto. E dalla qualificazione o meno dipenderà il destino di molti. Sotto esame ci sarebbe anche Furlani, oggi obiettivo numero uno della feroce contestazione dei tifosi che protestano e chiedono a gran voce le dimissioni.

    Ai piani alti di Casa Milan si sussurra che Ibrahimovic, rimasto dietro le quinte dopo l’ottavo posto dell’anno scorso, potrebbe tornare al centro della scena. In bilico anche il ds Tare e lo stesso Allegri, che potrebbe essere rimpiazzato da Italiano o da Farioli. Da tutti loro, come dai giocatori, la proprietà made in Usa si aspetta uno scatto. Allo stesso tempo, i tifosi delusi si aspettano una scatto da parte della proprietà: dopo la cacciata di Maldini nel 2023, i risultati sono stati sempre negativi. Al momento tutto però è ancora aperto. Il Diavolo ha il destino nella proprie mani. E in 180 minuti si gioca il futuro.

    CorSera

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  • Sean
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    Roma-Lazio (e le partite di Juve, Milan, Napoli e Como), quando si gioca? Scontro Lega A-autorità, si va verso il rinvio

    La Lega serie A fissa il derby (e le altre partite di Champions) alle 12.30 di domenica, poco prima della finale degli Internazionali di tennis. Il comitato provinciale di sicurezza e le istituzioni si muovono per spostarlo a lunedì​

    Roma-Lazio non è solo una sfida clou per la corsa Champions o per il prestigio cittadino. È diventata nelle ultime ore il terreno di scontro fra la Lega di A e le istituzioni della Capitale.

    Ieri, con un giorno di anticipo rispetto alle abitudini, la serie A ha ufficializzato gli orari delle gare della penultima di campionato: in ballo ci sono i posti Champions. E uno dei principi da rispettare è la contemporaneità delle sfide di squadre in lotta per gli stessi obiettivi. Così la Lega ha stabilito che, oltre al derby di Roma, anche Genoa-Milan, Como-Parma, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli verranno disputate alle 12.30 di domenica.​

    La motivazione è stata spiegata a Rai Gr Parlamento da De Siervo, ad della Lega di A: «Di sera purtroppo a Roma non è possibile giocare un derby perché i tifosi hanno messo a ferro e fuoco la città l'ultima volta. Dall'altra parte, non piacerebbe a nessuno che questo spostamento venisse chiesto al tennis per posticipare una possibile finale di Sinner nell'orario serale come avviene peraltro in altri tornei. Quindi cercando di tenere insieme in equilibrio tutte le esigenze e contando sulla professionalità e capacità delle nostre forze dell'ordine, del questore e del prefetto, sono convinto che la soluzione del lunch-match potrebbe contemplare l'interesse di tutti».

    Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, spinge per il rinvio a lunedì: «Mi auguro che il ministro Piantedosi e il prefetto Giannini intervengano per correggere questa superficiale ed egoistica presa di posizione della Lega A». Al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica spetta l'ultima parola: lo slittamento a lunedì del derby (e di conseguenza delle partite collegate) è possibile, ma c'è l'apertura a giocare alle 20.45.


    CorSera

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  • Sean
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    Milan, tutti i numeri della crisi: dal derby in poi un rendimento da retrocessione

    Dopo il successo contro l’Inter dell’8 marzo, il Diavolo è crollato. E ora la Champions è a rischio



    Milan, squadra in ritiro dal mercoledì fino alla gara con il Genoa

    ​La decisione presa di comune accordo con Allegri dopo un incontro con tutti i dirigenti presenti

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