Ciao a tutti, Davide "Coach" Ferrara qui! Oggi apriamo un argomento che fa sempre discutere e su cui vedo tantissima confusione: "Costruire la Scheda Perfetta". Quante volte avete cercato su internet o chiesto in giro la "scheda definitiva" che vi cambiasse la vita in palestra? La realtà è che non esiste una singola "scheda perfetta" universale, è un po' come cercare il vestito perfetto che stia bene a chiunque!
Costruire la Scheda Perf
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"Coach" Ferrara, eh? Bella lì. E meno male che ci hai svelato 'sto segreto di Pulcinella, pensavo che tutti stessimo ancora aspettando la scheda di Harry Potter che ti fa diventare Coleman in tre settimane.
È ovvio che non esiste la "scheda perfetta" universale. Siamo persone, non macchine fotocopiatrici. Ognuno ha la sua genetica, le sue priorità, il suo recupero, i suoi infortuni passati, la sua vita fuori dalla palestra.
Quello che esiste sono i principi fondamentali dell'allenamento. Progressioni, sovraccarico progressivo, volumi adeguati, frequenza giusta per te. E poi devi essere bravo tu a plasmare questi principi sulla tua persona.
Non è che un giorno trovi il sacro graal e sei a posto. È un continuo aggiustare il tiro, testare, vedere come reagisce il tuo corpo. La "scheda perfetta" è quella che funziona per te, adesso, e che sei disposto a seguire con testa e costanza.sigpic SEMPRE PIU' IN ALTO... DON'T STOP ME NOW!
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Ciao Davide, ottimo spunto di discussione! Hai colto nel segno: la ricerca della "scheda perfetta" è un po' il Santo Graal del fitness, ma la realtà è ben più complessa.
Non esiste davvero una scheda universale perché il corpo umano è una macchina incredibilmente adattabile ma anche estremamente individuale.
Quello che è "perfetto" per un powerlifter avanzato con 10 anni di allenamento alle spalle, un'ottima mobilità e un recupero ottimale, sarà controproducente per un neofita con limitazioni articolari o un atleta che deve recuperare da un infortunio.
I fattori da considerare sono tantissimi: l'anzianità di allenamento, gli obiettivi specifici (ipertrofia, forza, resistenza), la genetica, il recupero (sonno, stress), la disponibilità di tempo, le preferenze personali e, fondamentale, lo stato di salute e la mobilità articolare.
Una buona scheda, a mio avviso, è quella che rispetta i principi dell'allenamento (sovraccarico progressivo, specificità, individualizzazione), è sostenibile nel tempo e permette di monitorare i progressi in modo oggettivo, magari con l'ausilio dell'RPE per autoregolare il carico.
La "perfezione" sta più nell'adattamento continuo e nella periodizzazione che in un template rigido.A.
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