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Discussione: Proteine e Creatina, i tipi.

  1. #1
    ThiBezzerra Tupperware
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    Predefinito Proteine e Creatina, i tipi.

    Le PROTEINE
    - sono sostanze costituite da carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto.
    - sono la sostanza fondamentale degli organismi viventi
    - nel corpo umano rappresentano il 50% del peso di tutti i componenti organici ed il 15-20% del peso totale
    - occupano una posizione fondamentale dal punto di vista plastico (proteine strutturali) quanto nelle molteplici funzioni della materia vivente (proteine funzionali)
    - strutturalmente sono formate da aminoacidi

    Gli aminoacidi che si riscontrano nelle strutture organiche e nelle proteine utilizzate come alimenti sono circa 23.
    Si distinnguono 2 diverse categorie: aminoacidi essenziali e non essenziali.
    Gli aminoacidi essenziali nn possono essere sintetizzati dal nostro organismo e devono necessariamente essere introdotti dall'esterno. Gli aminoacidi non essenziali possono essere sintetizzati dal nostro organismo a partire da altri aminoacidi.
    Il processo di sintesi di una data proteina richiede la presenza contemporanea di tutti gli aminoacidi necessari nelle giuste proporzioni. L'aminoacidi essenziale la cui carenza impedisce la sintesi della proteina è definito limitante.

    Le proteine entrano a far parte della composizione dei geni, dell'emoglobina, di enzimi, di ormoni, di fattori di crescita, di carrier ecc, tutte sostanze fondamentali per la vita dell'organismo.

    Si classificano in nobili e non nobili in base alla loro costituzione aminoacidica. Le proteine nobili contengono tutti gli aminoacidi essenziali. Le proteine non nobili sono carenti o non contengono affatto uno o + aminoacidi essenziali.
    Le proteine possono esssere di origine vegetale o animale. Mediamente le proteine di origine animale sono nobili, mentre le proteine di origine vegetale sono non nobili.

    I FATTORI CHE DETERMINANO LA QUALITA' DEGLI INTEGRATORI PROTEICI

    La qualità degli integratori proteici, come ad esempio quelli in polvere, è strettamente correlata al profilo aminoacidico della proteina utilizzata e quindi ai valori di P.E.R., B.V. e N.P.U. Quindi la qualità di una polvere proteica è proporzionale alla presenza di proteine di valore e derivate da processi di lavorazione lunghi ed accurati, partendo da materie prime adeguate.
    PER = indice di efficenza proteica
    VB = valore biologico (uovo 93,7 - latte crudo 84,5 - albume 83 - pesce fresco 76 - pollo 74 - soia 72). La cottura dei cibi solitamente diminuisce il valore biologico delle proteine.
    NPU = utilizzazione proteica netta

    Volendo fare una classifica delle proteine migliori, occorre ricordare che fino a poco tempo fa quella dell'uovo era senza dubbio la prima; poi, recentemente, le lattoglobuline estratte dal siero del latte hanno segnato indici migliori, anche se di poco. Seguono poi, dopo le proteine dell'uovo, le proteine derivate sempre dal latte, come le lattoalbumine e le caseine, ed infine quelle derivate dalla soia e dal collagene.

    Nella scelta di un integratore proteico, occorre quindi porre attenzione ai componenti di base da cui sono estratte le proteine presenti; infatti la soia e il collagene hanno costi bassissimi per il produttore, ma sono anche le proteine che hanno un profilo aminoacidico incompleto e quindi prese da sole sono di scarsa qualità.

    Un integratore contenente queste proteine può diventare di qualità solo se le proteine della soia e del collagene sono combinate, in opportune proporzioni, con proteine più nobili come quelle dell'uovo e del latte.

    Un altro fattore che determina la qualità di una proteina, e conseguentemente di un integratore che le contiene, è la lunghezza e accuratezza del processo di lavorazione. Infatti più la lavorazione per ottenere proteine è lunga e raffinata, più tendono a rimanere aminoacidi allo stato libero e più si tende ad ottenere una proteina delattosizzata, ovvero priva di lattosio nel caso della lavorazione del latte che, ricordiamo, può essere fonte di intolleranze.

    Inoltre, col procedere del processo di lavorazione, si perde tutta la frazione dei grassi presenti e si ottiene un prodotto altamente digeribile.

    L'ultrafiltrazione, lo scambio ionico e il contenuto di sodio

    I due principali processi di lavorazione a cui è sottoposto il siero del latte, per ottenere proteine dalle caratteristiche sopra menzionate, sono l'ultrafiltrazione e lo scambio ionico.

    L'ultrafiltrazione consiste nel fare passare il siero del latte, ad alta pressione, attraverso una serie di filtri con porosità sempre minore. Man mano che il siero passa attraverso i filtri, deposita su di essi molecole sempre più piccole, per cui alla fine della filtrazione rimangono le frazioni più nobili e più piccole, come ad esempio i dipeptidi.

    Lo scambio ionico sfrutta invece la capacità di caricare elettrostaticamente, mediante ioni, le varie molecole proteiche, in modo selettivo. In questo modo si riescono a separare in modo differenziato le varie frazioni proteiche, facendo compiere al siero del latte un apposito percorso in cui le varie molecole sono attratte selettivamente.

    Un parametro molto importante, da cui si desume la qualità di una polvere proteica derivata dal latte, è [/U]il contenuto di sodio[/U]. Il sodio è un sottoprodotto di un certo tipo di lavorazione delle proteine; quando supera i 200 mg per 100 g di prodotto, significa che tale lavorazione è stata di bassa qualità.

    Le lattoglobuline di alta qualità sono a contenuto di sodio uguale o vicino allo zero. [/U]Siccome per legge non è obbligatorio dichiarare per un'azienda il contenuto di sodio, se questo è invece riportato significa che la serietà del produttore è certa. [/U]

    La carica batterica

    Un'altra considerazione sulla qualità di una proteina è quella sulla sua carica batterica. Quando il processo di lavorazione delle proteine non è perfetto ed è frutto di impianti non più moderni, si possono ottenere dei prodotti poco digeribili, che danno disturbi a livello gastrico perché inquinati da batteri.

    Ovviamente le ditte produttrici più serie, dotate di impianti di produzione all'avanguardia, non solo garantiscono la reale composizione dell'integratore, ma anche l'assenza di inquinanti batterici.

    La carica batterica non si verifica solo in sede di lavorazione del prodotto, ma anche in sede di conservazione. Ad esempio, quando si utilizzano prodotti confezionati in grossi quantitativi (come i barattoli di proteine da 2,5 kg o 5 kg), una volta aperti bisognerebbe mantenere il prodotto in sacchetti da mezzo chilo, da utilizzare di volta in volta, per fare in modo che questo venga a contatto con l'aria il meno possibile.
    Ultima modifica di Body80; 21-11-2003 alle 14:09:36
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  3. #2
    ThiBezzerra Tupperware
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    Il fabbisogno proteico di un individuo è dato dalla somma di:
    - fabbisogno basale (copertura delle perdite dovuta a normale ricambio proteico)
    - fabbisogno addizionale (copertura delle perdite extra dovute a stress particolari, quali allenamento, gravidanza o traumi).
    In soggetti adulti sedentari si stima un fabbisogno proteico di circa 0.7-0.9g di proteine per kg di peso corporeo.
    Negli sportivi si stima un fabbisogno superiore rispetto ai sedentari, fino a 1,2 - 1.8g di proteine per kg di peso corporeo.
    In taluni sport di forza e nel bodybuilding non è raro imbattersi in atleti che consumano anche 2.5 o più grammi di proteine per kg di peso corporeo.
    N.B. Il fabbisogno proteico è anche legato alla qualità della proteina ingerita.

    Un grammo di proteine fornisce circa 4 kcal. La quota proteica raccomandata in rapporto all'introduzione calorica totale giornaliera si aggira tra il 15% e il 25% delle calorie totali ingerite.
    Molti protocolli alimentari moderni suggeriscono quote proteiche percentuali in relazione all'introduzione calorica totale giornaliera superiori a quelle raccomandate (zona 30%, metabolica 40%).

    Proteine del siero del latte
    Sono le migliori proteine disponibili e hanno il più alto valore biologico (oltre ad avere un eccezionale profilo aminoacidico). La loro differenziazione maggiore è in base al contenuto proteico e di lattosio, in quanto la base di partenza è la stessa.
    Hanno inoltre la capacità di stimolare la produzione di igf-1 e di colecistochinina (cck), un ormone che induce senso si sazietà.
    Questo tipo di proteina è indicato specilalmetne al mattino, in modo tale da fornire al muscolo tutti gli aminoacidi di cui ha bisogno e contemporaneamente deprimere la secrezione di cortisolo, evitando così il catabolismo muscolare. La stessa situazione si verifica nel post-allenamento.

    In base al processo di lavorazione si distinguono in
    - del siero concentrate. Ottenute mediante microfiltrazione, hanno un costo molto contenuto e x questo vengono utlizzate nella maggior parte degli integratori proteici. Il contenuto di proteine è circa l’80% e grassi al 5%.
    - del siero isolate a scambio ionico. Sono di elevata qualità (90% di proteine, grassi e lattosio inferiori al 1%) e di facile digeribilità. Ricche di sieroalbumina bovina e immunoglobuline, hanno però lo svantaggio di essere molto costose e per questo utilizzate solo nei prodotti specifici per atleti d’elitè.
    - del siero isolate mediante microfiltrazione. Sono presenti due tipi: il primo tipo contiene circa il 90% di proteine e si differenzia da quelle a scambio ionico per la maggior presenta di beta-lattoglobulina (frazioni proteiche). Il tipo 2 ha un prezzo + conveniente e un contenuto proteico del 80%.
    Separare le proteine del siero dal lattosio e dal grasso del latte è un procedimento molto costoso. Non deve quindi sorprendere che una proteina al 90% possa essere venduta ad un prezzo 1,5 volte superiore rispetto ad una proteina all'80%.

    Proteine dell’uovo.
    Hanno un valore biologico molto alto e numerosi studi hanno dimostrato che queste proteine hanno la capacità di rallentare lo svuotamento gastrico e quindi di abbassare l’indice glicemico degli alimenti contenenti carboidrati. Da questa proprietà si può anche dedurre che sono proteine adatte ad essere utilizzate nel pasto prima di coricarsi.

    Proteine del latte.
    Hanno un buon valore biologico e permettono un assorbimento graduale: la quota del siero del latte (circa 20%) viene digerita velocemente mentre il caseinato (80%) viene digerito in un tempo più prolungato.
    Durante la preparazione del formaggio il latte viene fatto cagliare, separando il siero. Il caglio contiene sopratutto caseina, mentre il siero è un liquido dolce e sciropposo che contiene altre proteine (lattoalbumine e lattoglobuline) e discrete quantità di lattosio.

    Caseina.
    Hanno un discreto valore biologico. Hanno un profilo aminoacidico inferiore alle proteine sopra indicate ma sono d'altra parte ricche di glutammina. La caseina tende ad assorbire acqua ed aumentare di volume, rendendola adatta specialmente nei pasti sostitutivi (x indurre un senso di sazietà). Viene digerita più lentamente rispetto alle altre proteine ed è quindi adatta se si desidera un assorbimento più graduale delle proteine.
    E' quindi un'ottima fonte proteica nello spuntino serale in vista del digiuno notturno o fra i pasti quando questi nn possono essere molto frequenti

    Proteine della soia.
    Hanno un sufficiente valore biologico e contengono isoflavoni (tra cui genisteina), che hanno effetti benefici sulla salute. Sono una buona alternativa alla proteine del latte ad un costo notevolmente inferiore.

    Proteine del grano.
    Hanno un basso valore biologico, ma resta un’interessante proteina per il contenuto di glutammica. Tuttavia il mancato bilanciamento degli aminoacidi ne sconsiglia l’uso come unica fonte di proteine.

    Aminoacidi a legame peptidico.
    I peptici sono ottenuti a partire dalle proteine mediante processo di idrolisi enzimatica (predigestione). I peptici a basso peso molecolare hanno il pregio di essere assorbiti molto più velocemente rispetto alle normali proteine, con il vantaggio che i muscoli avranno a disposizione più aminoacidi per la crescita anabolica ed il recupero.


    INTEGRATORI PROTEICI

    Ultima modifica di Body80; 21-11-2003 alle 14:25:37
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  4. #3
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    Predefinito Proteine e Creatina, i tipi.

    comincio a fare un pò di confusione , ci sono ormai un sacco di
    creatine in commercio , senza fare pubblicità a questa o quella ditta
    cerchiamo di districarci in questa giungla di creatine.

    quali sono le differenze sostanziali tra i vari tipi ?
    qual'è la migliore ?
    quali sono i pregi e i difetti di questi tipi di creatina ?
    come si usano e in quali casi sono indicate ?

    1°> creatina monoidrata (praticamente tutte le marche)

    2°> creatina fosfata (x es. bio cpx MLO , ecc.)

    3°> creatina citrata (x es. creaphos MetRx , ecc.)

    4°> creatina effervescente (x es. creavescent GEN , FSI , ecc.)

    5°> creatina anidra (straight SYNTRAX , ecc.)

    6°> tricreatine malate (v12 SAN , swhole SYNTRAX , Cubed SAN)

    7°> creatina tiidrata (creasol MuscleLink , ecc.)


    ...ne ho dimenticata nessuna ?

    cerchiamo di scrivere solo informazioni sicure!

  5. #4
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    Ras cè anche la CREATINA PIRUVATO (creative eurosup-creavate prolab )... Ma quale sarà la migliore? Sono davvero tutte supportate da studi che ne confermano l'efficacia? Che confusione...

  6. #5
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    Predefinito

    Cosa è la numero 6 ?

    Tri-creatina malata ???
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  7. #6
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    Predefinito Re: creatine: distinguerle

    Originally posted by RAS
    comincio a fare un pò di confusione , ci sono ormai un sacco di
    creatine in commercio , senza fare pubblicità a questa o quella ditta
    cerchiamo di districarci in questa giungla di creatine.

    quali sono le differenze sostanziali tra i vari tipi ?
    qual'è la migliore ?
    quali sono i pregi e i difetti di questi tipi di creatina ?
    come si usano e in quali casi sono indicate ?

    1°> creatina monoidrata (praticamente tutte le marche)
    *una mole di creatina ed una d'acqua

    2°> creatina fosfata (x es. bio cpx MLO , ecc.)
    *Una mole di creatina legata ad un gruppo fosfato

    3°> creatina citrata (x es. creaphos MetRx , ecc.)
    *Una mole di creatina ed una di citrato

    4°> creatina effervescente (x es. creavescent GEN , FSI , ecc.)
    *Creatina monoidrato + acido citrico e bicarbonato di sodio

    5°> creatina anidra (straight SYNTRAX , ecc.)
    *creatina senza la mole d'acqua

    6°> tricreatine malate (v12 SAN , swhole SYNTRAX , Cubed SAN)
    *creatina legata all'acido malico, simile alla citrato

    7°> creatina tiidrata (creasol MuscleLink , ecc.)
    *Leggasi Triidate, ovvero titolata.
    Normalissima creatina monoidrata resa solubile con manipolazione del ph.

    Esistono poi:

    *creatina piruvato(dal prodotto di creatina ed acido piruvico), completamente diversa come formula, dalla normale creatina e con implicazioni metaboliche leggermente diverse.

    *creatina magnesio chelato, nuova forma di creatina ottenuta dalla chelazione della creatina con magnesio.


    Non credo di aver scritto cappellate, ma se l'ho fatto prego Ribosio di correggermi.

    Dopo possiamo parlare dei diversi "effetti" delle varie creatine e cercare di individuare, se esiste, la migliore

    Bye.
    Ultima modifica di Guru; 05-04-2003 alle 02:11:56

  8. #7
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    Una domanda mi viene spontanea...ma ce una differenza tra tutte queste creatine ??mi spiego.. se prendo la Creatina X mi da 2 cm di braccio in piu che la creatina Y..??? o alla fine le differenze sono cosi piccole, che non ce se ne accorge neppure ???
    LeKKer Ding

  9. #8
    Bodyweb Member L'avatar di uraia
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    Predefinito

    Originally posted by lekker ding
    Una domanda mi viene spontanea...ma ce una differenza tra tutte queste creatine ??mi spiego.. se prendo la Creatina X mi da 2 cm di braccio in piu che la creatina Y..??? o alla fine le differenze sono cosi piccole, che non ce se ne accorge neppure ???
    LeKKer Ding
    credo sia proprio questo il senso del 3d , scoprire le differenze e dare delle valutazioni !
    "Tutto quello che c'è di divertente nella vita o è immorale, o illegale o fa ingrassare".





    " C'è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé "


    ....dicono che mi servira'..se non uccide... fortifica..


    Originally posted by ultra
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  10. #9
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    Lightbulb ora faccio un pò di ricerche....

    CREATINA MONOIDRATA: è la più diffusa e nota forma di creatina. Lo svantaggio di questo prodotto è la sua scarsa, se non nulla, solubilità. Messa in acqua e mescolata, resterà in sospensione per qualche minuto, ma ben presto la ritroveremo tutta sul fondo. Il problema non è la difficoltà ad ingerirla, ma l'assorbimento da parte del corpo. La creatina disciolta in acqua passerà dallo stomaco al duodeno, luogo di maggiore assorbimento. La creatina non sciolta invece, finirà nell'intestino. Lì il corpo manderà acqua nel tentativo di sciogliere i cristalli: è questo il motivo per cui molte persone lamentano diarrea e crampi durante il periodo d'assunzione di questo integratore.



    CREATINA MICRONIZZATA: Il prodotto è del tutto simile alla creatina monoidrata, La differenza è che il diametro delle polveri della creatina micronizzata è anche di 20 volte inferiore. Ciò ne aumenta notevolmente la solubilità (in relaltà rimane in sospensione per un tempo maggiore) , riducendone i fastidiosi effetti collaterali e aumentandone l'assorbimento. Ovviamente il prezzo è leggermente più elevato rispetto al normale prodotto.
    Ultima modifica di uraia; 05-04-2003 alle 13:04:26
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  11. #10
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    CREATINA TAMPONATA TIIDRATA

    è un integratore di creatina solubile ionizzata libera. La tecnologia ha reso possibile dissolvere la creatina senza la spesa di una reazione effervescente e i costi di produzione associati. La creatina titolata raggiunge quell’obiettivo con la titolazione, ossia cambiando il pH dell’acqua quando vi viene mescolata. Il cambiamento del pH permette ad oltre il 95% della creatina di passare in soluzione, ottenendo la creatina dissolta.
    Perché la creatina titolata è considerata un miglioramento rispetto all’effervescenza? Per il costo. La creatina effervescente richiede particolari stabilimenti per la produzione corretta. L’umidità deve essere completamente controllata. Qualsiasi liquido, perfino l’umidità dell’aria, potrebbe fare iniziare l’effervescenza. Quando accade, non si
    può fermare. Che abbiate un cucchiaino di creatina effervescente o mezzo chilo, diventerà un blocchetto solido di materiale inutilizzato dopo ore se viene a contatto con alcune gocce d’acqua. Questo si traduce in costi di produzione più elevati.
    La creatina titolata non reagisce con il vapore acqueo più di quanto faccia la creatina monoidrata. Perciò può essere prodotta e confezionata alla stessa maniera della normale creatina. Questo riduce il costo a circa la metà.
    Ultima modifica di uraia; 05-04-2003 alle 13:02:41
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  12. #11
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    CREATINA EFFERVESCENTE.

    il sistema di effervescenza migliora il trasporto delle sostanze.
    è basato principalmente su acido citrico, bicarbonato di sodio e bicarbonato di potassio. In questo modo la creatina si scioglie quasi completamente in acqua. Si eliminano gli effetti collaterali e se ne migliora nettamente l'assorbimento. Il grosso problema di questo prodotto è l'elevato prezzo. Anche in questo prodotto le ditte aggiungono carboidrati semplici all'integratore.
    Ultima modifica di uraia; 05-04-2003 alle 13:01:27
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  13. #12
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    TRI CREATINA CITRATA

    (...)aumenta la produzione e lo stoccaggio, da parte dell'organismo, di complessi di fosfati, volumizzatori muscolari. (...)Tricreatina Citrata, la più biodisponibile e solubile forma di creatina. La tricreatina citrata permete il massimo assorbimento di creatina grazie ad un sistema di trasporto a ph bilanciato, senza avere gli effetti collaterali della creatina monoidrata, come gonfiore e fastidio di stomaco.

    credo che x il momento l'unico supplemento che la contiene è lo swole della syntrax
    Ultima modifica di uraia; 05-04-2003 alle 13:05:17
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  14. #13
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    Exclamation ho commesso qualche errore...

    Originally posted by RAS

    1°> creatina monoidrata (praticamente tutte le marche)

    2°> creatina fosfata (x es. bio cpx MLO , ecc.)

    3°> creatina citrata (x es. creaphos MetRx , ecc.)

    4°> creatina effervescente (x es. creavescent GEN , FSI , ecc.)

    5°> creatina anidra (straight SYNTRAX , ecc.)

    6°> tricreatine malate (v12 SAN , Cubed SAN)

    7°> creatina tiidrata (creasol MuscleLink , ecc.)

    8°> tricreatine citrate (swole SYNTRAX)

    9°> creatine-pyruvate (creative eurosup-creavate prolab)



    adesso dovrebbero essere tutte !!!

  15. #14
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    TRI CREATINA CITRATA

    (...)aumenta la produzione e lo stoccaggio, da parte dell'organismo, di complessi di fosfati, volumizzatori muscolari. (...)Tricreatina Citrata, la più biodisponibile e solubile forma di creatina. La tricreatina citrata permete il massimo assorbimento di creatina grazie ad un sistema di trasporto a ph bilanciato, senza avere gli effetti collaterali della creatina monoidrata, come gonfiore e fastidio di stomaco.

    credo che x il momento l'unico supplemento che la contiene è lo swole della syntrax

    mmm su Uraia l'unico dovrebbe essere lo swole sebbene sembra contenga anche altri precursori della creatina che permettano una maggior assimilazione

    Ciao
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  16. #15
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    Il malato Di Tricreatine: è un sale altamente solubile della creatina che fornisce maggiore biodisponibilità della creatina. Questo residuo è creatina ed acido malico. L'acido malico è un intermediario naturale del ciclo del kreb, quindi l'acido malico svolge un ruolo cruciale nella nostra energia naturale producendo il ciclo. L'acido malico accoppiato con l'effetto di creatina come in malato di Tricreatine offre una più grande produzione di atp . Ulteriormente questo sale della creatina non produrrà acqua sottocutanea come il monoidrato della creatina poiché non ci è molecola di acqua nella struttura chimica. Tutta l'idratazione si presenterà nella cellula del muscolo. Inoltre, il malato di Tricreatine non causa il disagio dello stomaco
    "Tutto quello che c'è di divertente nella vita o è immorale, o illegale o fa ingrassare".





    " C'è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé "


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