Originariamente Scritto da Arturo Bandini
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Si può sapere perchè la destra si senta in dovere di sposare la politica estera di uno stato estero ed una corrente ideologica definita sionismo che la gran parte della pubblica opinione considera suprematista, razzista e infilata in tutti i gangli della politica, economia, finanza e del "controllo" del potere, avendo avuto dal caso-Epstein ennesima riprova?
Anche fronte giovani quella tattica non è premiante. Mi trovo d'accordo con l'analisi di Rizzo sul Fatto: i giovani (che avevano disertato le politiche in quanto non si sentivano rappresentati da nessun partito) si sono riversati a votare per il referendum in quanto battaglia "identitaria" (o Sì o No): sposano quelle, una identificazione, come per le marce per la Palestina:
Il referendum ha dato un risultato che sarebbe irresponsabile pensare possa essere traslato alle elezioni politiche. Ma non si può assolutamente prescindere da quel risultato, perché contiene dei messaggi politici chiari. In primo luogo il referendum, per sua natura è divisivo, indica infatti solo due strade – il Si o il No – pone alternative chiare. Questo ha avuto un impatto importantissimo sull’affluenza. Gli elettori sapevano per cosa stavano votando, potevano identificarsi in una scelta. Leggevo su La Repubblica una delle tante interviste fatte ai giovani che hanno avuto un ruolo fondamentale nella vittoria del No. La nostra generazione – questo era il senso del ragionamento del giovane elettore – non è apatica, disinteressata, è che non ci sentiamo rappresentati. Parole che ci portano nel cuore del problema della rappresentanza.
Chi e cosa vuole rappresentare il Centro sinistra? La generazione Z, ma anche i diciottenni hanno mostrato di aver voglia di protagonismo e non solo votando al referendum anche a costo di sobbarcarsi sacrifici e disagi. Lo hanno dimostrato prima del 22 e del 23 marzo. Sono stati protagonisti di mobilitazioni che, nel giro di pochi mesi, sembrano dimenticate, ma che hanno indicato precisi temi programmatici. La più recente è quella contro il genocidio perpetrato dal governo Israeliano a Gaza. Una mobilitazione che ha portato un fiume sterminato di popolo composto in una parte importante da giovani e giovanissimi, molti alla loro prima manifestazione. Abbiamo di fronte ragazzi che se hanno una buona causa non esitano a mobilitarsi.
Chi e cosa vuole rappresentare il Centro sinistra? La generazione Z, ma anche i diciottenni hanno mostrato di aver voglia di protagonismo e non solo votando al referendum anche a costo di sobbarcarsi sacrifici e disagi. Lo hanno dimostrato prima del 22 e del 23 marzo. Sono stati protagonisti di mobilitazioni che, nel giro di pochi mesi, sembrano dimenticate, ma che hanno indicato precisi temi programmatici. La più recente è quella contro il genocidio perpetrato dal governo Israeliano a Gaza. Una mobilitazione che ha portato un fiume sterminato di popolo composto in una parte importante da giovani e giovanissimi, molti alla loro prima manifestazione. Abbiamo di fronte ragazzi che se hanno una buona causa non esitano a mobilitarsi.
Non sappiamo chi siano i giovani. Sappiamo però una cosa: i giovani appartengono alla età della sensibilità, questo non cambia, e dunque della immaginazione e dell'idealismo, e dunque, in un certo senso, del manicheismo: in quel sentire, in quell'immaginare, America ed Israele non fanno parte dell'universo dei "buoni".

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