Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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  • marcu9
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    Eurostat: stupri in aumento del 150% nell’Ue, violenze sessuali quasi raddoppiate.


    Originariamente Scritto da Sean
    Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.

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    • germanomosconi
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      • Jan 2007
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      Originariamente Scritto da marcu9 Visualizza Messaggio
      Eurostat: stupri in aumento del 150% nell’Ue, violenze sessuali quasi raddoppiate.


      https://www.adnkronos.com/internazio...QrM8eepqUFKfHQ
      volevo postarlo, mi hai anticipato...
      la situazione è veramente drammatica, ed è destinata a peggiorare in modo esponenziale....
      Originariamente Scritto da Marco pl
      i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
      Originariamente Scritto da master wallace
      IO? Mai masturbato.
      Originariamente Scritto da master wallace
      Io sono drogato..

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      • M K K
        finte ferie user
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        Escort di cittadinanza per i migranti
        Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
        Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
        Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.

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        • Sean
          Csar
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          Trump contro Merz, scontro totale: «Non sa quel che dice». Tra economia, sondaggi e avanzata di AfD il cancelliere rischia un fallimento storico

          Dopo che Merz aveva attaccato gli Usa («umiliati dall'Iran») arriva la replica piccata di Trump. Per il cancelliere, da sempre impegnato a tenere buoni rapporti con gli Stati Uniti, il distacco potrebbe essere arrivato troppo tardi: i sondaggi lo condannano, l'economia è ferma, e avanza l'estrema destra​

          Donald Trump attacca Friedrich Merz, in un primo affondo diretto contro il cancelliere. «Il cancelliere della Germania, Friedrich Merz, pensa che vada bene che l’Iran abbia un’arma nucleare. Non sa di cosa parla!», ha scritto Trump in un post sul suo social Truth.

          Sono parole che travisano la posizione di Berlino: Merz sull’Iran è da considerarsi tra i falchi. Ma sono una risposta diretta a quel che ha detto il cancelliere due giorni fa, affermando che «l’Iran ha umiliato gli Stati Uniti». Evidentemente, hanno infastidito la Casa Bianca. Non solo, ma Trump ha rincarato: «Se l’Iran avesse un’arma nucleare, l’intero mondo sarebbe tenuto in ostaggio. Sto facendo qualcosa con l’Iran, proprio ora, che altre nazioni o presidenti avrebbero dovuto fare molto tempo fa». E ancora: «Non c’è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che sotto altri aspetti».​

          È l’inizio di una nuova stagione anche per la Germania? Trump vuol riservarle il trattamento offerto ad altri alleati da cui si sente «tradito», dopo che Berlino ha cercato di tenere i canali aperti con gli Usa usando sempre una voce suadente con The Donald (a scapito degli alleati, vedi il caso Spagna)? È presto per dire se siamo in un’escalation diplomatica. Stamattina il cancelliere ha gettato acqua sul fuoco: «Dal mio punto di vista — ha detto — i rapporti con Trump sono buoni e immutati. Ho semplicemente avuto dubbi fin dall’inizio su ciò che si stava facendo con questa guerra contro l’Iran, ed è per questo che li ho espressi».

          In realtà, la presa di distanza di Merz è stata netta, nel linguaggio che lo contraddistingue, al di là di quel verbo scelto. Domenica ha detto, tra l’altro: «Gli iraniani sono ovviamente molto abili nel negoziare, o meglio, molto abili nel non negoziare, lasciando che gli americani vadano a Islamabad e poi ripartano senza alcun risultato», da qui l’umiliazione. Ha ribadito di «non vedere quale strategia di uscita stiano perseguendo gli Stati Uniti» nella guerra con l’Iran, sottolineando divisioni profonde tra Washington e gli alleati europei della Nato. E che questa guerra sta costando «molti soldi, soldi dei contribuenti e forza economica».​

          L’altra domanda è perché Merz — che oggi sembra aver fatto un mezzo passo indietro — sia uscito allo scoperto contro Trump, da cui pure aveva cominciato a distanziarsi dopo la prima settimana di guerra. Il gradimento di The Donald in Germania è bassissimo: secondo alcuni sondaggi non piace al 90% dei tedeschi. Difenderlo ovviamente non porta consensi.

          L’altra verità è che Merz è un cancelliere in grande difficoltà. È nel punto più basso del suo primo anno da leader. Quest’oggi sono state presentate le linee guida della finanziaria e una riforma dell’assicurazione sanitaria. Però è una finanziaria messa insieme a fatica, dove si è tagliato poco. E l’economia tedesca è inchiodata, con una crescita dello 0,5% anche per il 2027. Non riparte neanche con il bazooka.

          Ma è ancora peggio per il gradimento personale di Merz. Ieri la Bild, nel suo molto letto sondaggio bisettimanale sulla popolarità dei ministri, ha pubblicato gli ultimi dati: Merz è ultimo in classifica, 20esimo su 20 politici. La scorsa settimana, un altro sondaggio americano lo ha definito il più impopolare tra tutti i primi ministri delle democrazie del mondo: solo il 27% lo approva. A questo punto, Merz è perfino meno popolare di quanto lo fosse il predecessore Olaf Scholz.

          Non solo, ma in Germania sta crescendo l’AfD. E sempre ieri, secondo un sondaggio, il divario tra l’estrema destra e la CDU è salito a 5 punti: 27% contro il 22% della CDU. Per il partito di Merz siamo ai minimi di sempre. Soprattutto, se l’altro compito di Merz era fermare l’estrema destra, non ci sta riuscendo.

          Quando è stato eletto, si era prefissato due compiti: rilanciare la crescita, fermare l’estrema destra. Un politico mai popolare, giunto al potere molto tardi a 70 anni, ma che vedeva questi obiettivi come il suo mandato storico, perché un fallimento avrebbe conseguenze impensabili per la Germania. Ieri il Tagesspiegel è uscito con un titolo a tutta pagina: «Kann er das schaffen?», riecheggiando la celebre frase di Angela Merkel: ce la può fare?

          CorSera
          ...ma di noi
          sopra una sola teca di cristallo
          popoli studiosi scriveranno
          forse, tra mille inverni
          «nessun vincolo univa questi morti
          nella necropoli deserta»

          C. Campo - Moriremo Lontani


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          • marcu9
            Bodyweb Senior
            • May 2009
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            La marina israeliana afferma di aver sequestrato circa 50 imbarcazioni con a bordo 400 attivisti «a centinaia di chilometri dalle coste israeliane» e di aver informato le persone a bordo di essere «in arresto», secondo i media israeliani.




            Originariamente Scritto da Sean
            Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.

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            • Sergio
              Administrator
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              Trump contro Merz, scontro totale: «Non sa quel che dice». Tra economia, sondaggi e avanzata di AfD il cancelliere rischia un fallimento storico

              Dopo che Merz aveva attaccato gli Usa («umiliati dall'Iran») arriva la replica piccata di Trump. Per il cancelliere, da sempre impegnato a tenere buoni rapporti con gli Stati Uniti, il distacco potrebbe essere arrivato troppo tardi: i sondaggi lo condannano, l'economia è ferma, e avanza l'estrema destra

              Donald Trump attacca Friedrich Merz, in un primo affondo diretto contro il cancelliere. «Il cancelliere della Germania, Friedrich Merz, pensa che vada bene che l’Iran abbia un’arma nucleare. Non sa di cosa parla!», ha scritto Trump in un post sul suo social Truth.

              Sono parole che travisano la posizione di Berlino: Merz sull’Iran è da considerarsi tra i falchi. Ma sono una risposta diretta a quel che ha detto il cancelliere due giorni fa, affermando che «l’Iran ha umiliato gli Stati Uniti». Evidentemente, hanno infastidito la Casa Bianca. Non solo, ma Trump ha rincarato: «Se l’Iran avesse un’arma nucleare, l’intero mondo sarebbe tenuto in ostaggio. Sto facendo qualcosa con l’Iran, proprio ora, che altre nazioni o presidenti avrebbero dovuto fare molto tempo fa». E ancora: «Non c’è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che sotto altri aspetti».​

              È l’inizio di una nuova stagione anche per la Germania? Trump vuol riservarle il trattamento offerto ad altri alleati da cui si sente «tradito», dopo che Berlino ha cercato di tenere i canali aperti con gli Usa usando sempre una voce suadente con The Donald (a scapito degli alleati, vedi il caso Spagna)? È presto per dire se siamo in un’escalation diplomatica. Stamattina il cancelliere ha gettato acqua sul fuoco: «Dal mio punto di vista — ha detto — i rapporti con Trump sono buoni e immutati. Ho semplicemente avuto dubbi fin dall’inizio su ciò che si stava facendo con questa guerra contro l’Iran, ed è per questo che li ho espressi».

              In realtà, la presa di distanza di Merz è stata netta, nel linguaggio che lo contraddistingue, al di là di quel verbo scelto. Domenica ha detto, tra l’altro: «Gli iraniani sono ovviamente molto abili nel negoziare, o meglio, molto abili nel non negoziare, lasciando che gli americani vadano a Islamabad e poi ripartano senza alcun risultato», da qui l’umiliazione. Ha ribadito di «non vedere quale strategia di uscita stiano perseguendo gli Stati Uniti» nella guerra con l’Iran, sottolineando divisioni profonde tra Washington e gli alleati europei della Nato. E che questa guerra sta costando «molti soldi, soldi dei contribuenti e forza economica».​

              L’altra domanda è perché Merz — che oggi sembra aver fatto un mezzo passo indietro — sia uscito allo scoperto contro Trump, da cui pure aveva cominciato a distanziarsi dopo la prima settimana di guerra. Il gradimento di The Donald in Germania è bassissimo: secondo alcuni sondaggi non piace al 90% dei tedeschi. Difenderlo ovviamente non porta consensi.

              L’altra verità è che Merz è un cancelliere in grande difficoltà. È nel punto più basso del suo primo anno da leader. Quest’oggi sono state presentate le linee guida della finanziaria e una riforma dell’assicurazione sanitaria. Però è una finanziaria messa insieme a fatica, dove si è tagliato poco. E l’economia tedesca è inchiodata, con una crescita dello 0,5% anche per il 2027. Non riparte neanche con il bazooka.

              Ma è ancora peggio per il gradimento personale di Merz. Ieri la Bild, nel suo molto letto sondaggio bisettimanale sulla popolarità dei ministri, ha pubblicato gli ultimi dati: Merz è ultimo in classifica, 20esimo su 20 politici. La scorsa settimana, un altro sondaggio americano lo ha definito il più impopolare tra tutti i primi ministri delle democrazie del mondo: solo il 27% lo approva. A questo punto, Merz è perfino meno popolare di quanto lo fosse il predecessore Olaf Scholz.

              Non solo, ma in Germania sta crescendo l’AfD. E sempre ieri, secondo un sondaggio, il divario tra l’estrema destra e la CDU è salito a 5 punti: 27% contro il 22% della CDU. Per il partito di Merz siamo ai minimi di sempre. Soprattutto, se l’altro compito di Merz era fermare l’estrema destra, non ci sta riuscendo.

              Quando è stato eletto, si era prefissato due compiti: rilanciare la crescita, fermare l’estrema destra. Un politico mai popolare, giunto al potere molto tardi a 70 anni, ma che vedeva questi obiettivi come il suo mandato storico, perché un fallimento avrebbe conseguenze impensabili per la Germania. Ieri il Tagesspiegel è uscito con un titolo a tutta pagina: «Kann er das schaffen?», riecheggiando la celebre frase di Angela Merkel: ce la può fare?

              CorSera
              Il problema è il fatto che gli americani hanno nelle loro mani quasi tutti i media e quindi ogni stronzata che esce dalla bocca di Trump gli viene automaticamente fatto l'upgrade da "stronzata" a "opinione" a "verità", aggiungi il fatto che il 90% delle persone legge solamente i titoli ed ecco che viviamo in una favola.

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              • Sean
                Csar
                • Sep 2007
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                Trump: «L'Italia non ha aiutato, probabile ritiro truppe»

                Il presidente americano, Donald Trump, ritiene «probabile» il ritiro delle truppe americane anche dall'Italia «perché non è stata per nulla d'aiuto» nella guerra contro l'Iran. «È probabile», ha risposto il capo della Casa Bianca a una giornalista che gli ha chiesto sull'eventuale ritiro di truppe americane anche da Italia e Spagna oltre che dalla Germania.

                «Perché non dovrei? L'Italia non ci è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile», ha aggiunto. «È la Nato. Non è nemmeno il fatto che sia una cosa sola. Se lo dicessero gentilmente, o se dicessero: "Va bene, ti aiuteremo". Ma l'aiuto è un po' lento. E noi li aiutiamo con l'Ucraina. Hanno fatto un disastro con l'Ucraina, un disastro totale. E noi li aiutiamo con l'Ucraina. L'Ucraina non c'entra niente. Siamo separati da un oceano. Riguarda loro. È come se fosse la loro porta di casa. Noi li aiutiamo», ha evidenziato Trump. «E Biden ha dato loro 350 miliardi di dollari, il che è stato folle. È uno dei motivi per cui la guerra è continuata. Ma quando avevamo bisogno di loro, non c'erano. Dobbiamo ricordarcelo. E quindi se mai dovessimo averne uno grande, perché non avevamo bisogno di aiuto con l'Iran, avevamo battuto l'Iran fin dal primo giorno. Era finita, era finita, e ora lo è ancora di più», ha continuato.

                CorSera
                ...ma di noi
                sopra una sola teca di cristallo
                popoli studiosi scriveranno
                forse, tra mille inverni
                «nessun vincolo univa questi morti
                nella necropoli deserta»

                C. Campo - Moriremo Lontani


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                • Sergio
                  Administrator
                  • May 1999
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                  Spero che si leva dalle palle il prima possibile, dove ora sono le basi americane costruiamo una bella scuola o un ospedale.

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                  • germanomosconi
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                    Dove si firma?
                    Originariamente Scritto da Marco pl
                    i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
                    Originariamente Scritto da master wallace
                    IO? Mai masturbato.
                    Originariamente Scritto da master wallace
                    Io sono drogato..

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                    • M K K
                      finte ferie user
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                      Fuori dai coglioni
                      Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
                      Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
                      Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.

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                      • Steel77
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                        Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
                        Trump: «L'Italia non ha aiutato, probabile ritiro truppe»
                        CorSera
                        ma magari!

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                        • The_machine
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                          ma poi i russi marciano su Roma

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                          • Sean
                            Csar
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                            • In piedi tra le rovine
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                            Dazi, Trump riaccende la guerra con l’Europa: «Sulle auto tariffe al 25%, l’Ue non rispetta i patti». Il Parlamento Ue: «Falso e inaccettabile»

                            Il presidente degli Stati Uniti e l’annuncio su Truth: «Dazi aumentati dalla prossima settimana». Il capo della Commissione sul Commercio del Parlamento europeo: «Comportamento inaccettabile»​

                            Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riaccende la guerra sui dazi. In un post su Truth, il suo social, il leader Usa ha attaccato l’Unione Europea, accusandola di non rispettare i patti e annunciando tariffe del 25% sulle automobili.

                            «Sono lieto di annunciare che, sulla base del fatto che l'Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale, la prossima settimana aumenterò i dazi imposti all'Unione Europea per le automobili e i camion in arrivo negli Stati Uniti. Il dazio sarà aumentato al 25%», ha scritto su Truth. «Se produrranno automobili e camion in stabilimenti negli Stati Uniti, non ci sarà nessun dazio», ha scritto ancora. «Numerosi impianti sono attualmente in fase di costruzione, con investimenti superiori ai 100 miliardi di dollari, un record nella storia dell'industria automobilistica».​


                            Bernd Lange, il capo della Commissione Commercio del Parlamento europeo, ha negato che l’Europa non abbia rispettato i suoi impegni, e denunciato la totale inaffidabilità dell’amministrazione Usa. «Il comportamento di Trump è inaccettabile», ha detto. «Il Parlamento stava per per ratificare la legislazione sull’intesa commerciale con gli Usa. Sono gli Stati Uniti ad aver ripetutamente rotto gli accordi, e non è questo il modo di trattare gli alleati. Ora possiamo solo rispondere con la massima chiarezza e fermezza».

                            La mossa Usa arriva in un momento di enorme tensione nell’economia mondiale ed europea, alla radice della quale ci sono le conseguenze della guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran - tra cui il blocco dello Stretto di Hormuz, una delle più importanti vie di trasporto del petrolio in tutto il mondo.

                            Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen avevano stretto un patto commerciale lo scorso luglio, in base al quale la gran parte dei beni europei importati negli Stati Uniti sono soggetti a una tariffa base del 15 per cento.

                            Sia gli Stati Uniti che l'Ue avevano precedentemente confermato il loro impegno a preservare l’Accordo di Turnberry - intesa che prende il nome dal campo da golf di Trump in Scozia dove è stato siglato - ma lo status dell'intesa è stato messo in dubbio dopo che la Corte Suprema ha stabilito che il presidente Usa non aveva l'autorità legale per dichiarare un'emergenza economica e imporre dazi sulle merci europee.

                            La sentenza della Corte Suprema ha ridotto la tariffa-base al 10%.

                            Nei giorni scorsi, Trump si è scontrato frontalmente con il cancelliere tedesco Merz, secondo cui gli Stati Uniti non hanno una strategia per chiudere la guerra in Iran e sono stati «umiliati» dal regime di Teheran. Le tariffe sull’importazione di auto decise oggi da Trump potrebbero colpire, in particolare, proprio la Germania, la cui economia si trova peraltro in una fase estremamente delicata.

                            Le conseguenze potenziali sono pesanti. Una misura al 25% renderebbe più costose negli Stati Uniti le auto prodotte in Europa da gruppi come Volkswagen, BMW, Mercedes-Benz, Stellantis e altri marchi premium.

                            Le aziende potrebbero scegliere se assorbire una parte del costo, riducendo i margini, o scaricarlo sui consumatori americani con aumenti di prezzo. In entrambi i casi, il colpo arriverebbe su un settore già sotto pressione per transizione elettrica, concorrenza cinese e costi industriali elevati.​

                            Per l'Ue il rischio è industriale e politico. I dati Acea mostrano che nel 2025 l'export automobilistico europeo ha già subito forti pressioni con un calo del 6,2% e quello verso gli Stati Uniti del 21,4%, effetto diretto dei dazi introdotti l'anno precedente. La mossa di Trump ha anche un obiettivo strategico: spingere i costruttori stranieri a produrre negli Usa.​

                            CorSera
                            ...ma di noi
                            sopra una sola teca di cristallo
                            popoli studiosi scriveranno
                            forse, tra mille inverni
                            «nessun vincolo univa questi morti
                            nella necropoli deserta»

                            C. Campo - Moriremo Lontani


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                            • Sean
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                              Cbs: il Pentagono vuole ritirare 5.000 soldati dalla Germania
                              Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Lo riporta Cbs citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran. Parte delle truppe che lasceranno l'Europa torneranno negli Stati Uniti per poi essere dispiegate altrove, ha detto un funzionario americano a Cbs, inquadrando la decisione nell'ambito degli sforzi del Pentagono per concentrarsi sulle sue priorità in casa e nell'area dell'indo-pacifico.

                              Trump: “Finito con l’Iran prenderò il controllo di Cuba”
                              Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assicurato che "prenderà il controllo" di Cuba "quasi immediatamente", aggiungendo che prima porterà a termine l'operazione in Iran. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante il suo intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida.

                              Repubblica-La Stampa
                              ...ma di noi
                              sopra una sola teca di cristallo
                              popoli studiosi scriveranno
                              forse, tra mille inverni
                              «nessun vincolo univa questi morti
                              nella necropoli deserta»

                              C. Campo - Moriremo Lontani


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                              • germanomosconi
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                                Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
                                Dazi, Trump riaccende la guerra con l’Europa: «Sulle auto tariffe al 25%, l’Ue non rispetta i patti». Il Parlamento Ue: «Falso e inaccettabile»

                                Il presidente degli Stati Uniti e l’annuncio su Truth: «Dazi aumentati dalla prossima settimana». Il capo della Commissione sul Commercio del Parlamento europeo: «Comportamento inaccettabile»

                                Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riaccende la guerra sui dazi. In un post su Truth, il suo social, il leader Usa ha attaccato l’Unione Europea, accusandola di non rispettare i patti e annunciando tariffe del 25% sulle automobili.

                                «Sono lieto di annunciare che, sulla base del fatto che l'Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale, la prossima settimana aumenterò i dazi imposti all'Unione Europea per le automobili e i camion in arrivo negli Stati Uniti. Il dazio sarà aumentato al 25%», ha scritto su Truth. «Se produrranno automobili e camion in stabilimenti negli Stati Uniti, non ci sarà nessun dazio», ha scritto ancora. «Numerosi impianti sono attualmente in fase di costruzione, con investimenti superiori ai 100 miliardi di dollari, un record nella storia dell'industria automobilistica».​


                                Bernd Lange, il capo della Commissione Commercio del Parlamento europeo, ha negato che l’Europa non abbia rispettato i suoi impegni, e denunciato la totale inaffidabilità dell’amministrazione Usa. «Il comportamento di Trump è inaccettabile», ha detto. «Il Parlamento stava per per ratificare la legislazione sull’intesa commerciale con gli Usa. Sono gli Stati Uniti ad aver ripetutamente rotto gli accordi, e non è questo il modo di trattare gli alleati. Ora possiamo solo rispondere con la massima chiarezza e fermezza».

                                La mossa Usa arriva in un momento di enorme tensione nell’economia mondiale ed europea, alla radice della quale ci sono le conseguenze della guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran - tra cui il blocco dello Stretto di Hormuz, una delle più importanti vie di trasporto del petrolio in tutto il mondo.

                                Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen avevano stretto un patto commerciale lo scorso luglio, in base al quale la gran parte dei beni europei importati negli Stati Uniti sono soggetti a una tariffa base del 15 per cento.

                                Sia gli Stati Uniti che l'Ue avevano precedentemente confermato il loro impegno a preservare l’Accordo di Turnberry - intesa che prende il nome dal campo da golf di Trump in Scozia dove è stato siglato - ma lo status dell'intesa è stato messo in dubbio dopo che la Corte Suprema ha stabilito che il presidente Usa non aveva l'autorità legale per dichiarare un'emergenza economica e imporre dazi sulle merci europee.

                                La sentenza della Corte Suprema ha ridotto la tariffa-base al 10%.

                                Nei giorni scorsi, Trump si è scontrato frontalmente con il cancelliere tedesco Merz, secondo cui gli Stati Uniti non hanno una strategia per chiudere la guerra in Iran e sono stati «umiliati» dal regime di Teheran. Le tariffe sull’importazione di auto decise oggi da Trump potrebbero colpire, in particolare, proprio la Germania, la cui economia si trova peraltro in una fase estremamente delicata.

                                Le conseguenze potenziali sono pesanti. Una misura al 25% renderebbe più costose negli Stati Uniti le auto prodotte in Europa da gruppi come Volkswagen, BMW, Mercedes-Benz, Stellantis e altri marchi premium.

                                Le aziende potrebbero scegliere se assorbire una parte del costo, riducendo i margini, o scaricarlo sui consumatori americani con aumenti di prezzo. In entrambi i casi, il colpo arriverebbe su un settore già sotto pressione per transizione elettrica, concorrenza cinese e costi industriali elevati.​

                                Per l'Ue il rischio è industriale e politico. I dati Acea mostrano che nel 2025 l'export automobilistico europeo ha già subito forti pressioni con un calo del 6,2% e quello verso gli Stati Uniti del 21,4%, effetto diretto dei dazi introdotti l'anno precedente. La mossa di Trump ha anche un obiettivo strategico: spingere i costruttori stranieri a produrre negli Usa.​

                                CorSera
                                mi piace questa cosa:
                                - ci obbligano (4 anni fa) a mettere le sanzioni alla russia e non poter prendere più da loro gas e petrolio, in compenso ce lo vendono loro ad un prezzo superiore
                                - fa la guerra all'iran, altra batosta per gas e petrolio per la UE
                                - siamo stati cattivi, dazi al 25%
                                io davvero non capisco perchè la UE deve farsi trattare così da questi mentecatti
                                Originariamente Scritto da Marco pl
                                i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
                                Originariamente Scritto da master wallace
                                IO? Mai masturbato.
                                Originariamente Scritto da master wallace
                                Io sono drogato..

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