Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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  • Sean
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    Negoziati, si lavora a un accordo in due fasi. “Ultimo tentativo prima dell’escalation”

    Secondo le fonti, scrive ancora Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra.

    Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l'unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

    Un funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l'uranio altamente arricchito iraniano - sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione - possano portare all’accordo. I funzionari iraniani hanno chiarito ai mediatori di non voler trovarsi in una situazione simile a quella di Gaza o del Libano, dove esiste un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele possono attaccare di nuovo quando desiderano.

    Repubblica
    ...ma di noi
    sopra una sola teca di cristallo
    popoli studiosi scriveranno
    forse, tra mille inverni
    «nessun vincolo univa questi morti
    nella necropoli deserta»

    C. Campo - Moriremo Lontani


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      Iran: “Axios mezzo comunicazione del Mossad, nessuna tregua”

      L'agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, bolla le ultime rivelazioni di Axios - definito «il mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche» - su una presunta mediazione per un cessate il fuoco come un tentativo di mescolare le carte, e preparare «l'ennesimo passo indietro di Donald Trump». Il presidente Usa «consapevole della ferma determinazione dell'Iran a rispondere a qualsiasi follia riguardante le centrali elettriche e altre infrastrutture, sta probabilmente cercando di ritirarsi da questa minaccia per la terza volta, e questo tipo di notizie viene forse diffuso per prepararsi a questa eventualità». L'Iran, sottolinea l'agenzia, «ha ripetutamente affermato di non accettare cessate il fuoco temporanei» senza un accordo sulla fine del conflitto. «I nemici americano-sionisti, che sono sotto la pressione della guerra e confusi, intendono sfruttare l'opportunità di cessate il fuoco per uscire dalla crisi delle munizioni e dalla situazione strategica difficile».

      La Stampa
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      • Sean
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        Originariamente Scritto da Sergio Visualizza Messaggio
        Vediamo lunedì o martedì cosa succede.

        La cosa per gli States non ha soluzione, per loro è finita, sono solo possibili due soluzioni :

        - Si ritirano e fanno una figura di merda, il medio oriente inizia ad usare euro e yen invece di petroldollari, gli States perdono mordente.

        - Attaccano e continuano questa guerra illegale ed ignobile e tutti perdono fiducia negli Stati Uniti, alleati, medio oriente.

        Io lo vedo come scacco, non matto, ma scacco.
        La fiducia degli "alleati" arabi nei confronti degli USA è già compromessa: senza alcun riguardo per la sicurezza di quei paesi, di quella regione, di quell'area, e per gli affari di quelle monarchie arabe che controllano tanta parte del petrolio mondiale, l'America ha scatenato una guerra abominevole, destabilizzando tutto e tutti, a partire dagli arabi...e dimostrando poi di non saperli o poterli proteggere, perchè l'Iran finora si è limitato nella sua risposta contro i siti di estrazione, raffinazione, stoccaggio del greggio e del gas, ma basta un missile per provocare in quei siti danni per anni, con ricadute mondiali e non solo per le economie del Golfo.

        Purtroppo non vedo nessuna intenzione da parte degli americani di fare retromarcia: Trump insiste con minacce verbali da ubriaco violento ("li rimandiamo all'età della pietra"; "bastardi, riaprite Hormuz o scatenerò l'inferno") da psicopatico alterato, e siccome l'ultima parola è la sua, è capace davvero di fare qualunque cosa e quindi provocare qualunque reazione.

        Può arrivare a pensare che l'unica maniera per "risolvere" ormai la questione è distruggere l'Iran...il che vorrebbe dire che l'Iran, prima di essere distrutto, si porterà appresso tutto il circondario, cioè tutti gli impianti industriali petroliferi, energetici dei paesi del Golfo, con tutto quello che ne conseguirà ad iniziare dalle economie europee.
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        • Luke91
          Bodyweb Senior
          • Apr 2014
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          • Zimbabwe [ZW]
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          Originariamente Scritto da Sergio Visualizza Messaggio

          Io sono quasi sicuro che non lo avrebbero fatto per un solo motivo, che quelli della sinistra negli Stati Uniti danno valore all'istruzione, alla conoscenza, alla scienza piuttosto che "get things done" o "being thought". Quindi avrebbero avuto un entourage di persone di un certo livello, di una certa istruzione. Questo è il vero problema di Trump, si è circondato di persone che lo compiacciono e sono d'accordo con lui, ma capacità professionali ZERO.

          Per il resto sono totalmente d'accordo con te.
          Chiaro, condivisibile il pensiero
          Originariamente Scritto da huntermaster
          tu ti sacrifichi tutta la vita mangiando mer da in bianco e bevendl acqua per.farti le seghe nella tua kasa di prigio.
          Originariamente Scritto da luna80
          Ma come? Non avevi mica posto sicuro al McDonald's come salatore di patatine?

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          • Luke91
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            • Apr 2014
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            • Zimbabwe [ZW]
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            A questo punto io non me la sento nemmeno di prenotare una vacanza per ferragosto in aereo e magari rimanere fregato con voli cancellati per mancanza di carburante...brutta situazione
            Originariamente Scritto da huntermaster
            tu ti sacrifichi tutta la vita mangiando mer da in bianco e bevendl acqua per.farti le seghe nella tua kasa di prigio.
            Originariamente Scritto da luna80
            Ma come? Non avevi mica posto sicuro al McDonald's come salatore di patatine?

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            • SimoneBW
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              Io, in tutta questa storia, vorrei fare una riflessione. Si legge e si ascolta, sia qui dentro che nei vari media nostrani, che tutta questa situazione sia totale responsabilità di Trump. Ebbene, Trump è espressione perfetta del suo popolo. Parliamo di un paese dove l'età media è ancora intorno ai 35 anni, dove ci sono più armi che persone, l'idea di un tiranno pazzo è facile da rappresentare ma è una cazzata. Ah, stessa cosa vale per Putin in Russia e la Meloni qui da noi.

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              • The_machine
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                Originariamente Scritto da SimoneBW Visualizza Messaggio
                Io, in tutta questa storia, vorrei fare una riflessione. Si legge e si ascolta, sia qui dentro che nei vari media nostrani, che tutta questa situazione sia totale responsabilità di Trump. Ebbene, Trump è espressione perfetta del suo popolo. Parliamo di un paese dove l'età media è ancora intorno ai 35 anni, dove ci sono più armi che persone, l'idea di un tiranno pazzo è facile da rappresentare ma è una cazzata. Ah, stessa cosa vale per Putin in Russia e la Meloni qui da noi.
                Questo principio vale quasi sempre, salvo nei casi di vere e proprie tirannie. Trump è stato eletto democraticamente dal popolo americano e, in questo senso, ne rappresenta l’espressione politica. Allo stesso tempo, va riconosciuto che molte delle decisioni più recenti non sembrano incontrare un consenso diffuso, neppure tra una parte di chi lo ha sostenuto alle urne.
                Il perché Trump sia piaciuto così tanto nonostante il pessimo "curriculum" credo dipenda sempre dalla crisi dell'uomo bianco.

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                • SimoneBW
                  Bodyweb Advanced
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                  Originariamente Scritto da The_machine Visualizza Messaggio

                  Questo principio vale quasi sempre, salvo nei casi di vere e proprie tirannie. Trump è stato eletto democraticamente dal popolo americano e, in questo senso, ne rappresenta l’espressione politica. Allo stesso tempo, va riconosciuto che molte delle decisioni più recenti non sembrano incontrare un consenso diffuso, neppure tra una parte di chi lo ha sostenuto alle urne.
                  Il perché Trump sia piaciuto così tanto nonostante il pessimo "curriculum" credo dipenda sempre dalla crisi dell'uomo bianco.
                  Trump è espressione dell'imperialismo con cui gli americani vanno a nozze. Benigni per vincere un Oscar ha dovuto riscrivere la storia per far piacere alla giuria.

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                  • Sergio
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                    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
                    Purtroppo non vedo nessuna intenzione da parte degli americani di fare retromarcia: Trump insiste con minacce verbali da ubriaco violento ("li rimandiamo all'età della pietra"; "bastardi, riaprite Hormuz o scatenerò l'inferno") da psicopatico alterato, e siccome l'ultima parola è la sua, è capace davvero di fare qualunque cosa e quindi provocare qualunque reazione.

                    Può arrivare a pensare che l'unica maniera per "risolvere" ormai la questione è distruggere l'Iran...il che vorrebbe dire che l'Iran, prima di essere distrutto, si porterà appresso tutto il circondario, cioè tutti gli impianti industriali petroliferi, energetici dei paesi del Golfo, con tutto quello che ne conseguirà ad iniziare dalle economie europee.
                    Esattamente. L'unica cosa che vorrei dire che Trump è sempre stato così, ubriaco e violento, ha iniziato la sua carriera con "grab them by the pussy", è un instabile, psicopatico con ridotto IQ.

                    Vero anche che se vanno avanti (se il congresso ed il ramo giudiziario non lo ferma) succede un disastro e l'Iran porterà con se "all'inferno" tutto il medio oriente.
                    Altra speranza che ho, oltre al congresso ed il ramo giudiziario degli Stati Uniti, sono la NATO, (non intesa in ambito) militare e gli altri paesi del Pacifico, se iniziano a stringere accordi e tagliare fuori gli Stati Uniti, questi ultimi iniziano a piangere denaro, entrano in forte recessione e si cagano in mano.
                    Agli Stati Uniti interessa solamente il denaro.

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                    • Sergio
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                      Questa è un intervista del 2024, dove Jon Kent già analizza nel dettaglio e fa presente che intervenire in Iran militarmente sarebbe stata una follia. Aggiunge ovviamente considerazioni sugli equilibri globali del medio oriente e sulla Cina.

                      12K likes, 180 comments - trtworld on March 18, 2026: "In a resurfaced January 2024 interview with Tucker Carlson, now-former National Counterterrorism Center director Joe Kent warned a US war with Iran would get "very bloody" very quickly, and would rally the Iranian people around their leader, activate proxies, and play into China's hands through overstretching itself militarily and Chinese economic leverage. The clip resurfaced after Kent resigned from the key US counterterrorism position on March 17, citing the Trump administration's decision to strike Iran despite Tehran posing no imminent threat, saying Washington had succumbed to pressure from Israel and its US lobby, and urging an end to the war.".


                      Questo Jon Kent è uno degli ultimi pezzi grossi che si è licenziato ed ha abbandonato Trump, era Director of the National Counterterrorism Center.
                      Vi consiglio di ascoltare le interviste odierne che si trovano in giro, quelle su Washington, i giri di denaro e potere, quelle su Israele ed anche quelle sull'assassinio di Kirk dove il governo degli Stati Uniti ha fermato le indagini e posto un veto.

                      Per chi non mastica l'inglese ho trovato questo interessante sito di Scaglione, un ex di Democrazia Cristiana, leggendo qua e la mi sembra piuttosto indipendente ed aperto nella sua narrativa : https://it.insideover.com/

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                      • Sean
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                        Trump: “L’Iran può essere eliminato in una notte, e potrebbe essere domani”
                        L'Iran può "essere eliminato in una notte e quella notte potrebbe essere domani". Lo ha detto Donald Trump nel corso di una conferenza stampa riferendosi all'ìultimatum per raggiungere un accordo che scade domani alle 20 ora di Washington. "Dal punto di vista militare è stata una delle nostre migliori Pasque. Siamo qui per celebrare il successo di una delle missioni di salvataggio più complesse mai eseguite", ha aggiunto.

                        Trump: ci vorrebbero 4 ore per distruggere ponti e centrali elettriche
                        Il presidente Usa, Donald Trump, ha affermato che ci vorrebbero 4 ore per distruggere ponti e centrali elettriche in Iran. Parlando in conferenza stampa, Trump ha descritto le conseguenze che l'Iran dovrebbe affrontare se non rispettasse la scadenza che lui stesso ha posto per l'ultimatum per raggiungere un accordo, fissata per martedì alle 20 ora della costa est Usa. "Abbiamo un piano, grazie alla potenza delle nostre forze armate, in base al quale ogni ponte in Iran sarà raso al suolo entro le 24:00 di domani sera" se l'ultimatum non verrà rispettato, ha dichiarato Trump durante la conferenza stampa che si è da poco conclusa. Le centrali elettriche in Iran, ha continuato, "brucerebbero, esploderebbero e non sarebbero mai più utilizzabili".

                        Trump: "Se dipendesse da me prenderei il petrolio"
                        «Se dipendesse da me prenderei il petrolio, me lo terrei, e guadagneremmo un sacco di soldi». Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, a margine dell'evento pasquale Eastern Eggs. Tuttavia, ha aggiunto, «il popolo americano vorrebbe vederci tornare a casa» e vuole renderlo «felice».

                        Trump: pedaggio a Hormuz? "E se lo facessimo noi?"
                        "E se fossimo noi a far pagare i pedaggi nello stretto di Hormuz? Perche' no, dovremmo farlo, siamo noi ad aver vinto". Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, rispondendo a una domanda dei giornalisti sull'ipotesi che Teheran sia disposto a chiudere la guerra imponendo un pedaggio alle navi per il passaggio marittimo.

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                          Crosetto: «Questa è la crisi più dura, Hiroshima non ci ha insegnato nulla. Nel giro di un mese non tutto, ma molto potrebbe essere bloccato. Il rischio è la follia»

                          Il ministro della Difesa e la crisi in Iran: «Trump? Dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi: un problema è che nessuno di loro osa contraddirlo»

                          Ministro Guido Crosetto, siamo di fronte a un nuovo ultimatum di Donald Trump all’Iran. La fine della guerra continua ad allontanarsi?
                          «Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo. È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere. E questo pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora».

                          È stata costruita l’Onu.
                          «Certo, ma l’abbiamo lasciata morire lentamente, le abbiamo fatto perdere ogni capacità di influenza e di ruolo. In uno scenario come quello che stiamo affrontando conta purtroppo per noi soltanto la potenza. Ma non illudiamoci che si possa parlare di potenza tecnologica o economica, quello che davvero stanno facendo contare è la potenza militare. Nonostante quella però il conflitto in Ucraina e quello in Iran dimostrano che a determinare la durata dei conflitti è la capacità di resistenza della parte più debole. Era successo già in Afghanistan, ma anche in quel caso nessuno ha pensato di mettere a frutto l’esperienza. E così si è alimentato il terrorismo fondamentalista».​

                          Che cosa teme ministro?
                          «Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perché so che l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Lei pensi che sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla».

                          Lei sta parlando di minaccia nucleare, dunque il rischio è reale?
                          «Non voglio nemmeno pronunciare la parola. Il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore».

                          L’Iran ha finora respinto tutte le proposte degli Stati Uniti. C’è un modo per fermare Trump?
                          «Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo».​

                          Sta pensando a una procedura di impeachment?
                          «No, non mi pare neppure che i suoi nemici ci pensino. Credo semplicemente che dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi. Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo. L’Iran degli ayatollah, a capo dell’integralismo, anti occidentale, che teneva sotto scacco ogni libertà era un problema di tutti. Con questa guerra decisa in due senza confronto e legittimità internazionale gli hanno fatto un regalo. Su tempi e modi sarebbe stata utile meno approssimazione».

                          Non crede che anche l’Europa dovrebbe contraddirlo con maggiore convinzione?
                          «L’Europa fa ciò che può ma non mi pare con successo. Intanto ognuno dovrebbe fare la propria parte. Io rivendico che l’Italia abbia preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni».​

                          Però lo abbiamo fatto in ritardo. Non ritiene che adesso si possa fare di più come chiede l’opposizione?
                          «Veramente lei pensa che i rapporti internazionali si gestiscano facendo a gara a chi arriva prima a fare una dichiarazione? L’Italia non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti. Soltanto chi è stupido può pensare che si possa rompere questa alleanza. Pensiamo a oggi, pensiamo all’Iran che decida di reagire lanciando un razzo contro di noi. Se non ci fosse la difesa della Nato ogni Paese rischierebbe molto di più e sarebbe molto più indifeso».

                          Trump vuole uscire dalla Nato.
                          «Non credo e non può farlo. Gli servirebbe il voto del Congresso e dubito che sarebbe favorevole. Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi. In questo momento non siamo in grado di reagire tutti insieme sostituendoli».

                          E dunque secondo lei non c’è nulla da fare?
                          «Dialogo, attività diplomatica. Trump ha l’agenda dettata dalla volontà di vincere in fretta anche perché dovrà confrontarsi con le elezioni di Midterm. Questa guerra sta mettendo a rischio anche gli Stati Uniti nella loro leadership Mondiale».

                          Dieci giorni fa avete rifiutato l’uso della base di Sigonella ma c’è il sospetto che in altri casi l’abbiate concesso. Lo negherà in Parlamento?
                          «Lo negherò certamente perché è falso ma non credo esista sospetto perché non è un tema gestito dalla politica ma militare. Abbiamo l’obbligo di lasciare aperte le basi perché questo prevedono i trattati e perché tutti i governi si sono comportati allo stesso modo, ma abbiamo regole. Sono accordi che non abbiamo sottoscritto noi, se ai nostri predecessori non piacevano avrebbero potuto annullarli o quantomeno metterli in discussione. Non mi risulta che ciò sia avvenuto».

                          Al termine della sua missione nel Golfo la presidente Giorgia Meloni ha detto che l’Italia potrebbe non avere riserve di energia sufficienti. Esiste un piano per l’emergenza?
                          «Quel viaggio serve ad assicurarci di essere hub privilegiato per le riserve di quegli Stati che sono sovrani e la cui parola è garanzia assoluta».

                          L’opposizione ha parlato di viaggio inutile.
                          «È un atteggiamento infantile e ridicolo. Io non avrei mai criticato Renzi o Conte se fossero andati per garantire il nostro futuro, anche perché se fossero stati al nostro posto e fossero stati saggi avrebbero dovuto fare esattamente la stessa cosa. Questa cosa di vestire o svestire i panni a seconda se si governa o si è all’opposizione dimostra che la classe dirigente non è adeguata».

                          C’è il rischio che tutto si blocchi nel giro di un mese?
                          «È ciò che si teme. Non tutto ma molto».

                          E cosa pensate di fare?
                          «I margini di manovra sono inevitabilmente limitati, soprattutto se non si agisce tutti insieme. Questa è l’occasione per dimostrare di essere in linea con i tempi senza limitarsi ad applicare la burocrazia. L’Europa deve capirlo. Ho appena parlato con il mio collega giapponese e con il ministro del Kuwait. La linea deve essere chiara: per sopravvivere non bisogna essere bloccati sulle regole burocratiche fissate in tempi di crescita».

                          E in Italia?
                          «Premetto che il mio atteggiamento non deriva dal risultato del referendum ma voglio essere chiaro: maggioranza e opposizione devono deporre le armi, dobbiamo trovare momenti di coesione, collaborare per affrontare una crisi che, come ho detto, non ha precedenti».​

                          CorSera
                          ...ma di noi
                          sopra una sola teca di cristallo
                          popoli studiosi scriveranno
                          forse, tra mille inverni
                          «nessun vincolo univa questi morti
                          nella necropoli deserta»

                          C. Campo - Moriremo Lontani


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                          • Sean
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                            Come era facilmente preventivabile, la "soluzione" immaginata dagli americani per uscire dall'angolo di una guerra sconvolgente per la sua irrazionalità, non è ripensare il tutto, "razionalizzare" l'irrazionale per costruire una via di uscita...ma alzare fino a limiti impensabili il livello delle minacce, prefigurando la "distruzione totale" dell'Iran, ovvero spianare lo spianabile, comprese tutte le infrastrutture civili (energetiche), il che ci trasporta direttamente al secondo scenario di tutta questa pazzia: la reazione dell'Iran rivolta verso i siti petroliferi, energetici dei paesi del Golfo, e quindi la tremenda onda d'urto che potrebbe colpire l'Europa per i rifornimenti di petrolio e gas già ora in estrema sofferenza - in Italia alcuni aeroporti stanno esaurendo le scorte e si ha ancora un solo mese di autonomia per certi comparti.

                            Trump parla come un gangster: "mi prenderei il petrolio e faremmo un sacco di soldi", "il pedaggio nello stretto di Hormuz lo dovremmo far pagare noi": in lui riemerge tutta quella violenza che sta alla radice della creazione degli Stati Uniti: sangue, assassinii, stragi, stermini, furti, tutto in nome del "fare soldi": in tutto questo è perfettamente e compiutamente "americano": in 250 anni in nulla i "colonizzatori" si sono elevati dallo stato selvaggio, brutale e caotico a quello civile, se non in un fragile e fallace strato superficiale.

                            Questo considerato, e dati tutti i precedenti degli ultimi 8 decenni, dove l'America non è riuscita ad azzeccare una mossa che sia stata una, se ne conclude che pure questa volta sarà la scelta peggiore quella verrà presa, ma nemmeno questo precipitare degli eventi fa insorgere, con una sola voce, e un sol indice puntato, i governi europei contro gli alienati al governo in America: l'opera "diplomatica" viene lasciata alla buona volontà del Pakistan e di pochi altri attori asiatici, e qua regna un silenzio raggelato, ed è questa rassegnazione a darci l'idea più esatta e spaventevole di come qui si sia tutti trascinati dagli eventi, degli arresi, dei prigionieri, dei corpi mansueti ed inebetiti portati al macello della storia.
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                            C. Campo - Moriremo Lontani


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                              Aerei, restrizioni negli aeroporti italiani. Cresce l’allarme carburante: «Nessuno sa quanto ce ne sia in Europa». Mercoledì vertice a Bruxelles

                              La preoccupazione di compagnie aeree e aeroporti dopo il blocco dello Stretto di Hormuz. Si allargano le limitazioni di cherosene su alcuni scali italiani​

                              I timori sulla carenza del carburante per i velivoli mercoledì planano a Bruxelles. Per la prima volta dall’inizio del conflitto in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz, i funzionari della Commissione europea incontreranno i rappresentanti del trasporto aereo del continente non soltanto per fare il punto, ma anche per provare a rispondere ad alcune domande cruciali. È quanto apprende il Corriere da due fonti a conoscenza del vertice.

                              Negli scali italiani

                              Mentre la situazione negli aeroporti italiani continua a mostrare qualche fibrillazione. Fino almeno alle 14 del 7 aprile, secondo un primo Notam, a Brindisi non si poteva caricare il cherosene («Nessuna emergenza», replica Aeroporti di Puglia). Nella tarda serata è stato emesso un altro avviso che fissava a 5 mila litri il carico massimo per jet fino alle 11 del 7 aprile. Reggio Calabria ha introdotto un limite di 3 mila litri ad aereo e Pescara si ritrova con una sola autocisterna. Questo si aggiunge alle restrizioni a Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna.

                              «Pochi dati»

                              Vettori e società di gestione aeroportuale volano a vista. «Ad oggi non sappiamo quanto jet fuel viene prodotto in Europa in questi giorni e nelle prossime settimane o mesi sulla base dei piani attuali dei produttori», spiegano le fonti. «Non sappiamo quale sia l’attuale capacità produttiva delle raffinerie europee e quanto si possa avere nei prossimi mesi, magari aumentando la produzione». Così come, «non sappiamo quali siano i motivi che possono limitare l’utilizzo al massimo degli impianti ed eventualmente quali misure la Commissione europea intende adottare per massimizzare la capacità produttiva».​

                              Se il jet fuel non arriva

                              «Ma un contratto di copertura contro il balzo dei prezzi non consegna un litro di carburante se il fornitore non è in grado di spedirlo», avvisano gli analisti di Scope Ratings in una nota. «L’accesso fisico dipende da una catena infrastrutturale completamente distinta dagli strumenti finanziari: la produzione delle raffinerie, le rotte delle petroliere attraverso corridoi marittimi aperti, l’integrità degli oleodotti dai terminal costieri ai punti di rifornimento aeroportuali e il volume effettivamente disponibile nei depositi in ogni momento».

                              L’impatto della guerra

                              Ecco perché, sostengono, «un’escalation del conflitto che interrompa uno qualsiasi di questi anelli crea una crisi operativa che nessun programma di copertura, per quanto disciplinato, può risolvere». E questo spiega perché la dipendenza europea dalle forniture del Golfo «espone i vettori più di quanto suggeriscano i dati sulle coperture».​

                              I piani operativi

                              Le compagnie aeree, contattate, al momento non si pronunciano sulle conseguenze sui voli. Ufficialmente la linea è che non cambia nulla per i prossimi 3-4 mesi. Ma ufficiosamente diversi vettori hanno già elaborato i piani di emergenza. Il capo di Ryanair, Michael O’Leary, ribadisce che potrebbe tagliare il 5-10% dei voli tra maggio e luglio se lo Stretto di Hormuz resta chiuso anche ad aprile. Questo significa, sulla base della programmazione prevista, 17-34 mila voli in meno soltanto per la low cost.​

                              CorSera
                              ...ma di noi
                              sopra una sola teca di cristallo
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                              «nessun vincolo univa questi morti
                              nella necropoli deserta»

                              C. Campo - Moriremo Lontani


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                                Originariamente Scritto da SimoneBW Visualizza Messaggio
                                Io, in tutta questa storia, vorrei fare una riflessione. Si legge e si ascolta, sia qui dentro che nei vari media nostrani, che tutta questa situazione sia totale responsabilità di Trump. Ebbene, Trump è espressione perfetta del suo popolo. Parliamo di un paese dove l'età media è ancora intorno ai 35 anni, dove ci sono più armi che persone, l'idea di un tiranno pazzo è facile da rappresentare ma è una cazzata. Ah, stessa cosa vale per Putin in Russia e la Meloni qui da noi.
                                tutto vero ma fino a un certo punto, in campagna elettorale le promesse fatte all'elettorato erano ben altre
                                Originariamente Scritto da Marco pl
                                i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
                                Originariamente Scritto da master wallace
                                IO? Mai masturbato.
                                Originariamente Scritto da master wallace
                                Io sono drogato..

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