L'economia mondiale rischia la catastrofe, in special modo i paesi (come quelli europei) che per le risorse energetiche dipendono dalle importazioni. Gli stessi paesi arabi del Golfo sono nel panico. Questa guerra ha un costo incommensurabilmente superiore rispetto ai pallidi vantaggi, che non esistono se non per due soli paesi: America ed Israele.
L'Italia è esposta ad ogni possibile onda d'urto. Per il governo Meloni, che sull'atlantismo ha incardinato tutta la sua politica estera, la scriteriata azione di Trump può provocare un terremoto: come giustificare gli aumenti della inflazione, delle bollette, della benzina, del gasolio, dei costi industriali? E' questo il prezzo di una "amicizia"?
Le opposizioni da esangui stanno riprendendo colore, l'attacco all'Iran è stato manna dal cielo. Gli italiani non si spiegano l'appoggio alla guerra di Trump, o il silenzio (che è assenso)...ed i balbettii dei Tajani e dei Crosetto rappresentano agli occhi di tutti la prova della difficoltà in cui la maggioranza si dibatte. La stessa base popolare della destra, da sempre contraria agli interventi "democratici" in giro per il mondo, è completamente spiazzata: primo rischio: l'astensione al referendum, con vittoria del "no".
Il 50% degli astensionisti cronici (che si presume "moderati", altrimenti voterebbero per le rispettive curve, rientrerebbero tra i mobilitabili), alle elezioni politiche del prossimo anno potrebbero muovere il sedere dalle poltrone e presentare il conto al governo. Trump e Netanyahu non hanno alleati, ma solo interessi in proprio.
Tajani (sulla base di non si sa cosa) afferma che la guerra "durerà 6 settimane", cioè a dire sta pregando in quel senso...ma ieri Trump ha detto che "non so quando finirà la guerra, ma vinceremo". Il regalo che Trump ha fatto alla sua "amica" Meloni? Il fortissimo rischio di ritrovarci la Schlein e Conte a Palazzo Chigi; quello agli europei? Il costo materiale (e per i governi "amici" forse anche quello politico) della (sua e di Netanyahu) guerra.
L'Italia è esposta ad ogni possibile onda d'urto. Per il governo Meloni, che sull'atlantismo ha incardinato tutta la sua politica estera, la scriteriata azione di Trump può provocare un terremoto: come giustificare gli aumenti della inflazione, delle bollette, della benzina, del gasolio, dei costi industriali? E' questo il prezzo di una "amicizia"?
Le opposizioni da esangui stanno riprendendo colore, l'attacco all'Iran è stato manna dal cielo. Gli italiani non si spiegano l'appoggio alla guerra di Trump, o il silenzio (che è assenso)...ed i balbettii dei Tajani e dei Crosetto rappresentano agli occhi di tutti la prova della difficoltà in cui la maggioranza si dibatte. La stessa base popolare della destra, da sempre contraria agli interventi "democratici" in giro per il mondo, è completamente spiazzata: primo rischio: l'astensione al referendum, con vittoria del "no".
Il 50% degli astensionisti cronici (che si presume "moderati", altrimenti voterebbero per le rispettive curve, rientrerebbero tra i mobilitabili), alle elezioni politiche del prossimo anno potrebbero muovere il sedere dalle poltrone e presentare il conto al governo. Trump e Netanyahu non hanno alleati, ma solo interessi in proprio.
Tajani (sulla base di non si sa cosa) afferma che la guerra "durerà 6 settimane", cioè a dire sta pregando in quel senso...ma ieri Trump ha detto che "non so quando finirà la guerra, ma vinceremo". Il regalo che Trump ha fatto alla sua "amica" Meloni? Il fortissimo rischio di ritrovarci la Schlein e Conte a Palazzo Chigi; quello agli europei? Il costo materiale (e per i governi "amici" forse anche quello politico) della (sua e di Netanyahu) guerra.
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