Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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  • germanomosconi
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    Devo dire che Giordano ha ragione...
    Dov'è il confine tra invasore (Russia in Ucraina) e operazione fatta nel nome del bene (Usa vs. altri casi...).
    E soprattutto dice che vedendo gli esempi di Libia ed Iraq, non è che se elimini il dittatore di turno questi paesi diventano democratici....
    Originariamente Scritto da Marco pl
    i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
    Originariamente Scritto da master wallace
    IO? Mai masturbato.
    Originariamente Scritto da master wallace
    Io sono drogato..

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    • Sean
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      Originariamente Scritto da germanomosconi Visualizza Messaggio
      Devo dire che Giordano ha ragione...
      Dov'è il confine tra invasore (Russia in Ucraina) e operazione fatta nel nome del bene (Usa vs. altri casi...).
      E soprattutto dice che vedendo gli esempi di Libia ed Iraq, non è che se elimini il dittatore di turno questi paesi diventano democratici....
      Questa non è una operazione per esportare "democrazia", quelle maschere, in questo interregno caotico, in attesa di vedere in che evo si verrà tutti catapultati, quelle maschere sono cadute, non esistono più imbellettamenti nè infingimenti: la logica di potenza si squaderna per come è e per come tutti la possiamo vedere.

      Il punto vero dunque è un altro, è che dietro a questa aggresione all'Iran, a questa fenomenale perturbarzione di quel poco di "stabilità" che ancora restava (Crosetto afferma chiaro e tondo che le ripercussioni economiche per le famiglie potranno essere "drammatiche", e non solo per le famiglie aggiungo io, perchè anche le industrie vanno ad energia) non esite una ratio: gli USA si sono fatti trascinare nell'avventura al buio, dalla fame e sete di sangue e di potere dei sionisti, che altrimenti "sarebbero partiti da soli".

      Non esiste una strategia, non esiste un piano nemmeno per il "dopo": per ora si sta soltando ammazzando o cercando di ammazzare chiunque prenda il potere in Iran, e nel frattempo si sta sconvolgendo una zona che determina il mercato mondiale del petrolio e del gas.

      Le ripercussioni per dei vasi di coccio come i paesi UE possono essere di massimo grado. La stessa Ucraina (sparita da ogni notiziario o pagina di giornale) ne potrà subire di fortissime, e tal riguardo così sintetizza il WSJ:


      Russia Is Big Winner as Iran War Drains Supplies That Ukraine Needs

      Kyiv faces a shortfall of missile interceptors for its air defense, while surging oil prices are boosting Russia’s economy

      https://www.wsj.com/world/europe/russia-ukraine-iran-war-9722d527?mod=e2tw&fbclid=IwY2xjawQWmKtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFSanVRMW5JZXB4eDRRV1dlc3J0YwZhcHBfaWQQM jIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHtD7uXHMGPVibSVub-Y-a_3HObyvwtvVS3DnCe-F2bz-h6f7PFR2wBeJ520Y_aem_3_KhFbAO3A9Kv77RyANmuA
      e questo forse spiega come mai la Russia si stia facendo gli affari suoi nonostante l'Iran sia un alleato.

      E' una guerra pensata, voluta, bramata e scatenata da Israele, ben sapendo che, di fronte al fatto compiuto, gli USA (una nazione totalmente giudaizzata) li avrebbero seguiti - tra l'altro se l'Ucraina è sparita dai radar, idem anche con gli Esptein files, sulla grande stampa non ci sono più.

      E' una guerra sionista, ovverosia assolutamente irrazionale. Siccome gli americani hanno prodotto disastri anche nelle guerre "programmate", figuriamoci in questa, dove stanno viaggiando al buio, che cosa ne potrà uscire se non troveranno una soluzione in breve tempo.
      ...ma di noi
      sopra una sola teca di cristallo
      popoli studiosi scriveranno
      forse, tra mille inverni
      «nessun vincolo univa questi morti
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      C. Campo - Moriremo Lontani


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        Crosetto: “Situazione drammatica, da decenni mai come ora sull’orlo dell’abisso”

        "La situazione è drammatica; sono convinto che mai, negli ultimi decenni, si sia arrivati come adesso sull'orlo dell'abisso". Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo le comunicazioni al Senato sulla richiesta di aiuto dai Paesi del Golfo. Per il ministro "è una situazione che non ha precedenti da nessun punto di vista".

        Repubblica
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        • The_machine
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          Originariamente Scritto da germanomosconi Visualizza Messaggio
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          E soprattutto dice che vedendo gli esempi di Libia ed Iraq, non è che se elimini il dittatore di turno questi paesi diventano democratici....
          si ma non siate monodimensionali, voglio dire, ci si potrebbe anche chiedere perché lo stato più debole (l'Iran) desidera tanto la guerra visto che non si è ancora arreso agli USA

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          • The_machine
            Bodyweb Senior
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            E' così, all'Ucraina si è rimproverato questo per 4 anni.

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            • Death Magnetic
              Bodyweb Senior
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              Crosetto stai sereno che ce la risolve Di Maio.
              Last edited by Death Magnetic; 06-03-2026, 10:04:30.

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                Trump: “L’invasione di terra una perdita di tempo”

                Donald Trump, intervistato telefonicamente dalla Nbc, ha anche risposto al ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, Araghchi sostiene che il suo Paese è pronto per un'invasione di terra da parte delle forze americane e israeliane. Trump lo ha definito un "commento sprecato" e ha lasciato intendere che un'invasione non è qualcosa a cui sta pensando in questo momento. "È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere", aggiungendo po che “il ritmo e l'intensità degli attacchi continueranno”.

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                • Sean
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                  Attacco all’Iran, Lucio Caracciolo: “Per Trump e Netanyahu questa è una guerra privata, ma i rischi regionali ricadono su di noi”

                  "Non si può cambiare il regime iraniano senza destabilizzare l’intera regione"

                  Una guerra senza senso, dall’esito imprevedibile, con un attore, Donald Trump, sospetto di essere sotto il ricatto di Israele per il caso Epstein, e con un protagonista assoluto, Benjamin Netanyahu, che è l’unico ad avere chiaro l’obiettivo: una guerra infinita per restare al potere. Lucio Caracciolo, direttore di Limes, offre uno sguardo come sempre analitico della situazione.

                  Come si colloca questa guerra nell’arco di quelle degli ultimi venti anni?
                  Nella traiettoria lunga delle guerre al terrorismo a partire dal 2001, dall’attentato alle Torri gemelle. Si tratta di guerre che per definizione sono invincibili, in cui si possono certamente ottenere dei risultati tattici, ma in cui non essendoci obiettivi strategici non si può rivendicare alcuna vittoria.

                  Le sembra che Trump si possa collocare in una continuità con George W. Bush?
                  Ci sono molte differenze. Innanzitutto, colui che l’ha dichiarata ha sempre definito questo tipo di guerra come stupida. Inoltre, a differenza di quelle di Bush, la guerra di Trump non ha una componente ideologica: il presidente Usa ha provato a sostenere che si trattasse di un cambio di regime, ma poi ha cambiato idea. E infine si tratta di una guerra privata, che scaturisce dal rapporto intimo, e contrastato, tra Netanyahu e Trump.

                  Che hanno obiettivi diversi…
                  L’obiettivo del premier israeliano è la guerra infinita in Medio Oriente, un modo per restare al potere il più a lungo possibile disinteressandosi delle sorti di Israele, mentre dall’altra parte penso non sia un cedimento al complottismo pensare che esistano forme di ricatto da parte di Netanyahu nei confronti di Trump, utilizzando il caso Epstein.

                  I rapporti di Epstein con Israele quindi offrirebbero a Netanyahu un’arma segreta?
                  Israele vuole evitare quello che considera il suo principale rischio, che l’America l’abbandoni. Quando Netanyahu ha paragonato Israele a Sparta, cioè a una potenza militare permanente e capace di dotarsi da sola dei mezzi per difendersi, si riferiva proprio a questo scenario. Tel Aviv, che ha come necessità assoluta il coinvolgimento attivo degli Usa, ha invece visto crescere lo scenario di un’America, intesa come élite, governo e opinione pubblica, che ne ha abbastanza del Medio Oriente. I sondaggi Usa vanno in questo senso.

                  Questo progetto si pone al prezzo di una destabilizzazione continua del Medio Oriente. Fino a dove può arrivare l’Iran?
                  Per l’Iran l’obiettivo è sopravvivere. Obiettivo che ritengo possibile, a meno di una guerra civile interna, su cui puntano gli israeliani, e dunque della fine dell’Iran. Che però non è un regime, ma uno Stato che ha un regime. Quindi, se si vuole cambiare il regime occorre cambiare lo Stato, affrontando le incognite conseguenti. Si continua impropriamente a parlare di Khamenei, padre e figlio, come di un dittatore, ma non è così. In Iran la guida suprema è simbolica, ha potere, ma lo condivide con una quantità di persone che fanno capo ai Guardiani della Rivoluzione.

                  Ma se questo potere dovesse essere destrutturato, che succede?
                  Ci troveremmo di fronte al sovvertimento dell’ordine che ancora esiste in Medio Oriente e che lo stesso Iran garantisce. Stiamo già vedendo in questi giorni la destabilizzazione di un’area che resta importante per il resto del mondo e soprattutto per noi europei e italiani.

                  E dove si ferma Trump?
                  Questo purtroppo non si è ancora capito.

                  Per quanto riguarda l’Italia, esistono le condizioni per dire che siamo in guerra, non ci siamo oppure potremmo finirci?
                  Certamente oggi quelle condizioni non ci sono, non siamo in guerra al momento. Ma il rischio di finirci involontariamente c’è. Possiamo finire nel mirino della rappresaglia e gli Usa o Israele o tutti e due possono costringerci a utilizzare asset italiani per la loro guerra e in tal caso quegli asset diventano bersagli.

                  Esiste ancora un diritto internazionale o ci sarà un nuovo equilibrio tra Stati e potenze?
                  L’equilibrio geopolitico è possibile ed è sempre auspicabile, ma non c’entra nulla con il diritto internazionale che in realtà non è mai esistito. Oggi è ancora di più così come dimostra il discorso che il premier canadese Mark Carney ha tenuto a Davos poche settimane fa. Gli americani si sono sempre regolati con il proprio standard, e alla fine ognuno ha i suoi valori e i suoi interessi.

                  Che giudizio dà di Sánchez?
                  Si deve dare atto a Sánchez di aver assunto una posizione particolarmente coraggiosa e di buon senso nel momento in cui sembra prevalere il non senso. In ambito euroatlantico stiamo assistendo a un riposizionamento, lento, ma anche a un impazzimento delle posizioni semplicemente perché assistiamo a eventi che non controlliamo e che ci limitiamo a subire.

                  A Meloni non sono mancate la schiena dritta e la testa alta che spesso rivendica?
                  Meloni, e non solo lei, è ancora sconvolta per quello che sta succedendo: nessuno ci aveva detto quello che stava per accadere e noi non siamo stati in grado di prevederlo.

                  Il Fatto Quotidiano

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                    Baer: «Uccidere Khamenei un calcolo sbagliato»

                    «L'eliminazione di Khamenei potrebbe rivelarsi uno dei grandi errori della storia moderna». Lo ha affermato in un'intervista a La Stampa RobertáBaer, ex capo degli operativi della Cia in Medioriente. Secondo l'autore del bestseller da cui è tratto il film `Syriana´ l'idea iniziale dell'attacco era che «decapitando il regime, le forze democratiche avrebbero preso il sopravvento. È evidente che finora questo non è accaduto, anche se sono trascorsi solo pochi giorni». «Da quello che vedo, invece, una buona parte dei cittadini iraniani si è ricompattata contro il nemico esterno. Le intelligence statunitense e israeliana non hanno fatto le valutazioni opportune in questo senso», ha aggiunto. Secondo Baer «è stato ignorato il fatto che l'Iran avrebbe potuto adottare la cosiddetta `opzione Sansone´, cioè trascinare nel baratro le economie arabe. Ed è proprio quello che sta facendo». «L'unico modo per fermare i missili a corto o medio raggio diretti verso il Golfo e i Paesi arabi sarebbe dispiegare truppe in Iran. Ma nessuno ha la forza necessaria per farlo», ha concluso.

                    Zelensky: «Dagli Usa richiesta di fornitura droni»

                    «Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti per un supporto specifico nella protezione contro i "shahed" nella regione del Medio Oriente. Ho dato istruzioni di fornire i mezzi necessari e di garantire la presenza di specialisti ucraini in grado di garantire la sicurezza richiesta. L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono a garantire la nostra sicurezza e a proteggere la vita del nostro popolo. Gloria all'Ucraina!». Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.​

                    CorSera
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                    • Sean
                      Csar
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                      La notizia di qualche giorno fa che Trump avrebbe convocato una riunione coi boss delle industrie militari, per chiedere un aumento della produzione di missili e munizioni, e questa odierna che parrebbe aver domandato all'Ucraina un aiuto coi droni, pone in una diversa luce la sparata trumpiana di inizio conflitto, cioè: "abbiamo armi per continuare la guerra all'infinito", che già sul momento appariva come una delle solite iperboli di Trump, tra le innumeravoli che va distribuendo ogni giorno tutti i giorni.

                      Gli Stati Uniti non devono soltanto rifornire se stessi ma anche Israele e tutti i paesi del Golfo, in un quadro dove è da 4 anni che provvede (prima aggratis e ora facendosi pagare dagli europei) alla difesa missilistica dell'Ucraina.

                      Questo ovviamente non significa che l'America non abbia le possibilità per sostenere lo sforzo bellico, parliamo della prima potenza militare/industriale/economica al mondo, ma vuol dire che la guerra ha un costo...dunque anche questa ha un costo, ma, a differenza di altre, non ha un obiettivo.

                      Il "cambio di regime" difatti è altamente dubbio che lo si possa ottenere a forza di bombardamenti dall'aria, se non vai materialmente a insediare un nuovo governo, ma per ottenere quello scopo dovresti armare un esercito di centinaia di migliaia di uomini e prepararti a sostenere un numero elevato di perdite, oltre a mandare a catafascio tutta l'area del Golfo: l'America ne ha voglia? Per adesso no.

                      Dunque si cerca di puntare ad una sollevazione interna, una sorta di guerra civile dove siano le forze di opposizione a rovesciare il regime, con l'aiuto "dall'alto dei cieli" di americani e sionisti...ma se è vero che esiste una opposizione, è invece dubbio che questa abbia una "forza", cioè delle armi, delle truppe, un comando direttivo...e che abbia un consenso generale presso la popolazione, perchè l'impressione, la sensazione è che l'opposizione al regime teocratico vorrebbe sì liberarsi degli Ayatollah ma che non stia pregando per l'arrivo dello Straniero, che ha la faccia poco rassicurante di Trump e di Netanyahu: è da decenni che la fuffa degli americani "liberatori", che "profumano di lavanda" e "distribuiscono cioccolata" non funziona più, e meno che mai in un Paese che ha sempre deciso da sè il proprio destino, che nel '79 ha cacciato lo Scià proprio perchè considerato un burattino in mano agli americani, e che non è composto da selvaggi che convinci con le collanine di vetro ma da un civiltà di 6mila anni, della quale si considerano orgogliosi eredi, un popolo che negli ultimi decenni ha avuto modo di osservare bene che cosa è accaduto ai paesi (in specie limitrofi) dove hanno fatto irruzione i mandriani d'oltreoceano: distruzione, caos, regressione al tribale e al barbaro, insorgenza di clan terroristico-fondamentalisti, dissoluzione dello stato e dell'unità nazionale.


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                        Qatar: «Se la guerra continua, il Golfo potrebbe fermare l'export di energia. Il costo del greggio potrebbe arrivare a 150 dollari al barile»

                        Il ministro dell'energia del Qatar lancia un monito allarmistico: se gli scontri Iran-Usa-Israele proseguono e il Canale Hormuz resta compromesso tutti i produttori dell'area finiranno per dover bloccare le operazioni e il barile di petrolio potrebbe raggiungere 150 dollari, «trascinando al ribasso le economie di tutto il mondo».

                        In una intervista al Financial Times, Saad al-Kaabi sostiene che anche se le ostilità si fermassero oggi ci vorrebbero «settimane se non mesi» per un ritorno alla normalità. Invece con la durata del conflitto al centro di crescenti incertezze, secondo l'esponente qatariota altri produttori dovranno fare come il suo Paese, che ha già dichiarato di aver sospeso le operazioni per «causa di forza maggiore», dopo un attacco iraniano ad un suo stabilimento. «Ci aspettiamo che tutti quelli che non hanno fatto ricorso a causa di forza maggiore lo facciano nei prossimi giorni, mentre tutto questo continua. Tutti gli esportatori del Golfo dovranno farlo. Se non lo fanno - dice - a un certo punto si ritroveranno a dover pagare il conto, se questa è la loro scelta».

                        Intanto lo stop delle forniture dall'area «trascinerà giù le economie del mondo. Se la guerra continua per settimane - dice ancora il qatariota - il Pil mondiale ne subirà le ricadute. I prezzi dell'energia saliranno per tutti. Ci saranno penurie di alcuni prodotti e una reazione a catena per le fabbriche che non possono ricevere approvvigionamenti».

                        CorSera
                        ...ma di noi
                        sopra una sola teca di cristallo
                        popoli studiosi scriveranno
                        forse, tra mille inverni
                        «nessun vincolo univa questi morti
                        nella necropoli deserta»

                        C. Campo - Moriremo Lontani


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                        • Sean
                          Csar
                          • Sep 2007
                          • 125780
                          • 4,369
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                          • Italy [IT]
                          • In piedi tra le rovine
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                          Originariamente Scritto da The_machine Visualizza Messaggio

                          si ma non siate monodimensionali, voglio dire, ci si potrebbe anche chiedere perché lo stato più debole (l'Iran) desidera tanto la guerra visto che non si è ancora arreso agli USA
                          Se l'Ucraina riuscirà ad impantanare la Russia sulla linea del fronte , avrà avuto ragione chi sosteneva la necessità di armare e finanziare l'Ucraina; se dovesse cedere e far guadagnare alla Russia tutto il Donbass e forse pure altro, la bilancia penderà dalla parte di chi sosteneva che sarebbe stato meglio cedere i territori fin dove era la linea del fronte o la "russofilia-russofonia", cioè le regioni separatiste, risparmiando al resto della nazione il sangue, la distruzione, la depopolazione ecc..

                          Siccome a tutta vista non ci sarà mai un "accordo di pace", sarà la guerra a stabilire i torti e le ragioni.
                          ...ma di noi
                          sopra una sola teca di cristallo
                          popoli studiosi scriveranno
                          forse, tra mille inverni
                          «nessun vincolo univa questi morti
                          nella necropoli deserta»

                          C. Campo - Moriremo Lontani


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                          • miketyson
                            Bodyweb Senior
                            • Jan 2002
                            • 11117
                            • 481
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                            • impero romano
                            • Send PM

                            Queste mi sembrano guerre più economiche che reali,certo con tutti i disastri del caso anche in fatto di vite umane. Ma la 2 GM è durata 5 anni,ma 80 anni fa,oggi una guerra "seria" quanto potrebbe durare?Se la Russia voleva radere al suolo tutta l'Ucraina,l'avrebbe già fatto. Stessa sorte ora con l'Iran
                            Alboreto is nothing

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                            • Sean
                              Csar
                              • Sep 2007
                              • 125780
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                              • In piedi tra le rovine
                              • Send PM

                              Questa che ha preso il via con l'Ucraina è una "terza guerra mondiale a pezzi" proprio perchè se le superpotenze (che sono quelle con migliaia di testate nucleari) scatenassero tutto il loro arsenale non convenzionale sull'Ucraina, sull'Iran, si avrebbe l'apocalisse mondiale...per cui si combatte a pezzi (in un mondo frammentato in pezzi) ciascuno per arrivare al suo obiettivo, evitando però un confronto totale come sono stati il primo e secondo conflitto mondiale, e attenendosi alle armi convenzionali.

                              Nonostante questo, sono comunque tutte guerre delicatissime, perchè intanto quando inizi una guerra poi è il dio della guerra che governa e non più gli attori in campo...e poi le guerre hanno delle ripercussioni, in specie questa all'Iran, un'area sensibilissima dove gli interessi economici ed energetici di praticamente tutto il mondo hanno lì il loro centro - la Cina importa la metà del suo fabbisogno di greggio da quell'area...l'Europa dipende in tutto e per tutto dalla stabilità di quell'area...ci sono ripercussioni "mondiali", e solo nominalmente è una guerra contro un solo paese, un conflitto "regionale"...per cui se non si chiude entro poche settimane, ci si espone tutti al massimo pericolo (economico, energetico, di ogni specie).
                              ...ma di noi
                              sopra una sola teca di cristallo
                              popoli studiosi scriveranno
                              forse, tra mille inverni
                              «nessun vincolo univa questi morti
                              nella necropoli deserta»

                              C. Campo - Moriremo Lontani


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                              • M K K
                                finte ferie user
                                • Dec 2005
                                • 71242
                                • 4,129
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                                • Macao [MO]
                                • Miami
                                • Send PM

                                Molto male per Trump
                                Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
                                Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
                                Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.

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