Interessante la parte relativa all'Italia, qui riassunta:
"Il punto centrale non è un coinvolgimento penale italiano, che viene esplicitamente escluso. Nei documenti non ci sono accuse di reati contro soggetti italiani legate a Epstein. Il tema è politico-strategico.
Il nome chiave è Steve Bannon. Dalle email emerge una corrispondenza continua (2018–2019) tra Bannon ed Epstein, in cui l’Italia è considerata un nodo importante del progetto di Bannon di costruire una rete sovranista europea. In questo contesto compare ripetutamente Matteo Salvini, allora leader della Lega e ministro dell’Interno.
Dalle email:
- Bannon informa Epstein di incontri diretti con Salvini a Milano e Roma subito dopo le elezioni del marzo 2018.
- Rivendica un ruolo di “consigliere” dei principali partiti nazionalisti europei, con l’obiettivo dichiarato di rafforzarli alle elezioni europee del 2019 per bloccare o destabilizzare l’azione dell’UE.
- Epstein incoraggia Bannon a essere presente fisicamente in Europa e non solo come consulente “a distanza”, usando un linguaggio che suggerisce coinvolgimento stabile e insider access."
Notate il filo conduttore: sia dalla Russia sia dagli Stati Uniti, chi mira a influenzare l’Europa dall'esterno punta sistematicamente a rafforzare i partiti sovranisti.
Il paradosso è evidente. In Europa vengono votati con l'idea di "riprendersi la sovranità", mentre chi vuole davvero condizionare e manipolare gli stati europei si lecca i baffi sapendo che sono lo strumento ideale per farlo meglio.

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