Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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    L’impero pirata di Trump, ecco la strategia di Donald: spargere caos per fermare la Cina e rallentare la decadenza Usa

    L’obiettivo del tycoon non è restaurare l’impero, ma agire con la forza ovunque, a esclusivo vantaggio degli Stati Uniti. Il Dragone, vicino al sorpasso, ora si candida a contrappeso dell’ordine mondiale

    di Michele Prospero

    Il mondo non pare riorganizzarsi secondo la forma degli imperi, ossia macro-entità distinte che esercitano una piena egemonia entro territori omogenei. Il richiamo ossessivo di Washington al controllo completo dell’emisfero occidentale, Artico compreso, non implica insomma una rispolverata al disegno di Carl Schmitt, che negli anni Trenta immaginava un pianeta suddiviso in grandi spazi, ciascuno dei quali gestito in esclusiva (senza interventi stranieri) da un impero promotore di una “idea politica”.

    Il sogno, in sostanza, è quello di un impero pirata che manovra le reti di influenza su una scacchiera che, per il resto, può rimanere molto disordinata. A destare il comandante in capo dal torpore è anzitutto l’impotenza del suo stesso governo nel rialzare gli indicatori della crescita. Non c’è modo di rilanciare le capacità competitive nell’economia-mondo di un sistema, come quello statunitense, abituato a consumare a credito. Con un debito pubblico impazzito, con i cenni di erosione del potere finanziario conferito dal primato del dollaro, si diffonde a dismisura, nelle élite come nell’America più profonda, la percezione di una vulnerabilità complessiva del paese.

    La data cerchiata in rosso dell’annus (poco) mirabilis, in cui è previsto lo smacco del sorpasso a opera di Pechino, preme come una lama insopportabile nel cervello del tycoon della Casa Bianca. Per questo egli manda al diavolo ogni chiacchiera sui moventi ideali del soft power. Alla perdita della supremazia commerciale, che diffonde aspettative negative sul futuro, Trump oppone un nuovo-vecchio pensiero: la guerra come prosecuzione dell’economia con altri mezzi.

    Neanche la Cina, dal canto suo, intende disporre le armate per dominare l’Asia. Gli equilibri di potere imposti da Giappone e India nell’area offrono rilevanti carte strategiche agli Usa e rendono irrealistico lo scenario di un grande quadrante agli ordini solitari di Pechino. Le mani su Taiwan, un’isola-rifugio che non gode di piena sovranità e non è riconosciuta quale membro dell’Onu, non indicano l’attivazione di una vocazione imperiale, al contrario rivelano una volontà di soluzione dell’annoso nodo territoriale in conformità al principio storico-politico “una sola Cina”. Con l’esibizione di una geometrica capacità di colpire, gli Stati Uniti non perseguono l’obiettivo di una redistribuzione multipolare delle sfere d’influenza. Mirano invece ad indurre le potenze rivali ad una costosa e lunga distrazione dagli imperativi del calcolo economico in cui primeggiano. Perciò l’amministrazione Trump, in nome della sicurezza nazionale che sarebbe in gioco nelle acque e nei ghiacciai, tenta di sabotare le istituzioni finanziarie transnazionali e di indebolire le regole del commercio globale.

    La guerra ibrida americana (fuga dalle agenzie internazionali, dazi irragionevoli, sequestro di navi cargo, terrore verso nemici individuali, raid mirati, conquista di canali strategici) ha l’obiettivo di ostacolare la penetrazione silenziosa della mercanzia che viene dalla Cina. Lo storico conservatore Niall Ferguson ritiene che dietro la follia di un giocatore irresponsabile come Trump, in realtà, covi l’ultima opportunità di rallentare l’ascesa del Dragone quale insurrogabile fabbrica del mondo (con 400 milioni di tute blu). Alle tattiche più aggressive escogitate dai falchi di Washington in vista di un confronto militare risolutivo e alle sparate del presidente, che dice di non avere limiti nel diritto internazionale, ma di avvertire solo i vincoli scolpiti nella “morale personale”, il governo di Pechino reagisce presentandosi come roccaforte dell’ordine mondiale.

    La centralità dell’approccio negoziale e cooperativo nel governo comune dei beni globali è rimarcata da uno dei più autorevoli studiosi cinesi di geopolitica, Yan Xuetong, direttore dell’Istituto di Relazioni Internazionali dell’Università Tsinghua. Teorico della competizione intelligente, nel cosiddetto dilemma della sicurezza egli subordina la forza (la deterrenza nucleare) all’attitudine a stipulare alleanze larghe per l’esercizio di una leadership globale equa e positiva. Applicando i testi classici del pensiero pre-Qin (primo imperatore nel 221 a.C.), Yan teorizza un realismo morale che nelle relazioni internazionali adotta una “visione metaetica secondo cui esistono fatti morali oggettivi e valori morali”. Ciò comporta che le ambizioni egemoniche di una grande potenza rispecchino principi e scopi ricavati dalle norme internazionali riconosciute come vincolanti lungo un’intera fase storica. La sua convinzione è che “una leadership «morale», che segue cioè le norme internazionali del suo tempo, diventerà forte e duratura, mentre una leadership «amorale», che cioè va contro le norme internazionali, decadrà. Questa idea deriva dall’antico principio cinese dedao duozhu, shidao guazhu, secondo il quale una causa giusta gode di ampio sostegno, mentre una causa ingiusta vanta uno scarso supporto” (Yan Xuetong e Fang Yuanyuan, The Essence of Interstate Leadership. Debating Moral Realism, Bristol University Press, 2023).

    Nella nuova dislocazione del potere mondiale, che dall’Atlantico si sposta al Pacifico, diventa cruciale, secondo Yan, risolvere il dilemma della leadership ovvero misurare la effettiva levatura delle élite e la loro abilità nel rimuovere le incertezze e le tensioni del vuoto tipico di una età di transizione. A Trump e allo stile di una presidenza populista, che in una carenza di progettualità avvelena i pozzi con la de-globalizzazione, con la contrazione democratica a vantaggio dei signori delle nuove tecnologie digitali, con il rifiuto di fornire i beni comuni necessari per il mantenimento dell’ordine globale, Pechino deve quindi replicare con accorte strategie di rassicurazione ispirate a valori fondamentali. Alla potenza discendente, che evoca la competizione militare per vincere anche la contesa economica, e cerca di tamponare i ritardi nelle innovazioni avvalendosi della forza, la dottrina della potenza ascendente deve ribattere rifiutando l’hard power e le pratiche di de-integrazione economica.

    Più che nelle divise, Pechino confida in una rivalità cooperativa poggiante sul quasi monopolio dei minerali rari, sui vantaggi nell’intelligenza artificiale e nell’acquisizione dei big data, sulle ingenti riserve in dollari, sulla rete di relazioni commerciali che stringono nella partnership un centinaio di paesi (solo in sette intrattengono rapporti preferenziali con gli Stati Uniti). Un più giusto e multipolare ordine mondiale è la ricetta cinese contro le tentazioni neo-imperiali di ostacolare ogni risposta costruttiva ai cambiamenti avvenuti nella configurazione del potere internazionale


    ...ma di noi
    sopra una sola teca di cristallo
    popoli studiosi scriveranno
    forse, tra mille inverni
    «nessun vincolo univa questi morti
    nella necropoli deserta»

    C. Campo - Moriremo Lontani


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    • Sean
      Csar
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      • In piedi tra le rovine
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      Della acuta e profonda analisi del professor Prospero, ho una sola obiezione circa il prologo: difatti, se siamo in una "fase di transizione", che dunque reca con sè tutta l'instabilità susseguente, è presto per affermare che la teoria politica di Schmitt dei "grandi spazi" questa volta non si attuerà: bisogna prima attendere che il magma si solidifichi, attenuatesi le eruzioni - anche perchè, se è vero che gli Stati Uniti per tentare di frenare la decadenza in atto, si pongono come agenti del caos globale, andando brutalmente a prendersi o posizionarsi lì dove serve (i dazi, le guerre commerciali, le terre rare e il petrolio lì dove sta, la corsa al Polo ecc...), è altrettanto vero che riaffermano la dottrina schimittiana con la riproposizione del controllo assoluto sul loro continente, che altro non è che quel "grande spazio" dove gli USA sono la potenza egemone...e la stessa Russia in Ucraina sta cercando di riacquistare una regione "cuscinetto" che la metta al riparo dalla troppa vicinanza con un occidente ormai avvertito come ostile, e la Cina (per la propria sicurezza) ha la necessità vitale di controllare il suo spazio circostante.

      E' però vero che la Cina si pone nei confronti del mondo come potenza razionale: i suoi appelli al diritto, alla sovranità, alla pace, sono le maschere tranquillizzanti con le quali vuol cattivarsi il favore degli attori minori...ma anche questa è una tattica pienamente inserita in quel gioco delle potenze che è sempre lo stesso - nella guerra contro Atene, Sparta andava procacciandosi simpatie e alleanze affermando che "la volontà di Atene è di ridurre all'asservimento i Greci tutti, noi combattiamo per restituirvi la libertà da quel giogo".

      ...Maschere però, che soltanto la Cina sa quando arriverà l'ora di togliersi: di contro alla agitazione insita nella civiltà occidentale a matrice americana, la Cina si prende tutto il tempo che serve. Ha indubbi punti di vantaggio: un forte nazionalismo (quello americano è solo superficiale: non c'è casa che non abbia una bandiera esposta, ma tante bandiere quante sono le idee di America che ciascuno ha, in un ribollore continuo che alimenta una inesausta opposizione radicalmente in conflitto), un pieno controllo sul popolo, una omogeneità etnica che la mette al sicuro dal parcellizzarsi caotico della società interna, conseguenza delle tensioni razziali (e culturali, ed ideologiche) che vediamo all'opera in America e che stanno ormai aggredendo anche l'Europa.

      La stessa democrazia altro non è che partizione, scomposizione, frammentazione della unità, visioni in opposizione, inconciliabili, che a lungo andare indeboliscono gli stati e creano una sorta di permanente guerra civile.

      E' forse non un caso che in Asia gli americani abbiano perduto tutte le guerre degli ultimi 80 anni: in Vietnam, in Corea...D'altro canto, il percorrere le stanze del tempo col proprio passo, ha reso evidente agli occhi dei cinesi che il modo migliore per afferrare una piuma è non agitare la mano, e che i nodi infine si sciolgono da sè: l'occidente va in pezzi, l'America si contorce entro la più grave crisi dalla sua fondazione, la guerra in Ucraina ha reso la Russia un serbatoio a poco prezzo di inestimabili risorse energetiche. Perchè dunque (anche in ottica Taiwan) affrettare il tempo?
      ...ma di noi
      sopra una sola teca di cristallo
      popoli studiosi scriveranno
      forse, tra mille inverni
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      C. Campo - Moriremo Lontani


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      • centos
        Bad Lieutenant
        • Jan 2009
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        • Ducato di Parma
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        interessante




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        • Ponno
          Socialista col Rolex
          • Feb 2013
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          • Holy See (Vatican City State) [VA]
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          Altra esecuzione in pubblico con la Casa Bianca che mente. Guerra Civile americana round 2 - bene cosi
          Originariamente Scritto da claudio96

          sigpic
          più o meno il triplo

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          • The_machine
            Bodyweb Senior
            • Nov 2004
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            Sono sicuro che hanno svolto alla perfezione il loro lavoro.

            Anzi, dovremmo trarre spunto e creare anche in Italia una milizia guidata da Cicalone e i suoi amici ultras che ci proteggono dagli zingari.

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            • Arturo Bandini
              million dollar boy
              • Aug 2003
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              perchè tutto questo continua a accadere a Minneapolis? L'ice è presente in tutti gli Usa
              Last edited by Arturo Bandini; 25-01-2026, 01:07:35.

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              • M K K
                finte ferie user
                • Dec 2005
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                • Miami
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                Ovvio che a generalizzare si sbaglia sempre ma tra cittadini e law enforcement varie mi sembrano tutti una manica di scoppiati, psicopatici I cittadini e call of duty wanna be I federali.
                per quanto imperfetto e castrato preferisco decisamente l operato dele nostre forze del ordine, alla fine per fare un fermo / arresto ci vanno in venti ma almeno i nostri non sparano in modo dubbio a gente inerme come invece spesso accada ai venti vestiti da Rambo 3.0 a stelle e strisce
                Last edited by M K K; 25-01-2026, 09:07:02.
                Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
                Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
                Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.

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                • Sean
                  Csar
                  • Sep 2007
                  • 124833
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                  • In piedi tra le rovine
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                  Minneapolis, agenti federali uccidono un uomo in strada. «Era disarmato». Il NY Times: «In mano aveva il cellulare, non la pistola»

                  Morto l'infermiere 37enne Alex Pretti che aveva con se una pistola. Protesta il governatore del Minnesota Tim Walz: «La Casa Bianca richiami subito questi agenti violenti e non addestrati»​

                  Un altro morto su una strada innevata di Minneapolis, alle nove del mattino, neppure venti giorni dopo l’uccisione della sorridente Renee Good al volante della sua auto. Alex Pretti, 37 anni, infermiere: ucciso da un agente della Border Patrol che lontano dai confini va a caccia di immigrati illegali nelle città (specie) a guida democratica.

                  E ancora una volta le immagini scioccanti dei video girati da passanti: sul marciapiede almeno sei agenti mascherati, con una divisa abborracciata che li fa sembrare paramilitari. In maniera caotica sono addosso a qualcuno che a terra cerca di divincolarsi. Un agente mena le mani nel mucchio, mentre gli altri paiono cercare di bloccare l’uomo. Un agente tira fuori l’arma dalla fondina, mentre un altro si allontana con la pistola che poi risulterà essere dell’uomo a terra. Risuonano gli spari, l’infermiere che era già stato disarmato e probabilmente cercava di alzarsi crolla. Altri colpi, alcuni agenti si allontanano di corsa.


                  Un testimone: era disarmato. Il NYTimes: aveva il telefono, non la pistola

                  In una dichiarazione giurata, un testimone oculare anonimo che ha registrato il video della sparatoria afferma di non aver visto Alex Pretti con una pistola prima che venisse colpito dagli agenti Ice. Lo scrive il Guardian, citando un documento, pubblicato dall'American Immigration Council, ong per la difesa dei diritti dei migranti. La testimone afferma che Pretti ha cercato di aiutare una donna che era stata spinta a terra quando è stato afferrato da altri agenti dell'ICE. Non sembrava opporre resistenza,racconta: «Non l'ho visto con una pistola. L'hanno buttato a terra ehanno iniziato a sparargli».
                  Secondo quanto ricostruito dal New York Times, Pretti aveva in mano un telefono non una pistola. Anche i video analizzati dal New York Times quindi sembrano contraddire i resoconti federali della sparatoria.​

                  Passano meno di due ore e dalle tv va in scena l’immagine più sottilmente scioccante di un’America delle forze dell’ordine divisa in due: da una parte le autorità locali, il sindaco e il capo della polizia, il Minnesota che attraverso il suo governatore, Tim Walz, torna a chiedere alla Casa Bianca di porre fine «all’occupazione» dell’Ice.

                  Dall’altra il governo federale, che si è mosso per primo dal punto di vista mediatico, con una versione dei fatti chiusa in un comunicato diffuso dal dipartimento della Sicurezza interna: l’uomo sul marciapiede «aveva 51 anni ed era armato». Ha mostrato una pistola calibro 9 agli agenti che hanno cercato di disarmarlo. Lui «ha reagito con violenza». E un federale, «sentendosi in pericolo, ha sparato». Il governo diffonde la foto di una pistola e di due caricatori. Non dice che quando è stato ucciso, l’infermiere Alex non era più in possesso della sua arma, come sembra invece dimostrare un’analisi attenta dei video.​

                  Passa un’ora, e mentre tra i ristoranti di Minneapolis sud l’aria limpida e gelida della mattina si è riempita dei gas lacrimogeni sparati contro i manifestanti che si sono raggruppati a decine gridando «Shame» (vergogna), il sindaco di Minneapolis Jacob Frey convoca una conferenza stampa in cui si rivolge direttamente a Donald Trump: «Quante persone dovranno ancora morire prima che questa amministrazione capisca? State proteggendo le famiglie o le state facendo a pezzi?».

                  Al centro della scena il capo della polizia cittadina, Brian O’Hara, 46 anni. Chiede alla gente di Minneapolis di comportarsi in modo pacifico, e di allontanarsi dalla scena della sparatoria. Dice che ha sentito i federali, auspicando collaborazione, che di fatto non è arrivata (come nel caso delle indagini sulla morte di Renee Good uccisa da un’agente dell’Ice). E rettifica la versione governativa: la vittima «ha 37 anni, è di Minneapolis e cittadino americano». La pistola? «Aveva il porto d’armi». O’Hara fa riferimento al video: «L’hanno visto tutti». Il capo della polizia lascia intendere, senza entrare nei dettagli, che le immagini parlano chiaro.

                  Passa un’altra ora e davanti alle telecamere ci mette la faccia anche la «prima» America di Trump. La faccia e la divisa sono quelle di Greg Bovino, 57 anni, il discusso capo della Border Patrol che, insieme con l’Ice (Immigration and Customs Enforcement) si è resa protagonista di azioni violente in diverse città Usa. Bovino ripete la versione governativa, criticando il capo della polizia di Minneapolis che nella sua ricostruzione non ha citato i due caricatori accanto alla pistola. Non dice dove si trovasse la pistola dell’uomo quando è stato ucciso, ma sostiene che dava l’impressione di voler provocare «il massimo danno». E quanto allo sparatore, viene dipinto come un agente addestrato con 7 anni di esperienza. Il capo della Border Patrol puntualizza che i suoi uomini «erano alla ricerca di un pericoloso immigrato illegale» quando «l’uomo con la pistola» si è avvicinato. Bovino parla poco. E quando lascia il palco le tv danno spazio a Donald Trump che sul suo social «Truth» scrive: «Lasciate lavorare i nostri patrioti». E poi attacca il sindaco di Minneapolis e il governatore: «Fomentano l’insurrezione». All’ospedale i genitori intanto hanno riconosciuto il corpo di Alex, infermiere di terapia intensiva.

                  Intanto smentite alla versione ufficiale arrivano dai media Usa. I video analizzati dal New York Times sembrano contraddire le versioni sulla tragedia di Minneapolis dei funzionari federali, secondo cui Alex Jeffrey Pretti si sarebbe avvicinato ad agenti della Border Patrol con una pistola e l'intento di «massacrarli». Le riprese, scrive il Nyt, «mostrano invece Pretti che si frappone tra una donna e un agente che le sta spruzzando spray al peperoncino. Altri agenti spruzzano quindi lo stesso spray anche contro Pretti, che tiene un telefono in una mano e nulla nell'altra, e lo atterrano. Come mostrano i video, la sua arma è stata trovata solo dopo che era stato immobilizzato sul marciapiede».

                  CorSera
                  ...ma di noi
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                  C. Campo - Moriremo Lontani


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                    Originariamente Scritto da M K K Visualizza Messaggio
                    Ovvio che a generalizzare si sbaglia sempre ma tra cittadini e law enforcement varie mi sembrano tutti una manica di scoppiati, psicopatici I cittadini e call of duty wanna be I federali.
                    per quanto imperfetto e castrato preferisco decisamente l operato dele nostre forze del ordine, alla fine per fare un fermo / arresto ci vanno in venti ma almeno i nostri non sparano in modo dubbio a gente inerme come invece spesso accada ai venti vestiti da Rambo 3.0 a stelle e strisce
                    Il problema dell'ICE è che, da quanto si riesce malamente a ricavare da una informazione totalmente sviante ed ideologizzata, è che si tratta di un corpo di intervento anti-immigratorio dove l'addestramento è di soli 60 giorni e l'accesso diciamo "libero", senza tanti filtri all'ingresso, per cui ci puoi trovare dentro di tutto, tipo appunto esaltati, psicopatici, nevrastenici, suprematisti, razzisti ecc...Ho ascoltato dire da qualcuno su Piazza Pulita mi pare, che se ti arruoli hai subito 50mila dollari, e se hai debiti con le università te ne danno altri 60mila per coprirli...2 mesi di addestramento, soldi subito...è chiaro che oltre ai "patrioti" si arruolano anche un branco di disperati o affamati, che magari si ritengono "pronti" in quanto credono di saper maneggiare un'arma per aver mirato ai barattoli di conserva in qualche fattoria di qualche landa sperduta di quel paese.

                    E' un pò come quando nel "selvaggio" West si prendeva uno che avesse dimostrato di "saperci fare" col fucile o la pistola, gli si dava la stelletta e lo si faceva "sceriffo" seduta stante, non importa se un secondo prima militasse in qualche banda di predoni: da quel punto di vista l'America è sempre la stessa.

                    Dunque l'ICE...se in occidente avessimo un giornalismo ancora degno di tal nome, ci sarebbe materia per una interessante inchiesta di approfondimento...ad esempio:

                    - l'ICE viene istituita nel 2003: in questi 23 anni, come era normato l'addestramento? Era diverso rispetto ad ora, più lungo? L'arruolamento come funzionava, chi veniva assunto? C'era una qualche selezione? Quanti casi di uccisioni durante le azioni operative ci sono stati in quest'arco di tempo?

                    - sotto alle presidenze Obama e Biden ci sono state espulsioni a milioni, usando l'ICE: perchè le televisioni ed i media ed i cittadini attualmente "manifestanti" non hanno mai informato o protestato o manifestato in tutti quegli anni? Pare che l'ICE sia stata messa su adesso, e che il contrasto alla immigrazione irregolare sia una politica inventata da Trump...

                    Una inchiesta giornalistica seria (che non avremo, non vedremo, non leggeremo) dovrebbe informarci su tutti quei 22 anni di vuoto: come e dove li andavano a prendere gli immigrati irregolari, espulsi da Obama e Biden a milioni? Si è mai verificato qualche incidente dove ci è scappato il morto?

                    ...O stiamo assistendo invece allo stesso film, che in precedenza non ci veniva proiettato perchè la telecamera era tenuta "spenta"?
                    ...ma di noi
                    sopra una sola teca di cristallo
                    popoli studiosi scriveranno
                    forse, tra mille inverni
                    «nessun vincolo univa questi morti
                    nella necropoli deserta»

                    C. Campo - Moriremo Lontani


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                      Afghanistan, Meloni: stupore per le dichiarazioni di Trump, affermazioni non accettabili

                      Contro le affermazioni di Donald Trump sui soldati Nato «a distanza dalla prima linea in Afghanistan», dopo il primo ministro del Regno Unito che incassa una parziale retromarcia del presidente americano («I grandi e coraggiosi soldati del Regno Unito saranno sempre al fianco degli Stati Uniti d’America») insorge anche il governo italiano. La presidente del Consiglio le definisce «inaccettabili».

                      Scrive Giorgia Meloni in una nota: «Apprendiamo con stupore le dichiarazioni del presidente Trump secondo cui gli alleati della Nato sarebbero «rimasti indietro» in Afghanistan. In quell’imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l’Italia rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell’intera missione».​

                      Quindi la rivendicazione dell’impegno «lungo quasi vent’anni» dell’Italia che «ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti in combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane». Ecco perché Meloni definisce «non accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata». E, questa volta, pur ribadendo la «solida amicizia» che lega Italia e Stati Uniti, rivendica: «L’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza Atlantica».

                      Prima di Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, aveva annunciato una lettera formale, che invierà agli alleati americani lunedì, per «riportare i fatti, che non si possono cancellare», premettendo che «sull’impegno dell’Italia non accettiamo analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno». E il ministro degli Esteri Antonio Tajani pur evitando di polemizzare frontalmente con Trump, aveva ricordato caduti e feriti «evidentemente in prima linea ai quali rendiamo onore».

                      Davanti alle parole dei ministri, gli esponenti della minoranza avevano protestato vivacemente invocando un intervento della premier e rimproverandole di aver auspicato, solo due giorni fa, il Nobel per la pace per Trump. Elly Schlein per il Pd, Giuseppe Conte del M5S, Matteo Renzi di Iv, Carlo Calenda di Azione e Angelo Bonelli di Avs usando parole più o meno simili, lamentavano la «subalternità, la sudditanza, il servilismo» di Meloni. Poi, in serata, la nota diramata da Palazzo Chigi che respinge le parole di Trump.​

                      CorSera
                      ...ma di noi
                      sopra una sola teca di cristallo
                      popoli studiosi scriveranno
                      forse, tra mille inverni
                      «nessun vincolo univa questi morti
                      nella necropoli deserta»

                      C. Campo - Moriremo Lontani


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                      • Sean
                        Csar
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                        «In quell’imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l’Italia rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell’intera missione». Quindi la rivendicazione dell’impegno «lungo quasi vent’anni» dell’Italia che «ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti in combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane»
                        ...Scrive la Meloni all' "amico" Trump...omettendo di aggiungere che però l'Afghanistan "alimentava il terrorismo" tanto quanto Saddam "minacciasse" il mondo con le sue "armi di distruzione di massa" e che abbiamo "addestrato le forze armate afghane" per farle poi tornare (assieme al popolo precedentemente "liberato") sotto ai talebani, il paese riconsegnato a quelli dagli americani, in una delle più grottesche, assurde operazioni militari della storia...in cui l'Italia si è infilata senza un perchè, cioè il perchè sta nel fatto che ha al collo la catena che la lega agli "amici" americani...pagando un prezzo enorme, 53 morti, 700 feriti (quanti con traumi fisici e/o psicologici che non guariranno più?) per cosa? Per cosa li ha mandati a morire lo stato italiano?

                        L'unica nazione che ha sempre e solo minacciato il mondo sono gli USA...ed a cascata tutti i loro servi radiocomandati, disposti a mandare a morire i propri figli in nome delle ossessioni, delle brame, dei crimini americani, quindi servi e complici attivi: nessuno dei tanti si può chiamare fuori.

                        Quel mondo sta finendo finalmente in frantumi. Per quanto storto, il mondo che verrà non potrà essere peggiore di quello che si inabissa senza il minimo (almeno da parte mia) rimpianto, anzi come fu disgustoso nel suo pieno dispiegarsi, lo è altrettanto nel suo fetido contorcersi e dissolversi, come zombie che infine arrivano a sbranarsi tra di loro.
                        ...ma di noi
                        sopra una sola teca di cristallo
                        popoli studiosi scriveranno
                        forse, tra mille inverni
                        «nessun vincolo univa questi morti
                        nella necropoli deserta»

                        C. Campo - Moriremo Lontani


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                        • The_machine
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                          Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio

                          Dunque l'ICE...se in occidente avessimo un giornalismo ancora degno di tal nome, ci sarebbe materia per una interessante inchiesta di approfondimento...ad esempio:

                          - l'ICE viene istituita nel 2003: in questi 23 anni, come era normato l'addestramento? Era diverso rispetto ad ora, più lungo? L'arruolamento come funzionava, chi veniva assunto? C'era una qualche selezione? Quanti casi di uccisioni durante le azioni operative ci sono stati in quest'arco di tempo?

                          - sotto alle presidenze Obama e Biden ci sono state espulsioni a milioni, usando l'ICE: perchè le televisioni ed i media ed i cittadini attualmente "manifestanti" non hanno mai informato o protestato o manifestato in tutti quegli anni? Pare che l'ICE sia stata messa su adesso, e che il contrasto alla immigrazione irregolare sia una politica inventata da Trump...

                          Una inchiesta giornalistica seria (che non avremo, non vedremo, non leggeremo) dovrebbe informarci su tutti quei 22 anni di vuoto: come e dove li andavano a prendere gli immigrati irregolari, espulsi da Obama e Biden a milioni? Si è mai verificato qualche incidente dove ci è scappato il morto?

                          ...O stiamo assistendo invece allo stesso film, che in precedenza non ci veniva proiettato perchè la telecamera era tenuta "spenta"?
                          Nel 2026 non servono i giornalisti:

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                          • Sean
                            Csar
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                            Dover ricorrere alla AI perchè i giornalisti non sanno (o non vogliono) fare il loro lavoro è gravissimo...perchè diventano anche inutili poi le lagnanze della categoria che: "il giornalismo tradizionale è sotto attacco, lo si scredita" ecc...o il crollo delle vendite, o il fatto che (sempre i giornalisti): "adesso si preferiscono seguire gli influencer e non chi è professionalmente formato per informare" e pianti simili.

                            L'AI non la so usare (non mi ci sono mai nemmeno ancora applicato per la verità) e quindi ti ringrazio per il contributo che mi voglio leggere con calma, perchè se si va di fretta tanto per rispondere, poi si rischia di scrivere cavolate, quindi prima me lo salvo e me lo leggo per bene.
                            ...ma di noi
                            sopra una sola teca di cristallo
                            popoli studiosi scriveranno
                            forse, tra mille inverni
                            «nessun vincolo univa questi morti
                            nella necropoli deserta»

                            C. Campo - Moriremo Lontani


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                            • Arturo Bandini
                              million dollar boy
                              • Aug 2003
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                              Riguardo l'Ice ho letto una riflessione interessante, cioè che non hanno alcun problema con gli immigrati irregolari, che al massimo fuggono, ma solo con gli attivisti di sinistra che cercano il martirio. Nel caso di Pretti non ho ancora capito se avesse la pistola addosso o se l'aveva lasciata in macchina, leggo entrambe le versioni.
                              Comunque, il principio è che l'attivismo politico, cioè il pensiero di poter influenzare le strategie politiche, o geopolitiche (le varie marce per la Pace) è di fatto un pensiero magico, un'idea che si vende alle masse per illuderle di contare qualcosa.
                              Non puoi cambiare il mondo con una marcetta: troppo facile.
                              In questo senso, il martirio (o l'omicidio politico) sono dei modi di mettersi davvero in gioco, rischiando concretamente, e possono ottenere dei risultati.
                              Se l'ice avrà delle conseguenze sarà per queste morti, non per il loro modus operandi abituale

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                              • Sean
                                Csar
                                • Sep 2007
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                                • In piedi tra le rovine
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                                Originariamente Scritto da The_machine Visualizza Messaggio

                                Nel 2026 non servono i giornalisti:

                                https://gemini.google.com/share/384c58ae516b
                                Che le modalità di reclutamento ed addestramento siano state ridotte, con in pratica un "dentro tutti", questo in effetti lo si era capito anche a naso, perchè gli "agenti" hanno il grilletto troppo facile, danno la sensazione di non saper gestire in sicurezza le occasioni di attrito coi manifestanti, con chi si mette in mezzo durante gli arresti, con chi protesta ecc...e difatti le due ultime vittime sono due cittadini americani...delle uccisioni a quanto pare evitabili (con l'addestranento, il sangue freddo, mezzi di reazione maggiormente proporzionati alla situazione reale, se non è di massimo pericolo per la vita degli agenti ecc...).

                                Sulla seconda parte del report della AI la questione è intanto che se sei un attivista pro migranti, ti dovrebbero interessare sia che li portino via davanti a tutti e sia che no...il migrante espulso nei pressi dei confini vale tanto quello preso in piazza nella città o cittadina X...e quello arrestato in pubblico tanto quanto il target "mirato".

                                In quel senso, Obama e Biden agivano sotto al tappeto e dietro il sipario...Trump ha tolto tappeto e sipario...ma questo show pubblico potrebbe avere anche un effetto deterrente, perchè chi sta pensando di intrufolarsi illegalmente nel paese, potrebbe essere trattenuto dal pensiero di quanto vede in tv, e quindi gli ingressi illegali potrebbero diminuire alla lunga.

                                Circa questo invece:

                                L'amministrazione Obama codificò una rigorosa gerarchia di obiettivi (Criminali al Livello 1, Recenti ingressi illegali al Livello 2). Nel 2016, il 99,3% delle rimozioni rientrava in queste priorità. Questo creava una percezione di "sicurezza" per le famiglie immigrate stabilite da tempo e senza precedenti penali, riducendo l'ansia sociale diffusa
                                poco conta se nel frattempo ti sei sistemato da qualche parte e pensi di averla scampata...perchè il reato lo si commette nel momento stesso che entri in maniera illegale...poi che tu la faccia franca perchè nel frattempo ti sei messo diciamo "sottocoperta" e gli altri (quelli alle frontiere, o arrestati in giro per altri reati o per controlli "casuali" ecc...) no, questo non sana la tua posizione.

                                In quel caso Trump ha ordinato di "scovarli ovunque", ma la fattispecie del reato è sempre quella di ingresso irregolare e violazione delle leggi di immigrazione, anche se nel frattempo lavori in qualche cucina di un qualche ristorante.

                                Mi pare dunque che il punto siano queste uccisioni recentissime di cittadini americani...e che se tutte queste "deportazioni" si svolgessero senza tanta spettacolarizzazione e "discretamente", nessuno dei tanti "attivisti" avrebbe nulla da ridire o da filmare o da manifestare...insomma, occhio non vede, cuore non duole...ma il migrante (se è quello che interessa agli "attivisiti") è tale sia che abbia la targa "ricercato pubblico numero uno" o quella "fermateli alla frontiera o dategli la caccia nel deserto o in città ma col favore delle tenebre": che dovrebbe cambiare per chi si sente spinto da "ragioni umanitarie"?

                                Trump alla sua base elettorale deve portare dei risultati. Lo show ha anche lo scopo di dimostrare che sta mantenendo le promesse...e l'aver raddoppiato l'organico dell'ICE, a scapito di addestramento e selezione, pure. Il guaio è che sono stati uccisi due cittadini americani, bianchi ed americani...e questo crea qualche problema, anche se ovviamente (siccome il mondo è vario e l'America di più) molti nelle loro teste potrebbero anche pensare che le due vittime "avrebbero potuto fare a meno di impicciarsi" e che appartengono a quella categoria di "antipatrioti" che vorrebbero riempire gli USA di latinos cancellando la "vecchia cara America".

                                Ci sono tante visioni ed ossessioni negli USA, fratture che si allargano e che, se dovessero seriamente entrate in conflitto, considerando quanto è armata quella nazione, e a quale livello di opposizione si sta arrivando, sarebbe una conflagrazione capace di disgregare quel paese, con ovvie onde d'urto a scuoterci fin qui.
                                ...ma di noi
                                sopra una sola teca di cristallo
                                popoli studiosi scriveranno
                                forse, tra mille inverni
                                «nessun vincolo univa questi morti
                                nella necropoli deserta»

                                C. Campo - Moriremo Lontani


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