Il diritto internazionale? Una farsa contro di noi. Così l'America denuncia 66 accordi
«Mal gestite, costose e parassitarie» così Marco Rubio ha definito le 66 organizzazioni internazionali da cui gli Usa si sono sganciati. Perché «dominate da un'ideologia progressista» e «limitano la sovranità americana». E un'editoriale del WSJ denuncia l'ipocrisia del diritto internazionale e giustifica l'operazione in Venezuela
Ecco la dichiarazione del segretario Rubio:
«Oggi abbiamo annunciato il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali considerate sprecone, inefficaci o dannose. L’Amministrazione Trump ha riscontrato che queste istituzioni sono ridondanti, mal gestite, superflue, costose, amministrate in modo inefficiente, catturate dagli interessi di attori che promuovono agende proprie in contrasto con le nostre, oppure rappresentano una minaccia per la sovranità, le libertà e la prosperità della nostra nazione. Non è più accettabile dare a queste istituzioni il sangue, il sudore e le risorse del popolo americano senza ottenere in cambio poco o nulla. I giorni in cui miliardi di dollari dei contribuenti fluivano verso interessi stranieri a spese del nostro popolo sono finiti. Come questo elenco dimostra, ciò che era nato come un quadro pragmatico di organizzazioni internazionali per la pace e la cooperazione si è trasformato in una vasta architettura di governance globale, spesso dominata da un’ideologia progressista e scollegata dagli interessi nazionali. Dai mandati DEI (Diversità Equità Inclusione) alle campagne per la «parità di genere», fino all’ortodossia climatica, molte organizzazioni internazionali oggi servono un progetto globalista radicato nella fantasia ormai screditata della "fine della Storia".
Queste organizzazioni cercano attivamente di limitare la sovranità americana. Il loro operato è promosso dalle stesse reti élitarie — il complesso delle ONG multilaterali — che abbiamo iniziato a smantellare con la chiusura di USAID. Non continueremo a spendere risorse, capitale diplomatico e legittimazione in istituzioni che sono irrilevanti o in conflitto con i nostri interessi. Rifiutiamo l’inerzia e l’ideologia. Cerchiamo cooperazione laddove essa serva il nostro popolo».
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