Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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    Maduro l'avrebbero potuto eliminare i tanti modi sia fisicamente ( killer, finti attentati, cadute dalla finestra ) che politicamente pilotando un finto o meno golpe...
    l aver preannunciato e compiuto un attacco militare basato sostanzialmente sul nulla ( almeno per l'Iraq hanno provato a fare finte prove , se sta tutto sulla droga allora dovrebbero invadervi anche noi visto che le nostre mafie muovono una grossa parte della droga mondiale ) significa due cose imho, dimostrazione di forza e mancanza di tempo, e in ottica trattativa Russia Ucraina Putin ha dato il via libera..., Non possono essere eventi scollegati
    Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
    Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
    Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.

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      Geopolitica delle ombre: Venezuela, Ucraina e la nuova diplomazia degli scambi
      Tra trattative informali, nuovi fronti di guerra e l’Artico come posta strategica

      di Redazione Esteri, immondo24.com

      Pubblicato oggi

      Nel grande disordine della politica internazionale, alcune ipotesi — proprio perché non confermate — diventano rivelatrici. L’idea di un tacito consenso di Vladimir Putin a una possibile invasione del Venezuela da parte di Donald Trump, come contropartita per una trattativa di pace sull’Ucraina, si muove su questo crinale. Non ci sono prove, ma il contesto la rende credibile. Ed è questo il dato politico più rilevante.

      Pace come redistribuzione del conflitto

      La diplomazia contemporanea sembra sempre più distante dai tavoli multilaterali e sempre più vicina a logiche transazionali, personali, opache. In questo schema, la pace non coincide con la fine della violenza, ma con il suo spostamento geografico.
      L’Ucraina rischia così di perdere centralità non solo militare, ma morale: da simbolo dello scontro tra diritto internazionale e forza bruta a merce negoziale. Il Venezuela, al contrario, emerge come possibile teatro compensativo, sacrificabile perché periferico, ma strategico per risorse e collocazione.

      Scenari bellici e instabilità sistemica

      Un’azione statunitense in Venezuela difficilmente assumerebbe la forma di una guerra tradizionale. Più probabile uno scenario asimmetrico, fatto di pressioni militari selettive, destabilizzazione interna e controllo indiretto delle infrastrutture energetiche.
      Ma l’effetto sarebbe tutt’altro che locale. Cina e Iran, partner consolidati di Caracas, potrebbero reagire attraverso canali indiretti, aprendo a una nuova guerra per procura nel continente sudamericano. Nel frattempo, l’Europa si ritroverebbe con una pace ucraina fragile: confini congelati, tensione permanente e una Russia rafforzata sul piano negoziale.

      La Groenlandia e il fronte silenzioso dell’Artico

      In questo quadro entra anche la Groenlandia, spesso relegata a curiosità geopolitica e invece sempre più centrale. Il rinnovato interesse statunitense per l’isola — oggi meno rumoroso, ma più strutturato — riflette l’importanza crescente dell’Artico: nuove rotte commerciali, risorse minerarie, controllo militare del Nord Atlantico.
      Ucraina a Est, Venezuela a Sud, Groenlandia a Nord: non una teoria complottista, ma una possibile razionalizzazione degli spazi di influenza in un mondo multipolare sempre più instabile.

      Leader, narrazioni e cinismo

      Per Putin, una distensione sul fronte ucraino significherebbe consolidare risultati territoriali e politici. Per Trump, un accordo che chiuda — almeno formalmente — la guerra in Europa e riaffermi l’egemonia statunitense nel proprio emisfero rappresenterebbe un successo spendibile sul piano interno e internazionale.
      Entrambi parlano il linguaggio del risultato, non quello del principio.

      Un ordine internazionale svuotato

      Il nodo resta strutturale. Se la pace nasce da accordi che non eliminano i conflitti ma li riorientano, il diritto internazionale perde forza normativa e diventa un elemento decorativo.
      La storia insegna che le guerre raramente finiscono per giustizia. Oggi, più che mai, finiscono perché conviene altrove.
      Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
      Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
      Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.

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      • Sergio
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        Originariamente Scritto da Ponno Visualizza Messaggio

        Ah si e dove sono i Dem in tutto questo? Il congresso? Non vola una mosca perché sono tutti uguali, figli di quella marcia cultura americana.
        Sono d'accordo con te per quello che riguarda la marcia "cultura" americana, tuttavia i dem possono decidere solo fino ad un certo punto.

        Ad esempio durante la conferenza stampa a seguire la cattura di Maduro, una giornalista ha chiesto a Trump se l'intervento ha avuto il benestare del congresso, Trumpo si è spostato ed ha lasciato parlare Rubio che ha detto "questo era un blitz e come tale c'era bisogno dell'effetto sorpresa, non volevamo avere leaks, quindi no".
        In pratica ha deciso Trump, diciamo un suo "ordine esecutivo".

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        • Sergio
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          Originariamente Scritto da M K K Visualizza Messaggio
          Per Putin, una distensione sul fronte ucraino significherebbe consolidare risultati territoriali e politici. Per Trump, un accordo che chiuda — almeno formalmente — la guerra in Europa e riaffermi l’egemonia statunitense nel proprio emisfero rappresenterebbe un successo spendibile sul piano interno e internazionale.
          Entrambi parlano il linguaggio del risultato, non quello del principio.

          Un ordine internazionale svuotato

          Il nodo resta strutturale. Se la pace nasce da accordi che non eliminano i conflitti ma li riorientano, il diritto internazionale perde forza normativa e diventa un elemento decorativo.
          La storia insegna che le guerre raramente finiscono per giustizia. Oggi, più che mai, finiscono perché conviene altrove.
          Io non so come gli Stati Uniti possano CHIUDERE un capitolo in Europa se Putin trova un accordo con l'Ucraina.

          L'ucraina è una nuova Cuba, indebitata fino al collo con gli Stati Uniti e di conseguenza è di proprietà degli stessi.
          Si sono presi il Venezuela perchè "i pozzi di petrolio li hanno costruiti con i nostri macchinari e non li hanno pagati" (parole di Trump).

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          • M K K
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            Dal punto di vista usa è un successo , Terre rare e commesse infinte dall' ucraina , vendita di gas all eu, petrolio per secoli dal Venezuela , probabilmente la Nato andrà in merda quindi meno costi e , non che serva , più libertà d'interventi e rinegoziazione di alleanze e patti vari con gli ex membri tipo pizzo per avere protezione..però ripeto se gli arriva qualche missile suborbiate nel culo a Donald non cis sarebbe da meravigliarsi
            Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
            Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
            Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.

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            • germanomosconi
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              • pordenone
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              Quella della Groenlandia è grave.
              Direi che Trump 2 non ha nulla a che vedere con il primo mandato, abbiamo tutti preso un abbaglio
              Originariamente Scritto da Marco pl
              i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
              Originariamente Scritto da master wallace
              IO? Mai masturbato.
              Originariamente Scritto da master wallace
              Io sono drogato..

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              • Sergio
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                Originariamente Scritto da germanomosconi Visualizza Messaggio
                Quella della Groenlandia è grave.
                Direi che Trump 2 non ha nulla a che vedere con il primo mandato, abbiamo tutti preso un abbaglio
                Direi che Trump è sempre stato Trump, solo che il primo mandato rischiava di perdere il secondo mandato e quindi era più moderato, ora si sta giocando il tutto per tutto. Questo è talmente scemo e megalomane che alla fine tenterà anche di modificare la costituzione e puntare a dei mandati successivi. Chi scommette?

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                • Sergio
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                  Originariamente Scritto da fede79 Visualizza Messaggio
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                    Originariamente Scritto da Sergio Visualizza Messaggio

                    Direi che Trump è sempre stato Trump, solo che il primo mandato rischiava di perdere il secondo mandato e quindi era più moderato, ora si sta giocando il tutto per tutto. Questo è talmente scemo e megalomane che alla fine tenterà anche di modificare la costituzione e puntare a dei mandati successivi. Chi scommette?
                    La società civile quanto è pronta a questo?

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                    • Sergio
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                      Originariamente Scritto da The_machine Visualizza Messaggio

                      La società civile quanto è pronta a questo?
                      Non capisco bene quale è il soggetto delle frase. La "società civile" potrebbe essere quella degli Stati Uniti, ma in questo ambito l'aggettivo "civile" stona molto.
                      O parli del del resto del mondo.

                      Gli americani hanno subito un lavaggio del cervello senza precedenti, la politica per loro è paragonabile ad uno show televisivo a premi ed i rischi di quella internazionale sono pochi o nulli, comunque tutti esemplificati in ogni film che Hollywood ha prodotto negli ultimi 30 anni, bang bang, boom, ed il belloccio se ne torna a casa con la bella di turno cavalcando verso il tramonto.

                      Se parliamo del resto della popolazione mondiale, c'è poco da fare se non stare a guardare. Io spero solamente che queste bravate americane possano portare alla formazione di nuovi equilibri. Purtroppo però la Cina sembra un po' essere da sola a potere fronteggiare questa cosa. Come stavamo dicendo, l'Europa è totalmente disomogenea e non unita, la Russia sta con le pezze al culo e la reputazione a pezzi dopo il tentato intervento in Ucraina.

                      Chi lo stabilisce il nuovo equilibrio?

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                      • The_machine
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                        Originariamente Scritto da Sergio Visualizza Messaggio

                        Non capisco bene quale è il soggetto delle frase. La "società civile" potrebbe essere quella degli Stati Uniti, ma in questo ambito l'aggettivo "civile" stona molto.
                        O parli del del resto del mondo.

                        Gli americani hanno subito un lavaggio del cervello senza precedenti, la politica per loro è paragonabile ad uno show televisivo a premi ed i rischi di quella internazionale sono pochi o nulli, comunque tutti esemplificati in ogni film che Hollywood ha prodotto negli ultimi 30 anni, bang bang, boom, ed il belloccio se ne torna a casa con la bella di turno cavalcando verso il tramonto.

                        Se parliamo del resto della popolazione mondiale, c'è poco da fare se non stare a guardare. Io spero solamente che queste bravate americane possano portare alla formazione di nuovi equilibri. Purtroppo però la Cina sembra un po' essere da sola a potere fronteggiare questa cosa. Come stavamo dicendo, l'Europa è totalmente disomogenea e non unita, la Russia sta con le pezze al culo e la reputazione a pezzi dopo il tentato intervento in Ucraina.

                        Chi lo stabilisce il nuovo equilibrio?
                        Hai citato l'ipotesi di una modifica della costituzione per prolungare il mandato. Mi riferivo proprio a questo scenario: un passaggio esplicito verso una forma di autocratizzazione sul modello russo. La mia domanda è come pensi che una svolta di questo tipo verrebbe recepita dall’opinione pubblica americana. L’impressione inoltre è che il Paese sia già profondamente diviso.

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                        • Sean
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                          L’abolizione della sovranità

                          di Lucio Caracciolo – repubblica.it

                          Da ieri l’America considera il Venezuela sua proprietà. Il petrolio venezuelano sarà affidato ad aziende statunitensi, il governo civile e militare sarà esercitato da Washington fino a quando non sarà possibile una “sicura e appropriata transizione”. Esempio e monito per tutto l’Emisfero Occidentale, comprese città e territori statunitensi infestati da criminali, narcotrafficanti e politicanti inetti, “nemici di dentro” contro cui la Casa Bianca sta usando il pugno di ferro.

                          Questo è il “corollario Trump” alla dottrina Monroe, illustrato solennemente dallo stesso presidente dopo la felice conclusione del sequestro di Maduro e signora. Siamo molto oltre il dettato originale, risalente al 1823. La sovranità dei vicini inaffidabili non è limitata: è abolita. Il bollettino della vittoria vale da avvertimento per tutti i regimi non allineati agli Usa nel continente panamericano. Teorema peraltro applicabile secondo necessità al resto del mondo: toglietevi di mezzo, l’America è tornata.

                          Fin qui le intenzioni. Vedremo che cosa ne resterà alla prova dei fatti. Perché porre l’asticella tanto in alto significa esporsi al rischio del fallimento. Trump si gioca tutto, anche contro il sentimento di buona parte dei suoi elettori, che lo aveva votato per risolvere i problemi di casa. Come il presidente stesso aveva annunciato al ballo inaugurale del 25 gennaio scorso: “Misureremo il nostro successo non solo con le battaglie che vinceremo ma anche con le guerre che finiremo e — soprattutto — con le guerre in cui non entreremo”. Ancora a Capodanno Trump prometteva “pace in Terra”. Non proprio lo stile finora esibito nel suo secondo mandato, con interventi e bombardamenti a ripetizione, dall’Iran allo Yemen, dalla Somalia alla Siria, dalla Nigeria al Venezuela.

                          Nel 1895 l’America di Grover Cleveland affermò per la prima volta il suo diritto al dominio sul continente intervenendo nella disputa fra Gran Bretagna e Venezuela intorno al confine dell’Orinoco. Il segretario di Stato Richard Olney spiegò agli inglesi che la dottrina Monroe poggiava “sulle infinite risorse che ci rendono padroni della situazione, praticamente invulnerabili rispetto a qualsiasi potenza”. Non stupiremmo se nella mente del suo attuale successore, Marco Rubio, massimo ispiratore dell’impresa di Caracas, le parole di Olney risuonassero come un eccitante rosario. Venezuela 1895-2026, andata e ritorno.

                          L’operazione militare speciale con cui Donald Trump ha decapitato il regime venezuelano illustra l’aria del tempo. Scaduto il breve “momento unipolare”, siamo rientrati nella normalità. Ci si batte fra potenti per determinare le rispettive sfere d’influenza. In omaggio al principio per cui le maggiori potenze dispongono in quanto tali di un “cortile di casa” nel quale dettano legge e dal quale estraggono risorse a piacimento. Conseguenza della fine dell’egemonia globale a stelle e strisce, la ripartizione del pianeta apre una partita potenzialmente infinita, che promette conflitti e caos. In un ambiente reso molto più contendibile dalla fine dell’egemonia americana e dall’emergere o riemergere di soggetti di matrice e memoria imperiale, quali Turchia o Giappone. Gli avventori sono molti, i posti a tavola pochi.

                          Nel triangolo dei Grandi formato da Stati Uniti, Cina e (a distanza) Russia è in corso una competizione senza regole. Salvo una: i tre non vogliono né possono combattersi direttamente perché si autodistruggerebbero. Gli Stati Uniti non intendono più concedere a cinesi e russi di frequentare il proprio giardino. La punizione inflitta a Maduro valga come monito per Cuba, Messico, Colombia, Brasile e altri paesi latinoamericani oggi retti da leader avversi.

                          Avviandosi verso le celebrazioni dei 250 anni di indipendenza, gli Stati Uniti esibiscono un record di circa 240 fra guerre (12 le principali) e interventi militari di varia intensità e spessore in quasi tutti i paesi del mondo. In questa fase depressiva della nazione a stelle e strisce, il presidente che vuole “rifare grande l’America” non può certo rinunciare allo strumento militare. Si tratta pur sempre di giustificare spese per la difesa pari a quelle delle altre dieci maggiori potenze riunite. Per tacere della pressione degli apparati e della componente avventurista (neocon) dell’amministrazione, decisi a imporre la propria agenda neo-imperiale.

                          “Pace in terra” non è per domani, né l’America potrebbe stabilirla da sola. Sullo sfondo, l’obiettivo di Trump resta una pace/non guerra contrattata con Pechino e Mosca fondata sulla reciproca legittimazione delle rispettive sfere di influenza. Dunque sulla proliferazione di conflitti per determinarle. Sotto la soglia della terza guerra mondiale. O per avvicinarvisi, senza volerlo?
                          ...ma di noi
                          sopra una sola teca di cristallo
                          popoli studiosi scriveranno
                          forse, tra mille inverni
                          «nessun vincolo univa questi morti
                          nella necropoli deserta»

                          C. Campo - Moriremo Lontani


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                            Pace in terra” non è per domani, né l’America potrebbe stabilirla da sola. Sullo sfondo, l’obiettivo di Trump resta una pace/non guerra contrattata con Pechino e Mosca fondata sulla reciproca legittimazione delle rispettive sfere di influenza. Dunque sulla proliferazione di conflitti per determinarle. Sotto la soglia della terza guerra mondiale. O per avvicinarvisi, senza volerlo?

                            Ce sempre la questione ucraina che non torna , ma anche Twain se il discorso è prendiamoci quello che vogliamo senza romperci le palle a vicenda , per adesso si sta prendendo tutto Trump ...
                            Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
                            Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
                            Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.

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                            • Sean
                              Csar
                              • Sep 2007
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                              Originariamente Scritto da M K K Visualizza Messaggio
                              Pace in terra” non è per domani, né l’America potrebbe stabilirla da sola. Sullo sfondo, l’obiettivo di Trump resta una pace/non guerra contrattata con Pechino e Mosca fondata sulla reciproca legittimazione delle rispettive sfere di influenza. Dunque sulla proliferazione di conflitti per determinarle. Sotto la soglia della terza guerra mondiale. O per avvicinarvisi, senza volerlo?

                              Ce sempre la questione ucraina che non torna , ma anche Twain se il discorso è prendiamoci quello che vogliamo senza romperci le palle a vicenda , per adesso si sta prendendo tutto Trump ...
                              In verità l'Ucraina torna, in quanto lo stesso Trump la considera (o almeno Crimea e Donbass) una dipendenza russa, oltre al fatto che l'America ritiene l'Europa periferica, quella guerra (per la quale non sono più disposti a dare soldi e mezzi gratis) destinata ad essere persa, strategicamente controproducente (gli USA preferirebbero staccare la Russia dalla Cina).

                              Ciò che non torna è Taiwan...e infatti fa strano che nella generalizzazione, Caracciolo non enuclei a parte quel capitolo...perchè se gli USA sono in competizione globale con la Cina, se nella loro visione strategica il Pacifico è sempre stato centrale, vero e solo mito-frontiera da "dominare", e per il quale mai è valso il principio dell' "isolazionismo", ecco che Taiwan non lo molleranno, così come assolutamente non permetteranno al Giappone di farsi una propria politica estera.

                              Il sottrarre il petrolio venezuelano alla Cina (o farglielo pagare a prezzi stabiliti dagli USA e non certo dai socialisti venezuelani) è un colpo alla Cina, non certo alla Russia che ha le sue di riserve petrolifere.

                              I territori, cioè a dire le zone di influenza che potrebbero interessare alla Russia, non ce n'è mezzo che possa rivestire una qualche importanza per l'America; la Cina invece aspira al ruolo di potenza egemone dell'Asia, destinata a riflettersi anche sul Pacifico, è la competitor militare, economica, commerciale, industriale, tecnologica...per cui il discorso che "io mi prendo questo pezzo e tu Cina ti prendi Taiwan" non vale.

                              Anche la questione della Groenlandia va vista sotto all'ottica dello scontro con la Cina, perchè la Russia è da secoli "presso il Polo": il Polo sono i suoi confini a Nord...è la Cina che sta cercando di intromettersi da quelle parti, e l'America non ha una posizione geografica forte rispetto al Polo Nord...il che rappresenta una debolezza strategica che gli Stati Uniti vogliono sanare...e troveranno il modo, la Danimarca cosa può fare? L'Europa cosa può fare? Gli daranno la Groenlandia...in affitto, in comodato, aggratis, ma gliela daranno.
                              ...ma di noi
                              sopra una sola teca di cristallo
                              popoli studiosi scriveranno
                              forse, tra mille inverni
                              «nessun vincolo univa questi morti
                              nella necropoli deserta»

                              C. Campo - Moriremo Lontani


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                              • Sergio
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                                Originariamente Scritto da The_machine Visualizza Messaggio

                                Hai citato l'ipotesi di una modifica della costituzione per prolungare il mandato. Mi riferivo proprio a questo scenario: un passaggio esplicito verso una forma di autocratizzazione sul modello russo. La mia domanda è come pensi che una svolta di questo tipo verrebbe recepita dall’opinione pubblica americana. L’impressione inoltre è che il Paese sia già profondamente diviso.
                                Ok, gli americani.

                                Partiamo da una premessa "ponniana", gli americani non sono così consci di quello che li circonda, hanno cultura media molto bassa ed in genere è una cultura di tipo economico, non esiste arte, letteratura, storia, etc.
                                Non voglio introdurre ancora Hitler e tutte le menate tipiche che ne conseguono, ma l'andamento è questo, nazionalismo estremo, dopotutto hanno appena "conquistato" il Venezuela.
                                Anche i tedeschi erano persone per bene che sono state proiettate a ***** dure in un universo parallelo di conquiste, guerra ed atrocità. Alla fine qualche d'uno gli ha fatto il lavaggio del cervello e li ha portati dove li ha portati.
                                Gli americani sono già brainwashed, la maggioranza è ovviamente già con Trump, non credo ci mettano troppo a creare consenso in una ancora maggiore fetta di persone. Cosa fanno a questo punto i pochi contrari rimasti? Per lo più sono intellettuali. Si nascondo e si mettono in sordina, si adeguano, tutto al più si lamentano come possono, con film come "Norimberga" o con spettacoli comici dove fanno venire a galla il malumore, IMHO.

                                Il forte segnale lo vedremo alle prossime elezioni, sempre non sarà troppo tardi, vedremo che tipo si svolte verranno fatte, vedremo se la sinistra torna ed equilibrare le cose, vedremo se l'entourage che governa dietro le quinte continuerà a muovere le marionette come ha sempre fatto, vedremo la direzione presa. Lo vedremo noi e lo vedranno le altre nazioni come la Cina che è al momento una delle poche speranze nel riportare gli equilibri a posto.
                                Ma tu guarda se uno deve sperare nei mangiariso.....

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