in queste foto risalenti ai lavori di ammodernamento del sotterraneo, si vedono i pannelli economici e non ignifughi attaccati alla buona

Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.
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Incendio a Crans-Montana, l'inchiesta: la ristrutturazione del Le Costellation, le scale rimpicciolite e i dubbi sui pannelli fonoassorbenti. «Erano ignifughi?»
Il locale «Le Costellation» era stato ristrutturato. I punti su cui si concentrano le attenzioni degli inquirenti: uscite di sicurezza, estintori, materiali impiegati per il rivestimento del soffitto del seminterrato
In un incendio ci sono sempre almeno due componenti fondamentali che lavorano insieme: chi e cosa innesca le fiamme; chi e cosa ne favorisce la propagazione. Due forze che l’incuria, la negligenza o anche la sete criminale di profitto possono moltiplicare a dismisura, come potrebbe essere accaduto nel disastro del lounge- bar di Crans-Montana al cui interno un incendio, violento e incontrollabile, nella notte di Capodanno ha fatto strage di 40 giovani poco più che adolescenti.
L’inchiesta della Procura federale del Vallese è stata appena aperta per i reati di omicidio, lesioni e incendio colposi. I titolari del bar, una coppia francese, non sono stati formalmente accusati, ma dalle prime testimonianze e dai video girati durante la notte di San Silvestro c’è il fondato sospetto che ben poco fosse a norma in quel locale foderato di legno, ritrovo alla moda di giovani e giovanissimi in vacanza nell’esclusiva località sciistica delle Alpi svizzere. Loro giurano disperati di aver rispettato tutte le leggi.
Prima che le fiamme la devastassero, la struttura era composta da un dehors esterno tutt’uno con la facciata, il piano terra con bancone e alcuni tavolini e il seminterrato con altri tavolini, un bancone centrale, la postazione per il gioco delle freccette e quella del dj che mette la musica. Proprio a fianco dell’ingresso al piano terra, una scala ripida e stretta di una dozzina di gradini scende all’interrato. È qui che l’incendio è divampato dopo che le scintille delle fontane di luce infilate nel collo delle bottiglie di champagne, tenute troppo in alto da qualcuno durante i festeggiamenti, hanno raggiunto il rivestimento anecoico, quello che assorbe i suoni e riveste il basso soffitto in legno.
Come si vede nei filmati diffusi in rete subito dopo la tragedia, questo rivestimento ha preso immediatamente fuoco, il che dimostrerebbe che non era ignifugo, come invece avrebbe dovuto essere. «L’indagine determinerà, al meglio delle sue capacità, se questa schiuma è conforme, se è stata installata correttamente », assicura la procuratrice generale Beatrice Pilloud. Le fiamme si sono immediatamente propagate al legno ampiamente presente ovunque.
L'impianto antincendio e gli estintori
Gli investigatori dovranno stabilire se anche questo fosse ignifugo. Non risulta essere entrato in funzione l’impianto antincendio, non si sa ancora se ci fosse, come non ci sono testimonianze che parlano di estintori. Quando all’1,30 il fuoco ha avvolto il locale, la calca impazzita ha trovato l’unica via di fuga verso la salvezza in quella scala che porta al piano superiore, i cui scalini non sono larghi più di un metro, un metro e mezzo. Un testimone dice che fino a qualche anno fa era almeno di tre metri prima che la scalinata fosse ridimensionata durante una ristrutturazione.
Al piano terra la situazione non è migliore. Anche qui non sembra essere entrato in funzione l’antincendio. In preda al panico, un altro centinaio di presenti si accalcano verso l’uscita scontrandosi nel loro disperato movimento con gli altri che pressano da sotto in una bolgia infernale di terrore. Molti riescono a uscire, ma si imbottigliano nel dehors, tentano disperatamente di sfondare le vetrate che sono di plastica e resistono anche ai colpi vibrati dall’esterno dai passanti e dai ragazzi che fanno la fila nella speranza che dentro si liberi qualche posto. Alla fine, oltre ai 40 morti, si conteranno anche 119 feriti. Tutti vittime del fuoco, del fumo o schiacciati nella ressa. L’inchiesta dovrà anche accertare qual era la capienza consentita per Le Constellation e se fosse rispettata.
«Le uscite di sicurezza? C'erano, ma ostruite dalle fiamme»
Resta la domanda sulle uscite di sicurezza, alla quale risponde a Diario del giorno su Rete4 l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado: «Ci hanno detto che c’erano altre uscite, ma erano tutte ostruite dalle fiamme». Conferma Stéphane Ganzer, capo del dipartimento di sicurezza del cantone: «C’erano, ma bisogna immaginare che un incendio generalizzato impedisce alle persone di vedere, di muoversi e trovare l’uscita».
Gli investigatori, che esplorano tutte le piste, hanno già ascoltato decine di testimoni, stanno analizzando i video ed esaminando la documentazione sulla ristrutturazione, sui materiali utilizzati e sulla conformità alle norme sulla sicurezza del locale che, però, «non è stato colpito da un rapporto di difettosità o di non conformità durante le ispezioni», fa notare Ganzer. Il prossimo capitolo d’inchiesta potrebbe essere intitolato: «Negligenza omissiva».
CorSera...ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
C. Campo - Moriremo Lontani
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La sequenza di queste fotografie, nitidissime, mostra come si è innescato l’incendio al «Le Costellation» di Crans-Montana molto meglio di quanto abbiano fatto finora le immagini girate via social. Una «macchia» di fuoco abbastanza piccola sui pannelli fonoassorbenti, che sembra gestibile. Ma evidentemente qualcosa, forse l’ossigeno delle condutture dell’aria condizionata, ha «nutrito» il fuoco che nell’arco di pochissimi minuti si è preso tutto.
Nelle foto i ragazzi sembrano allegramente ignorare il rischio delle fiamme appena nate. Ballano, pigiati l’uno accanto all’altro. Girano video, fanno selfie. Qualcuno si diverte indossando una maschera, qualcun altro alza come un trofeo una bottiglia di vodka. E intanto il materiale di cui è fatto il soffitto alimentava l’incendio.
L’autore dei tre scatti (pubblicati dal Daily Mail) si chiama Ferdinand Du Beaudiez, ha 19 anni, e in mezzo al gran caos del rogo e dei ragazzi in fuga è riuscito in un gesto eroico. Era fuggito fuori dal locale ma, come dice lui, «non potevo pensare di lasciare mio fratello e la mia ragazza nel fuoco mentre io ero salvo all’esterno». Così è rientrato due volte nel bar che bruciava ed è riuscito ad aiutarli a uscire.
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Anche l etanolo dei drink nell' aria in una situazione del genere peggiora le coseOgni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.Originariamente Scritto da Bob TerwilligerDi solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.
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Comunque aspettiamo il plastico di bruno vespa per capire meglioOgni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.Originariamente Scritto da Bob TerwilligerDi solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.
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A guardare le foto, cioè a guardare tutte quelle fiamme libere che si sprigionano alte da quelle "candele" attaccate al collo delle bottiglie, la primissima considerazione che mi si impone è come è possibile aver sottovalutato - fino ad oggi - il pericolo di quegli ordigni lanciafiamme, una moda diffusa ovunque (ristoranti, discoteche, feste private ecc...)...basta una scintilla (su di una tovaglia, sul soffitto, una tenda, un vestito) per innescare un incendio: vanno subito vietate, questo si deve fare immediatamente anche in Italia.
Tra l'altro i camerieri, come è ovvio, tengono le bottiglie in alto per far meglio risaltare l'effetto scenico e luminoso delle "candele", ma questo ripeto avviene ovunque, anche da noi...al chiuso: le fiamme di quei candelotti non sono lumicini alti un'unghia, ma getti incandescenti a "fontana", come vengono soprannominate: rappresentano un pericolo potenziale gravissimo.
Sulla tragedia, la giovane età delle vittime rende tutto ancora più insopportabile. A catastrofe compiuta, le immagini di quel loculo seminterrato, con quei soffitti bassi, quei tubi dell'aria, tutto quel legno, a posteriori è come se quell'ambiente assumesse un aspetto sinistro, di trappola senza scampo.
Sul fatto di perdere tempo a filmare, per alcuni questa è una reazione istintiva, un riflesso condizionato: come già detto da alcuni, oggi nei momenti di vuoto (nelle pause, in una attesa) si mette mano al telefonino...idem nei momenti di "pieno", cioè quando accade "qualcosa", per quell'impulso alla sincronia tra l'esserci, l'immortalare, il rilanciare e diffondere via social...
...Però è anche vero che ci sono stati gesti di grande coraggio, di ragazzi che, dopo essere riusciti a scampare, sono tornati dentro per soccorrere amici, conoscenti o sconosciuti...quindi sì l'impulso a mettere mano alla virtualità del mezzo tecnologico, astraendosi dalla gravissima realtà che si stava palesando con quelle fiamme dal soffitto, ma anche lo slancio che sopravanza l'istinto di sopravvivenza per coscientemente tornare nella fornace per tentare di salvare qualcuno, andando oltre il pericolo ormai palesemente mortale....ma di noi
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Venezuela, Trump ordina l'attacco: esplosioni a Caracas e in diverse basi militari. Maduro: «Gravissima aggressione, ci difenderemo». E proclama l'emergenza nazionale: «Immediata transizione alla lotta armata»
Attacco statunitense sul Venezuela: «Colpiti diversi siti, comprese basi militari». Il leader venezuelano: «Gli Stati Uniti non riusciranno a mettere le loro mani sulle nostre risorse».
Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro diversi siti in Venezuela, comprese basi militari nel Paese. Forti esplosioni sono state udite alle 2 di notte, ora locale (le 7 del mattino in Italia), nella capitale del Venezuela, Caracas, e in altre località negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira.
A ordinare l'azione militare è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva evocato nelle scorse settimane la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela in nome di una «guerra ai cartelli della droga» e aveva affermato che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro sono «contati», dopo aver dispiegato una flotta di navi da guerra nei Caraibi.
Il governo venezuelano ha confermato che l'attacco - una «gravissima aggressione» - ha colpito Caracas e diverse altre aree del Paese, e ha chiesto a tutte le forze politiche e sociali di attivare i piani di mobilitazione. «Ci difenderemo», ha dichiarato il governo di Caracas. «Gli Stati Uniti non riusciranno a mettere le loro mani sulle risorse del nostro Paese».
Un comunicato della presidenza della Repubblica di Caracas riferisce che Maduro «ha firmato e ordinato l'attuazione del decreto che dichiara lo stato di agitazione esterna» cioè l'emergenza nazionale, al fine di «proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e l'immediata transizione alla lotta armata». Allo stesso modo, ha ordinato l'immediato dispiegamento del Comando per la Difesa Integrale della Nazione, e dei suoi organi in tutti gli Stati e i comuni del Paese. Il Codin è un organo che coordina la difesa, la forza pubblica e la gente comune, ed è in grado di organizzare se necessario azioni di guerriglia oltre che militare.
Il comunicato del governo fa appello all'«articolo 51 della carta dell'Onu»: il Venezuela «si riserva il diritto alla legittima difesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza [...] e convoca i governi dell'America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà».
Poco dopo, il presidente della vicina Colombia Gustavo Petro ha chiesto riunioni urgenti delle Nazioni Unite e dell'Osa, l'Organizzazione degli Stati Americani. «In questo momento stanno bombardando Caracas. Allertate il mondo intero: hanno attaccato il Venezuela. Stanno bombardando con missili. L'Osa e l'Onu devono incontrarsi immediatamente», ha scritto Petro su X. La Colombia è membro del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Petro ha auspicato di poter «stabilire la legalità internazionale dell'aggressione contro il Venezuela. Il Posto di Comando Unificato è attivato a Cúcuta e il piano operativo è in atto al confine».
Diversi testimoni citati da agenzie internazionali parlano di aerei militari uditi in volo a bassa quota e di «almeno sette esplosioni». Il Wall Street Journal parla anche di elicotteri militari.
Sui social media sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, scrive la Afp, ma non è per ora possibile localizzare con precisione il luogo di queste esplosioni.
Ad essere state colpite, secondo le prime notizie, sono state delle basi militari, e in particolare la caserma pù importante del Paese, Fort Tiuna, e la base aerea di La Carlota. Colpito anche il porto della capitale.
Gli abitanti di diversi quartieri si sono riversati nelle strade; alcune esplosioni erano visibili in lontananza da varie zone della capitale. Secondo quanto riportato dalla Cnn, diversi quartieri della capitale sono rimasti senza elettricità.
Da settimane erano altissime le tensioni tra il governo degli Stati Uniti e quello del Venezuela, e l'esercito statunitense ha preso di mira, negli ultimi giorni, imbarcazioni che sarebbero utilizzate da narcotrafficanti. Il presidente Trump ha dichiarato lunedì che gli Usa hanno distrutto una zona di attracco utilizzata da imbarcazioni accusate di partecipare al narcotraffico in Venezuela: il primo attacco terrestre americano sul suolo venezuelano.
Secondo funzionari militari Usa citati dalla Cbs Trump aveva dato il via libera al piano per l'attacco di oggi da giorni. Era stata valutata la possibilità di condurre la missione il giorno di Natale, ma gli attacchi aerei statunitensi in Nigeria contro obiettivi dello Stato islamico hanno avuto la precedenza, secondo le fonti.
Venerdì, il Venezuela si era detto aperto a negoziare un accordo con gli Stati Uniti per combattere il traffico di stupefacenti.
Maduro ha però dichiarato - in un'intervista preregistrata andata in onda giovedì - che gli Stati Uniti intendono forzare un cambio di governo in Venezuela e ottenere l'accesso alle sue vaste riserve petrolifere attraverso una campagna di pressione durata mesi, iniziata con un massiccio dispiegamento militare nel Mar dei Caraibi lo scorso agosto.
CorSera...ma di noi
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Eccoli gli Yanks che tornano a quello che hanno sempre fatto. Imperialismo spicciolo. Ucraina per il Venezuela era il trade e così é stato nel mentre abbiamo ancora nessuno in EU che si affranchi dagli americani.
Altra democrazia esportata.Originariamente Scritto da claudio96
sigpic
più o meno il triplo
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Sono curioso della reazione delle cancellerie UE a questa invasione USA nei confronti del Venezuela. Già ieri Trump aveva pre-allertato azioni in Iran: d'altronde loro esportano democrazia.sigpic
Free at last, they took your life
They could not take your PRIDE
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Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.Originariamente Scritto da Bob TerwilligerDi solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.
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Cbs News: “Maduro catturato da unità speciale d’élite Usa”
Secondo Cbs News, Maduro è stato catturato dalla Delta Force, l'unità speciale d'élite dell'esercito americano. La Delta Force, un'unità d'élite che fa capo all'esercito statunitense, è stata anche responsabile della missione del 2019 in cui è stato ucciso l'ex leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Bakr al-Baghdadi.
Vicepresidente Rodríguez: “Vogliamo prove che Maduro e la moglie siano vivi”
La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, nella sua prima apparizione pubblica diverse ore dopo gli attacchi aerei degli Stati Uniti, ha chiesto a Washington una prova che Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores siano vivi. La richiesta viene interpretata dagli osservatori come un'ammissione indiretta che il leader sia stato catturato e non si trovi più a Caracas. Rodríguez, in una telefonata al canale televisivo ufficiale VTV, ha affermato che Maduro ha firmato il decreto di stato di emergenza e che lei lo farà rispettare. Il decreto prevede la sospensione delle garanzie costituzionali in Venezuela.
Reuters, “Rubio: Maduro processato in Usa, non ci saranno ulteriori azioni ora che è in custodia Usa”
Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, avrebbe comunicato al presidente venezuelano, Nicola Maduro, che verrà processato negli Stati Uniti con accuse penali. Lo riferisce un senatore americano all’agenzia di stampa Reuters, sottolineando che secondo Rubio “non ci saranno ulteriori azioni” ora che Maduro è sotto la custodia degli Stati Uniti.
Repubblica...ma di noi
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C. Campo - Moriremo Lontani
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Tra l'altro nel completo, totale ormai cortocircuito della politica internazionale, in quanto la sinistra plaudì al nobel "per la pace" (quale "pace" difatti la stiamo vedendo) alla Machado...giubilando perchè non era stato dato a Trump...avendo quindi completamente mancato di comprendere che quel "premio" era stato dato ad un pupazzo di Trump, che porterà il popolo venezuelano sotto al tallone americano, e come presidente/figurante farà le veci degli Stati Uniti, consegnando nazione, popolo e risorse agli americani: una dittatura mascherata.Originariamente Scritto da Ponno Visualizza MessaggioEccoli gli Yanks che tornano a quello che hanno sempre fatto. Imperialismo spicciolo. Ucraina per il Venezuela era il trade e così é stato nel mentre abbiamo ancora nessuno in EU che si affranchi dagli americani.
Altra democrazia esportata.
In fondo a Maduro è andata meglio che ad Allende, uscito stecchito dal cambio di regime deciso dagli americani e che produsse la dittatura di Pinochet...ecco, qua al posto di Pinochet è pronta la "nobel" Machado: lo stesso schema che per l'America Latina si ripete da secoli, cioè da quando è sorto quell'abominio di nazione che gli europei ci hanno spacciato come tutor, alleato, faro di "democrazia": è tutto ributtante al massimo grado, non ci sono parole...in specie per il comportamento dell'Europa.
Sarei disposto ad allearmi pure con la Corea del Nord pur di non restare un secondo di più in questo "emisfero" geopolitico...ma di noi
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