Vlahovic e Juventus, le ragioni di un addio: 4 anni, 68 gol e troppi alti e bassi tra fischi e infortuni
Distanza economica insuperabile nell'ultimo incontro tra la Juventus e il padre-agente di Vlahovic. Acclamato all'esordio, fischiato alla fine: il racconto di un amore mai sbocciato del tutto
Acclamato, poi fischiato. E con un rendimento in campo che ha sempre spaccato in due l'opinione pubblica. Ora la storia è giunta al capolinea. Perché quella contro il Torino è stata l'ultima partita di Dusan Vlahovic con la maglia della Juventus. Così dopo quattro anni, 68 gol e 16 assist, i bianconeri perdono il loro numero 9.
Nell'ultimo incontro tra le parti — avvenuto mercoledì mattina — non è stata trovata l'intesa economica, con la richiesta del giocatore che era stata più alta rispetto all'offerta proposta dalla Juventus. Dopo il mancato accordo non ci saranno altri incontri. Il no delle ultime ore è stato decisivo. E così, l'investimento più importante degli ultimi anni, saluta i bianconeri tra alti e bassi. Si era presentato con il pallonetto all'esordio contro il Verona. Adesso lascia nell'anno di Spalletti con una doppietta nel derby. In casa Juventus la rivoluzione è profonda. E non risparmia davvero nessuno.
L'esperienza di Vlahovic in bianconero
Arrivato nel gennaio 2022, dopo un'incredibile prima parte di stagione con la Fiorentina, a Dusan Vlahovic è sempre mancata la continuità di prestazione. Nei primi mesi i gol arrivano. E sono anche pesanti. Dopo le prime 9 reti in poco più di 20 presenze, però, qualcosa inizia a cambiare. Il compagno di reparto viene sostituito una volta all'anno e il serbo accusa anche i primi problemi fisici. La pubalgia prima, e il problema agli adduttori poi rallentano il suo percorso di crescita. I colpi, però, non gli mancano. Ci sono i gol su punizione, la zampata che vale una Coppa Italia contro l'Atalanta. Ma manca sempre qualcosa. Il linguaggio del corpo, spesso spazientito e nervoso, è la fotografia della sua esperienza in bianconero. E anche con i tifosi il feeling non è dei migliori.
Gli applausi si trasformano in critiche. Le certezze diventano un grande punto di domanda. E dopo quattro stagioni l'idea di un possibile addio — soprattutto a ridosso del contratto in scadenza — diventa realtà. Non era solo un campanello d'allarme, ma un'intenzione concreta. Così le strade di Vlahovic e la Juventus si separano.
CorSera
Distanza economica insuperabile nell'ultimo incontro tra la Juventus e il padre-agente di Vlahovic. Acclamato all'esordio, fischiato alla fine: il racconto di un amore mai sbocciato del tutto
Acclamato, poi fischiato. E con un rendimento in campo che ha sempre spaccato in due l'opinione pubblica. Ora la storia è giunta al capolinea. Perché quella contro il Torino è stata l'ultima partita di Dusan Vlahovic con la maglia della Juventus. Così dopo quattro anni, 68 gol e 16 assist, i bianconeri perdono il loro numero 9.
Nell'ultimo incontro tra le parti — avvenuto mercoledì mattina — non è stata trovata l'intesa economica, con la richiesta del giocatore che era stata più alta rispetto all'offerta proposta dalla Juventus. Dopo il mancato accordo non ci saranno altri incontri. Il no delle ultime ore è stato decisivo. E così, l'investimento più importante degli ultimi anni, saluta i bianconeri tra alti e bassi. Si era presentato con il pallonetto all'esordio contro il Verona. Adesso lascia nell'anno di Spalletti con una doppietta nel derby. In casa Juventus la rivoluzione è profonda. E non risparmia davvero nessuno.
L'esperienza di Vlahovic in bianconero
Arrivato nel gennaio 2022, dopo un'incredibile prima parte di stagione con la Fiorentina, a Dusan Vlahovic è sempre mancata la continuità di prestazione. Nei primi mesi i gol arrivano. E sono anche pesanti. Dopo le prime 9 reti in poco più di 20 presenze, però, qualcosa inizia a cambiare. Il compagno di reparto viene sostituito una volta all'anno e il serbo accusa anche i primi problemi fisici. La pubalgia prima, e il problema agli adduttori poi rallentano il suo percorso di crescita. I colpi, però, non gli mancano. Ci sono i gol su punizione, la zampata che vale una Coppa Italia contro l'Atalanta. Ma manca sempre qualcosa. Il linguaggio del corpo, spesso spazientito e nervoso, è la fotografia della sua esperienza in bianconero. E anche con i tifosi il feeling non è dei migliori.
Gli applausi si trasformano in critiche. Le certezze diventano un grande punto di domanda. E dopo quattro stagioni l'idea di un possibile addio — soprattutto a ridosso del contratto in scadenza — diventa realtà. Non era solo un campanello d'allarme, ma un'intenzione concreta. Così le strade di Vlahovic e la Juventus si separano.
CorSera
...ma ha capito che Vlahovic è in scadenza di contratto e che il primo luglio è svincolato?? Che mercato? Chi paga, o quale cifra puoi chiedere per un mese di contratto residuo? Ma poi quale "deprezzamento" se ha esaurito tutti gli anni di contratto e quindi è stato tutto ammortizzato? Ma che giornale è quello, non ho mai visto una tale serie di scemenze condensate in un articolo calcistico, che pure non è che quelli calcistici vedano al lavoro la crema degli intellettuali eh.


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