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"Ragazzi sta SUCCEDENDO UN CASINO.
Questi vogliono un allenatore giovane, hanno rifiutato Conte e il ritorno di Galliani. Ora dovrebbero uscire gli articoli, preparatevi perchè sarà AGGHIACCIANTE."
Originariamente Scritto da Sean
Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.
Da Sarri a Gattuso significa azzerare tutto.
E soprattutto non avere un'idea precisa dal punto di vista tecnico da parte della società Lazio.
Due idee quasi opposte, perché il primo ha puntato su palleggio e costruzione, l'ex c.t. della Nazionale su aggressività, intensità e gestione emotiva della squadra.
Nulla contro Gattuso, merita rispetto perché ha sempre lavorato con serietà.
Il discorso è che se cambi completamente filosofia calcistica dopo un anno, vuol dire che in casa Lazio non esiste una vera progettazione.
Onestamente ci sembra più una scelta di occasione.
Senza alcuna continuità.
Anche perché a livello di rosa bisogna cambiare tanto.
E considerando quello che è successo (anzi, non è successo) sul mercato, sarà davvero difficile per Gattuso.
Le scelte comunque sono state fatte: Gennaro Gattuso sarà il nuovo allenatore della Lazio!
#fblifestyles
Originariamente Scritto da Sean
Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.
Gattuso non so se è una buona scelta per la Lazio...si parlava di Palladino...ecco, forse era meglio lui.
...ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
Gattuso ha praticamente fallito ovunque dove ha messo il deretano....
Ma forse mi sbaglio
Mi sa che Lotito va verso una squadra pane&salame...e Gattuso si accontenta di quello che gli passa il salumiere.
...ma di noi
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Dopo la delusione della scorsa stagione, il mandato definito dalla proprietà per il Club era chiaro: tornare in Champions League e costruire le basi per vincere e rimanere con continuità ai vertici della Serie A.
Per gran parte della stagione siamo rimasti nelle prime due posizioni del campionato, con la concreta possibilità di competere per lo Scudetto. Il finale di stagione, però, è stato ben al di sotto del livello mostrato fino a quel momento e la deludente sconfitta di ieri sera ha trasformato questa stagione in un fallimento inequivocabile.
È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell'area sportiva del Club. Con effetto immediato, si conclude il percorso in AC Milan dell'Amministratore Delegato Giorgio Furlani, del Direttore Sportivo Igli Tare, dell'Head Coach Massimiliano Allegri e del Direttore Tecnico Geoffrey Moncada. A ciascuno di loro va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e la dedizione dimostrata durante la permanenza nel Club.
Ulteriori annunci relativi alle nuove nomine verranno comunicati non appena definiti, con l'obiettivo di avere una struttura pronta in vista della prossima stagione.
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Il comunicato mi piace, vi è dentro una chiara assunzione di realtà senza tanti giri di parole.
Approvo il repulisti. Adesso per il Milan si tratta di scegliere bene i sostituti...e per Cardinale metterci i soldi...e non sbagliare la scelta dell'allenatore ovviamente.
Vedo che alla Juventus invece dormono beatamente, forse il sesto posto lo trovano adeguato come cuscino per cullare dei sogni.
...ma di noi
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buon divertimento con Ibra chissà chi mette in panchina e che mercato faranno
Se arriverà Galliani, Ibrahimovic dovrà starsene nel suo. Io comunque prenderei Conte.
Italiano pure non sarebbe una cattiva idea, ma porterebbe con sè dei rischi (prima volta in una big, molte pressioni dopo questa annata ecc...).
...ma di noi
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UFFICIALE, TUTTI LICENZIATI IN TRONCO.
COMUNICATO REDBIRD CAPITAL PARTNERS Dopo la delusione della scorsa stagione, il mandato definito dalla proprietà per il Club era chiaro: tornare in Champions League e costruire le basi per vincere e rimanere con continuità ai vertici della Serie A. Per gran parte della stagione siamo rimasti nelle prime due posizioni del campionato, con la concreta possibilità di competere per lo Scudetto. Il finale di stagione, però, è stato ben al di sotto del livello mostrato fino a quel momento e la deludente sconfitta di ieri sera ha trasformato questa stagione in un fallimento inequivocabile. È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell'area sportiva del Club. Con effetto immediato, si conclude il percorso in AC Milan dell'Amministratore Delegato Giorgio Furlani, del Direttore Sportivo Igli Tare, dell'Head Coach Massimiliano Allegri e del Direttore Tecnico Geoffrey Moncada. A ciascuno di loro va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e la dedizione dimostrata durante la permanenza nel Club. Ulteriori annunci relativi alle nuove nomine verranno comunicati non appena definiti, con l'obiettivo di avere una struttura pronta in vista della prossima stagione.
Originariamente Scritto da Sean
Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.
Milan e Juventus sono due realtà completamente diverse. Il problema della Juve in questo momento è "solo" la competenza...trovare una dirigenza competente. Di soldi ce ne sono a palate. Il problema del Milan è più radicato...Cardinale NON ha i soldi...NON ha la minima voglia di investire...NON vuole fare passivi...MAI! Mancano 50 milioni? Si vendono giocatori!
I SUOI goals:
-Serie A: 189
-Serie B: 6
-Super League: 5
-Coppa Italia: 13
-Chinese FA Cup: 1
-Coppa UEFA: 5
-Champions League: 13
-Nazionale Under 21: 19
-Nazionale: 19
TOTALE: 270
Allegri via, chi sarà il prossimo allenatore del Milan? Ecco l'identikit, «l'anno zero» di Cardinale e i (veri) perché dell'esonero - Il retroscena
Il modello è Fabregas, si cerca un tecnico che giochi un calcio offensivo e moderno. L'obiettivo è individuarlo entro una settimana, come il nuovo ad. ll proprietario di RedBird vuole gestire più direttamente la società.
Via tutti: Allegri, Furlani, Tare e anche Moncada. La rivoluzione è totale e profonda. A nemmeno 24 ore dal fallimento sul campo, con la qualificazione alla Champions buttata all’ultima partita, saltano tutte le teste: allenatore, amministratore delegato, direttore sportivo e capo scouting. Cardinale, che è rimasto a Milano dopo aver assistito in prima persona alla disfatta col Cagliari, riconosce gli errori che hanno portato al flop sportivo e finanziario. Non intende trovare alibi. E per questo vuole tracciare una linea netta. Ora inizia il suo Milan. Che deve avere un nuovo «design» e che nelle sue intenzioni vuole diventare anche un modello per tutto il calcio italiano, rimasto indietro rispetto agli altri campionati sotto l’aspetto degli investimenti e delle infrastrutture.
Il suo piano è cancellare tutto e ripartire, ma gestendo da qui in poi in prima persona. Ritiene che l’errore più grave di questa sua fase iniziale alla guida del club, prima che il fondatore di RedBird completasse il rifinanziamento del debito che lo legava al fondo Elliott, sia stato proprio l’aver demandato troppo. In questi quattro anni è mancato un reale gioco di squadra a tutti i livelli dirigenziali. Le scelte arriveranno presto. Saranno forti. E a prenderle sarà Cardinale.
Il primo passo è nominare nel giro di una settimana il nuovo allenatore. Che non sarà uno come Antonio Conte. Così come non torneranno né Adriano Galliani che ha visto qualche mese fa né Paolo Maldini, che . Il profilo, per quanto riguarda il tecnico, cambia radicalmente rispetto ad Allegri, considerato troppo difensivista. Un anno fa era stato scelto per accorciare i tempi di ripartenza dopo l’ottavo posto della stagione precedente. La convinzione del businessman americano è che sia arrivata l’ora di avviare una nuovo ciclo che deve portare a vincere con costanza e nel lungo periodo, come disse anche nell’intervista al Corriere.
Il modello d’ispirazione è Cesc Fabregas del Como, o Xavi, che praticano un calcio offensivo, moderno, «progressive», come quello di Andoni Iraola, basco che col Bournemouth quest’anno ha compiuto un piccolo capolavoro, centrando una storica qualificazione in Europa League e trovando una striscia di 18 risultati utili consecutivi in Premier. Quindi il contrario esatto di Allegri, come idee e filosofie. La convinzione è che Max troppo spesso abbia giocato più per non perdere, con un modulo, il 3-5-2, che non ha valorizzato la rosa. Pulisic, ne é un esempio: il crollo nella seconda parte di stagione di Capitan America è sotto gli occhi di tutti.
La perdita della Champions, con relativo bonus di cento milioni, viene considerata l’occasione per voltare pagina dal punto di vista dello stile di gioco, che deve tornare a essere più aderente anche alla storia e alle attitudini del club. Il patron rossonero ha una lista di tre tecnici già pronta. Così come per l’ad e del ds. Ad aiutarlo nello scelta sulla panchina ci sarà di certo i due consulenti RedBird Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli. Secondo Cardinale, lo svedese è fra i pochi ad essere realmente affranto dopo la sconfitta col Cagliari. Non tutti i giocatori hanno avuto l’atteggiamento giusto, la determinazione giusta: si salvano Modric, Saelemaekers, Pavlovic, Pulisic.
Tare e Moncada pagano alcuni acquisti sbagliati, soldi spesi male.
Vedremo chi resterà, nella prossima stagione. Anche fra i big, come Leao e Modric, nulla è scontato. Chi di sicuro non ci sarà è l’uomo che fino a ieri aveva le deleghe, l’ormai ex ad Giorgio Furlani. Il patron gli riconosce la sua bravura sui conti ma gli rimprovera di non essere riuscito a creare un team compatto. E per questo ora cerca un altro tipo di profilo. Anche sul peso politico l’obiettivo è crescere, migliorare. Strutturando un organigramma che faccia risultato in campo e fuori. Dove le varie aree collaborino davvero. Il lavoro è lungo. In campo e fuori. Ma Cardinale ha fatto il primo passo.
CorSera
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Nel domino delle panchine anche il futuro ct: l’ormai ex tecnico rossonero in corsa con Conte e Mancini
La Lazio ha scelto Gattuso
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Sarri all'Atalanta, Gattuso alla Lazio. Anche Allegri nella lista del Napoli: le ultime news sugli allenatori
Altro giro, altra corsa. Altra (quasi) estate e altro valzer di panchine in serie A. Chiusa la stagione, il calciomercato degli allenatori è pronto a partire. Anzi, è già iniziato. Se per Inter, Roma, Como e con ogni probabilità Juventus, la strada delineata è quella della continuità, per altre sembra piuttosto essere quella della rivoluzione. C’è chi ha già scelto il profilo da cui ripartire e chi, invece, è ancora in fase di valutazione.
Partiamo dai primi. Maurizio Sarri lascerà la Lazio. È fatta per il suo passaggio all’Atalanta. Al suo posto arriverà Gennaro Gattuso. L’allenatore italiano sta definendo l’accordo con la Lazio per un contratto di due anni. Mancano gli ultimi dettagli, poi arriverà anche l’ufficialità. Dopo cinque anni, Gattuso tornerà dunque nel nostro campionato. L’ultima esperienza in Italia era stata sulla panchina del Napoli. Poi Valencia, Olympique Marsiglia e Hajduk Spalato. Lo scorso giugno, a seguito dell’esonero di Luciano Spalletti, venne scelto come nuovo c.t.
L’obiettivo, naturalmente, era la qualificazione ai Mondiali. Obiettivo che sfuma il 31 marzo 2026, con la sconfitta contro la Bosnia. Il 3 aprile arriva la risoluzione consensuale del contratto. Ora Gattuso è pronto a ripartire. Non sarà più una Nazionale, ma un club. Non sarà più all’estero, ma in quella serie A che per negli anni da giocatore è stato il campo di infinite battaglie. Con la Lazio condivide sentimenti comuni: delusione e amarezza per ciò che è stato, voglia di rivalsa per ciò che sarà.
Per un allenatore che arriva, ce n’è uno che se ne va. Nelle prossime ore verrà ufficializzata la sua separazione con la Lazio, lasciando così libera la strada per la sua nuova avventura a tinte nerazzurre. L’Atalanta ha optato per una nuova rivoluzione. Come era già chiaro da settimane, la proprietà ha deciso di non rinnovare la fiducia a Palladino, scegliendo di ripartire da un profilo nuovo.
Quelli di Lazio e Atalanta, però, non saranno gli unici cambiamenti in panchina. Dopo l’addio di Conte, anche a Napoli sarà tempo di un nuovo allenatore. Tra i candidati principali c’è Massimiliano Allegri, destinato a lasciare Milano dopo la mancata qualificazione in Champions. Nelle prossime ore potrebbe essere ufficializzato il suo addio. Il club rossonero, una volta definita la separazione con il tecnico, valuterà chi scegliere come sostituto. Insomma, il valzer degli allenatori è appena iniziato.
CorSera
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Pagellone serie A: Inter da 9 come il Como, che lotterà per lo scudetto. Milan e Juve da 4 (ma flop di Allegri più grave)
di Paolo Condò
Inter: 9
I due trofei nazionali più importanti, scudetto e Coppa Italia, valgono all’Inter un bel 9 che tiene assieme i risultati con la qualità del gioco. Chivu ha superato un esame non semplice, anche perché era iniziato con alcuni passaggi a vuoto: ma è rimasto calmo, l’ambiente l’ha protetto, e appena ha preso velocità non ce n’è stato più per nessuno. Note di merito per Lautaro e Dimarco, Esposito la più interessante delle nuove proposte, Zielinski la riscoperta. L’eliminazione dal Bodo in Champions è il peccato da cui mondarsi la prossima stagione, quando non si verrà dall’angosciosa serie di secondi posti del 2025. A scegliere Chivu sono stati Marotta e Ausilio dopo un abboccamento con Fabregas, ed è un retroscena che esalta la dirigenza interista visto che il Como è l’altro 9 stagionale.
Como: 9
A inizio stagione erano sei le squadre che ambivano alla Champions, le quattro che la giocavano (Napoli, Inter, Juve e Atalanta) più Milan e Roma. Il Como era ancora un tuono lontano, per quanto già avvertibile; farcela alla seconda stagione di A con il gioco più internazionale del torneo è stata un’impresa. Una progressione numerica aiuta a capire la bravura di Nico Paz (resti ancora un anno!) e company: 18, 31, 33, 38. Sono i punti raccolti nei quattro gironi di queste due stagioni, ovvero il Como si è migliorato sempre. Se tanto ci dà tanto, l’anno prossimo lotterà per lo scudetto.
Roma: 8
Dietro alle due regine c’è l’8 della Roma, trasformata dall’acquisto di Malen che ha riconciliato col mercato di gennaio. Fino alla scorsa stagione non spostava nulla, stavolta è stato decisivo perché l’olandese ha dato uno sbocco al gioco di Gasperini.
Napoli: 6,5 Conte si è congedato dal Napoli con un secondo posto, la Supercoppa in bacheca e un’altra cocente delusione in Champions, che proprio non gli riesce di maneggiare. Il voto complessivo di 6.5 va nel campo positivo, non nell’entusiasmante perché i due mercati hanno portato materiale di pregio, e per un Lucca sbagliato il talento di Alisson è stata una luminosa sorpresa. Troppi infortuni, ma la nostra valutazione riguarda tutto, e dunque anche preparatori e staff medico: non sappiamo dove sia la magagna, ma c’è.
Atalanta: 6,5
L’Atalanta è stata l’unica italiana negli ottavi di Champions, e dunque brava: non oltre il 6.5 perché i dieci schiaffoni presi dal Bayern hanno ferito. Il voto è anche una media tra la scelta sbagliata di Juric e quella giusta di Palladino.
Lazio: 6
La Lazio è stata tenuta in linea di galleggiamento da Sarri in una situazione generale complicata: lo ringrazi se non ha mai corso rischi, issandosi perfino alla finale di Coppa Italia.
Juve, Milan: 4
Prendono 4 anche il Milan e la Juve, e mezzo punto in meno se lo «guadagnano» come bonus per l’orrido confronto diretto del 26 aprile, uno 0-0 di pura rinuncia che ha finito per perderle entrambe, mentre quella sera venne presentato come un male necessario. Le responsabilità dirigenziali sono massime, il flop di Allegri è più grave di quello di Spalletti (che ha Tudor come attenuante, e in ogni caso merita di rimanere), la via del riscatto segnata: vincere l’Europa League.
CorSera
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