Finale di Coppa Italia, Lazio-Inter quattro giorni dopo. Sarri: “No a un’altra prestazione del c...
Per l’Inter è l’occasione di centrare il double scudetto-Coppa Italia, che nella storia del club è stato centrato in campo solo una volta, nel 2010, quando Cristian Chivu era ancora calciatore. Per la Lazio, vincere domani significherebbe raddrizzare una stagione nata storta e concludere con un trofeo un percorso da subito in salita. Entrambi i tecnici hanno cominciato a preparare la finale già l’indomani del 3-0 dell’Inter sulla Lazio in campionato di sabato scorso. Una partita che i nerazzurri devono dimenticare, per non rischiare cali di tensione. E che al contrario i biancocelesti devono avere bene in mente, per evitare che il disastro si ripeta.
Chivu frena sull’ossessione trofei
Chivu parla chiaro: “Fra campionato e Coppa Italia, saranno due partite diverse. E giocare due partite con la stessa squadra in pochi giorni nasconde insidie. Dovremo essere umili e avere l’atteggiamento giusto. Ci siamo meritati lo scudetto e questa finale, che vogliamo onorare”. E quando gli si chiede quanto ci tenga a centrare il doppio obiettivo – tricolore e coppa nazionale – frena: “Non dobbiamo avere l’ossessione. Dobbiamo conservare voglia di divertirci ed entusiasmo, che abbiamo sempre avuto in stagione”.
Sarri e la voglia di una coppa
Per Maurizio Sarri, che non ha mai vinto una coppa alla guida di un club italiano, né una coppa nazionale in generale, l’occasione è importante: “In Inghilterra ho perso una coppa in finale al settimo rigore contro il Manchester City. E una finale l’ho persa in Italia. Dobbiamo dare soddisfazione al nostro pubblico, che finalmente sarà allo stadio. Fare il riscaldamento nel silenzio è deprimente, e immagino che anche per loro non venire allo stadio non sia stato semplice. A me non cambia la vita, ma sarebbe una bella soddisfazione dare un trofeo ai ragazzi e al pubblico”.
https://www.repubblica.it/sport/calc...ivu-425340872/
Per l’Inter è l’occasione di centrare il double scudetto-Coppa Italia, che nella storia del club è stato centrato in campo solo una volta, nel 2010, quando Cristian Chivu era ancora calciatore. Per la Lazio, vincere domani significherebbe raddrizzare una stagione nata storta e concludere con un trofeo un percorso da subito in salita. Entrambi i tecnici hanno cominciato a preparare la finale già l’indomani del 3-0 dell’Inter sulla Lazio in campionato di sabato scorso. Una partita che i nerazzurri devono dimenticare, per non rischiare cali di tensione. E che al contrario i biancocelesti devono avere bene in mente, per evitare che il disastro si ripeta.
Chivu frena sull’ossessione trofei
Chivu parla chiaro: “Fra campionato e Coppa Italia, saranno due partite diverse. E giocare due partite con la stessa squadra in pochi giorni nasconde insidie. Dovremo essere umili e avere l’atteggiamento giusto. Ci siamo meritati lo scudetto e questa finale, che vogliamo onorare”. E quando gli si chiede quanto ci tenga a centrare il doppio obiettivo – tricolore e coppa nazionale – frena: “Non dobbiamo avere l’ossessione. Dobbiamo conservare voglia di divertirci ed entusiasmo, che abbiamo sempre avuto in stagione”.
Sarri e la voglia di una coppa
Per Maurizio Sarri, che non ha mai vinto una coppa alla guida di un club italiano, né una coppa nazionale in generale, l’occasione è importante: “In Inghilterra ho perso una coppa in finale al settimo rigore contro il Manchester City. E una finale l’ho persa in Italia. Dobbiamo dare soddisfazione al nostro pubblico, che finalmente sarà allo stadio. Fare il riscaldamento nel silenzio è deprimente, e immagino che anche per loro non venire allo stadio non sia stato semplice. A me non cambia la vita, ma sarebbe una bella soddisfazione dare un trofeo ai ragazzi e al pubblico”.
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