Attenzione: Calcio Inside! Parte III

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  • Sean
    Csar
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    Originariamente Scritto da germanomosconi Visualizza Messaggio

    aggiungo una cosa...
    10 anni fa voleva essere FULL presente con la squadra, cosa che ovviamente con la nazionale non è possibile, adesso lo vedo come più stanco (anche le recenti ferie che ha preso lo dimostra) quindi per assurdo in questa fase della sua carriera preferirebbe una nazionale
    Concordo. Per il suo sistema nervoso molto meglio la nazionale, che tra l'altro gli permetterebbe di avere molto più tempo per la famiglia. Credo che ci stia seriamente pensando.
    ...ma di noi
    sopra una sola teca di cristallo
    popoli studiosi scriveranno
    forse, tra mille inverni
    «nessun vincolo univa questi morti
    nella necropoli deserta»

    C. Campo - Moriremo Lontani


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    • germanomosconi
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      Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio

      Concordo. Per il suo sistema nervoso molto meglio la nazionale, che tra l'altro gli permetterebbe di avere molto più tempo per la famiglia. Credo che ci stia seriamente pensando.
      di fatto si è candidato con quelle affermazioni ....
      Originariamente Scritto da Marco pl
      i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
      Originariamente Scritto da master wallace
      IO? Mai masturbato.
      Originariamente Scritto da master wallace
      Io sono drogato..

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        Champions, Bayern delle meraviglie: 2-1 al Bernabeu, ma Mbappé tiene a galla il Real

        Grande prestazione dei bavaresi: segnano Luis Diaz e Kane, ma il francese lascia aperta la speranza per i Blancos. Nell’altro quarto l’Arsenal vince allo scadere a Lisbona con lo Sporting

        Dal nostro sofà degli eliminati, in attesa di passare l’estate su quello dei mai qualificati, lo spettacolo della Champions sembra un mondo lontanissimo, specie se il piatto forte di questi quarti di finale è il grande classico del calcio internazionale, la partita più ricorrente nella storia delle coppe: la sfida numero 29 tra Real e Bayern l’hanno vinta i tedeschi che avrebbero potuto stravincerla, se soltanto avessero saputo sfruttare meglio la superiorità globale (tecnica, tattica, fisica, caratteriale) della prima ora di gioco, finita con un paio di gol di vantaggio, ovviamente di pregevole fattura (Luis Diaz sul finire del primo tempo, Kane all’inizio del secondo). Mbappé e Neuer, fuoriclasse a confronto

        Il Madrid ha però un orgoglio indistruttibile e uno dei tre giocatori più forti del mondo, Mbappé, le cui vampate hanno dato calore alla partita smunta di molti suoi compagni e alimentato un’ultima mezzora di speranze. Per due volte il quarantenne Neuer si è opposto con parate formidabili alle conclusioni taglienti del francese, ma alla terza si è arreso anche se stava per prendere pure quella. La palla però è entrata, di un niente ma è entrata. Finita la lunga astinenza del Bayern

        Il Bayern si è confermato la squadra più forte della stagione, vincendo la trentottesima delle 45 partite giocate fin qui. I gol segnati sono diventati 148, 49 dei quali di Kane, che pure era in condizioni fisiche imperfette per un problema alla caviglia. Olise è arrivato a 29 assist. Il Bayern non batteva il Real da 14 anni (da allora, sette sconfitte e due pari) e non vinceva al Bernabeu da 25.

        L’Arsenal batte lo Sporting al 91’

        Nell’altra gara, l’Arsenal ha battuto lo Sporting con un gol di Havertz nel primo minuto di recupero (di ottima qualità sia l’assist di Martinelli sia lo stop di destro del tedesco prima della conclusione di sinistro), anche se la formazione portoghese, teorico vaso di coccio tra gli squadroni di ferro di questi quarti di finale, avrebbe meritato almeno il pareggio, con il suo calcio a ritmo variabile, lento e poi improvvisamente fiammeggiante. Araujo ha colpito una traversa clamorosa nel primo tempo, cui ha risposto Madueke direttamente da corner, ma l’Arsenal si è reso pericoloso quasi esclusivamente con le sue micidiali palle da fermo, che qualunque difesa fatica a contrastare. Oggi Barça-Atletico e Psg-Liverpool

        Sufficiente la prestazione di Calafiori, in campo 90’, uno dei tre italiani che ancora ci restano in questa Champions: stasera toccherà al secondo, Ruggeri, destinato alla marcatura di Lamine Yamal nel derby spagnolo tra Barcellona e Atletico Madrid, mentre l’enigmatico Chiesa guarderà dalla panchina la prima puntata della sfida tra Psg e Liverpool. Quella italiana è una delle nazionalità meno rappresentate a questo punto della Champions, tra quelle più importanti: oltre a spagnoli (32), francesi (21), portoghesi (16), tedeschi e inglesi (13), sono più numerosi pure i contingenti uruguayano, argentino, brasiliano e olandese. Anche i georgiani sono tre come noi.

        Grande prestazione dei bavaresi: segnano Luis Diaz e Kane, ma il francese lascia aperta la speranza per i Blancos. Nell’altro quarto l’Arsenal vince allo scade…

        ...ma di noi
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        C. Campo - Moriremo Lontani


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          Conte, c.t. della Nazionale e rimonta scudetto: tutto quello che sappiamo sul futuro dell'allenatore del Napoli

          L'allenatore del Napoli è lusingato dalla possibilità di tornare in Nazionale, ma ora ha in testa solo le ultime sette giornate di campionato. De Laurentiis gli dà il via libera

          Al tavolo di poker senza bluff, Antonio Conte gioca le sue carte con la consapevolezza di avere il punto più alto. La scala reale non è completata, ma l’ambizione è alta: sa che il re sta per incastrarsi. E, allora, all-in: l’azzardo è calcolato. Ché quando Conte gioca, parla, osserva il suo di orizzonte, lo fa con la consapevolezza della propria forza. E Antonio ne ha: non glissa, anzi rilancia, sulla possibile candidatura a c.t. della Nazionale. Lui si sceglierebbe, dice senza falsa modestia. E così nella notte in cui il Napoli batte il Milan, sorpassandolo in classifica, e l’asticella si alza anche nella più improbabile corsa scudetto, la dice nuda e (forse) anche cruda la sua verità: «Se fossi io il capo della Federazione penserei a me, conosco quel mondo. Ho fatto il c.t. per due anni. Mi lusinga, rappresentare il proprio Paese è qualcosa di bello». Silenzio, c’è una mezza promessa. E ci sono tante reazioni, nel mondo dove circola anche il suo nome.

          Ulivieri, presidente dell’associazione allenatori non ha dubbi: «Conte è già stato in Nazionale, ha fatto anche molto bene. Così come in tutte le squadre di club in cui è stato. Potrebbe essere un profilo importante». Giancarlo Abete, ex presidente Figc e possibile uomo chiave nella prossima partita: «Con lui siamo stati competitivi agli Europei, è un tecnico di primissimo livello».

          A Los Angeles sono le otto del mattino ed è il giorno in cui al suo presidente, Aurelio De Laurentiis, viene conferita la cittadinanza onoraria dalla sindaca Karen Bass, durante la proiezione del documentario «Ag4ain» che celebra lo scudetto che Conte ha vinto la scorsa stagione. Neanche Aurelio bluffa, e ad Antonio risponde (fuso permettendo) real time. «Se Conte mi chiedesse di andare in Nazionale — dice — non mi opporrei. Ma è una persona intelligente, non credo gli farebbe piacere andare a capo di una cosa così poco organizzata. Lui chiede garanzie, vuole certezze e in questo momento la Figc è ferma».

          De Laurentiis approfitta poi per indirizzare il discorso sul binario politico. E, allora, l’occasione gli è gradita per ribadire stima e sostegno a Giovanni Malagò. «È la persona perfetta per fare il commissario prima e il presidente poi di una nuova Federazione». C’è dunque una mezza promessa e anche una mezza benedizione. Ma c’è il Napoli e un finale di stagione diventato interessante ai fini della classifica definitiva (sette gare da giocare, 21 punti in palio e una decisa e dichiarata volontà di mettere pressione all’Inter), e soprattutto c’è un contratto di un altro anno. Chi è passato dalle parti di Castel Volturno sa quanto è difficile svincolarsi (De Laurentiis con Spalletti finì per litigare quando fu chiamato dalla Federazione), ma Conte sa come muoversi, conosce le regole del mondo.

          Gli interessi sono ora tutti concentrati sulla volata finale («noi siamo lì e vogliamo vincere tutte le gare» ha detto con la stessa convinzione della candidatura per la Nazionale) e sul contratto ha già un appuntamento con De Laurentiis fissato al termine della stagione. Come era successo anche lo scorso anno, quando i rumors davano Conte vicinissimo alla Juventus. Stavolta sul tavolo verde della famosa partita a poker arriveranno però due abilissimi giocatori che non dovranno bluffare. Antonio (con la Supercoppa in tasca) e Aurelio, l’uno senza l’altro possono avere vita propria, soprattutto perché sia l’uno che l’altro giungeranno a questo appuntamento preparati. Pronti eventualmente a salutarsi, avendo ciascuno una valida alternativa, una strada spianata. Conte se dovesse essere chiamato dalla Figc, con le garanzie del caso, avrebbe già il suo piano da proporre («Quando sono stato c.t. si è parlato tanto, ma ho trovato poco aiuto anche da parte delle squadre. Ora è tutto un disastro, ma anche nei disastri c’è qualcosa da salvare. Dobbiamo capire che, se le cose non funzionano, è così sia se ti qualifichi sia se non ti qualifichi»).

          A Euro2016 l’Italia fu eliminata nei quarti ai rigori contro la Germania, gli errori di Pellè e Zaza, furono fatali, e Conte fece un passo indietro. Le macerie di oggi sono copiose e anche di diversa natura, ma è prematuro entrarci in tackle. Non lo è invece per De Laurentiis che non aspetterà l’incontro di giugno per avere fra le mani un nuovo progetto tecnico. Ma al «rompete le righe» mancano due mesi, Conte ieri ha allenato i suoi da secondo in classifica, reduce da cinque vittorie consecutive, record stagionale, ed è stato il solito martello: vincerle tutte. La rimonta all’Inter è solo un pensiero stupendo, ma a Castel Volturno va coltivato come un obiettivo reale. All-in, manca solo il re.​

          CorSera
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          • Venkman85
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            • Liguria
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            Se cercate su google e leggete le parole di Conte al termine della sua avventura da ct 10 anni fa disse proprio "Non è un addio, ma un arrivederci"

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            • Sean
              Csar
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              • In piedi tra le rovine
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              Con Conte la questione è capire se durerà, se avrà voglia per 4 anni...perchè il programma sarà quello, cioè la qualificazione ai prossimi mondiali...non i prossimi europei e poi ciao, ma si tratta di tirare su un gruppo, allevarselo, allenarlo per 4 anni...e 4 anni Conte non li ha mai fatti nello stesso posto in tutta intera la sua carriera di allenatore.
              ...ma di noi
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              • germanomosconi
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                dobbiamo trovare un CT che resti anche più di 4 anni, anche se 4 anni sarebbe meglio di niente....
                ma guardate che Conte non è MAI durato così tanto da nessuna parte, non so sono perplesso al riguardo, non vorrei che in questa fase si ragionasse troppo di pancia....
                Allegri mi da molte più garanzie sul lungo periodo ed è meno soggetto a mal di pancia o colpi di sole, lo vedrei proprio bene per quel ruolo anche se a tanti italiani non piace per la storiella del bel gioco, che tra l'altro non vedo cosa servirebbe alla nazionale il gioco, servono risultati come il pane con il materiale a disposizione (molto scadente in questo periodo storico per l'italia) e lui è uno dei più bravi in questo....
                Originariamente Scritto da Marco pl
                i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
                Originariamente Scritto da master wallace
                IO? Mai masturbato.
                Originariamente Scritto da master wallace
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                • marcu9
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                  Il Napoli ha ancora speranze secondo voi?
                  Originariamente Scritto da Sean
                  Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.

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                  • fede79
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                    Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
                    Con Conte la questione è capire se durerà, se avrà voglia per 4 anni...perchè il programma sarà quello, cioè la qualificazione ai prossimi mondiali...non i prossimi europei e poi ciao, ma si tratta di tirare su un gruppo, allevarselo, allenarlo per 4 anni...e 4 anni Conte non li ha mai fatti nello stesso posto in tutta intera la sua carriera di allenatore.
                    In teoria l’Europeo potrebbe servirgli come step intermedio del progetto.

                    Come base, dovrebbe portarsi dentro una buona parte dell'under 21 e contemporaneamente mandare in ospizio i vari Matusalemme ormai strabolliti.
                    sigpic
                    Free at last, they took your life
                    They could not take your PRIDE

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                    • germanomosconi
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                      Originariamente Scritto da marcu9 Visualizza Messaggio
                      Il Napoli ha ancora speranze secondo voi?
                      Ormai no, Como a parte l'Inter ha partite abbastanza facili
                      Originariamente Scritto da Marco pl
                      i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
                      Originariamente Scritto da master wallace
                      IO? Mai masturbato.
                      Originariamente Scritto da master wallace
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                      • marcu9
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                        Afan, dopo il 'furto' del pizzino a Donnarumma, è diventato un piccolo eroe nazionale: "Rispetto l'Italia, ma l'ho fatto per il mio paese” 📝🇧🇦
                        Un ragazzino di 14 anni è diventato eroe nazionale in Bosnia. Si chiama Afan Cizmic e gioca nelle giovanili del Celik. A Zenica, durante la finale playoff per il Mondiale contro l’Italia, ha seguito la partita da bordocampo. Era uno dei raccattapalle del Bilino Polje, durante i calci di rigore è stato lui a rubare il foglietto dei tiratori a Donnarumma.

                        “Per tutta la gara ho pensato a come avrei potuto aiutare i miei idoli. È stata una sfida complicata. Al primo tiro dal dischetto di Tahirovic ho visto il portiere azzurro guardare un foglio e lasciarlo al limite dell’area di rigore. Sono corso in campo per prenderlo, è stata una scelta istintiva e di cuore. Senza pensare alle conseguenze e ai giudizi. Volevo soltanto fare qualcosa di utile per il mio Paese".

                        Il gesto di Afan ha fatto infuriare Gigio: "Pensava che il colpevole fosse uno steward, ha iniziato a urlare contro uno di loro. Era fuori di sé. Poi ha provato a strappare il foglietto di Vasilj, l’arbitro è stato costretto a intervenire per fermarlo. Non era tranquillo, ecco perché si è tuffato male sui nostri penalty. È tra i portieri migliori al mondo, in quell’occasione però era troppo arrabbiato per restare concentrato".

                        ✍️ Oscar Maresca
                        Originariamente Scritto da Sean
                        Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.

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                        • marcu9
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                          Gravina, la relazione dopo le dimissioni dalla Figc: "Problemi strutturali nel calcio italiano e pochi giovani in serie A"


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                          Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.

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                          • germanomosconi
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                            ma ancora parla questa mummia?
                            Originariamente Scritto da Marco pl
                            i 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.
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                            • Steel77
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                              L'atletico espugna il nou camp in scioltezza per 2-0. Hanno fatto una gran partita, Barca sottotono a parte Yamal. Certo hanno giocato in 10 per più di un tempo ma l'atletico ha meritato

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                              • Sean
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                                • Sep 2007
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                                Barcellona-Atletico Madrid 0-2, decidono i gol di Alvarez e Sorloth; Psg-Liverpool 2-0

                                Nell'andata dei quarti di finale di Champions League successo esterno della squadra di Simeone al Camp Nou contro i catalani in 10; il Psg piega il Liverpool con i gol di Doué e Kvaratskhelia. La splendida punizione di Julian Alvarez per lo 0-1 dell'Atletico Madrid a Barcellona​

                                Barcellona-Atletico Madrid 0-2

                                Dopo essere stato preso a sassate all'arrivo al Camp Nou, l'Atletico Madrid risponde con una prova superlativa vincendo 2-0 contro il Barcellona, che ora rischia l'eliminazione ai quarti dopo lo choc in semifinale contro l'Inter nella scorsa stagione. I blaugrana creano tante occasioni, ma pagano dazio per le imprecisioni sotto porta. Rashford e Cancelo non sono lucidi nell'area avversaria, nella quale Musso fa buona guardia.

                                Il Barcellona non si ferma e segna con Rashford, ma il vantaggio non viene convalidato per un fuorigioco di Yamal. Al 44' resta in 10 per l'espulsione di Cubarsì, che stende Simeone lanciato a rete. Prima l'arbitro Kovacs estrae il giallo, poi viene richiamato dalla Var e opta per il rosso. Sulla punizione concessa dal fischietto rumeno l'Atletico Madrid sblocca il risultato con Julian Alvarez. Prima dell'intervallo, c'è tempo per una chance di Lewandowski, ma il tentativo dell'attaccante polacco non va a buon fine​

                                Nella ripresa, nonostante l'inferiorità numerica, il Barcellona è pericoloso due volte con Rashford. Nella prima l'inglese salta Musso, ma scaglia il pallone sull'esterno della rete; nella seconda, su punizione, è ancora Musso a superarsi deviando sulla traversa. Nel momento migliore dei blaugrana, l'Atletico Madrid raddoppia con una ripartenza micidiale di Sorloth. Il Barcellona si lancia in attacco nel tentativo di riaprire il match, ma Cancelo centra il palo e Musso salva su Yamal. I Colchoneros tirano un sospiro di sollievo e tornano a casa con un successo importante.

                                Psg-Liverpool 2-0

                                Al Parco dei Principi festeggia il Paris Saint Germain. Cade il Liverpool — alla terza sconfitta di fila — in uno dei suoi momenti più difficili degli ultimi anni. Dopo aver perso in Premier League contro il Brighton (2-1, 21 marzo) e nei quarti di FA Cup con il Manchester City (4-0, 4 aprile), i Reds devono alzare bandiera bianca nell'andata dei quarti di Champions. Gli uomini di Luis Enrique, campioni d'Europa in carica grazie al 5-0 all'Inter a Monaco di Baviera il 31 maggio 2025, esultano con i gol di Doué e Kvaratskhelia.

                                La gara la fanno i parigini, che sbloccano subito il risultato: slalom centrale di Dembelé, un rimpallo fa finire la palla a Doué che si accentra dalla sinistra e prova il destro a giro da dentro l'area. La deviazione di Gravenberch con il piede destro fa impennare il pallone che si insacca alle spalle di Mamardashvili. Il Liverpool non reagisce, il Psg crea. Mamardashvili respinge un tiro di Kvaratskhelia e di Doué prima dell'intervallo.

                                Nella ripresa non migliorano le cose per il Liverpool. Dembelé spara alto da buona posizione, poi arriva anche il 2-0 che rende tutto più difficile alla squadra di Arne Slot. Segna Kvaratskhelia che finalizza una gran palla di Joao Neves. Il Psg può scappare: Konaté atterra in area Doué, per l'arbitro Sanchez è rigore, salvo poi tornare sui suoi passi dopo un on field review. I Reds tirano fuori l'orgoglio con Wirtz, ma salva tutto Vitinha. Festeggia il Psg, che sfiora anche il tris con Hakimi e il palo di Dembelé, e ora al Liverpool toccherà trovare un'altra rimonta — dopo quella degli ottavi al Galatasaray — ad Anfield Road.​

                                CorSera
                                ...ma di noi
                                sopra una sola teca di cristallo
                                popoli studiosi scriveranno
                                forse, tra mille inverni
                                «nessun vincolo univa questi morti
                                nella necropoli deserta»

                                C. Campo - Moriremo Lontani


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