
Non sono d'accordo Sand. In realtà la questione sarebbe facilmente risolvibile stabilendo dei paletti alle campagne elettorali, in modo da porre ogni partito in condizione di sostanziale parità. In pratica, limitando ab origine la quantità e la qualità di "pubblicità" che ciascun partito può farsi.
Che la sfida si giochi sui programmi e non sulla potenza propagandistica.
Peraltro, se non ricordo male, dal punto di vista fiscale attualmente è più conveniente fare una donazione di denaro ad un partito che non ad un ente benefico...gli sgravi sono maggiori.
Infine, sull'abolizione dei finanziamenti ai partiti il popolo italiano si è già espresso chiaramente, votando a favore della totale eliminazione, in quel celebre referendum mai applicato.
E siccome in Italia "la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione" l'abolizione totale sarebbe atto dovuto. Per contro, il mantenimento in vita è incostituzionale.
è ridicolo e fastidioso che quei cialtroni (tipo Sclipoti) e i loro partiti, che all'indomani della nomina del governo tecnico piangevano "la morte della democrazia", piscino allegramente sui disposti costituzionali quando gli fa comodo.
Ultima modifica di bersiker1980; 17-04-2012 alle 13:28:41

ecco leggendo qst articolo ci si rende conto della gravità della situazione attuale, altro che "è gia capitato ... " qui nn si parla solo di disoccupati o depressi, si tolgono la vita anche molti imprenditori
http://www.ansa.it/web/notizie/rubri...o_6729720.html
io mi accontenterei di una rivoluzione francese.
The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants
ma_75@bodyweb.com
hai detto niente
in a cocoon of self-banishment![]()

la rivoluzione borghese e liberale, liberale nel senso del patto di cittadinanza che origina lo stato e ne determina i limiti nei confronti delle libertà dei cittadini, non è un'ideologia alternativa ad altre, ma la base costitutiva dello stato democratico, a meno di non volersi porre al di fuori della democrazia (per questa mancanza, anche, siamo sempre alla ricerca di personalità carismatiche, è infatti la vaccinazione contro le derive autoritarie e la premessa per la creazione di un autentico senso civico che, infatti, in italia manca: ognuno per sé e viva i furbi).
in italia non c'è mai stata e questo limite di cultura politica impedisce tuttora l'elaborazione di una gerarchia di valori coerente mentre invece si accavallano grottesche distinzioni di classe, opportunismi corporativi, ridicole presunzioni di superiorità, e anche qualche sorprendente idiozia e imbarazzanti silenzi.
lega, grillo, IDV, sono la conseguenza politica della mancanza di un vero e condiviso contratto sociale che delinei valori stabili e condivisi di cittadinanza, a partire dei quali ha senso elaborare valori di destra e sinistra.
aggiungo, non richiesta, che sinistra e destra in italia hanno mantenuto questa riserva culturale della ragion di stato e oggi non si ritrova una radice ideale che gli elettori non militanti possano sentire minimamente credibile.
destra e sinistra (in maniera ancora più marcata) sono rimaste sostanzialmente ancorate alla protezione di determinate categorie, ereditate da vecchie rappresentazioni di classe che, nella loro disgregazione, hanno finito col diventare sostanzialmente corporative.
in questo vuoto di rappresentanza nascono questi fenomeni che sono appunto, due facce della stessa medaglia.
Ultima modifica di gorgone; 18-04-2012 alle 10:26:27

Sapevo anche io di questa cosa. Ma le radici sarebbero molto profonde da quanto ricordo, partirebbero addirittura dalla mancanza in Italia della nascita di movimenti protestanti nel rinascimento e dalla successiva controriforma secondo alcuni storici. Però se si guarda al passato, escludendo pochi periodi felici per il nostro paese, quali il rinascimento e per alcuni aspetti le prime 2 decadi del XX secolo, negli altri casi siamo sempre stati a grande distanza dai paesi più avanzati europei. Paradossalmente siamo stati messi molto meglio in questi ultimi decenni. Tuttavia in un mondo che ormai è molto globalizzato e nel quale ci sono cambiamenti importanti e rapidi forse vanno considerati molti altri aspetti per spiegare la situazione di un paese
Ultima modifica di CaiusIulius; 18-04-2012 alle 20:56:12

sartorio, devi smettere di invitare il matto alle sassate e la lepre a correre.
certo che me lo sono chiesta, io ed altri:
il potere politico del vaticano, è la risposta.
il vaticano ha giocato un ruolo decisivo dalla controriforma in poi; siccome le dottrine riformate finivano col propugnare intrinsecamente uno spirito di libertà, confacente all'attivismo borghese, il cattolicesimo ha rafforzato la propria alleanza col potere feudale e rurale, sigillandola con l'avversione a tutto ciò che rappresentava la modernità, innanzitutto certi libri, la scienza, e certa filosofia: che borghesia ti aspetti di veder crescere in un luogo ove si processa galileo per le sue teorie, mentre il benessere di ognuno è vincolato a rapporti di vassallaggio e obbedienza ?
la modernità alla fine è stata importata, spesso a forza e per decisioni esogene, ma non si è mai avuto - tranne movimenti elitari - quel coagulo dello spirito civico che nasce da una rivoluzione anti-feudale e che istituisce un patto tra eguali.
la politica novecentesca è ripartita dall'assunto machiavellico del "fine che giustifica i mezzi", rielaborato come realpolitik, a destra, sinistra e centro; solo che i "mezzi", le prassi, sono esattamente il connotato distintivo del rapporto tra stato e cittadino.

ottimo caius.![]()
Ultima modifica di gorgone; 18-04-2012 alle 21:03:16
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