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Discussione: [Guida completa] Melatonina

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    Predefinito [Guida completa] Melatonina

    La melatonina (N-acetyl-5-methoxytryptamine) è una molecola naturale, una delle molecole secrete dalla ghiandola endocrina pineale, assolutamente innocua, decresce nell'organismo con l'avanzare dell'invecchiamento.
    Per la formulazione di melatonina che anagen.net ha selezionato leggere l'articolo relativo a Clavis Key Melatonin.
    La melatonina (N-acetyl-5-methoxytryptamine) è una molecola naturale, una delle molecole secrete dalla ghiandola endocrina pineale, assolutamente innocua, decresce nell'organismo con l'avanzare dell'invecchiamento.
    La melatonina non è un farmaco, ma una molecola naturale i cui effetti ed innocuità sono molto ben conosciuti.
    E' stata isolata da Lerner negli anni Cinquanta. Successivamente sono stati effettuati studi nei quali la melatonina veniva somministrata in dosi enormi nell'uomo per settimane e non dava luogo ad effetti collaterali. Inoltre nessun ricercatore è riuscito a far morire un topo in laboratorio anche somministrando dosi altissime.
    Il nome le è stato attribuito per la sua proprietà di indurre la mutazione dei cromatofori, cioè delle cellule melanociti che trasportano il pigmento responsabile ad es. della colorazione della pelle.
    E' presente ovunque (nei vegetali, nel latte, in tutti gli esseri viventi).
    La melatonina si limita fondamentalmente a proteggere la ghiandola pineale, restaurando indirettamente i ritmi ormonali giovanili.
    La sua carenza rappresenta un importante segnale di invecchiamento : quando il livello di melatonina diminuisce, si invecchia.
    Il suo meccanismo di azione pare non sia né di natura chimica, né biochimica, né recettoriale, né ormonale. Il principio sul quale si basa la melatonina non è farmacologico, consiste invece nel creare un picco notturno più o meno alla stessa ora tutte le notti.
    Melatonina : un ormone miracoloso?
    Secondo alcuni non può essere considerata un ormone, infatti viene sintetizzata nell'organismo anche da altri organi e non solo dalla pineale; se si asporta la pineale la melatonina circolante non scompare come invece avviene quando vengono rimosse le ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi); non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina come invece si verifica con tutti gli ormoni classici; se somministrata a dosi enormi di grammi al giorno per via orale non ha provocato effetti collaterali, contrariamente a qualsiasi ormone (da uno studio olandese).
    La somministrazione prolungata di melatonina non può indurre atrofia della pineale, infatti l'inibizione della sintesi dopo somministrazione orale non sembra dipendere come accade per gli ormoni classici dall'inibizione della sintesi dei fattori trofici, ma da una semplice inibizione retroattiva prodotta dalla stessa melatonina. Se si somministra melatonina esterna gli enzimi dell'organismo umano non si attivano per produrla, semplicemente invece la ghiandola si mette a riposo. Quando cessa la somministrazione di melatonina, la produzione endogena riprende come prima, anzi si afferma anche meglio di prima.
    Qualche studioso ha iniziato a pensare che restaurando i ritmi notturni di melatonina, i quali hanno a che fare con i cicli ormonali, è possibile ottenere dei benefici.
    Questa molecola pare risincronizzare l'organismo, mantenendo integri sistema neuroendocrino, ormoni e sistema immunitario.
    Sembra inoltre lavorare in sinergia con vari farmaci migliorandone sensibilmente l'efficacia.
    In realtà, da esperimenti effettuati sui topi, si è notato che non è la melatonina a prolungare la vita ma la ghiandola pineale, se trapiantata da un topo giovane ad uno vecchio. E viceversa il trapianto di una ghiandola pineale invecchiata in un topo giovane, che conservava la sua pineale giovane, lo faceva rapidamente invecchiare (lavori del Prof. Pierpaoli pubblicati nel 1994 su Proceedings of the National Academy of Sciences degli USA). Questo porta a pensare che la pineale vecchia porta un programma di invecchiamento che supera qualsiasi ostacolo, ignorando anche il segnale della pineale più giovane. Si potrebbe quindi pensare di asportare in un organismo la ghiandola pineale non appena questa inizia a portare i segnali di invecchiamento, sperando di arrestare il processo di invecchiamento stesso.
    Il professor Walter Pierpaoli è probabilmente il massimo studioso mondiale sulla melatonina (ad esempio la formulazione Key Melatonin è composta anche da zinco orotato).
    Evitare alla pineale di invecchiare pare quindi ritardare l'invecchiamento dell'intero organismo.
    Nell'uomo il trapianto di pineale è arduo in quanto ci sono enormi problemi di rigetto. Ovviamente la rimozione della ghiandola pineale è comunque un estremo rimedio.
    Un intervento antietà costante nel tempo, grazie all'opera graduale di una molecola come la melatonina sarebbe possibile.
    La melatonina potrebbe rendere del tutto inutili una certa parte di farmaci attualmente in circolazione.
    La melatonina protegge la ghiandola pineale dall'invecchiamento, avendo una potente azione antinvecchiamento sulla ghiandola. Questo è dimostrato sui topi da studi scientifici. In caso di somministrazione di melatonina dall'esterno, la ghiandola pineale invecchia meno rapidamente, rallentando tutto il programma di deterioramento dell'organismo.
    La ghiandola pineale mantenuta giovane rallenta l'invecchiamento dell'intero organismo ----> la melatonina rallenta l'invecchiamento della pineale mettendola a riposo, la quale sembra impartire l'ordine di invecchiare, questo in evidenza il concetto.
    Infatti se la melatonina è somministrata dall'esterno, la ghiandola pineale non ha più bisogno di produrla, rallentando il proprio invecchiamento e adempiendo per intero alla produzione di altre importanti sostanze come ad es. il TRH
    E' dimostrato che la melatonina non presenta effetti tossici neppure se venisse somministrata in quantità di diversi cucchiai al giorno!
    Se il livello di melatonina risulta basso, la somministrazione esogena (dall'esterno) rimpiazza la carenza; se il livello endogeno (già presente nell'organismo) risulta alto, la somministrazione ulteriori di melatonina non ha alcun effetto, l'organismo trattiene la dose sufficiente, eliminando con le urine il resto.
    Da studi scientifici si è dimostrato inoltre che la melatonina normalizza i livelli di zinco nell'età avanzata. Pare altresì che assumendo melatonina ogni parametro risulta migliorato.
    Altri effetti della melatonina sono documentati : sostiene la funzione immunitaria, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue, protegge dagli effetti negativi dello stress, ripristina i ritmi del sonno, aiuta a difendersi dal cancro e dalla malattie cardiache, stimola e sostiene la funzione sessuale (mettendo a riposo la pineale e risincronizzando i ritmi ormonali giovanili).
    E' stato effettuato uno studio clinico circa le capacità della melatonina di ripristinare i ritmi ormonali antecedenti la menopausa, per avere una risposta anche sulla capacità della melatonina di invertire il processo di invecchiamento generale nell'organismo. Lo studio ha avuto effetti positivi! (effettuato presso la clinica Madonna delle Grazie di Velletri dal Prof. Walter Pierpaoli e il dottor Giulio Bellipanni, pubblicato sulla rivista Experimental Gerontology 36, 2001, 297-310). E' stato effettuato tra donne di 42-62 anni, mostrando che la melatonina in soli sei mesi è riuscita a far "ringiovanire" donne di età variabile fra i 42 e i 62 anni. Anche la funzione tiroidea veniva ripristinata, diminuisce la depressione. Sono stati somministrati 3 milligrammi di melatonina alla sera per 6 mesi.
    Esistono anche dei kit salivari per misurare il livello di melatonina.
    La dose massima sperimentabile dovrebbe essere di 3 milligrammi la sera, provando eventualmente a diminuire la dose (anche dividendo in due una compressa).
    La somministrazione deve avvenire la sera prima di spegnere la luce e dormire : durante il giorno altererebbe il ritmo. Assumendola di sera non si fa che assecondare la natura, mettendo a riposo la pineale che non si deve sforzare di produrla e permettendo la resincronizzazione dei ritmi ormonali.
    E' in concentrazioni elevatissime nel nucleo delle cellule.
    Addirittura vi sono stati studi nei quali la melatonina mostra benefici effetti nei malati affetti ad AIDS, somministrando melatonina purissima insieme a selenio e zinco.
    La melatonina è prodotta e secreta da diversi tessuti ed organi, ma di notte solo dalla ghiandola pineale.
    Stimola la produzione dell'ormone della crescita. Promuove la crescita delle cellule del midollo osseo. E’ essenziale che sia in forma purissima. Alcuni la assumono la sera prima di dormire 0.3 - 0.5 mg.
    Attenzione però : chiedere sempre al proprio medico prima di fare da sé. Questo sito non si assume alcune responsabilità.
    Si può anche usare in soluzione : in acqua è solubile a caldo ma tende a precipitare per raffreddamento, è quindi meglio dissolverla in un solvente in cui è molto solubile, come l' alcool etilico, per poi aggiungere l' acqua lentamente, sotto agitazione. Ecco un esempio di riferimento : melatonina 0.1g, alcool etilico al 95% 2.5g, glicole propilenico 0.5 g, acqua depurata q.b. a 10 ml. Un ml corrisponde a 10 mg di melatonina.
    PREDISPOSIZIONE AD UN SONNO MIGLIORE300mcg-5mgMigliora il sonno senza effetto rimbalzo alla sospensione.CAMBIAMENTO DI FUSO ORARIO1-10mgAiuta ad abituarsi presa il giorno dopo del voloMANTENIMENTO DELLA MEMORIA 5-6mg MIGLIORE SISTEMA IMMUNITARIO10-40mgStimola il sistema immunitario.ANTIOSSIDANTE Azione blanda a bassi dosaggi.AUMENTO VITA IN ANIMALI PREVENZIONE E TRATTAMENTO CANCRO40mg-700mgPuò prolungare la vita in soggetti affetti da glioblastoma, un tipo di tumore cerebrale. Tamoxifene + melatonina pare rallentare il tumore alla mammella. Sei su 40 pazienti in uno studio trattati con 700mg hanno avuto decremento transitorio della massa tumorale.
    Uno dei maggiori studiosi della melatonina è il Dr. Walter Pierpaoli. La melatonina servirebbe anche a non invecchiare. Perché impedisce al "centro di smistamento" nella ghiandola pineale (che in realtà una ghiandola non è) di non deteriorarsi, e quindi a non poter far più partire gli impulsi che regolano i ritmi naturali del giorno e della notte, quelli che ci mantengono sincronizzati ogni istante, tramite il sistema ormonale, con l’ambiente in cui viviamo. Se ci allontaniamo da questo ambiente naturale, invecchiamo più rapidamente. La realtà del mondo in cui si vive ci sfugge in quanto ne siamo una parte integrante. Noi navighiamo in una dimensione della quale ignoriamo la natura ed i confini, ed i nostri unici punti di riferimento sono solo i ritmi scanditi dal giorno, dalla notte e dalle stagioni. Si scrive che è del tutto innocua anche a dosi altissime e per periodi lunghissimi. Esistono lavori documentatissimi, ma non vengono mai citati. Tuttavia bastano pochi milligrammi (al massimo 3) per mettere la pineale " a riposo " durante la notte e proteggere quindi la pineale, il nostro centro di smistamento ormonale, dalla senescenza. Non invecchiando la pineale, non possiamo invecchiare o, almeno, il processo dell’invecchiamento non sarà mai più come lo abbiamo visto e vissuto fino ad ora. La melatonina nelle donne in perimenopausa ricostituisce in modo straordinario la condizione endocrina giovanile e fa regredire rapidamente tutti i disturbi neurovegetativi e psichici che accompagnano la menopausa, in particolare lo stato di ansia, nervosismo e depressione. La melatonina notturna risincronizzerebbe l’intero sistema ormonale e, proteggendo la pineale, la mantiene giovane e in grado di produrre altre formidabili molecole.
    Relazioni con il sonno
    La melatonina ha relazioni con il sonno ma indirette. E' utile al sonno perché migliorando i ritmi biologici fa sì che ci si addormenti più facilmente. La melatonina rimette esclusivamente in moto un sistema che risulta essere alterato nei suoi ritmi. Prima che tutto torni in equilibrio possono passare addirittura settimane! Finché una notte, di colpo, arriva il sonno ristoratore. Inoltre anche se si dorme poco, si dorme meglio e dopo alcuni giorni ci si sentirà benissimo. Non essendo né un farmaco né un sonnifero la melatonina non agisce improvvisamente. Non c'è altro sistema se non quello di continuare ad assumere i mg di melatonina indicati alla sera prima di dormire. Un effetto immediato, prima che sia stato ricostituito il ciclo biologico alterato non è pensabile. Bisogna inoltre assicurarsi che al melatonina usata sia prodotta con il sistema GMP (Good Manufacturing Practise) che da garanzia che la compressa finale contiene esattamente quanto dichiarato. Non essendo un farmaco se ne potrebbe assumere anche in eccesso senza restringerne eventuali effetti collaterali; per saturare l'organismo durante la notte ne basterebbero anche meno di 3 mg (1-2 mg), tuttavia prudenzialmente se ne consigliano 3 mg a causa del differente assorbimento intestinale di ognuno. Una parte della melatonina che si assume per via orale viene distrutta, un'altra parte viene metabolizzata dal fegato e si trasforma in idrossimelatonina. Vi sono stati effetti indesiderati all'inizio dell'assunzione di melatonina : tachicardia, capogiri, insonnia, emicrania. In questo caso bisogna verificare in primis la qualità della melatonina che si sta assumendo, quindi bisogna essere sicuri che si sta assumendo la melatonina prima di spegnere la luce e alla sera. Ci vuole inoltre del tempo per restaurare un organismo alterato. Questi sintomi, secondo il Prof. Pierpaoli (in uno dei suoi libri) possono essere passeggeri. Se un soggetto assume melatonina perché vuole invecchiare bene, la qualità del suo sonno sarà diversa, in quanto la melatonina provvederebbe a normalizzare determinati parametri. Il sonno sarà diverso da quello di prima e potrebbe essere migliore.
    Alcune persone assumono la melatonina prima di mezzanotte allo scopo che il picco notturno si formi intorno alle 1-2 AM e non più tardi. La melatonina aggiustarebbe i vecchi ritmi alterati e talvolta ci vorrebbero settimane e mesi per riassettare il cervello ed i ritmi ormonali. Ma il risultato arriverebbe e solo chi si fermerebbe non riuscirebbe a trarre vantaggi, dato che il sonno è solo un aspetto trascurabile in quanto in realtà la melatonina protegge solo la ghiandola pineale che poi riacquisterebbe una funzionalità giovanile. Purtroppo in questo mondo a volte folle non sappiamo rispettare i ritmi del mammifero uomo ed i risultati saranno, e sono, già drammatici.
    E' possibile trovare informazioni complete e ulteriori ad es. sui libri del Prof. Pierpaoli "120 e passa di media...Vivere Bene, Invecchiare Giovani e Morire Sani", "The melatonin miracle" e traduzione italiana "La fonte della giovinezza".
    E' una sostanza naturale ampiamente sperimentata in laboratorio e che quindi andrebbe studiata ulteriormente e si potrebbe pensare ad un uso in senso profilattico e nello stesso tempo terapeutico.
    L'assunzione della melatonina non è consigliata in gravidanza ed ai bambini troppo piccoli e sani.
    La formulazione di melatonina che abbiamo selezionato è quella Clavis Key Melatonin, formulata ad esempio anche con zinco orotato (studi del prof. Pierpaoli parlano dell'uso di zinco orotato insieme alla melatonina).
    "E' la natura che si è inventata tutto; noi invece brancoliamo nella chimica, e diamo definizioni ridicole di molecole di cui sappiamo poco o niente". Uno studioso.
    La fluvoxamina aumenta significativamente il livello serico di melatonina, potendo quindi essere causa di eccessiva sonnolenza. È risaputo, inoltre, che la fluvoxamina aumenta la secrezione endogena di melatonina, sembra a causa dell'inibizione degli isoenzimi che la metabolizzano, CYP1A2 o CPY2C9. Questa interazione è particolarmente pericolosa quando melatonina e fluvoxatina vengono assunte assieme ad altri sedativi, come l'aloperidolo o il diazepam, a loro volta metabolizzati dagli stessi isoenzimi.
    Sembra anche che la melatonina interagisca farmacodinamicamente con la nifedipina riducendo l'effetto antipertensivo della sua formulazione a lento rilascio, causando un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Nonostante il meccanismo di questa interazione non sia noto, sembra che la melatonina svolga un ruolo nella regolazione del sistema cardiovascolare.
    La melatonina, un ormone naturale del corpo, potrebbe un giorno essere usata in aggiunta ai tradizionali trattamenti per la pressione alta. Secondo il ricercatore Frank A.J.L. Scheer e colleghi del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School di Boston, gli effetti della melatonina sulla pressione del sangue potrebbero essere dovuti alla sua capacità di contribuire al regolamento dell'orologio biologico del corpo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Hypertension: Journal of the American Heart Association".
    "Già in passato - spiega Scheer - si era osservato che le persone con pressione sanguigna elevata presentano spesso una soppressione dei livelli notturni di melatonina. Di recente abbiamo scoperto che queste persone presentano dei disturbi al proprio orologio biologico. La scoperta potrebbe aprire la strada a nuovi approcci per la cura dell'ipertensione".
    Scheer e colleghi hanno condotto lo studio presso l'Istituto olandese di ricerca sul cervello di Amsterdam.
    Gli scienziati hanno studiato l'effetto di una singola dose di melatonina confrontandolo con quello di un regime più lungo. Dopo aver somministrato per tre settimane a 16 volontari, un'ora prima di andare a dormire, placebo oppure 2,5 milligrammi di melatonina per via orale, i ricercatori hanno analizzato gli effetti confrontandoli con quelli di una somministrazione unica in un solo giorno. I risultati mostrano che i pazienti che ricevevano melatonina ripetutamente presentavano una minore pressione notturna, sia sistolica che diastolica. La dose singola di melatonina, invece, non aveva effetto sulla pressione del sangue.
    Fonte: Le Scienze

    Libri da leggere
    • "La fonte della giovinezza" - Walter Pierpaoli, William Regelson
    • "La melatonina nella terapia del terreno oncologico e del "reale rischio" oncologico" - Sergio Stagnaro
    • "120 e passa di media" - Walter Pierpaoli, Pippo Zappulla
    • "Melatonina" - Ray Sahelian
    • "Melatonina" - Giancarlo Rosati
    • " Aloe & Melatonina" - Roberto Romiti
    Referenze bibliografiche
    <OL>Jellin JM et al., eds. Pharmacist's letter/prescriber's letter natural medicines comprehensive database. http://www.naturaldatabase.com/
    Hartter S et al. Increased bioavailability of oral melatonin after fluvoxamine coadministration. Clin Pharmacol Ther. 2000; 67:1-6.
    Von Bahr C et al. Fluvoxamine but not citalopram increases serum melatonin in healthy subjects -- an indication that cytochrome P450 CYP1A2 and CYP2C19 hydroxylate melatonin. Eur J Clin Pharmacol. 2000; 56:123-7.
    Lusardi P et al. Cardiovascular effects of melatonin in hypertensive patients well controlled by nifedipine: a 24-hour study. Br J Clin Pharmacol. 2000; 49:423-7.


    <FONT face="Arial, Helvetica, sans-serif" size=2><FONT face=Arial color=#000000 size=2><SPAN lang=EN-GB>Pierpaoli, W. and Regelson W. with Carol Colman, “The Melatonin Miracle”, Simon &

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